Il Presidente ed il Professore tornavano dalla battaglia terribile del Mundial interrogandosi su quanto accaduto, su come fare alla fine per fermare gli attacchi feroci, verbali e fisici, che le Forze del Male avevano portato durante tutta la serata. Il risveglio del demone Ulka dall'incantesimo Lobotomia sparigliava le carte, era giusto opporsi alla sua violenza con la Forza od occorreva cercare ancora di fermarlo con l'Amore? Quale sarebbe stata la reazione del Demone Maggiore Gaglyona? I cavalli degli Antichhi Eroi erano stranamente nervosi e ad un tratto si bloccarono. Dalle nebbie della Contea di Bussana uscì all'improvviso una figura incappucciata. Preoccupati di un sortilegio gaglionico, gli Antichi Eroi posero subito le mani sull'elsa delle spade ma dopo aver capito chi avevano davanti rilassarono i muscoli già provati dalla tremenda serata. Era Caius Ignatius, il messaggero di Odino, che in passato si era impossessato dell'anima sfuggente di Aegidius e aveva per un breve periodo condotto gli Antichi Eroi nella lotta contro il Kane.Le forze del Male avevano poi sedotto Aegidius e dopo aver scacciato la sua parte buona lo avevano portato verso la Gaglya.
- Vengo da Asgard a chiarire i vostri dubbi Antichi Eroi! Il grande Odino ha stabilito che la violenza delle Forze del Male è arrivata a livelli mai visti nella Storia dei Tempi, la settima edizione è decisiva e stanno cercando in tutti i modi di rompere l'Equilibrio, non potete più opporvi cercando di portarli verso l'Amore, dovete annientarli con la Forza della Luce! Con l'aiuto del Martello di Karnjes e dei dardi del Boya dovete aprire il loro cuori ma stavolta non in senso figurato!
Il Professore ed il Presidente erano felici di poter finalmente avere una risposta, salutarono Caius Ignatius che svanì nella nebbia e tornarono ai loro castelli. Ormai tutto era chiaro. E sarebbero iniziati i giorni dell'ira.
Il Boya si scrolla il Colonnello (che comunque qualifica matematicamente l'Inghilterra) e va in fuga.
Ancora serata di alti e bassi per Breaker mentre gira tutto male alla Gaglya ormai braccato da un Professore in grande spolvero che supera il Presidente. Serata pesantissima infatti per Alanash che finisce penultimo davanti solo al Bandito che seppure in maniera altalenante sembra essersi ripreso.
Le cronache.
EUROPA
TURCHIA - INGHILTERRA 0 - 3
L'Inghilterra del Colonnello strappa il biglietto per il Mundial con ben due giornate di anticipo e l'autorità delle grandi squadre, la differenza reti di + 8 in quattro gare la dice lunga sulla forza degli inglesi.
Al di là del punteggio tuttavia, la partita di stasera per un tempo non è stata facile per gli albionici, come già accaduto a Manchester nell'andata. Nella prima frazione si è fatta infatti preferire la Turchia, con una doppia occasione di Sash in avvio ed una traversa di Emre dalla distanza al 24'. Appena tornati dalla pausa gli inglesi passavano in vantaggio: possesso prolungato di Walcott sulla trequarti, rimpallo su Gerrard e assist a Wellbeck che, lasciato inspiegabilmente solo in mezzo all'area, non sbagliava. La Turchia provava a buttarsi in avanti cambiando schema e mantenendo comunque un buon equilibrio ma l'Inghilterra reggeva e colpiva con incredibile cinismo in contropiede andando in rete con Rooney al 76', su orribile uscita di Rustu, e al 90' con un' incornata su cross di Carrick. Complimenti a Karnjes per la qualificazione ed il fairplay dimostrato riconoscendo i meriti degli avversari, crediamo che la spietata determinazione sotto porta dei suoi, anche in presenza di poche occasioni, possa rivelarsi determinante per il Mundial. Il Professore viene ancora una volta tradito da una difesa imbarazzante e ci vorrà un miracolo ormai per continuare il Sogno.
UCRAINA - SVEZIA 1 - 2
Successo fondamentale della Svezia a Kiev, la squadra di Ulka si candida a seconda forza del girone con una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista.
Il Presidente schiera la sua Ucraina con un 433 offensivo ma i giocatori sembrano proprio non volerne sapere di seguire le sue illuminate indicazioni, da più parti si vocifera di un boicotage in atto per riportare Breaker sulla panchina gialloblu. Ibra è in grande serata e trascina i suoi alla vittoria con un goal al 22' su assist di Skoglund, molto ispirato anch'egli come anche l'altra ala Larsson, e al 63' su invito di Nessuno. L'Ucraina riapre la gara senza troppi meriti al 73' grazie a Voinov che raccoglie da Milevski e spara in rete, nel finale i padroni di casa, e questo potrebbe essere un campanello d'allarme per Ulka, vanno addirittura vicino ad un pari che saprebbe di enorme beffa per quanto visto in campo. Ora gli scandinavi distanziano la Turchia di quattro punti, potendosi così permettere di fare calcoli nelle ultime due gare. Molto deluso il Presidente che in conferenza stampa si scaglia contro Buryak e Ponomariov accusandoli pubblicamente di essere manipolati dall'ex selezionatore Aegidius Breaker.
NORD IRLANDA - HEROIC HOLLAND 0 - 3
Nell'ennesima sfida eroicida di questo inizio Mundial, gli Eroi d'Olanda centrano una vittoria fondamentale per tenersi aggrappati al treno qualificazione. Geniale show in tribuna di Mr. Breaker, che gufa la Nord Irlanda durante tutti i novanta minuti per poi accorgersi che sia il successo che il pareggio dei verdi avrebbe qualificato matematicamente la sua Croazia...
Gli ospiti partono forte e al 4' sono già in vantaggio, splendido slalom di Cruyff in piena area e delizioso colpo sotto per la testa di Rensenbrijnk. La risposta dei nordirlanadesi non si fa attendere, al 6' Danny Blanchflower mette fuori di poco un' invitante punizione dalla distanza. A complicare il match per i padroni di casa arriva però al 9' un'uscita imprecisa di Jennings, che non si intende con il proprio centrale e si fa uccellare da Keizer per il due a zero orange.
I tulipani non brillano a centrocampo ma dimostrano una buona solidità difensiva interrompendo con puntualità ogni velleità offensiva degli uomini del Presidente. La partità viene praticamente chiusa al 31': la scelta di inserire Keizer dal primo minuto a destra per sfruttarne il piede sinistro si rivela efficace, l'ala aiacide riceve il prezioso invito di Cruyff e batte per la terza volta Jennings. La triplice mazzata non stende comunque il carattere della Nord Irlanda, che chiude in avanti con un bel tiro di Peacock al 45'.
Nella ripresa subito tegola per Alanash con l'espulsione di Pat Rice, i suoi continuano comunque a macinare gioco andando vicini alla segnatura con Best al 52', autentico miracolo di Van Breukelen, e al 75', bella punizione a lato di poco. Gli Eroi si limitano a controllare e sfiorano il quarto con Cruyff comunque senza ancora convincere Le Prof. Vittoria meritata dei Tulipani anche se il punteggio ha punito eccessivamente la Nord Irlanda per quanto visto in campo, il girone è ora apertissimo a parte la Croazia con un piede al Mundial ma ancora, come, detto senza la matematica.
SUDAMERICA
PERU' - BELOVED BRAZIL 1- 0
Vittoria convincente del Perù del Professore che supera a Lima un Beloved Brazil ancora in fase di rodaggio.
L'inizio del match è caratterizzato da una serie di violenti confronti a centrocampo, a farne le spese al 15' è il possente metodista peruviano Velasquez che deve lasciare il campo in barella, in serata si saprà poi che l'infortunio è piuttosto grave e il giocatore non tornerà prima di tre turni.
I padroni di casa aumentano gradualmente i giri proponendosi con continuità nell'area brasiliana: al 28' grande occasione per la Joya di poco a lato, al 29' miracolo di Gilmar su Cubillas e al 30' finalmente il goal, con Titina Castillo sche sfrutta un filtrante chirurgico dalla destra di Duarte. Le folate peruane non si fermano qui, al 37' Oscar è costretto a stendere Terry che si stava involando verso la porta e riceve il giusto cartellino rosso. Il Beloved non c'è ed il Colonnello non sa che pesci prendere, l'unico che ci prova è Ronaldo con un colpo di testa di poco alto al 44'. L'intervallo è un incubo per i calciatori verdeoro, presi letteralmente a schiaffi dal Colonnello e minacciati di deportazione in Unione Sovietica. I brasiliani sembrano così tornare in campo finalmente motivati e al 47' Valdivieso è chiamato al miracolo, ancora su Ronaldo. Ma è un fuoco di paglia e il Perù può tornare a tessere indisturbato la sua tela. Al 59' una bella punizione della Joya fa la barba all'incrocio dei pali, al 64' va vicino al raddoppio Terry. Gli ospiti provano a distendersi ma sono sempre lenti e prevedibili. Al 80' ancora la Joya crea brividi su punizione e la partita scivola via fino a l fischio finale senza ulteriori emozioni. Campanello d'allarme per il Colonnello che fatica a trovare una quadratura a questo Beloved, tradizionalmente non facile da interpretare.
MESSICO - USA 1 - 3
Partita a senso unico a Puebla, il Colonnello ritrova la bacchetta magica con gli USA e punisce un Messico inconcludente. I padroni di casa non sono certo aiutati dalle polemiche della scora settimana scatenate dal tecnico Ulka, che alla domanda sul perché avesse scelto la panchina dlla nazionale centroamericana rispondeva serafico "Perché qui mi pagano con la narco-droga!".
Gli ospiti si portano in vantaggio al 31' con Donovan su assist di Hejduk, al termine di un dominio assoluto del campo e raddoppiano in finale di tempo con Mc Bride, servito con precisione da Dempsey.
Il Messico fa vedere una buona reazione a inizio ripresa e al 49' conquista un calcio di rigore apparso giusto che Hugo Sanchez non sbaglia. Gli Usa sbandano per una decina di minuti ma ben presto si riorganizzano attorno al 442 kranyoso e al 72' chiudono la gara: grande invito di Earnie Stewart per Wynalda e palla in rete. Dopo due sconfitte l'ulkaviolento dovrà affrontare nella prossima gara il rischio esonero e naturalmente sedare le critiche della stampa messicana, prova convincente invece per il Colonnello, unica nota stonata l'opposizione che una parte dei media gli sta riservando per le sue dichiarazioni sulla finanza ebraica a Wall Street.
BRASILE - ECUADOR 1 - 1
Va in scena a Rio l'ennesima grande prova dell'Ecuador gaglionico, ormai una certezza del Mundial, che costringe al pari il Brasile di Breaker ancora discontinuo sul piano del gioco.
Il poliedrico tecnico bussanese incrocia la Gaglia nel tunnel di accesso al terreno di gioco e lo minaccia con la consueta violenza : "Stai attento Gaglyona che ho deciso di partire forte per Dio!". Detto fatto al 3' l'Ecuador sfiora la rete con una devastante zuccata di Kaviedes che demolisce la traversa, al 10' Kakà stende Balseca, si fa espellere e causa il rigore, Banguera dagli undici metri non sbaglia: uno a zero...
L'Ecuador approfitta del momento e mette in difficoltà il Brasile con la consueta occupazione delle fasce. Nel momento peggiore per la sua squadrà però, Paulinho toglie le castagne dal fuoco a Breaker e si inventa al 23' il goal dell' immeritato pareggio. I padroni di casa iniziano così a riprendersi e a creare gioco pur senza rendersi particolarmente pericolosi. L'Ecuador difende con organizzazione e riparte con rapidità, al 38' serie di lisci della difesa verdeoro e diagonale imprendibile di Balseca sul quale Julio Cesar si oppone ben più che miracolosamente. Nella ripresa il Brasile cerca di mantenere il possesso ma l'attacco è davvero imbarazzante, in particolare Patoski meriterebbe un sonoro 4 in pagella. Dall'altra parte invece il neo entrato Delgado da nuova linfa e impegna l'intera difesa. Al 70' ancora pericolo Ecuador, ennesimo colpo di testa di Kaviedes ed è ancora Julio Cesar a doversi superare e a scagliarsi violentemente contro gli svagati compagni di reparto. La partita prosegue con le squadre allungate che non riescono a superarsi, le panchine sono pesantemente disturbate dalle urla di Krenjes Lover, che dalla tribuna ricopre di insulti senza apparente motivo sia Breaker che La Gaglia. L'ultima chance della gara è ancora dell' Ecuador ma il colpo di testa di Hurtado termina la sua corsa di poco a lato. Pareggio stretto all'Ecuador per le occasioni avute, un Brasile manovriero ma quasi completamente sterile deve ringraziare il proprio portiere.
USA - URUGUAY 1 - 4
La Celeste del Professore espugna San Francisco con una perentoria quaterna che demolisce gli States del Colonnello. Il primo tempo in particolare è un monologo degli uruguagi, schierati con un offensivo 343 a rombo. Al 17' la prima occasione porta la firma di Ghiggia, gran diagonale del folletto della Maggica e palla di pochissimo fuori. Il 442 deglli Usa è costretto sulla difensiva, Schiaffino gode di troppa libertà fra le linee e al 30' porta i suoi in vantaggio con un inserimento su taglio preciso di Ghiggia. Passano sei minuti e il Pepe si ripete, Abbadie sulla sinistra rinuncia all'affondo e serve al centro la mezzala del Milan, la conclusione dai 25 metri è bella quanto terrificante e si insacca lambendo il sette. L'Uruguay è davvero scatenante e chiude la partita al 38' in contropiede, Juan Andrade serve Abbadie sulla corsa e l'ala del Genoa fulmina Friedel sul palo opposto. Al 44' potrebbe esserci sapzio anche per il goal di Scarone ma Friedel si oppone alla grande su colpo di testa del centravanti sudamericano.
La ripresa si apre con l'ennesima occasione degli ospiti, il tiro cross di Abbadie attraversa l'intero specchio finendo a lato, il Colonnello è un fiume in piena e, come di consueto, insulti e minacce ai giocatori si sprecano. Gli States allora reagiscono rendendosi anche pericolosi, al 50' grandissimo interventodi Mazurkievic su diagonale di Dempsey e sulla respinta bella spaccata di Winalda alta sopra la traversa. Al 58' il portiere uruguagio si supera ancora deviando una terribile sassata di Bradley da fuori area. Il match si addormenta per poi svegliarsi nel finale. Al minuto 83 molto bello il goal di Mc Bride che concretizza con un preciso diagonale un invenzione di Winalda, risponde l'Uruguay al 89' con Cavani che segna la quart rete con un colpo di testa su angolo di Enzo Francescoli. Prova davvero convincente per gli uomini del Professore, USA ancora lontani parenti della squadra a cui il Colonnello aveva in passato insegnato il calcio.
CHILE - MESSICO 0 - 3
Il Messico di Ulka si gioca alla grande il rischio esonero andando a prendersi tre punti in Chile contro il demone La Gaglya. Partita noiosa in avvio e aria di pastetta subito sottolineata dall'intero ranking, i padroni di casa non riescono a fare la partita con troppi errori nel fraseggio ed una condizione atletica deficitaria. Ne approffitta così il Messico che al 26' si porta in vantaggio con Blanco dopo uno splendido assist, in pieno stile Ulka, di Nessuno. Il Chile fatica ad assorbire la botta e gli ospiti vanno negli spogliatoi gestendo tranquillmente l'uno a zero. Nel secondo tempo gli uomini della Gaglia sembrano scendere in campo con un piglio diverso ma al 57' l'arbitro decreta un rigore per gli ospiti, Hugol Sanchez va sul dischetto e non sbaglia.
Colpiti per la seconda volta, i padroni di casa si riversano finalmente con coraggio nella metà campo avversaria, clamoroso il palo di Salas al 64' ed ancora più clamoroso l'errore di Isla sulla ribattuta. Ulka non sta a guardare ed istruisce i suoi nell'arte del contropiede, il Messico subisce l'iniziativa avversaria ma, quando sembra sul punto di capitolare, Zaguinho riceve da H. Casarin e mette dentro il terzo fico, siamo al 77' e la partita finisce praticamente qui. Brutta prestazione del Chile apparso sonnacchioso e incapace di pungere, grande resurrezione invece dei messicani ("Li alleno perché mi pagano con il Peyote!") che potrebbero essere la mina vagante del primo girone.
JAMAICA - ALWAYS ARGENTINA 2 - 4
Pesante vittoria esterna dell'Always contro la sorprendente Jam di Breaker, l'albiceleste si dimentica di scendere in campo nel primo tempo per poi offrire una prestazione micidiante nella ripresa, come nella sua tradizione di talento e follia.
Partenza sprint della Jam che si ritrova in vantaggio al 21' grazie a Whitmore, Alanash buca l'ennesimo fuorigioco e l'attaccante dei tossici bastardi non sbaglia. La squadra di Breaker tiene il pallino del gioco e rischia il raddoppio ma il Presidente non cambia tattica ed alla fine avrà ragione.
Dopo l'intervallo inizia infatti un'altra partita, Sivori si ricorda delle sue qualità di uomo assist e serve a Batistuta due palloni invitanti al 47' e al 52', il Re Leone si fa trovare pronto da par suo in entrambe le occasioni. Gli ospiti non si accontentano, Maradona è immarcabile e semina il panico. Al 65' Batistuto pesca libero Veron in inserimento e la mezzala non si fa pregare mettendo dentro il terzo. Il centravanti della Viola è incontenibile, lotta si prende il giallo e trova anche il tempo di segnare la tripletta stavolta su assist di Sosa al 69'. La Jam di Breaker è annichilita ma con la forza dell'orgoglio riesce a limitare ilpassivo al 73' con un'altra rete di Whitmore, il migliore dei suoi, su invito di Earle. La squadra di Breaker viene un po' ridimensionata da questo ko interno ma si dimostra sempre pericolosa sottorete, per l'Always vale il solito discorso: può battere chiunque e prenderle da chiunque. Al Presidente la soluzione del dilemma anche se stasera la prova di forza è stata devastante.
EGITTO - CAMERUN 2 - 1
Clamorosa terza sconfitta consecutiva per il Camerun di Gaglyona, che da le dimissioni negli spogliatoi dopo aver mandato all'ospedale del Cairo Eto'o e N'Kulu al termine di una rissa di violenza inaudita.
Il demone maggiore rifiuta la stretta di mano del Professore a inizio partita denunciando un certo nervosismo, anche l'esponente del Clan Antichi Eroi rischia l'esonero mostrando però la tranquillità dei giusti. Al 7' minuto prima occasione clamorosa per gli egiziani, bello l'assist di Zidan per Mido ma conclusione inguardabile del centravanti a tu per tu con il portiere. La risposta dei camerunensi non si lascia attendere, al 12' gran tiro dalla distanza di N'Kulu e miracoloso intervento di El Hadary. Le due squadre si fronteggiano con la fisiologica paura determinata dal rischio esonero, la situazione si sblocca solo al 31' con la rete di Webo che raccoglie una respinta corta del portiere egiziano nell'area piccola e gela lo stadio. La reazione degli uomini del presidente è faraonica. Al 34' El Khatib si smarca bene sulla trequarti, vede libero Mido e lo serve, il delantero si fa perdonare l'erroraccio in avvio e conclude con freddezza per il pareggio dei padrona di casa. Passano altri cinque minuti e l'Egitto va in vantaggio, Mido pressa bene la retroguardia avversaria e approfitta di un rimpallo porcaria sul rinvio, impossessandosi della sfera e superando nuovamente l'estremo difensore gaglionico. Nella ripresa il tecnico proveniente da Mordor tenta il tutto per tutto con uno schema iperoffensivo ma, come spesso accade in questi casi, la squadra fatica a recuperare palla. L'impostazione del Camerun lascia inoltre ancora molto a desiderare, aggravata dalla scarsa mobilità delle punte. I padroni di casa hanno così buon gioco a controllare la partita e l'unico pericolo serio arriva al 60' su una bellissima punizione di Wome neutralizzata alla grande da El Haddary. Con questa vittoria l'Egitto torna in pista condannando Gaglyona a cedere il comando a El Boya: il match è stato davvero nervoso e poco spettacolare, molto lavoro ancora da fare dunque per Albertz.
COSTARICA - BELOVED BRAZIL 4 - 2
Ulka decide di impostare la sua Costarica con il modulo abat jour, non si comprende cosa questo significhi ma ormai da tempo abbiamo rinunciato a dare un senso alle farneticazioni del tossico bastardo, ritornato su livelli di violenza inauditi dopo una lunga fase di scarsa vena con le siringhe in vena.
La prima mezzora di gioco è caratterizzata dal più puro, deprimente e imbarazzante nulla calcistico fornito dalle squadre in campo. La prima occasione arriva al 37' e si concretizza con una rete piuttosto assurda di Wanchope, che si ritrova la palla in area in mezzo a sei brasiliani completamente immobili e fa secco Gilmar. Il Beloved è frastornato dal vantaggio avversario , nel finale di tempo rischia addirittura di subire la seconda rete. Nella ripresa i verdeoro partono alla grande.
Al 46' Zico scheggia il palo con una sontuosa punizione, al 52' conclude a lato di un niente da buonissima posizione. Il Costarica non sta a guardare ed il match diventa improvvisamente godibile. Al 52' discesa solitaria di Morera sulla sinistra, conclusione e miracolo di Gilmar; due minuti dopo arriva il pareggio degli ospiti: preciso invito di Gerson per Zico e il Galinho stavolta non sbaglia. Il trequartista dell'Udinese è scatenato, al 59' impegna severament il portiere del Costarica che può solo respingere ma sulla sfera piomba come una faina Romario che porta in vantaggio i suoi. Un'altra ribattuta riporta in pari la gara, al 65' Gilmar allontana con i pugni un violento tiro dalla distanza e Wanchope può ancora festeggiare, questa volta con un colpo di testa. Il Beloved che già sperava nella vittoria esterna subisce un contraccolpo psicologico per l'immediata reazione dei padroni di casa, la difesa va in bambola e l'arbitro al 73' decreta il rigore contro i carioca: Ruiz va sul dischetto e non sbaglia. Il Colonnello suona la carica ma Ulka, si sa, adora difendere e contrattaccare. Al minuto 82, al termine di una ripartenza, arriva così la quarta rete dei padroni di casa, ancora con un devastante Wanchope che raccoglie da Ruiz e gela Gilmar.
Vittoria meritata per la squadra di Ulka determinata e cinica, il Beloved gioca bene solo i primi venti minuti della ripresa denunciando gravi lacune tattiche ed atletiche. Il Colonnello dovrà giocarsi la partita del rischio esonero ricevendo a San Paolo lo scatenato Ecuador gaglionico, in una partita che già si prospetta ad altissimo rischio.
URUGUAY - CHILE 2 - 0
L'Uruguay del Presidente, galvanizzato dalla pesante vittoria negli States, ospitava a Punta del Este il Chile del Demone La Gaglya, in cerca di riscatto dopo la brutta figura interna patita contro il Messico.
La pioggia non aiuta i ventidue in campo, ma uno dei giocatori teoricamente più penalizzati dal terreno pesante si dimostra fin da subito in pizza piena. L'incubo del Maracanà Alcides Ghiggia crea più volte il panico sulla fascia destra, finendo per servire un traversone con i contagiri al 21' per Francescoli che, di testa, non sbaglia. La manovra cilena è buona ma La Gaglya si lamenta di non riuscire ancora a trovare un equilibrio tra offesa e difesa: i padroni di casa possono così controllare agevolmente il vantaggio per tutto il primo tempo.
Al 3' della ripresa Schiaffino si conquista una punizione dai venti metri, la conclusione di Francescoli è da manuale ma la palla colpisce la traversa e schizza in angolo. Si vede finalmente anche il Chile al 50', buona la girata di Raul Toro che termina di poco fuori. La Gaglya cambia qualcosa ma l'Uruguay sembra non avere problemi e va al raddoppio al 68': Ghiggia si impossessa della sfera al limite dell'aria e con un paio di dribbling ubriacanti mette a sedere due difensori avversari, depositando in rete con un morbido collo interno.
Il Chile prova ad aumentare allora il ritmo denotando comunque garra e corsa, al 71' Pizarro calcia una punizione dal limite di poco sopra la porta uruguagia. Al 75' i padroni di casa potrebbero chiudere definitivamente il match ma Cavani, solo davanti al portiere, manda a lato. L'ultima emozione della gara la confeziona il Chile, ancora con la punizione di un convincente Pizarro che chiama al miracolo Mazurkievic.
La Celeste si porta al primo posto del gruppo 1 e rispetto alle scorse edizioni mostra velocità e motivazione, il Chile di Gaglyona non ha assolutamente demeritato nella zona mediana del campo denotando invece problemi in difesa ed in attacco. Il tecnico di Mordor si giocherà dopo il turno di pausa il rischio esonero.
AFRICA
MAROCCO - SUDAFRICA 0 - 0
Furto con scasso dell'Ulkaviolento che con l'aiuto dei demoni ed il supporto di Papi Gaglyona esce indenne da Casablanca dopo aver subito tutta la partita. I sudafricani giocano in dieci sulla linea della porta rinunciando completamente ad attivare una minima azione di attacco, il Marocco giostra alla grande creando occasioni su occasioni vanificate in parte dalla difesa degli ospiti e in parte dal vento torrido dell'Inferno che tiene diabolicamente la sfera fuori dalla porta dei Bafana. Ulka non solo si ritrasforma in Kula ma condisce ogni occasione mancata degli avversari con scherno, minacce e violenza che causano alla fine l'intervento del Clan Antichi Eroi in difesa di Alanash. Non contenti della buridda scatenata, i Davydiani prendono pretesto dalla situazione per accusare i rivali di violenza: da che pulpito!
Dal punto di vista tecnico il Presidente dovrà interrogarsi sulla scarsa incisività in questo match dei suoi attaccanti che, se ripetuta, potrebbe diventare problematica. Ulka dovrà cercare invece di trovare un equilibrio più offensivo perché in Africa le qualificazioni sono state spesso determinate dalla capacità di fare i tre punti più che dalla solidità difensiva.
SENEGAL - MAROCCO 3 - 0
Il miglior Marocco dell'anno cede di schianto al Senegal del Boya che, sempre più cinico e simile a quello che vinse il Mundial, comanda a punteggio pieno l'Africa con dieci goal fatti e zero subiti.
Primo tempo perfetto dei marocchini che chiudono con 12 tiri in porta subendone 5, di questi quasi tutte conclusioni da fuori tranne un acuto di Demba Ba allo scadere, a dimostrazione di capacità offensive ma anche di equilibrio.Ancora un volta la squadra del Presidente propone un calcio bellissimo fatto di tagli (Ben Barek) e di inserimenti (Bourdebala e Mahjoub) ma anche purtroppo di conclusioni imprecise (Ahmed Faras e Assan Akesbi). Una traversa e 3 interventi notevoli di Sylva levano agli ospiti la gioia del vantaggio.
Al 44' la svolta : Kharja viene espulso e Alanash, sentendosi defraudato dal pari, invece di chiudersi provato a giocarsela. L'inerzia della partita cambia e al 59' una porkarja clamorosa porta in vantaggio il Senegal grazie alla vecchia conoscenza di Breaker Bocandè. Non pago del suo harakiri tattico e pesantemente stuzzicato dai Davydiani, il Presidente si apre ulteriormente alla ricerca del pari venendo punito dalla letale concretezza dei senegalesi: al 85' segna Diouf sfruttando un angolo di Fadiga e al 90' è la volta di Niang su servizio di Nessuno. Partita davvero incredibile con un Senegal certo fortunato ma abilissimo a sfruttare ogni minima debolezza degli avversari, dote decisiva in ogni Mundial. Nonostante gli errori tattici commessi, pensando anche alla differenza reti, Alanash può consolarsi con la bellezza del calcio offerto dal Marocco, una delle squadre più godibili di questo inizio settima edizione..
ASIA
ARABIA SAUDITA - IRAN 1 - 0
In attesa di Australia-Cina che chiuderà il terzo turno, a comandare il girone asiatico sale a sorpresa l'Arabia del Boya che regola di misura l'Iran del Presidete al termine di una gara ben giocata.
Il match è nel complesso equilibrato, i padroni di casa tengono il campo con corsa e solidità difensiva, l'Iran risponde con una buona manovra ma denuncia enormi problemi in finalizzazione. In particolare preoccupa la prestazione di Ali Daei che, lento ed impacciato, viene ancora una volta sostituito dal mister Alanash. Nell'Arabia il migliore è Owairan, osannato dal pubblico e pupillo del tecnico Krenz presente in tribuna che non smette di incitarlo per tutti i 90 minuti. E' proprio dal piede fatato della mezza punta araba che al 50' parte l'assist splendido per Majed Abdullah che firma l'unica rete della partita.
La vittoria finale del Boya appare meritata nonostante le occasioni avute dall'Iran e vanificate da un attacco evanescente, per ora comunque sembra mancare qualcosa a livello di dominanza per poter sfidare fino alla fine le tradizionali padrone dell'Asia, vedremo. Dopo tre sconfitte consecutive la panchina del Presidente è sotto osservazione del Grand Jury che non ha ancora dato una risposta chiara in merito.
SUD KOREA - GIAPPONE 1 - 1
Il big match dell'Asia, dominato dalla noia e dalla paura di perdere, si accende solo nel finale.
Il Japan sembra aver scelto il lato oscuro di Ulka più orientato alla serena paranoia, due punti in tre partite con un solo goal realizzato la dicono lunga sul pesante e sorprendente ritardo della squadra del Sol Levante, lontana parente di quella ammirata nel recente passato.
Dall'altra parte la Sudkorea non brilla per iniziativa, la manovra è sempre lenta e compassata, l'attacco stranamente lento ed involuto e la difesa è ancora da registrare.
Dopo una partita soporifera senza occasioni degne di tale nome i padroni di casa si portano comunque in vantaggio al 86' con Cha Bum su prezioso invito di Park Ji Sung, legittimando una leggera supremazia territoriale. Breaker strepita come se avesse giocato la partita della vita (e per questo un po' ci gasa) ma le sue urla sono ricacciate in gola all'ultimo secondo del match da Kazu Miura che trasforma l'assist della disperazione di Honda per la gioia di Ulka. Due squadre da rivedere, per il Japan la classifica piange mentre i koreani pur non brillando sono comunque a ridosso delle prime.
Il Messico di Ulka si gioca alla grande il rischio esonero andando a prendersi tre punti in Chile contro il demone La Gaglya. Partita noiosa in avvio e aria di pastetta subito sottolineata dall'intero ranking, i padroni di casa non riescono a fare la partita con troppi errori nel fraseggio ed una condizione atletica deficitaria. Ne approffitta così il Messico che al 26' si porta in vantaggio con Blanco dopo uno splendido assist, in pieno stile Ulka, di Nessuno. Il Chile fatica ad assorbire la botta e gli ospiti vanno negli spogliatoi gestendo tranquillmente l'uno a zero. Nel secondo tempo gli uomini della Gaglia sembrano scendere in campo con un piglio diverso ma al 57' l'arbitro decreta un rigore per gli ospiti, Hugol Sanchez va sul dischetto e non sbaglia.
Colpiti per la seconda volta, i padroni di casa si riversano finalmente con coraggio nella metà campo avversaria, clamoroso il palo di Salas al 64' ed ancora più clamoroso l'errore di Isla sulla ribattuta. Ulka non sta a guardare ed istruisce i suoi nell'arte del contropiede, il Messico subisce l'iniziativa avversaria ma, quando sembra sul punto di capitolare, Zaguinho riceve da H. Casarin e mette dentro il terzo fico, siamo al 77' e la partita finisce praticamente qui. Brutta prestazione del Chile apparso sonnacchioso e incapace di pungere, grande resurrezione invece dei messicani ("Li alleno perché mi pagano con il Peyote!") che potrebbero essere la mina vagante del primo girone.
JAMAICA - ALWAYS ARGENTINA 2 - 4
Pesante vittoria esterna dell'Always contro la sorprendente Jam di Breaker, l'albiceleste si dimentica di scendere in campo nel primo tempo per poi offrire una prestazione micidiante nella ripresa, come nella sua tradizione di talento e follia.
Partenza sprint della Jam che si ritrova in vantaggio al 21' grazie a Whitmore, Alanash buca l'ennesimo fuorigioco e l'attaccante dei tossici bastardi non sbaglia. La squadra di Breaker tiene il pallino del gioco e rischia il raddoppio ma il Presidente non cambia tattica ed alla fine avrà ragione.
Dopo l'intervallo inizia infatti un'altra partita, Sivori si ricorda delle sue qualità di uomo assist e serve a Batistuta due palloni invitanti al 47' e al 52', il Re Leone si fa trovare pronto da par suo in entrambe le occasioni. Gli ospiti non si accontentano, Maradona è immarcabile e semina il panico. Al 65' Batistuto pesca libero Veron in inserimento e la mezzala non si fa pregare mettendo dentro il terzo. Il centravanti della Viola è incontenibile, lotta si prende il giallo e trova anche il tempo di segnare la tripletta stavolta su assist di Sosa al 69'. La Jam di Breaker è annichilita ma con la forza dell'orgoglio riesce a limitare ilpassivo al 73' con un'altra rete di Whitmore, il migliore dei suoi, su invito di Earle. La squadra di Breaker viene un po' ridimensionata da questo ko interno ma si dimostra sempre pericolosa sottorete, per l'Always vale il solito discorso: può battere chiunque e prenderle da chiunque. Al Presidente la soluzione del dilemma anche se stasera la prova di forza è stata devastante.
EGITTO - CAMERUN 2 - 1
Clamorosa terza sconfitta consecutiva per il Camerun di Gaglyona, che da le dimissioni negli spogliatoi dopo aver mandato all'ospedale del Cairo Eto'o e N'Kulu al termine di una rissa di violenza inaudita.
Il demone maggiore rifiuta la stretta di mano del Professore a inizio partita denunciando un certo nervosismo, anche l'esponente del Clan Antichi Eroi rischia l'esonero mostrando però la tranquillità dei giusti. Al 7' minuto prima occasione clamorosa per gli egiziani, bello l'assist di Zidan per Mido ma conclusione inguardabile del centravanti a tu per tu con il portiere. La risposta dei camerunensi non si lascia attendere, al 12' gran tiro dalla distanza di N'Kulu e miracoloso intervento di El Hadary. Le due squadre si fronteggiano con la fisiologica paura determinata dal rischio esonero, la situazione si sblocca solo al 31' con la rete di Webo che raccoglie una respinta corta del portiere egiziano nell'area piccola e gela lo stadio. La reazione degli uomini del presidente è faraonica. Al 34' El Khatib si smarca bene sulla trequarti, vede libero Mido e lo serve, il delantero si fa perdonare l'erroraccio in avvio e conclude con freddezza per il pareggio dei padrona di casa. Passano altri cinque minuti e l'Egitto va in vantaggio, Mido pressa bene la retroguardia avversaria e approfitta di un rimpallo porcaria sul rinvio, impossessandosi della sfera e superando nuovamente l'estremo difensore gaglionico. Nella ripresa il tecnico proveniente da Mordor tenta il tutto per tutto con uno schema iperoffensivo ma, come spesso accade in questi casi, la squadra fatica a recuperare palla. L'impostazione del Camerun lascia inoltre ancora molto a desiderare, aggravata dalla scarsa mobilità delle punte. I padroni di casa hanno così buon gioco a controllare la partita e l'unico pericolo serio arriva al 60' su una bellissima punizione di Wome neutralizzata alla grande da El Haddary. Con questa vittoria l'Egitto torna in pista condannando Gaglyona a cedere il comando a El Boya: il match è stato davvero nervoso e poco spettacolare, molto lavoro ancora da fare dunque per Albertz.
COSTARICA - BELOVED BRAZIL 4 - 2
Ulka decide di impostare la sua Costarica con il modulo abat jour, non si comprende cosa questo significhi ma ormai da tempo abbiamo rinunciato a dare un senso alle farneticazioni del tossico bastardo, ritornato su livelli di violenza inauditi dopo una lunga fase di scarsa vena con le siringhe in vena.
La prima mezzora di gioco è caratterizzata dal più puro, deprimente e imbarazzante nulla calcistico fornito dalle squadre in campo. La prima occasione arriva al 37' e si concretizza con una rete piuttosto assurda di Wanchope, che si ritrova la palla in area in mezzo a sei brasiliani completamente immobili e fa secco Gilmar. Il Beloved è frastornato dal vantaggio avversario , nel finale di tempo rischia addirittura di subire la seconda rete. Nella ripresa i verdeoro partono alla grande.
Al 46' Zico scheggia il palo con una sontuosa punizione, al 52' conclude a lato di un niente da buonissima posizione. Il Costarica non sta a guardare ed il match diventa improvvisamente godibile. Al 52' discesa solitaria di Morera sulla sinistra, conclusione e miracolo di Gilmar; due minuti dopo arriva il pareggio degli ospiti: preciso invito di Gerson per Zico e il Galinho stavolta non sbaglia. Il trequartista dell'Udinese è scatenato, al 59' impegna severament il portiere del Costarica che può solo respingere ma sulla sfera piomba come una faina Romario che porta in vantaggio i suoi. Un'altra ribattuta riporta in pari la gara, al 65' Gilmar allontana con i pugni un violento tiro dalla distanza e Wanchope può ancora festeggiare, questa volta con un colpo di testa. Il Beloved che già sperava nella vittoria esterna subisce un contraccolpo psicologico per l'immediata reazione dei padroni di casa, la difesa va in bambola e l'arbitro al 73' decreta il rigore contro i carioca: Ruiz va sul dischetto e non sbaglia. Il Colonnello suona la carica ma Ulka, si sa, adora difendere e contrattaccare. Al minuto 82, al termine di una ripartenza, arriva così la quarta rete dei padroni di casa, ancora con un devastante Wanchope che raccoglie da Ruiz e gela Gilmar.
Vittoria meritata per la squadra di Ulka determinata e cinica, il Beloved gioca bene solo i primi venti minuti della ripresa denunciando gravi lacune tattiche ed atletiche. Il Colonnello dovrà giocarsi la partita del rischio esonero ricevendo a San Paolo lo scatenato Ecuador gaglionico, in una partita che già si prospetta ad altissimo rischio.
URUGUAY - CHILE 2 - 0
L'Uruguay del Presidente, galvanizzato dalla pesante vittoria negli States, ospitava a Punta del Este il Chile del Demone La Gaglya, in cerca di riscatto dopo la brutta figura interna patita contro il Messico.
La pioggia non aiuta i ventidue in campo, ma uno dei giocatori teoricamente più penalizzati dal terreno pesante si dimostra fin da subito in pizza piena. L'incubo del Maracanà Alcides Ghiggia crea più volte il panico sulla fascia destra, finendo per servire un traversone con i contagiri al 21' per Francescoli che, di testa, non sbaglia. La manovra cilena è buona ma La Gaglya si lamenta di non riuscire ancora a trovare un equilibrio tra offesa e difesa: i padroni di casa possono così controllare agevolmente il vantaggio per tutto il primo tempo.
Al 3' della ripresa Schiaffino si conquista una punizione dai venti metri, la conclusione di Francescoli è da manuale ma la palla colpisce la traversa e schizza in angolo. Si vede finalmente anche il Chile al 50', buona la girata di Raul Toro che termina di poco fuori. La Gaglya cambia qualcosa ma l'Uruguay sembra non avere problemi e va al raddoppio al 68': Ghiggia si impossessa della sfera al limite dell'aria e con un paio di dribbling ubriacanti mette a sedere due difensori avversari, depositando in rete con un morbido collo interno.
Il Chile prova ad aumentare allora il ritmo denotando comunque garra e corsa, al 71' Pizarro calcia una punizione dal limite di poco sopra la porta uruguagia. Al 75' i padroni di casa potrebbero chiudere definitivamente il match ma Cavani, solo davanti al portiere, manda a lato. L'ultima emozione della gara la confeziona il Chile, ancora con la punizione di un convincente Pizarro che chiama al miracolo Mazurkievic.
La Celeste si porta al primo posto del gruppo 1 e rispetto alle scorse edizioni mostra velocità e motivazione, il Chile di Gaglyona non ha assolutamente demeritato nella zona mediana del campo denotando invece problemi in difesa ed in attacco. Il tecnico di Mordor si giocherà dopo il turno di pausa il rischio esonero.
AFRICA
MAROCCO - SUDAFRICA 0 - 0
Furto con scasso dell'Ulkaviolento che con l'aiuto dei demoni ed il supporto di Papi Gaglyona esce indenne da Casablanca dopo aver subito tutta la partita. I sudafricani giocano in dieci sulla linea della porta rinunciando completamente ad attivare una minima azione di attacco, il Marocco giostra alla grande creando occasioni su occasioni vanificate in parte dalla difesa degli ospiti e in parte dal vento torrido dell'Inferno che tiene diabolicamente la sfera fuori dalla porta dei Bafana. Ulka non solo si ritrasforma in Kula ma condisce ogni occasione mancata degli avversari con scherno, minacce e violenza che causano alla fine l'intervento del Clan Antichi Eroi in difesa di Alanash. Non contenti della buridda scatenata, i Davydiani prendono pretesto dalla situazione per accusare i rivali di violenza: da che pulpito!
Dal punto di vista tecnico il Presidente dovrà interrogarsi sulla scarsa incisività in questo match dei suoi attaccanti che, se ripetuta, potrebbe diventare problematica. Ulka dovrà cercare invece di trovare un equilibrio più offensivo perché in Africa le qualificazioni sono state spesso determinate dalla capacità di fare i tre punti più che dalla solidità difensiva.
SENEGAL - MAROCCO 3 - 0
Il miglior Marocco dell'anno cede di schianto al Senegal del Boya che, sempre più cinico e simile a quello che vinse il Mundial, comanda a punteggio pieno l'Africa con dieci goal fatti e zero subiti.
Primo tempo perfetto dei marocchini che chiudono con 12 tiri in porta subendone 5, di questi quasi tutte conclusioni da fuori tranne un acuto di Demba Ba allo scadere, a dimostrazione di capacità offensive ma anche di equilibrio.Ancora un volta la squadra del Presidente propone un calcio bellissimo fatto di tagli (Ben Barek) e di inserimenti (Bourdebala e Mahjoub) ma anche purtroppo di conclusioni imprecise (Ahmed Faras e Assan Akesbi). Una traversa e 3 interventi notevoli di Sylva levano agli ospiti la gioia del vantaggio.
Al 44' la svolta : Kharja viene espulso e Alanash, sentendosi defraudato dal pari, invece di chiudersi provato a giocarsela. L'inerzia della partita cambia e al 59' una porkarja clamorosa porta in vantaggio il Senegal grazie alla vecchia conoscenza di Breaker Bocandè. Non pago del suo harakiri tattico e pesantemente stuzzicato dai Davydiani, il Presidente si apre ulteriormente alla ricerca del pari venendo punito dalla letale concretezza dei senegalesi: al 85' segna Diouf sfruttando un angolo di Fadiga e al 90' è la volta di Niang su servizio di Nessuno. Partita davvero incredibile con un Senegal certo fortunato ma abilissimo a sfruttare ogni minima debolezza degli avversari, dote decisiva in ogni Mundial. Nonostante gli errori tattici commessi, pensando anche alla differenza reti, Alanash può consolarsi con la bellezza del calcio offerto dal Marocco, una delle squadre più godibili di questo inizio settima edizione..
ASIA
ARABIA SAUDITA - IRAN 1 - 0
In attesa di Australia-Cina che chiuderà il terzo turno, a comandare il girone asiatico sale a sorpresa l'Arabia del Boya che regola di misura l'Iran del Presidete al termine di una gara ben giocata.
Il match è nel complesso equilibrato, i padroni di casa tengono il campo con corsa e solidità difensiva, l'Iran risponde con una buona manovra ma denuncia enormi problemi in finalizzazione. In particolare preoccupa la prestazione di Ali Daei che, lento ed impacciato, viene ancora una volta sostituito dal mister Alanash. Nell'Arabia il migliore è Owairan, osannato dal pubblico e pupillo del tecnico Krenz presente in tribuna che non smette di incitarlo per tutti i 90 minuti. E' proprio dal piede fatato della mezza punta araba che al 50' parte l'assist splendido per Majed Abdullah che firma l'unica rete della partita.
La vittoria finale del Boya appare meritata nonostante le occasioni avute dall'Iran e vanificate da un attacco evanescente, per ora comunque sembra mancare qualcosa a livello di dominanza per poter sfidare fino alla fine le tradizionali padrone dell'Asia, vedremo. Dopo tre sconfitte consecutive la panchina del Presidente è sotto osservazione del Grand Jury che non ha ancora dato una risposta chiara in merito.
SUD KOREA - GIAPPONE 1 - 1
Il big match dell'Asia, dominato dalla noia e dalla paura di perdere, si accende solo nel finale.
Il Japan sembra aver scelto il lato oscuro di Ulka più orientato alla serena paranoia, due punti in tre partite con un solo goal realizzato la dicono lunga sul pesante e sorprendente ritardo della squadra del Sol Levante, lontana parente di quella ammirata nel recente passato.
Dall'altra parte la Sudkorea non brilla per iniziativa, la manovra è sempre lenta e compassata, l'attacco stranamente lento ed involuto e la difesa è ancora da registrare.
Dopo una partita soporifera senza occasioni degne di tale nome i padroni di casa si portano comunque in vantaggio al 86' con Cha Bum su prezioso invito di Park Ji Sung, legittimando una leggera supremazia territoriale. Breaker strepita come se avesse giocato la partita della vita (e per questo un po' ci gasa) ma le sue urla sono ricacciate in gola all'ultimo secondo del match da Kazu Miura che trasforma l'assist della disperazione di Honda per la gioia di Ulka. Due squadre da rivedere, per il Japan la classifica piange mentre i koreani pur non brillando sono comunque a ridosso delle prime.
A GIOVEDI PROSSIMO KANI INFOYATY! PREPARATEVI AI GIORNI DELL'IRA!
E nell'attesa scaldatevi con O - wai - ran!
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| Il Boya prende il volo per Dio! |
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| Un Colonnello un po' svagato cade con il Beloved Brazil |
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| Breaker fa saltare il banco delle scommesse! |
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| Il Demone Gaglyona subisce un brusco stop! |
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| Il Professore ha sete di sangue! |
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| Il Presidente attaccato dalle Forze del Male |
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| Ulka a fine serata dopo aver scatenato l'Inferno! |








E' IRA SIA KANYDELKAZZO!!!
RispondiEliminaBASTA SFIGA BASTA INCANTESIMI DELLA ROGNA! MORTE AI DAVIDYANY BASTARDI!!!
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Menomale che predicavate amore e uniltè......... è stata una serata irta di violenza, sfottò e stolking..... un clima esasperato dove la mia concentrazione sul campo veniva meno................ senza contare le combin sulle votazioni dei riski esoneri........provo disgusto x questo clima....... ed è x questo motivo con il dolore nel cuore che lascio il mundial xche il mio non sia solo un urlo nel vuoto, una goccia d'acqua nel deserto.....o una bella figa in mezzo a mille neonuchi...........................
RispondiEliminaCi siete rimasti male è merde...................... non mollerò mai e sono super agguerrito x rompervi il culo....... Davidiani, Antichi eroi del cazzo Egidianti morte e terrore a tutti
Gran personaggio ho visto il film pochi giorni fà...........
RispondiEliminagrandissimo blog albertz come sempre e grande descrizione dei match
RispondiEliminaquando sono arrivato all'anfiteatro
ho visto un clima di very very MONGOLIZT uno peggio dell'altro imbolsiti da paiura il president fuori di boccia con messaggi privi di senso del tipo:vedi di esserci boya perchè è l'unica data x 2 settimane
invece poi si giocava settimana prossima oppure alan è inutile che vengo faccio solo due partite e basta e lui no boya non ti preoccupare vieni piu con comodo ma poi sei in partita x dio risultato finale due misere partiteeeee
brutto pazzo bastardo!!!!!!!!!!!!!!!
giovedi mi ha detto che giocherò di piu voi ci credete????????
a cosa dice il presidente tossico bastardo nonchè IMBOLSITO vedremo.............
PER IL RESTO CONCLUDP DICENDO A MORTE I DAVIDYANI
P.S X GAGLYONE
FAI COME LO SPERMA ESCI DAL CAZZO CON IL CAMERUN THIS IS INCOMPETANT
IL TUO GIOCO è MERDA PEZZO DI MERDA
RITORNA NELL'OCULO E RIMANACI
CI PENSERO IO A FAR GRANDE QUESTO CAMERUN PER DIO SUCCHIACAZZI INGORDO......
Ma noi continueremo a predicare amore ed umiltà Breaker, solo che lo faremo con metodi diversi, diciamo più convincenti. A presto...
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