giovedì 19 settembre 2019

GIMME FIVE KANGAROOS!




L'Australia del Professore (1.54🔺fa la voce grossa e inanella altre due affermazioni, conquistando così 5 vittorie in 5 partite: è record storico delle Qualificazioni Asiatiche e attuale record mondiale.
Prima i "Canguri" regolano il Giappone a Tokyo (2-0) e poi si sbarazzano di Israele in rimonta (3-1) a Melbourne.
Craig Johnston del Liverpool e Mark Bresciano del Palermo sono gli araldi delle fasce, due elastici pronti a scattare in profondità, perfetti per sfruttare la verticalità ossessiva che il Professore chiede a Josip Skoko (Hajduk Spalato - 3 assist complessivi finora) e Tim Cahill (Everton - Con 50 reti realizzate in 108 presenze è il miglior marcatore di sempre della nazionale australiana e il secondo giocatore per numero di presenze dopo Mark Schwarzer del Middlesbrough che, tuttora, è il portiere titolare della selezione allenata dal Professore).
La retroguardia si poggia centralmente Paul Okon del Bruges (ex Lazio e Fiorentina) e Tony Popovic del Crystal Palace, preferito sempre più frequentemente a Craig Moore dei Glasgow Rangers.
I terzini Brett Emerton (Blackburn Rovers) a destra e Stan Lazaridis (Birmingham City) a sinistra sono due incursori che si sovrappongono alle ali, generando dinamismo ed imprevedibilità.
Una tale organizzazione di gioco, unitamente ad una buona dose di aggressività, supporta efficacemente una coppia di attaccanti che non ha bisogno di presentazioni.
Harry Kewell ("The Jewel" - 4 gol all'attivo nonchè miglior marcatore australiano) e Mark Viduka (Capitano - 3 assist e 2 gol), compagni di club nel Leeds United, costituiscono un binomio ben assortito che unisce classe e potenza.
Come ha dichiarato in conferenza stampa il Professore, "Mark Viduka è l'attaccante totale, quello che si muove meglio in assoluto tra tutte le punte delle squadre che dirigo".
Credetemi se vi dico che i nomi illustri non mancano sfogliando le rose di Francia, Brasile, Italia, Scozia e Svezia per citare le principali.
Chi fermerà i Canguri?

La lunga notte del Professore prosegue con la vittoria del Senegal che ha la meglio sul Sudafrica (3-1) dopo aver subito, pressochè costantemente, l'iniziativa dei "Bafana Bafana".
Henri Saivet (4 reti in queste Qualificazioni) e Jules Bocandè (3) ribaltano l'iniziale svantaggio realizzato da Gordon Hodgson e portano il Senegal al momentaneo secondo posto in classifica.
Tre punti fondamentali, a fronte di una prestazione ricca più di ombre che di luci nel contesto di una gara meglio interpretata dagli ospiti, traditi solo dal punteggio.
Il Beloved Brazil esce con un punto striminzito ma comunque prezioso (1-1) dall'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito.
Dopo un primo tempo autoritario, i carioca trovano il vantaggio con Garrincha (56'), lesto a ribadire in rete la respinta di Bonnard su conclusione di Ronaldo, salvo poi cedere totalmente l'iniziativa ai padroni di casa che sfiorano la rete in più occasioni, limitati dalla scarsa vena di Balseca e dalla parate decisive di Gilmar.
Quando la vittoria sembra ormai scritta, giunge il meritato pari siglato da Washington Munoz in pieno recupero (91').
I "Canarinhos" si trovano a due punti dal primo posto utile per raggiungere la Fase Finale del Mundial, nonostante un nuovo passo indietro dal punto di vista della prestazione.
Il Professore eredita la panchina del Cile dal Presidente ed esordisce con un pareggio legittimo in Uruguay (1-1).
Risulta evidente, sin da questa gara d'esordio, la mano del neo allenatore, vista la vigoria mostrata dai giocatori della "Roja" che hanno ben figurato, dimostrando coesione e unità d'intenti come mai in precedenza.
Il Boia (1.66🔺) torna alla vittoria con il Paraguay che piega la resistenza della Bolivia (2-0) dopo una gara equilibrata ed incerta sino al raddoppio di Arsenio Erico (4° centro Mundial per "El Saltarin Rojo") che all'80' chiude la contesa.
L'Albirroja, reduce dal tremendo 1-6 di Rio de Janeiro, parte molto contratta.
La tensione è palpabile e la Bolivia si dimostra avversario ostico poichè molto ben disposto sul terreno di gioco.
Con questa vittoria il Paraguay mantiene due punti di vantaggio sul Venezuela, tre sul Perù e quattro sulla stessa Bolivia che occupa attualmente l'ultimo posto utile per raggiungere il Sogno Mundial.
Il Boia accetta di assumere la guida tecnica della Jamaica e l'impatto è subito estremamente positivo.
I "Reggae Boyz" (ribattezzati "Reggae Boia") conquistano i primi punti (dopo sei sconfitte consecutive) vincendo meritatamente in casa di uno spento Cile (1-0) e pareggiando a Pasadena contro gli Usa (1-1).
Il Boia ha plasmato, in pochi allenamenti, una squadra a sua immagine e somiglianza : lucida e organizzata con un Paul Davis (Arsenal) subito in gran spolvero.
Il Presidente (1.39🔻) pareggia in Bolivia con il Perù (1-1).
Gara molto bella, aperta ad ogni pronostico dopo un primo tempo molto tattico.
La sblocca Hugo Sotil (giunto al 4° gol) e la pareggia Milton Melgar con una gemma balistica su calcio di punizione piuttosto contestato dai peruviani che chiedevano il fallo a favore.
Dopo l'ennesima opaca prestazione culminata con la sconfitta interna contro la Jamaica (0-1), Il Presidente rassegna le proprie dimissioni dalla panchina del Cile.
Dopo le prime due fortunose vittorie (ratto ai danni della stessa Jamaica e vittoria al 93' contro l'Uruguay) la Roja ha collezionato 5 sconfitte consecutive.
La decisione è stata presa per via sopratutto dell'incompatibilità tattica tra il Presidente e i giocatori, totalmente privi, a detta sua, sia della disponibilità necessaria ad assimilare un assetto tattico come la 4-3-3 sia di quella "garra" che contraddistingue abitualmente le formazioni sudamericane.
Un autentico fallimento la cui eredità è stata raccolta dal Professore.
Israele spaventa l'Australia per oltre un'ora ma poi è costretto a cedere l'onore delle armi (1-3).
Una prestazione nel complesso più che positiva al cospetto della corazzata che sta dominando l'Asia.
4° centro per Haim Revivo del Celta Vigo.
The Calculator (1.29🔻) esordisce con il positivo pari tra Bolivia e Perù (1-1) in un match ricco di emozioni e palpitante di tensione per l'importanza della posta in palio.
"La Verde" viene successivamente sconfitta dal Paraguay (0-2) senza partiolari demeriti e dopo aver opposto una strenua resistenza.
Il prossimo probante impegno prevede la trasferta in casa del rinato Brasile, costretto a vincere per superare proprio la Bolivia ad oggi quarta.
Il Giappone cede l'onore delle armi all'Australia (0-2) nel match di cartello asiatico del Turno 5.
Kunishige Kamamoto non finalizza le occasioni create dai compagni e i "Blue Samurai" non riescono a recuperare la rete di svantaggio siglata da Craig Johnston (56').
Tuttavia la sfida si chiude solamente all'ultimo respiro con il guizzo di Tony Popovic (91').
Ora, per i nipponici, è in programma lo scontro con la rivelazione Iran.
Un test importante per rilanciarsi in classifica dopo un avvio stentato (4 punti in 4 partite).
La Nigeria esce sconfitta nella sfida con la Costa d'Avorio ove era in palio la vetta del Girone Africano.
Le "Super Eagles" hanno offerto una prestazione disastrosa nella fase difensiva caratterizzata da una moltitudine di errori individuali, inusuali per le squadre della scuderia Vulcan.
Sul banco degli imputati il laterale destro Victor Moses che ha spinto poco e ha difeso in maniera imbarazzante.
Nwanko Kanu si è visto per tre volte negare la rete dal portiere (di riserva) Boubacar Barry oltre ad aver colto un palo clamoroso (45').
Il Barone (1.49🔺) lancia il suo Venezuela all'inseguimento del Paraguay e, sopratutto, di una qualificazione che avrebbe del clamoroso (quotata a 15 in pre season).
La vittoria corsara in Ecuador (0-1), griffata Salomon Rondon (4° sigillo mondiale), riporta i "Vinotintos" a due sole lunghezze dall'Albirroja con alle porte l'impegno del Turno 11 contro il Brasile a San Cristóbal. 
Lo stadio locale è noto in Venezuela come "El Templo Sagrado del Fútbol Venezolano", e sarà il teatro di un autentico spareggio sulla via del Mundial.
La Costa d'Avorio supera anche l'ostacolo Nigeria (2-1) e mantiene saldamente la testa del raggruppamento africano aumentando il divario sulle inseguitrici.
Potrà non aggradare gli esteti del pallone ma la marcia degli "Elefanti" sta diventando, di fatto, inarrestabile.
Arouna Konè si dimostra il partner ideale per Didier Drogba che realizza il suo 4° centro personale (capocannoniere in coabitazione con l'egiziano Mokhtar El-Tetsh, il nigeriano Segun Odegbami, il tunisino Tarak Dhiab e il senegalese Henri Saivet).
Gli Usa compiono un mezzo passo falso con il pari interno (1-1) contro la Jamaica a Pasadena.
La splendida rete di Eric Wynalda (6° gol e leadership provvisoria condivisa col costaricano Paulo Wanchope) non è sufficiente a portare a casa il bottino pieno.
Al contrario, è la "Parata Impossibile" di Brad Friedel su Leon Bailey ad impedire una clamorosa quanto inopportuna sconfitta interna.
Gli "Yankees" non riescono così ad approfittare del pareggio tra Uruguay e Cile.
Il punto di non ritorno sarà rappresentato proprio dalla sfida tra gli uomini del Barone e la "Celeste" che andrà in scena nel Turno 11.
La Gaglya (1.11🔻) impone il pari al Brasile (1-1) con un sontuoso Ecuador, capace di sfoderare una prestazione maiuscola, trascinato dalle geometrie di Alex Aguinaga e dall'imprevedibilità del folletto Polo Carrera che ha fatto letteralmente ammattire la retroguardia brasiliana.
La rete del definitivo 1-1 realizzata da Washington Munoz (subentrato ad un Josè Balseca evanescente in zona gol) giunge solo al 91' ma "La Tricolor" avrebbe meritato la posta piena contro un avversario che è durato in campo sessanta minuti prima di eclissarsi in balia di se stesso e delle scorribande del numero 8 di casa.
Nella seconda uscita, l'Ecuador, privo di Alex Aguinaga ed Edison Mendez, perde tra le mura amiche contro il Venezuela (0-1).
L'assenza contemporanea di due pilastri del centrocampo, inaridisce la manovra offensiva.
Il Venezuela, come uno scorpione acquattato nella sabbia, attende il momento giusto per colpire ed ottenere in dote tre punti, nel complesso, meritati.
Il Sud Africa finisce a Rischio Esonero, dopo aver dominato per tre quarti di gara il Senegal a Dakar.
I "Bafana Bafana" ottengono, sin dalle prime battute, il controllo delle operazioni con MacBeth Sibaya in posizione di volante.
Aaron Mokoena, che solitamente è il titolare nel ruolo, scala in difesa al fianco di Mark Fish.
Per scelta tecnica, dunque, viene escluso Lucas Radebe.
Gordon Hodgson, dopo aver sbloccato il risultato (26') chiama in causa per ben cinque volte l'estremo difensore senegalese Tony Silva che risponde sempre prontamente.
Quando il portiere sembra battuto, ci pensa il palo a negare la rete al bomber del Liverpool (78').
Il Sud Africa viene così beffardamente punito in contropiede (tre reti al passivo negli ultimi venti minuti) secondo la legge più antica del calcio, dopo aver surclassato gli avversari.
Ora sarà decisiva la gara di Johannesburg contro l'Egitto Vulcanico ma, mi sento di potermi sbilanciare, c'è da credere che il Grand Jury, se sarà chiamato in causa, si pronuncerà compatto a favore della Gaglya, tenendo in considerazione le ottime performances in campo (è mio personale parere che il Sud Africa sia la compagine "Gaglyonjka" che esprime il calcio migliore) e delle immeritate sconfitte subite sul campo.
L'Uruguay impatta (1-1) all'Estadio Centenario con il Cile sulla cui panchina si sedeva per la prima volta il Professore.
La botta e risposta tra Luis Suarez (24') e Ivan Zamorano (31') sancisce un pari giusto.
I padroni di casa non si sono espressi sui livelli delle ultime uscite anche per merito di un Cile volitivo e rivitalizzato dalla cura Beirut.
Prima di congedarmi, lasciando la parola agli highlights, vi comunico che la prossima Noche MUNDIAL sarà MARTEDI' 24 Settembre con orario da definirsi, all'Anfiteatro Aegidius.

Non mancate...è tempo di verdetti!!! 

































Quando il calcio è azione, il tanto desiderato equilibrio consiste in una semplice verità lapalissiana: allargare il campo se si attacca e restringerlo se si difende.
(Jorge Valdano)











5 commenti:

  1. Ottimo blog, rimangono poche partite e bisogna stringere i denti, lavorare sodo x arrivare a lottare x il sogno

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  2. Gran bel blog e bella serata,soprattutto con la buona prestazione dei Jamaicani in tutte e 2 i match disputati ottima organizzazione di gioco, ottimo giro palla e buona trama di gioco ed azioni ci manca soltanto un pizzico di fortuna/bravura di fare qualche gol in piu, cmq andrà sono pienamente soddisfatto, ed altrettanto soddisfatto della reazione del Paraguay che ha messo in cascina 3 punti pesanti al fine della classifica ed della possibile qualificazione.
    VAMOS AL MUNDIAL

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  3. In Europa mancano 29 partite, in Sudamerica 30 (14+16), in Africa 66 e in Asia 24 = Mancano 149 partite alla fine delle QUALIFICAZIONI sulle 312 di partenza. Siamo a metà percorso anche se Europa e Sudamerica viaggiano spedite verso il traguardo

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  4. il South Africa esce sconfitto nel punteggio ma sul piano del gioco e delle occasioni meritava sicuramente di più. Rullo compressore Australia, che ha già un piede al Mundial (gufata?) e non sbaglia un colpo, anche se nella sfida col Japan c'è stato equilibrio.Il Venezuela stupisce sempre più, forse la miglior rivelazione di tutte le qualificazioni. W il Mundial.

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  5. Il Sud Africa doveva vincere...Bolivia e Venezuela grandi rivelazioni che promettono esclusioni illustri.
    Messico, Perù e Brasile avvisate...Australia devastante ad un passo dal Sogno Mundial QUE VIVA MUNDIAL!!!

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