Il Boia (1.67🔺) si trasforma in novello Re Mida e muta in tre punti d'oro l'ottima prestazione della Jamaica che, a Kingston, piega nettamente l'Always Argentina con un perentorio 2-0.
I caraibici conquistano così la loro seconda vittoria nonchè il settimo punte in tre partite.
Sono numeri capaci di alimentare un disperato inseguimento al quarto posto anche se restano da disputare solamente tre partite (Uruguay, Colombia e Costarica) per tentare un'impresa ai confini dell'impossibile.
Il Boia è riuscito immediatamente ad imprimere nei "Reggae Boyz" una mentalità vincente che si unisce ad una eccellente organizzazione di gioco, già efficace sin dall'esordio contro il Cile.
Garth Crooks è rinato, così come Paul Davis (nonostante la fascia da Capitano sia stata ceduta a Ian Goodison) ma, oltre al rilancio della vecchia guardia, c'è stato un graduale e costante inserimento delle così dette seconde linee, tra le quali annoveriamo Gareth McCleary, Giles Barnes e Leon Bailey.
Un mix brillante ed efficace che promette ancora di stupire da qui a fine torneo.
A titolo di cronaca registriamo la pesante perdita del Banco (-33€) determinata dalle puntate sia del Boia sia del Bandito, premiati al triplice fischio finale dalla ghiotta quota a 5,5.
La Nord Irlanda, già qualificata, espugna il campo della Polonia grazie al "Settimo Sigillo" di Jimmy Jones e si aggiudica la sfida per il primato del Gruppo 4.
La "Green & White Army" è ormai irraggiungibile in classifica e, dopo il pari contro gli stessi polacchi nel match d'esordio a Belfast, ha raccolto quattro vittorie consecutive con 10 reti all'attivo (miglior attacco insieme alla Svizzera con Jimmy Jones capocannoniere insieme all'azzurro Gigi Riva) e solamente una al passivo (miglio difesa d'Europa).
Chiamato in causa sulla panchina di Israele, il Boia mette la museruola al temuto bomber Ali Daei con un'audace linea difensiva e tiene in scacco l'Iran, salvo concedere il gol del pari al 93' dopo aver sfiorato, in più di un'occasione, la rete del 2-0 che avrebbe ipotecato la vittoria.
L'Arabia Saudita cede nettamente ad Haifa (0-3) contro Israele padrone di casa e, pur dimostrando una sua identità di gioco, sembra essere l'unica squadra, della franchigia del Boia, contro la quale si possa tentare di vincere per spezzare l'incantesimo che vede un uomo solo, meritatamente, al comando della Classifica Manager e attuale favorito numero uno dai bookmakers per la conquista del Sogno Mundial.
A fronte di questi numeri non si può più parlare di fortuna.
Sicuramente ci sono squadre che si esprimono meglio (Nord Irlanda, Paraguay) e altre che stentano a sviluppare un gioco apprezzabile (Argentina, Spagna) ma in entrambi i casi il risultato è la vittoria.
Facendo un confronto con la Classifica Manager della passata edizione, in cui il Boia si laureò Campione, ci si accorge che si tratta di numeri molto simili a testimonianza di una netta egemonia.
Gli Antichi Eroi gongolano all'idea di trionfare in un'edizione pari e sancire così definitivamente il trionfo della luce sulle tenebre.
Il Presidente (1.41🔺) coglie una vittoria sofferta ma di importanza capitale piegando (1-0), a Lima, la resistenza di un coriaceo e tignoso Ecuador grazie al guizzo di Teodoro "Lolo" Fernandez (74').
Gli ospiti occupano perfettamente il campo ed intasano gli spazi, rendendo vano l'elegante giro palla degli Incas.
Josè Balseca si divora il vantaggio (38') e l'Ecuador da sempre l'impressione di poter colpire in contropiede.
Sotto una pioggia battente, Alfredo Bonnard si oppone con bravura a Cubillas (58') per poi capitolare impotente dinnanzi alla staffilata dell'Idolo Eterno che porta in dote tre punti fondamentali per alimentare le speranze di qualificazione.
La Polonia, priva di Szymanowski, Gorgon, Gadocha e Lubanski, perde la propria imbattibilità (anche quella interna nel contempo) cedendo di misura a Varsavia (0-1) contro la Nord Irlanda, apparsa più in forma e maggiormente determinata a conquistare il primo posto nel raggruppamento.
Dopo la doppia vittoria ai danni della Francia, i "Bialo-Czerwoni" hanno avuto un preoccupante crollo motivazionale.
Un'occasione persa anche per Zygfryd Szoltysik, Zibì Boniek, Andrzej Szarmach e Lucjan Brychczy che, pur non potendo essere considerati dei semplici comprimari, non hanno colto l'occasione per mettersi in mostra ed instillare qualche dubbio nella mente di Kazimierz Gorski.
L'Iran, dopo tre vittorie consecutiva, si presentava in Israele carico e mentalmente predisposto a centrare la quarta vittoria esterna su quattro incontri sotto l'egida del Presidente.
Al contrario Israele, guidato dal Boia, ha reso la vita dura al Tim Mellì, aggredendo con grande intensità ed asfissiando, con un pressing pressochè costante, i portatori di palla iraniani, tagliando, in tal modo, i rifornimenti al reparto offensivo.
Dopo il vantaggio siglato da Mordechai Spiegler (18'), i padroni di casa hanno dominato, fallendo il raddoppio solamente a causa delle prodezze di Nasser Hejazi.
L'estremo difensore iraniano si è reso protagonista, tra le altre, di una doppia parata strepitosa su Roni Kalderon.
All'ultimo giro di lancette, con un colpo di testa su cross di Mahdavikia, Ali Karimi gelava l'Haifa International Stadium e siglava l'1-1 finale.
La serata positiva di Israele proseguiva, questa volta con il Presidente in panchina, con la convincente vittoria ai danni dell'Arabia Saudita (3-0), cenerentola del girone asiatico.
Il grande protagonista di questa affermazione è stato Haim Revivo autore di una doppietta.
Ora anche Israele coltiva ambizioni di qualificazione ma all'orizzonte si prospettano scontri diretti ben più probanti.
Il Barone (1.45🔻) coglie un punto prezioso nel rocambolesco 3-3 tra gli Usa e l'Uruguay.
Ad un incontenibile Edinson Cavani risponde Eric Wynalda e i due rivali, appaiati a quota 7 reti, si contendono lo scettro di capocannoniere.
In attesa che la Colombia, distanziata di tre punti ma con tre gare in meno, scenda in campo contro Uruguay, Costarica e Cile, gli "Yankees" mantengono la terza posizione anche se sono reduci da due pareggi ed una sconfitta nelle ultime tre uscite.
Chiamato a fare le veci del Boia sulla panchina dell'Albiceleste, il Barone viene surclassato nel gioco e nello spirito e un'Argentina inconsistente viene travolta dalla frizzante Jamaica che realizza l'impresa di giornata.
Dopo aver aspramente criticato sul piano tattico il fratello per l'assenza di un assetto definito (critica nel complesso condivisibile), il Barone aveva la grande occasione di dimostrare la propria tesi dando un'anima offensiva e spettacolare all'Always Argentina.
Tuttavia, alla luce di una prestazione disarmante, oltre ad aver perso la partita, il nostro ha perso anche un'occasione per dare valore al proprio pensiero, sconfessato dal campo.
The Calculator (1.30🔺) rilancia la Nigeria all'inseguimento della vetta, grazie all'affermazione in rimonta (2-1) contro un tenace Marocco.
5° centro Mundial per Segun Odegbami e 4° per Nwanko Kanu i due alfieri capaci di rimediare, in quattro minuti, allo svantaggio subito in precedenza (36') dal genio Larbi Ben Barek.
L'Egitto, straordinario protagonista di questo avvio di qualificazioni, crolla (0-4) in Sud Africa sotto i colpi di Gordon Hodgson.
Ora ad attendere i "Faraoni", desiderosi di riscatto, c'è il Camerun del Colonnello.
La Gaglya (1.10🔻) rilancia la corsa del Sud Africa grazie al poker di reti realizzato da Gordon Hodgson ai danni dell'Egitto.
Una vittoria scaccia crisi per i "Bafana Bafana" che finora hanno raccolto molto meno di quanto non abbiano meritato sul campo.
Restando in Africa, il Marocco esce a testa alta dalla difficile trasferta in Nigeria (1-2) ma La Gaglya "tilta" e rassegna le dimissioni.
Classica reazione di uno schizofrenico paranoico clinicamente accertato.
Con oltre un girone di ritorno a disposizione, la panchina dei "Leoni dell'Atlante" verrà offerta in primis al Boia (che non ha compagini nel continente nero dopo le dimissioni dalla panchina del Ghana) e in caso di rinuncia al Presidente, avendo sia il Professore sia il Barone due squadre a testa nel girone.
Ricordo, da regolamento, che avendo il Marocco la possibilità di qualificarsi, se il Manager subentrante dovesse fallire l'obiettivo sarà automaticamente escluso dalla prossima asta nell'eventuale nona edizione.
L'Uruguay, nonostante un superbo Cavani autore di una splendida tripletta, non riesce a battere gli Usa dopo una sfida emozionante e ricca di spunti.
La prossima gara, in programma in Colombia, sarà determinante per la "Celeste" che precede in classifica proprio i "Cafeteros".
L'Ecuador finisce a "Rischio Esonero" perdendo di misura contro il Perù (0-1) in trasferta.
Più di un rammarico per La Gaglya a fronte dell'ennesima buona prestazione de "La Tricolor" attesa ora dalla delicata sfida contro il Paraguay del Boia.
Prima di cedere la parola agli highlights, eccovi l'elenco delle gare in programma MERCOLEDI' 2 OTTOBRE dalle 20.45 all'Anfiteatro Aegidius.
COLOMBIA – URUGUAY
IRAN – GIAPPONE
BRASILE – BOLIVIA
MESSICO – PARAGUAY*
CAMERUN – EGITTO
TUNISIA – SENEGAL
ARGENTINA – COSTARICA
BOLIVIA – MESSICO
VENEZUELA – BRASILE
SUD AFRICA – CAMERUN
COLOMBIA – COSTARICA
GIAPPONE – ARABIA SAUDITA
* Si ricorda ai signori Manager che è interdetta l'introduzione di armi all'interno dell'Anfiteatro per ragioni di pubblica sicurezza durante l'incontro Messico - Paraguay
E' GIA' MUNDIAL!
La palla è rotonda, la partita dura 90 minuti e tutto il resto è solo teoria.
(Sepp Herberger)
Calcio è calcio.
(Vujadin Boškov)
Può succedere che una partita venga dilatata a saga, a poema epico, e che ogni suo episodio si colori come nessuno avrebbe mai pensato assistendovi o addirittura prendendovi parte.
Il calcio è straordinario proprio perché non è mai fatto di sole pedate.
Chi ne delira va compreso, non compatito;
e va magari invidiato, non deriso.
Il calcio è davvero il gioco più bello del mondo per noi che abbiamo giocato, giochiamo e vediamo giocare.
(Gianni Brera)
Se sei in area di rigore e non sai cosa fare con la palla, buttala in rete, poi parleremo delle alternative più tardi.
(Bill Shankly)
Il mio fugace amico uruguagio si chiama Carlos Lorenzo e gridava gol con tutta l’anima ogni volta che vedeva Ghiggia segnare, in televisione, il gol che fece vincere all’Uruguay il mondiale del 1950: “A volte mi capita di vederlo sei volte in un pomeriggio, e tutte e sei le volte non posso fare a meno di gridare come un pazzo”.
Era della stirpe di Mario, il tifoso che durante Spagna 82 viveva avvolto in una bandiera argentina.
Aveva poco più di cinquant’anni e mi confessò di aver venduto la casa per poter essere a quel mondiale.
“E quando torni come farai” gli chiesi.
“Non lo so, ma adesso lo sto vivendo e da qui non me lo toglie nessuno”.
(Jorge Valdano)
Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal».
Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.
(Pier Paolo Pasolini)
Io non gioco contro una squadra in particolare.
Io gioco per battermi contro l’idea di perdere.
(Eric Cantona)












































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