giovedì 26 settembre 2019

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE









Il Boia (1.67🔺) si trasforma in novello Re Mida e muta in tre punti d'oro l'ottima prestazione della Jamaica che, a Kingston, piega nettamente l'Always Argentina con un perentorio 2-0.
I caraibici conquistano così la loro seconda vittoria nonchè il settimo punte in tre partite.
Sono numeri capaci di alimentare un disperato inseguimento al quarto posto anche se restano da disputare solamente tre partite (Uruguay, Colombia e Costarica) per tentare un'impresa ai confini dell'impossibile.
Il Boia è riuscito immediatamente ad imprimere nei "Reggae Boyz" una mentalità vincente che si unisce ad una eccellente organizzazione di gioco, già efficace sin dall'esordio contro il Cile.
Garth Crooks è rinato, così come Paul Davis (nonostante la fascia da Capitano sia stata ceduta a Ian Goodison) ma, oltre al rilancio della vecchia guardia, c'è stato un graduale e costante inserimento delle così dette seconde linee, tra le quali annoveriamo Gareth McCleary, Giles Barnes e Leon Bailey.
Un mix brillante ed efficace che promette ancora di stupire da qui a fine torneo.
A titolo di cronaca registriamo la pesante perdita del Banco (-33€) determinata dalle puntate sia del Boia sia del Bandito, premiati al triplice fischio finale dalla ghiotta quota a 5,5.
La Nord Irlanda, già qualificata, espugna il campo della Polonia grazie al "Settimo Sigillo" di Jimmy Jones e si aggiudica la sfida per il primato del Gruppo 4.
La "Green & White Army" è ormai irraggiungibile in classifica e, dopo il pari contro gli stessi polacchi nel match d'esordio a Belfast, ha raccolto quattro vittorie consecutive con 10 reti all'attivo (miglior attacco insieme alla Svizzera con Jimmy Jones capocannoniere insieme all'azzurro Gigi Riva) e solamente una al passivo (miglio difesa d'Europa).
Chiamato in causa sulla panchina di Israele, il Boia mette la museruola al temuto bomber Ali Daei con un'audace linea difensiva e tiene in scacco l'Iran, salvo concedere il gol del pari al 93' dopo aver sfiorato, in più di un'occasione, la rete del 2-0 che avrebbe ipotecato la vittoria.
L'Arabia Saudita cede nettamente ad Haifa (0-3) contro Israele padrone di casa e, pur dimostrando una sua identità di gioco, sembra essere l'unica squadra, della franchigia del Boia, contro la quale si possa tentare di vincere per spezzare l'incantesimo che vede un uomo solo, meritatamente, al comando della Classifica Manager e attuale favorito numero uno dai bookmakers per la conquista del Sogno Mundial.
A fronte di questi numeri non si può più parlare di fortuna.
Sicuramente ci sono squadre che si esprimono meglio (Nord Irlanda, Paraguay) e altre che stentano a sviluppare un gioco apprezzabile (Argentina, Spagna) ma in entrambi i casi il risultato è la vittoria.
Facendo un confronto con la Classifica Manager della passata edizione, in cui il Boia si laureò Campione, ci si accorge che si tratta di numeri molto simili a testimonianza di una netta egemonia.

Gli Antichi Eroi gongolano all'idea di trionfare in un'edizione pari e sancire così definitivamente il trionfo della luce sulle tenebre.
Il Presidente (1.41🔺) coglie una vittoria sofferta ma di importanza capitale piegando (1-0), a Lima, la resistenza di un coriaceo e tignoso Ecuador grazie al guizzo di Teodoro "Lolo" Fernandez (74').
Gli ospiti occupano perfettamente il campo ed intasano gli spazi, rendendo vano l'elegante giro palla degli Incas.
Josè Balseca si divora il vantaggio (38') e l'Ecuador da sempre l'impressione di poter colpire in contropiede.
Sotto una pioggia battente, Alfredo Bonnard si oppone con bravura a Cubillas (58') per poi capitolare impotente dinnanzi alla staffilata dell'Idolo Eterno che porta in dote tre punti fondamentali per alimentare le speranze di qualificazione.
La Polonia, priva di Szymanowski, Gorgon, Gadocha e Lubanski, perde la propria imbattibilità (anche quella interna nel contempo) cedendo di misura a Varsavia (0-1) contro la Nord Irlanda, apparsa più in forma e maggiormente determinata a conquistare il primo posto nel raggruppamento.
Dopo la doppia vittoria ai danni della Francia, i "Bialo-Czerwoni" hanno avuto un preoccupante crollo motivazionale.
Un'occasione persa anche per Zygfryd Szoltysik, Zibì Boniek, Andrzej Szarmach e Lucjan Brychczy che, pur non potendo essere considerati dei semplici comprimari, non hanno colto l'occasione per mettersi in mostra ed instillare qualche dubbio nella mente di Kazimierz Gorski.
L'Iran, dopo tre vittorie consecutiva, si presentava in Israele carico e mentalmente predisposto a centrare la quarta vittoria esterna su quattro incontri sotto l'egida del Presidente.
Al contrario Israele, guidato dal Boia, ha reso la vita dura al Tim Mellì, aggredendo con grande intensità ed asfissiando, con un pressing pressochè costante, i portatori di palla iraniani, tagliando, in tal modo, i rifornimenti al reparto offensivo.
Dopo il vantaggio siglato da Mordechai Spiegler (18'), i padroni di casa hanno dominato, fallendo il raddoppio solamente a causa delle prodezze di Nasser Hejazi.
L'estremo difensore iraniano si è reso protagonista, tra le altre, di una doppia parata strepitosa su Roni Kalderon.
All'ultimo giro di lancette, con un colpo di testa su cross di Mahdavikia, Ali Karimi gelava l'Haifa International Stadium e siglava l'1-1 finale.
La serata positiva di Israele proseguiva, questa volta con il Presidente in panchina, con la convincente vittoria ai danni dell'Arabia Saudita (3-0), cenerentola del girone asiatico.
Il grande protagonista di questa affermazione è stato Haim Revivo autore di una doppietta.
Ora anche Israele coltiva ambizioni di qualificazione ma all'orizzonte si prospettano scontri diretti ben più probanti.
Il Barone (1.45🔻) coglie un punto prezioso nel rocambolesco 3-3 tra gli Usa e l'Uruguay.
Ad un incontenibile Edinson Cavani risponde Eric Wynalda e i due rivali, appaiati a quota 7 reti, si contendono lo scettro di capocannoniere.
In attesa che la Colombia, distanziata di tre punti ma con tre gare in meno, scenda in campo contro Uruguay, Costarica e Cile, gli "Yankees" mantengono la terza posizione anche se sono reduci da due pareggi ed una sconfitta nelle ultime tre uscite.
Chiamato a fare le veci del Boia sulla panchina dell'Albiceleste, il Barone viene surclassato nel gioco e nello spirito e un'Argentina inconsistente viene travolta dalla frizzante Jamaica che realizza l'impresa di giornata.
Dopo aver aspramente criticato sul piano tattico il fratello per l'assenza di un assetto definito (critica nel complesso condivisibile), il Barone aveva la grande occasione di dimostrare la propria tesi dando un'anima offensiva e spettacolare all'Always Argentina.
Tuttavia, alla luce di una prestazione disarmante, oltre ad aver perso la partita, il nostro ha perso anche un'occasione per dare valore al proprio pensiero, sconfessato dal campo.
The Calculator (1.30🔺) rilancia la Nigeria all'inseguimento della vetta, grazie all'affermazione in rimonta (2-1) contro un tenace Marocco.
5° centro Mundial per Segun Odegbami e 4° per Nwanko Kanu i due alfieri capaci di rimediare, in quattro minuti, allo svantaggio subito in precedenza (36') dal genio Larbi Ben Barek.
L'Egitto, straordinario protagonista di questo avvio di qualificazioni, crolla (0-4) in Sud Africa sotto i colpi di Gordon Hodgson.
Ora ad attendere i "Faraoni", desiderosi di riscatto, c'è il Camerun del Colonnello.
La Gaglya (1.10🔻) rilancia la corsa del Sud Africa grazie al poker di reti realizzato da Gordon Hodgson ai danni dell'Egitto.
Una vittoria scaccia crisi per i "Bafana Bafana" che finora hanno raccolto molto meno di quanto non abbiano meritato sul campo.
Restando in Africa, il Marocco esce a testa alta dalla difficile trasferta in Nigeria (1-2) ma La Gaglya "tilta" e rassegna le dimissioni.
Classica reazione di uno schizofrenico paranoico clinicamente accertato.
Con oltre un girone di ritorno a disposizione, la panchina dei "Leoni dell'Atlante" verrà offerta in primis al Boia (che non ha compagini nel continente nero dopo le dimissioni dalla panchina del Ghana) e in caso di rinuncia al Presidente, avendo sia il Professore sia il Barone due squadre a testa nel girone.
Ricordo, da regolamento, che avendo il Marocco la possibilità di qualificarsi, se il Manager subentrante dovesse fallire l'obiettivo sarà automaticamente escluso dalla prossima asta nell'eventuale nona edizione.
L'Uruguay, nonostante un superbo Cavani autore di una splendida tripletta, non riesce a battere gli Usa dopo una sfida emozionante e ricca di spunti.
La prossima gara, in programma in Colombia, sarà determinante per la "Celeste" che precede in classifica proprio i "Cafeteros".
L'Ecuador finisce a "Rischio Esonero" perdendo di misura contro il Perù (0-1) in trasferta.
Più di un rammarico per La Gaglya a fronte dell'ennesima buona prestazione de "La Tricolor" attesa ora dalla delicata sfida contro il Paraguay del Boia. 
Prima di cedere la parola agli highlights, eccovi l'elenco delle gare in programma MERCOLEDI' 2 OTTOBRE dalle 20.45 all'Anfiteatro Aegidius.

COLOMBIA – URUGUAY
IRAN – GIAPPONE
BRASILE – BOLIVIA
MESSICO – PARAGUAY*
CAMERUN – EGITTO
TUNISIA – SENEGAL
ARGENTINA – COSTARICA
BOLIVIA – MESSICO
VENEZUELA – BRASILE
SUD AFRICA – CAMERUN
COLOMBIA – COSTARICA
GIAPPONE – ARABIA SAUDITA

* Si ricorda ai signori Manager che è interdetta l'introduzione di armi all'interno dell'Anfiteatro per ragioni di pubblica sicurezza durante l'incontro Messico - Paraguay


E' GIA' MUNDIAL!




























La palla è rotonda, la partita dura 90 minuti e tutto il resto è solo teoria.
(Sepp Herberger)


Calcio è calcio.
(Vujadin Boškov)


Può succedere che una partita venga dilatata a saga, a poema epico, e che ogni suo episodio si colori come nessuno avrebbe mai pensato assistendovi o addirittura prendendovi parte.
Il calcio è straordinario proprio perché non è mai fatto di sole pedate. 
Chi ne delira va compreso, non compatito; 
e va magari invidiato, non deriso. 
Il calcio è davvero il gioco più bello del mondo per noi che abbiamo giocato, giochiamo e vediamo giocare.
(Gianni Brera)


Se sei in area di rigore e non sai cosa fare con la palla, buttala in rete, poi parleremo delle alternative più tardi.
(Bill Shankly)


Il mio fugace amico uruguagio si chiama Carlos Lorenzo e gridava gol con tutta l’anima ogni volta che vedeva Ghiggia segnare, in televisione, il gol che fece vincere all’Uruguay il mondiale del 1950: “A volte mi capita di vederlo sei volte in un pomeriggio, e tutte e sei le volte non posso fare a meno di gridare come un pazzo”. 
Era della stirpe di Mario, il tifoso che durante Spagna 82 viveva avvolto in una bandiera argentina. 
Aveva poco più di cinquant’anni e mi confessò di aver venduto la casa per poter essere a quel mondiale. 
“E quando torni come farai” gli chiesi. 
“Non lo so, ma adesso lo sto vivendo e da qui non me lo toglie nessuno”.
(Jorge Valdano)


Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». 
Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.
(Pier Paolo Pasolini)


Io non gioco contro una squadra in particolare. 
Io gioco per battermi contro l’idea di perdere.
(Eric Cantona)



giovedì 19 settembre 2019

GIMME FIVE KANGAROOS!




L'Australia del Professore (1.54🔺fa la voce grossa e inanella altre due affermazioni, conquistando così 5 vittorie in 5 partite: è record storico delle Qualificazioni Asiatiche e attuale record mondiale.
Prima i "Canguri" regolano il Giappone a Tokyo (2-0) e poi si sbarazzano di Israele in rimonta (3-1) a Melbourne.
Craig Johnston del Liverpool e Mark Bresciano del Palermo sono gli araldi delle fasce, due elastici pronti a scattare in profondità, perfetti per sfruttare la verticalità ossessiva che il Professore chiede a Josip Skoko (Hajduk Spalato - 3 assist complessivi finora) e Tim Cahill (Everton - Con 50 reti realizzate in 108 presenze è il miglior marcatore di sempre della nazionale australiana e il secondo giocatore per numero di presenze dopo Mark Schwarzer del Middlesbrough che, tuttora, è il portiere titolare della selezione allenata dal Professore).
La retroguardia si poggia centralmente Paul Okon del Bruges (ex Lazio e Fiorentina) e Tony Popovic del Crystal Palace, preferito sempre più frequentemente a Craig Moore dei Glasgow Rangers.
I terzini Brett Emerton (Blackburn Rovers) a destra e Stan Lazaridis (Birmingham City) a sinistra sono due incursori che si sovrappongono alle ali, generando dinamismo ed imprevedibilità.
Una tale organizzazione di gioco, unitamente ad una buona dose di aggressività, supporta efficacemente una coppia di attaccanti che non ha bisogno di presentazioni.
Harry Kewell ("The Jewel" - 4 gol all'attivo nonchè miglior marcatore australiano) e Mark Viduka (Capitano - 3 assist e 2 gol), compagni di club nel Leeds United, costituiscono un binomio ben assortito che unisce classe e potenza.
Come ha dichiarato in conferenza stampa il Professore, "Mark Viduka è l'attaccante totale, quello che si muove meglio in assoluto tra tutte le punte delle squadre che dirigo".
Credetemi se vi dico che i nomi illustri non mancano sfogliando le rose di Francia, Brasile, Italia, Scozia e Svezia per citare le principali.
Chi fermerà i Canguri?

La lunga notte del Professore prosegue con la vittoria del Senegal che ha la meglio sul Sudafrica (3-1) dopo aver subito, pressochè costantemente, l'iniziativa dei "Bafana Bafana".
Henri Saivet (4 reti in queste Qualificazioni) e Jules Bocandè (3) ribaltano l'iniziale svantaggio realizzato da Gordon Hodgson e portano il Senegal al momentaneo secondo posto in classifica.
Tre punti fondamentali, a fronte di una prestazione ricca più di ombre che di luci nel contesto di una gara meglio interpretata dagli ospiti, traditi solo dal punteggio.
Il Beloved Brazil esce con un punto striminzito ma comunque prezioso (1-1) dall'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito.
Dopo un primo tempo autoritario, i carioca trovano il vantaggio con Garrincha (56'), lesto a ribadire in rete la respinta di Bonnard su conclusione di Ronaldo, salvo poi cedere totalmente l'iniziativa ai padroni di casa che sfiorano la rete in più occasioni, limitati dalla scarsa vena di Balseca e dalla parate decisive di Gilmar.
Quando la vittoria sembra ormai scritta, giunge il meritato pari siglato da Washington Munoz in pieno recupero (91').
I "Canarinhos" si trovano a due punti dal primo posto utile per raggiungere la Fase Finale del Mundial, nonostante un nuovo passo indietro dal punto di vista della prestazione.
Il Professore eredita la panchina del Cile dal Presidente ed esordisce con un pareggio legittimo in Uruguay (1-1).
Risulta evidente, sin da questa gara d'esordio, la mano del neo allenatore, vista la vigoria mostrata dai giocatori della "Roja" che hanno ben figurato, dimostrando coesione e unità d'intenti come mai in precedenza.
Il Boia (1.66🔺) torna alla vittoria con il Paraguay che piega la resistenza della Bolivia (2-0) dopo una gara equilibrata ed incerta sino al raddoppio di Arsenio Erico (4° centro Mundial per "El Saltarin Rojo") che all'80' chiude la contesa.
L'Albirroja, reduce dal tremendo 1-6 di Rio de Janeiro, parte molto contratta.
La tensione è palpabile e la Bolivia si dimostra avversario ostico poichè molto ben disposto sul terreno di gioco.
Con questa vittoria il Paraguay mantiene due punti di vantaggio sul Venezuela, tre sul Perù e quattro sulla stessa Bolivia che occupa attualmente l'ultimo posto utile per raggiungere il Sogno Mundial.
Il Boia accetta di assumere la guida tecnica della Jamaica e l'impatto è subito estremamente positivo.
I "Reggae Boyz" (ribattezzati "Reggae Boia") conquistano i primi punti (dopo sei sconfitte consecutive) vincendo meritatamente in casa di uno spento Cile (1-0) e pareggiando a Pasadena contro gli Usa (1-1).
Il Boia ha plasmato, in pochi allenamenti, una squadra a sua immagine e somiglianza : lucida e organizzata con un Paul Davis (Arsenal) subito in gran spolvero.
Il Presidente (1.39🔻) pareggia in Bolivia con il Perù (1-1).
Gara molto bella, aperta ad ogni pronostico dopo un primo tempo molto tattico.
La sblocca Hugo Sotil (giunto al 4° gol) e la pareggia Milton Melgar con una gemma balistica su calcio di punizione piuttosto contestato dai peruviani che chiedevano il fallo a favore.
Dopo l'ennesima opaca prestazione culminata con la sconfitta interna contro la Jamaica (0-1), Il Presidente rassegna le proprie dimissioni dalla panchina del Cile.
Dopo le prime due fortunose vittorie (ratto ai danni della stessa Jamaica e vittoria al 93' contro l'Uruguay) la Roja ha collezionato 5 sconfitte consecutive.
La decisione è stata presa per via sopratutto dell'incompatibilità tattica tra il Presidente e i giocatori, totalmente privi, a detta sua, sia della disponibilità necessaria ad assimilare un assetto tattico come la 4-3-3 sia di quella "garra" che contraddistingue abitualmente le formazioni sudamericane.
Un autentico fallimento la cui eredità è stata raccolta dal Professore.
Israele spaventa l'Australia per oltre un'ora ma poi è costretto a cedere l'onore delle armi (1-3).
Una prestazione nel complesso più che positiva al cospetto della corazzata che sta dominando l'Asia.
4° centro per Haim Revivo del Celta Vigo.
The Calculator (1.29🔻) esordisce con il positivo pari tra Bolivia e Perù (1-1) in un match ricco di emozioni e palpitante di tensione per l'importanza della posta in palio.
"La Verde" viene successivamente sconfitta dal Paraguay (0-2) senza partiolari demeriti e dopo aver opposto una strenua resistenza.
Il prossimo probante impegno prevede la trasferta in casa del rinato Brasile, costretto a vincere per superare proprio la Bolivia ad oggi quarta.
Il Giappone cede l'onore delle armi all'Australia (0-2) nel match di cartello asiatico del Turno 5.
Kunishige Kamamoto non finalizza le occasioni create dai compagni e i "Blue Samurai" non riescono a recuperare la rete di svantaggio siglata da Craig Johnston (56').
Tuttavia la sfida si chiude solamente all'ultimo respiro con il guizzo di Tony Popovic (91').
Ora, per i nipponici, è in programma lo scontro con la rivelazione Iran.
Un test importante per rilanciarsi in classifica dopo un avvio stentato (4 punti in 4 partite).
La Nigeria esce sconfitta nella sfida con la Costa d'Avorio ove era in palio la vetta del Girone Africano.
Le "Super Eagles" hanno offerto una prestazione disastrosa nella fase difensiva caratterizzata da una moltitudine di errori individuali, inusuali per le squadre della scuderia Vulcan.
Sul banco degli imputati il laterale destro Victor Moses che ha spinto poco e ha difeso in maniera imbarazzante.
Nwanko Kanu si è visto per tre volte negare la rete dal portiere (di riserva) Boubacar Barry oltre ad aver colto un palo clamoroso (45').
Il Barone (1.49🔺) lancia il suo Venezuela all'inseguimento del Paraguay e, sopratutto, di una qualificazione che avrebbe del clamoroso (quotata a 15 in pre season).
La vittoria corsara in Ecuador (0-1), griffata Salomon Rondon (4° sigillo mondiale), riporta i "Vinotintos" a due sole lunghezze dall'Albirroja con alle porte l'impegno del Turno 11 contro il Brasile a San Cristóbal. 
Lo stadio locale è noto in Venezuela come "El Templo Sagrado del Fútbol Venezolano", e sarà il teatro di un autentico spareggio sulla via del Mundial.
La Costa d'Avorio supera anche l'ostacolo Nigeria (2-1) e mantiene saldamente la testa del raggruppamento africano aumentando il divario sulle inseguitrici.
Potrà non aggradare gli esteti del pallone ma la marcia degli "Elefanti" sta diventando, di fatto, inarrestabile.
Arouna Konè si dimostra il partner ideale per Didier Drogba che realizza il suo 4° centro personale (capocannoniere in coabitazione con l'egiziano Mokhtar El-Tetsh, il nigeriano Segun Odegbami, il tunisino Tarak Dhiab e il senegalese Henri Saivet).
Gli Usa compiono un mezzo passo falso con il pari interno (1-1) contro la Jamaica a Pasadena.
La splendida rete di Eric Wynalda (6° gol e leadership provvisoria condivisa col costaricano Paulo Wanchope) non è sufficiente a portare a casa il bottino pieno.
Al contrario, è la "Parata Impossibile" di Brad Friedel su Leon Bailey ad impedire una clamorosa quanto inopportuna sconfitta interna.
Gli "Yankees" non riescono così ad approfittare del pareggio tra Uruguay e Cile.
Il punto di non ritorno sarà rappresentato proprio dalla sfida tra gli uomini del Barone e la "Celeste" che andrà in scena nel Turno 11.
La Gaglya (1.11🔻) impone il pari al Brasile (1-1) con un sontuoso Ecuador, capace di sfoderare una prestazione maiuscola, trascinato dalle geometrie di Alex Aguinaga e dall'imprevedibilità del folletto Polo Carrera che ha fatto letteralmente ammattire la retroguardia brasiliana.
La rete del definitivo 1-1 realizzata da Washington Munoz (subentrato ad un Josè Balseca evanescente in zona gol) giunge solo al 91' ma "La Tricolor" avrebbe meritato la posta piena contro un avversario che è durato in campo sessanta minuti prima di eclissarsi in balia di se stesso e delle scorribande del numero 8 di casa.
Nella seconda uscita, l'Ecuador, privo di Alex Aguinaga ed Edison Mendez, perde tra le mura amiche contro il Venezuela (0-1).
L'assenza contemporanea di due pilastri del centrocampo, inaridisce la manovra offensiva.
Il Venezuela, come uno scorpione acquattato nella sabbia, attende il momento giusto per colpire ed ottenere in dote tre punti, nel complesso, meritati.
Il Sud Africa finisce a Rischio Esonero, dopo aver dominato per tre quarti di gara il Senegal a Dakar.
I "Bafana Bafana" ottengono, sin dalle prime battute, il controllo delle operazioni con MacBeth Sibaya in posizione di volante.
Aaron Mokoena, che solitamente è il titolare nel ruolo, scala in difesa al fianco di Mark Fish.
Per scelta tecnica, dunque, viene escluso Lucas Radebe.
Gordon Hodgson, dopo aver sbloccato il risultato (26') chiama in causa per ben cinque volte l'estremo difensore senegalese Tony Silva che risponde sempre prontamente.
Quando il portiere sembra battuto, ci pensa il palo a negare la rete al bomber del Liverpool (78').
Il Sud Africa viene così beffardamente punito in contropiede (tre reti al passivo negli ultimi venti minuti) secondo la legge più antica del calcio, dopo aver surclassato gli avversari.
Ora sarà decisiva la gara di Johannesburg contro l'Egitto Vulcanico ma, mi sento di potermi sbilanciare, c'è da credere che il Grand Jury, se sarà chiamato in causa, si pronuncerà compatto a favore della Gaglya, tenendo in considerazione le ottime performances in campo (è mio personale parere che il Sud Africa sia la compagine "Gaglyonjka" che esprime il calcio migliore) e delle immeritate sconfitte subite sul campo.
L'Uruguay impatta (1-1) all'Estadio Centenario con il Cile sulla cui panchina si sedeva per la prima volta il Professore.
La botta e risposta tra Luis Suarez (24') e Ivan Zamorano (31') sancisce un pari giusto.
I padroni di casa non si sono espressi sui livelli delle ultime uscite anche per merito di un Cile volitivo e rivitalizzato dalla cura Beirut.
Prima di congedarmi, lasciando la parola agli highlights, vi comunico che la prossima Noche MUNDIAL sarà MARTEDI' 24 Settembre con orario da definirsi, all'Anfiteatro Aegidius.

Non mancate...è tempo di verdetti!!! 

































Quando il calcio è azione, il tanto desiderato equilibrio consiste in una semplice verità lapalissiana: allargare il campo se si attacca e restringerlo se si difende.
(Jorge Valdano)