Nella Terra di Mezzo ,tra gli accampamenti e i bivacchi, nani ed elfi ,seduti intorno al fuoco, ascoltavano attentamente le radiocronache che giungevano da ogni parte delle terre emerse generando un tripudio di grida talvolta di giubilo talvolta di disperazione.
Particolarmente violenti ed incontrollabili, gli Gnomi fedeli al Colonnello, si sono fatti sorprendere ripetute volte a rovesciare interi otri di birra vicino ai fuochi o alle stazioni radio/video rischiando di creare danni ingenti alle strutture allestite per seguire l'evolversi del Sogno Mundial.
Con le loro asce bipenni strette tra le mani, i "Cerberi di Kranjes" non hanno sentito ragioni ed,oltre a rifiutarsi di porre rimedio alle loro malefatte, hanno continuato incuranti per tutta la notte ad innescare situazioni di degenero variamente assortito.
Poichè in servizio vi era solamente la "Guardia Presidenziale" essendo il Professore in congedo straordinario (ospite d'onore a Vienna e relatore nel convegno intitolato "L'influenza del Metodo e del Sistema nel calcio danubiano") il clima generale pendeva pericolosamente verso una direzione di violenza, aggressività, improperi e bestemmie ma la qualità delle partite riusciva a mitigare anche gli animi più esacerbati con l'aiuto non trascurabile di un quantitativo torrenziale di alcool che scorreva nell'Anfiteatro unitamente ai rituali sciamanico-brasici propiziati dal negromante Narcokula e da "Holeditainkollate-homangiatopollo-malabombanonlamollo" alias Mister Breaker totalmente incontrollabile.
A quest'ultimo, già in stato di iper eccitazione sin dalle prime battute della serata, va quantomeno riconosciuto l'immane sforzo organizzativo per dare vita a quest'ultima sessione di Qualificazioni con una bolletta telefonica a sei zeri...!
Con grande sorpresa dei presenti, intorno alle 21.21 (2+1+2+1=6) 6 secondi e 6 micron faceva la sua comparsa La Gaglia di ritorno da un summit macchiavellico intitolato "Il risultato giustifica il calcio spazzatura?!"...non sarebbe stata una notte da ricordare per il Principe delle Tenebre...
Infatti, nell'arco della serata, le forze del Male venivano duramente colpite ma con 105 gare disputate su 264, ogni discorso qualificazione resta aperto anche se, sopratutto in Europa, le partite in programma sono ormai una sorta di "ultima spiaggia"....insomma DENTRO o FUORI dal calcio che conta.
La fredda cronaca :
EUROPA
GRUPPO 5 : YUGOSLAVIA - SPAGNA 1 - 1
Il sogno di Breaker di spiccare il volo si infrange così come la possibilità per la finora deludente Spagna di Kula di rilanciarsi nella corsa alla qualificazione.
Gli slavi sono ancora ben lontani dall'essere squadra, tuttavia l'enorme quantità di talento a disposizione maschera, a volte, una mancanza di identità tattica che dopo 4 turni non può che definirsi preoccupante.
Le "Furie Rosse" hanno offerto la loro migliore performance sotto la gestione Vulkan con un 4-3-3 di partenza molto interessante (Zamora, Segarra, Piquè, Puyol, Camacho, Guardiola, Xavi, Fabrebas, Iniesta, Butragueno, David Silva) che ha messo in grande difficoltà i padroni di casa.
Nei primi venti minuti ritmo altissimo imposto dagli iberici che colgono 2 traverse e dominano fino al vantaggio di Butragueno (42') su assist di un ispirato David Silva.
In avvio di ripresa la"Roja" perdeva uno dei suoi protagonisti cioè Don Andres Iniesta.
"El Manchego" veniva colpito duro dall'"ambasciatore" Borislav Stankovic (ammonito nell'occasione e squalificato in quanto diffidato) e doveva abbandonare il campo riportando una distrazione muscolare al polpaccio che lo costringerà a saltare entrambe le ultime due partite in programma.
Oltre a questa pesante defezione Kula (che nel prossimo e delicato 5° turno ospiterà la capolista Polonia) mette a referto anche la squalifica di Xabi Alonso finito anche lui sul taccuino dei cattivi e già diffidato.
La Spagna calava il ritmo, la Yugoslavia iniziava e premere ma il pareggio che toglieva le castagne dal fuoco a Mister Breaker nasceva da un pasticciaccio brutto della coppia Piquè-Puyol che favoriva la botta a colpo sicuro del "Cigno" di Hitrec che fissava l'1-1 (75'), realizzava il suo secondo centro personale nelle qualificazioni e teneva a galla la sua nazionale ad un solo punto dalla zona qualificazione nonostante un cammino, finora, costellato di incertezze e difficoltà.
GRUPPO 5 : REPUBBLICA CECA - POLONIA 0 - 1
La Polonia di Kranetys, sconfitta a Varsavia dai cechi nel turno precedente (0-1), rendeva la pariglia al Boya espugnando Praga con una gara maschia grazie ad un acuto di Szarmach innescato da un sempre positivo Boniek (giunto al 2° assist Mundial) in seguito ad un contropiede originato da un corner calciato in modo sciagurato da Nedved.
Gara fisica (4 ammoniti), ricca di scontri ed interventi al limite del regolamento, caratterizzata da una gran battaglia a centrocampo che ha portato ad un sostanziale equilibrio rotto, come detto, da un guizzo del bomber ex Auxerre e Stal Mielec.
Molto deludente il centravanti Jozef Bican che con una prestazione incolore e priva di carattere ha mandato su tutte le furie El Boya che si ritrova ora con un solo punto di vantaggio sulla Yugoslavia del Fratello-Coltello Breaker alla vigilia di Yugoslavia-Repubblica Ceca che si preannuncia decisiva per le sorti delle due squadre.
Massima allerta a Belgrado dove sono previste severe misure di sicurezza dentro e fuori il Marakana.
GRUPPO 7 : SCOZIA - FOREVER FRANCE 1 - 1
La Scozia Gagljonyka si mantiene imbattuta, rintuzza l'assalto dei galletti vulkanianj e conserva concrete speranze di qualificazione.
In pratica si è realizzata la preannunciata "Pastetta dell'Amore (tu vieni con me!;)" tra Papà Davidyno e Bimbo Ulka ,narcolettico ormai ai limiti del coma irreversibile.
(Forse solo staccandogli la siringa dal braccio si riuscirebbe a rianimarlo!)
(Forse solo staccandogli la siringa dal braccio si riuscirebbe a rianimarlo!)
La Gaglia affidava le chiavi del suo centrocampo alla grinta di Bremner, alla forza di Mackay e alle geometrie di McAllister venendo ripagato da un inserimento di quest'ultimo che al 27' batteva Bats rompendo gli equilibri.
I galletti soffrivano rischiando di capitolare mentre il rumore assordante del russare del proprio tecnico quasi oscurava i cori dei 50.000 dell'Ibrox Park.
Nel secondo tempo il calo fisiologico dei padroni di casa ridava verve ai transalpini che, nonostante una certa approssimazione nelle trame di gioco, trovavano il pari con un spettacolare rovesciata di Jean Tigana (63') su assist di...NESSUNO!
Solita Forevere senz'anima e senza identità tattica (a questo si aggiunga l'apatia di Kula ormai giunto a livelli da eroinomane - junkie) mentre la "Tartan Army" pur scolastica nello sviluppo della manovra e condizionata da una tenuta atletica poco brillante (accuse velate dei media scozzesi alle sedute di allenamento gestite dal preparatore atletico Yerba Gangja voluto con insistenza da Gaglya Sauron dopo le esperienze positive con l'Ecuador) si è dimostrata ancora una volta avversario tenace da non sottovalutare.
Certo è che, alla luce dell'attuale situazione di classica, si profila un finale mozzafiato dove persino la Slovenia può ancora credere al Sogno Mundial.
GRUPPO 8 : SVIZZERA - GALLES 1 - 0
Un sinistro teso di Renè Botteron al 16' del primo tempo (risulterà anche l'unico tiro nello specchio della porta effettuato dalla Svizzera nell'arco dei 90 minuti) condanna il Galles al rischio esonero e proietta gli elvetici al secondo posto solitario in classifica ad un solo punto dalla Bulgaria Gajarda.
Alla ripresa, andrà in scena SVIZZERA-BULGARIA ancora in quel di Berna.
Il Galles non brilla per intensità ma dopo lo svantaggio reagisce mantenendo un buon possesso palla figlio di una tattica che, combinando un fuorigioco sistematico ad un pressing organizzato, sembra dare i suoi frutti creando una serie di occasioni da rete dilapidate in modo sciagurato da un attacco inconcludente nonostante l'alternarsi di John Charles, Craig Bellamy, Mark Hughes, Billy Meredith e persino Cliff Jones senza dimenticarsi della contemporanea presenza in campo di Allchurch (sempre positivo) e di un Giggs, al contrario, poco ispirato.
Il tempo scorre inesorabilmente senza che la maledizione cosmica che evidentemente perseguita il Presidente accenni a placarsi col portiere elvetico Ballabio che, per arrotondare, serve bibite e panini ai fotografi posizionati alle sue spalle visto che gli avanti gallesi non ne vogliono sentir parlare di centrare lo specchio della porta...!
Il calcio "Kulyko" trionfa ancora una volta con uno score complessivo nei confronti del Presidente che definirei imbarazzante (circa l'85% di vittorie contro 3 sole sconfitte, due delle quali inflitte dalla Colombia a distanza di due edizioni!).
Il calcio "Kulyko" trionfa ancora una volta con uno score complessivo nei confronti del Presidente che definirei imbarazzante (circa l'85% di vittorie contro 3 sole sconfitte, due delle quali inflitte dalla Colombia a distanza di due edizioni!).
GRUPPO 9 : SVEZIA - UCRAINA 1 - 1
La migliore Ucraina del Presidente (4-2-1-3 di Baroniana memoria) sfiora l'impresa ma deve ancora una volta rinunciare alla vittoria contro l'incubo Kula che ,acciuffando un pareggio prezioso (2° posto in classifica consolidato), maschera i limiti di una squadra ancora scossa dalla batosta dell'Old Trafford (0-4 contro l'Inghilterra di Kragnytes) e poco recettiva nell'assimilare gli schemi (buona questa!) del proprio tecnico.
L'Ucraina parte decisa a conquistare la posta piena costretta da una classifica deficitaria.
Muntyan governa il centrocampo con saggezza, Voinov copre le spalle a Buryak (poco ispirato in realtà e sostituito da Tymoshchuk dopo poco più di un'ora di gioco) che ha il compito di innescare il tridente orfano per l'ultima volta di Shevchenko (sostituito dal convincente Voronin - in pizza -) e completato dal bomber Ponomaryov e da un volitivo quanto impreciso Rebrov (rilevato a sua volta dal mancino Yarmolenko).
La Svezia ha, sulla carta, un tridente esplosivo e ben assortito (Roger Magnusson il "Garrincha svedese" a destra, Naka Skoglund a sinistra e in mezzo il "Killer Istinct" di Gunnar Nordhal) ma è la mediana che soffre terribilmente il pressing ucraino così le rifiniture latitano e non rimane che affidarsi ai lanci lunghi ben controllati dalla coppia centrale ospite Fomenko-Turyanchik.
Al 34' del 1° tempo Ponomaryov sblocca il risultato sfruttando l'assist della "Cornacchia" Voronin e l'Ucraina chiude la prima frazione di gioco in vantaggio.
Il Presidente sa ,con assoluta certezza, che se non troverà il raddoppio il Culo Kulyko lo punirà e nonostante gli sforzi profusi alla vana ricerca del 2-0 puntualmente la "Macumba Kulyka" si materializza.
Al 53' Il terzino mancino Nesmachnyi ,con un intervento grossolanamente fuori tempo, affossa in area Sune Andersson e il direttore di gara decreta la massima punizione che sarà trasformata dal cecchino Nordhal.
Da quel momento in poi inizia paradossalmente un'altra partita.
L'Ucraina inizia ad avere più paura di perdere che voglia di vincere mentre i padroni di casa, rivitalizzati dal pari e dall'ingresso di un vivace Henrik Larsson, iniziano a credere alla "remuntada".
Tuttavia, la qualità del gioco non decolla e il risultato non cambierà più.
Alla ripresa ritroveremo questa stessa sfida ma a cambi invertiti oltre a TURCHIA-INGHILTERRA che completerà il Turno 4 (ultimo Gruppo a centrare questo traguardo insieme al Gruppo 6 dove andrà in scena NORD IRLANDA - HEROIC HOLLAND).
L'Ucraina parte decisa a conquistare la posta piena costretta da una classifica deficitaria.
Muntyan governa il centrocampo con saggezza, Voinov copre le spalle a Buryak (poco ispirato in realtà e sostituito da Tymoshchuk dopo poco più di un'ora di gioco) che ha il compito di innescare il tridente orfano per l'ultima volta di Shevchenko (sostituito dal convincente Voronin - in pizza -) e completato dal bomber Ponomaryov e da un volitivo quanto impreciso Rebrov (rilevato a sua volta dal mancino Yarmolenko).
La Svezia ha, sulla carta, un tridente esplosivo e ben assortito (Roger Magnusson il "Garrincha svedese" a destra, Naka Skoglund a sinistra e in mezzo il "Killer Istinct" di Gunnar Nordhal) ma è la mediana che soffre terribilmente il pressing ucraino così le rifiniture latitano e non rimane che affidarsi ai lanci lunghi ben controllati dalla coppia centrale ospite Fomenko-Turyanchik.
Al 34' del 1° tempo Ponomaryov sblocca il risultato sfruttando l'assist della "Cornacchia" Voronin e l'Ucraina chiude la prima frazione di gioco in vantaggio.
Il Presidente sa ,con assoluta certezza, che se non troverà il raddoppio il Culo Kulyko lo punirà e nonostante gli sforzi profusi alla vana ricerca del 2-0 puntualmente la "Macumba Kulyka" si materializza.
Al 53' Il terzino mancino Nesmachnyi ,con un intervento grossolanamente fuori tempo, affossa in area Sune Andersson e il direttore di gara decreta la massima punizione che sarà trasformata dal cecchino Nordhal.
Da quel momento in poi inizia paradossalmente un'altra partita.
L'Ucraina inizia ad avere più paura di perdere che voglia di vincere mentre i padroni di casa, rivitalizzati dal pari e dall'ingresso di un vivace Henrik Larsson, iniziano a credere alla "remuntada".
Tuttavia, la qualità del gioco non decolla e il risultato non cambierà più.
Alla ripresa ritroveremo questa stessa sfida ma a cambi invertiti oltre a TURCHIA-INGHILTERRA che completerà il Turno 4 (ultimo Gruppo a centrare questo traguardo insieme al Gruppo 6 dove andrà in scena NORD IRLANDA - HEROIC HOLLAND).
GRUPPO 1 : FRANCIA - ITALIA 4 - 0
Una Francia monumentale schianta l'Italia della Gaglia e riapre totalmente i giochi nel Gruppo 1 rendendo incerta ed impronosticabile la bagarre qualificazione.
La gara è intensa e vibrante sin dall'avvio con un ritmo indiavolato imposto dalla linea Maginot dei padroni di casa (Moussa Sissoko, M'Vila, Matuidi) che già nella gara di andata a San Siro aveva reso la vita durissima alla mediana azzurra.
Al 18' il vantaggio francese con Ribery lesto a sfruttare un assist di Moussa Sissoko.
Il tridente francese è in costante movimento con un Menez in giornata di grazia ed un Henry sui livelli espressi negli anni d'oro all'Arsenal.
La difesa italiana è in evidente affanno negli "uno contro uno" ma regge e Totti trascina i suoi cantando e portando la croce.
L'Italia spinge e crea un paio di pericoli seri, nonostante un Cassano in ombra, sventati dall'ottimo Lloris che si supera sul capitano della Roma deviando in angolo.
La partita è spettacolare, senza un attimo di respiro e con continui capovolgimenti di fronte sino al crepuscolo del 1° tempo dove succede di tutto.
Al 41' Jeremy Menez suggella una prestazione maiuscola timbrando il 2-0 con un sinistro tagliato che non lascia scampo a Buffon.
Due minuti più tardi Henry approfitta di una evidente "porkarja-bug" degli azzurri per infilarsi indisturbato in un corridoio che porta dritto davanti a Buffon, infilato implacabilmente per quello che è il clamoroso 3-0!
Poco prima del fischio di chiusura della frazione Chiellini stendeva con le cattive un incontenibile Menez guadagnandosi il secondo cartellino giallo e lasciando di conseguenza gli azzurri in dieci uomini.
La Gaglia, a quel punto, toglieva una punta per inserire Roncaglia nell'intento di limitare il passivo, in chiave differenza reti, vista l'ormai chiara impossibilità a rientrare in partita.
La Francia, al contrario, continuerà a spingere per tutta la ripresa trovando la quarta rete all'80' con Henry (doppietta personale e aggancio a Balotelli in testa alla classifica marcatori del girone con 3 reti) servito da Menez (assoluto "Man of the Match") e sfiorando addirittura una clamorosa manita nelle battute finali.
L'Italia subisce la sua seconda sconfitta della gestione Gagljonyka (la precedente nella scorsa fase finale del Mundial ad opera della Sud Korea del Baron 0-3) dopo 9 gare di imbattibilità consecutive sulle 15 totali.
L'infuocato Turno 5 vedrà di fronte un caldissimo "Derby d'Italia" tra l'Immortal del Presidente e l'Italia ferita della Gaglia (ancora saldamente in testa peraltro) oltre alla sfida tra i galletti del Boya freschi d'impresa e il "Wunderteam" del Professore con ogni possibile scenario a disposizione valutando anche l'attuale differenza reti delle squadre partecipanti.
In conferenza stampa post-partita flemmatico il Boya ha voluto precisare (riporto fedelmente e testualmente) :
" Gagljona è arrivato giusto in tempo per prendersi 4 cazzi imbocca per Dio!"
La gara è intensa e vibrante sin dall'avvio con un ritmo indiavolato imposto dalla linea Maginot dei padroni di casa (Moussa Sissoko, M'Vila, Matuidi) che già nella gara di andata a San Siro aveva reso la vita durissima alla mediana azzurra.
Al 18' il vantaggio francese con Ribery lesto a sfruttare un assist di Moussa Sissoko.
Il tridente francese è in costante movimento con un Menez in giornata di grazia ed un Henry sui livelli espressi negli anni d'oro all'Arsenal.
La difesa italiana è in evidente affanno negli "uno contro uno" ma regge e Totti trascina i suoi cantando e portando la croce.
L'Italia spinge e crea un paio di pericoli seri, nonostante un Cassano in ombra, sventati dall'ottimo Lloris che si supera sul capitano della Roma deviando in angolo.
La partita è spettacolare, senza un attimo di respiro e con continui capovolgimenti di fronte sino al crepuscolo del 1° tempo dove succede di tutto.
Al 41' Jeremy Menez suggella una prestazione maiuscola timbrando il 2-0 con un sinistro tagliato che non lascia scampo a Buffon.
Due minuti più tardi Henry approfitta di una evidente "porkarja-bug" degli azzurri per infilarsi indisturbato in un corridoio che porta dritto davanti a Buffon, infilato implacabilmente per quello che è il clamoroso 3-0!
Poco prima del fischio di chiusura della frazione Chiellini stendeva con le cattive un incontenibile Menez guadagnandosi il secondo cartellino giallo e lasciando di conseguenza gli azzurri in dieci uomini.
La Gaglia, a quel punto, toglieva una punta per inserire Roncaglia nell'intento di limitare il passivo, in chiave differenza reti, vista l'ormai chiara impossibilità a rientrare in partita.
La Francia, al contrario, continuerà a spingere per tutta la ripresa trovando la quarta rete all'80' con Henry (doppietta personale e aggancio a Balotelli in testa alla classifica marcatori del girone con 3 reti) servito da Menez (assoluto "Man of the Match") e sfiorando addirittura una clamorosa manita nelle battute finali.
L'Italia subisce la sua seconda sconfitta della gestione Gagljonyka (la precedente nella scorsa fase finale del Mundial ad opera della Sud Korea del Baron 0-3) dopo 9 gare di imbattibilità consecutive sulle 15 totali.
L'infuocato Turno 5 vedrà di fronte un caldissimo "Derby d'Italia" tra l'Immortal del Presidente e l'Italia ferita della Gaglia (ancora saldamente in testa peraltro) oltre alla sfida tra i galletti del Boya freschi d'impresa e il "Wunderteam" del Professore con ogni possibile scenario a disposizione valutando anche l'attuale differenza reti delle squadre partecipanti.
In conferenza stampa post-partita flemmatico il Boya ha voluto precisare (riporto fedelmente e testualmente) :
" Gagljona è arrivato giusto in tempo per prendersi 4 cazzi imbocca per Dio!"
SUDAMERICA
GRUPPO 1 : ALWAYS ARGENTINA - ARGENTINA 0 - 1
L'Argentina del Boya si aggiudica un bel derby grazie ad una zampata di Carlitos Tevez imbeccato da Di Maria al 31' del 1° tempo.
Non esente da responsabilità Fillol che si dimostra poco reattivo nell'uscita favorendo l'inserimento del piccolo attaccante della Juventus.
Tutto esaurito alla Bombonera per una gara dura ed equilibrata caratterizzata da un tatticismo esasperato che ha limitato lo spettacolo in termini di occasioni da rete ma che ha, di contro, offerto un raro ed elevato livello di concentrazione dei due Manager seduti in panchina che si sono affrontati e fronteggiati sul piano tattico rispondendo colpo su colpo ai tentativi dell'uno e dell'altro di trovare la chiave di volta del match.
L'Always, dopo lo svantaggio, ha costantemente cercato la via della rete ma nonostante la buona volontà e le trame di gioco ispirate da un sempre positivo Maradona non è stata serata per il Presidente andato a segno solamente una volta in 5 gare disputate nella notte!
La classifica piange e con soli 2 miseri punti in cascina (nessuna vittoria nelle prime 3 uscite) iniziano a farsi largo i detrattori che auspicano un avvicendamento tecnico su una delle panchine più prestigiose (e complicate!) dell'intero ranking.
L'Argentina del Boya si instaura in vetta alla classifica del Gruppo 1 in attesa di ricevere i "Reggae Boyz" di Breaker nell'ennesima riedizione dello scontro fratricida tra i Lanteri Brothers.
Non esente da responsabilità Fillol che si dimostra poco reattivo nell'uscita favorendo l'inserimento del piccolo attaccante della Juventus.
Tutto esaurito alla Bombonera per una gara dura ed equilibrata caratterizzata da un tatticismo esasperato che ha limitato lo spettacolo in termini di occasioni da rete ma che ha, di contro, offerto un raro ed elevato livello di concentrazione dei due Manager seduti in panchina che si sono affrontati e fronteggiati sul piano tattico rispondendo colpo su colpo ai tentativi dell'uno e dell'altro di trovare la chiave di volta del match.
L'Always, dopo lo svantaggio, ha costantemente cercato la via della rete ma nonostante la buona volontà e le trame di gioco ispirate da un sempre positivo Maradona non è stata serata per il Presidente andato a segno solamente una volta in 5 gare disputate nella notte!
La classifica piange e con soli 2 miseri punti in cascina (nessuna vittoria nelle prime 3 uscite) iniziano a farsi largo i detrattori che auspicano un avvicendamento tecnico su una delle panchine più prestigiose (e complicate!) dell'intero ranking.
L'Argentina del Boya si instaura in vetta alla classifica del Gruppo 1 in attesa di ricevere i "Reggae Boyz" di Breaker nell'ennesima riedizione dello scontro fratricida tra i Lanteri Brothers.
GRUPPO 1 : ARGENTINA - JAMAICA 0 - 1
L'infausta tradizione che accompagna da sempre questa gara ancora una volta non si è smentita.
Storicamente sia l'Argentina sia l'Always hanno perso in casa contro la Jamaica nella quasi totalità dei precedenti.
Ci si aspettava il consolidamento del primato da parte dell'Argentina ed invece è stata la Jamaica a diventare la prima della classe nel Gruppo 1 del Sudamerica grazie all'acuto di Omar Cummings al 63'.
I padroni di casa si ritrovavano con Messi e Javier Zanetti malva (lasciati in panchina) ed il Boya dava fiducia ad Higuain unico centravanti in buone condizioni fisiche (in pizza) a dispetto di una rosa quasi totalmente "blu" negli stati di forma, forse, in conseguenza agli strascichi di un derby che è costato molto in termini sia fisici sia psicologici.
Tuttavia proprio il "Pipita" tradiva il Boya divorandosi due clamorose occasioni da gol davanti all'estremo difensore giamaicano Ricketts.
A questo si aggiunga un palo clamoroso di Lavezzi a porta praticamente vuota ed un computo totale di 18 (!) tiri contro 6 oltre ad un 58% finale di possesso palla per i padroni di casa.
Nota lieta la convincente prova di Ever Banega in cabina di regia.
Il talento del Valencia continua a reclamare un posto da titolare nel centrocampo albiceleste e con queste prestazioni può mettere in difficoltà il proprio allenatore.
La Jamaica, disegnata da Breaker con un trapattoniano 5-2-3, si dimostra ancora una volta uno straordinario gruppo di gregari al servizio di alcune "stelle" che sebbene non siano di prima grandezza si integrano alla perfezione in un meccanismo diabolico che sotto l'egida del Bandito colse le sue maggiori fortune.
Il mancino di Garth Crooks e i dribbling di Theo Whitmore assicurano rifornimenti per il centravanti Ricardo Fuller che può contare anche sulle assistenze e sui cross dal fondo di Ricardo Gardner e di Tyrone Mears terzini con licenza di inserirsi.
Proprio quest'ultimo, espulso poco dopo il gol del vantaggio, ha innescato una fase di "ivrapotere" di Breaker che incollato alla panchina continuava ad urlare :
"Io non mi chiudo per Dio, io non mi chiudo, NON MI CHIUDO per Dio!"
Da annoverare tra i migliori anche l'inossidabile Paul Davis e il propositivo Robbie Earle.
Nel Turno 5 la Jamaica ospiterà l'Always Argentina mentre l'undici del Boya andrà a far visita al Messico di Vulkan.
Ecco il tormentone molto 70's che Breaker ha cantato per tutto l'arco del match e che gli ha fruttato 19,5 euro di "bolletta" con la vittoria jamaicana quotata a 6,5 (x 3 che cuore...) :
Storicamente sia l'Argentina sia l'Always hanno perso in casa contro la Jamaica nella quasi totalità dei precedenti.
Ci si aspettava il consolidamento del primato da parte dell'Argentina ed invece è stata la Jamaica a diventare la prima della classe nel Gruppo 1 del Sudamerica grazie all'acuto di Omar Cummings al 63'.
I padroni di casa si ritrovavano con Messi e Javier Zanetti malva (lasciati in panchina) ed il Boya dava fiducia ad Higuain unico centravanti in buone condizioni fisiche (in pizza) a dispetto di una rosa quasi totalmente "blu" negli stati di forma, forse, in conseguenza agli strascichi di un derby che è costato molto in termini sia fisici sia psicologici.
Tuttavia proprio il "Pipita" tradiva il Boya divorandosi due clamorose occasioni da gol davanti all'estremo difensore giamaicano Ricketts.
A questo si aggiunga un palo clamoroso di Lavezzi a porta praticamente vuota ed un computo totale di 18 (!) tiri contro 6 oltre ad un 58% finale di possesso palla per i padroni di casa.
Nota lieta la convincente prova di Ever Banega in cabina di regia.
Il talento del Valencia continua a reclamare un posto da titolare nel centrocampo albiceleste e con queste prestazioni può mettere in difficoltà il proprio allenatore.
La Jamaica, disegnata da Breaker con un trapattoniano 5-2-3, si dimostra ancora una volta uno straordinario gruppo di gregari al servizio di alcune "stelle" che sebbene non siano di prima grandezza si integrano alla perfezione in un meccanismo diabolico che sotto l'egida del Bandito colse le sue maggiori fortune.
Il mancino di Garth Crooks e i dribbling di Theo Whitmore assicurano rifornimenti per il centravanti Ricardo Fuller che può contare anche sulle assistenze e sui cross dal fondo di Ricardo Gardner e di Tyrone Mears terzini con licenza di inserirsi.
Proprio quest'ultimo, espulso poco dopo il gol del vantaggio, ha innescato una fase di "ivrapotere" di Breaker che incollato alla panchina continuava ad urlare :
"Io non mi chiudo per Dio, io non mi chiudo, NON MI CHIUDO per Dio!"
Da annoverare tra i migliori anche l'inossidabile Paul Davis e il propositivo Robbie Earle.
Nel Turno 5 la Jamaica ospiterà l'Always Argentina mentre l'undici del Boya andrà a far visita al Messico di Vulkan.
Ecco il tormentone molto 70's che Breaker ha cantato per tutto l'arco del match e che gli ha fruttato 19,5 euro di "bolletta" con la vittoria jamaicana quotata a 6,5 (x 3 che cuore...) :
GRUPPO 2 : COSTARICA - BRASILE 2 - 2
Gara spettacolare a San Josè tra il sorprendente Costarica del Bandito e il Brasile di Breaker.
I carioca, a punteggio pieno dopo due gare e carichi per la vittoria contro il Beloved Brazil di Kragnetys, si riaffidavano all'estro di Ronaldihno che dopo aver deciso il derby ha riacquistato un pò di credito da parte del Mister (Breaker) nel contesto di un rapporto di Amore/Odio che si protrae sin dalla prima gestione del Brasile dell'allora Baron.
I padroni di casa, sconfitti all'esordio dalla Colombia (1-2), hanno dato seguito in termini di prestazione e di risultato all'ottimo punto strappato a Lima al Perù del Professore nel turno precedente e si ritrovano persino con più di un rimpianto per una vittoria francamente meritata che è sfuggita solamente nei secondi finali della partita.
Apre le ostilità il "bomber tascabile" Morera che trasforma un penalty al 23' del primo tempo pareggia Pato al 70' (grave indecisione di Conejo che non trattiene la conclusione tutt'altro che irresistibile del centravanti del Corinthians) su assist di Daniel Alves scatenando l'ennesima "Tammuriata" di Breaker che però si arresta dopo solo due minuti perchè i costaricani si riportano in vantaggio (72') con una prepotente incornata di Ronald Gomez (subentrato ad un evanescente Wanchope pesantemente criticato da Vulkan).
La Costarica operaia di Walter Centeno, Mauricio Solis, Roger Flores e Luis Marin (per citarne alcuni) è una delle poche squadre che legano ancora il Vulkaniko a questo gioco unitamente al Sud Africa che rappresenta in assoluto la sfida delle sfide, il "Davide contro Golia" per eccellenza.
La squadra più debole del continente nero (e tra le più deboli di tutto il globo) , non si qualifica da 3 edizioni (dopo il traumatico addio di Doktor Gagliona) e costituisce uno dei pochi argomenti di esaltazione per un tecnico che ha perso molto del suo entusiasmo dopo la vittoria alla guida della cenerentola Senegal e il 4° posto conseguito nell'edizione successiva.
Il Brasile di Breaker (al contrario un esaltato cronico!) fragile in difesa e poco protetto dai centrocampisti annovera un arsenale tecnico potenzialmente esplosivo dalla cintola in sù.
Ed è proprio l'invenzione di un singolo che porta all'immeritato pareggio in pieno recupero.
90' : rifinitura di Neymar (poco concreto e poco utile alla squadra in posizione di "9" puro ma molto positivo da attaccante esterno) e conclusione di Oscar che folgora Conejo e mette la parola fine ad una partita molto divertente e combattuta.
Il Brasile è ora primo nel Gruppo 2 e ospiterà l'Ecuador (clamoroso 2°!) nel turno successivo mentre la Costarica di Fruca rimane al penultimo posto e alla ripresa delle ostilità se la vedrà, ancora tra le mura amiche, contro il Beloved Brazil del Colonnello che sarà prima di scena a Lima contro il Perù nel completamento del 4° turno
GRUPPO 2 : ECUADOR - PARAGUAY 1 - 0
I carioca, a punteggio pieno dopo due gare e carichi per la vittoria contro il Beloved Brazil di Kragnetys, si riaffidavano all'estro di Ronaldihno che dopo aver deciso il derby ha riacquistato un pò di credito da parte del Mister (Breaker) nel contesto di un rapporto di Amore/Odio che si protrae sin dalla prima gestione del Brasile dell'allora Baron.
I padroni di casa, sconfitti all'esordio dalla Colombia (1-2), hanno dato seguito in termini di prestazione e di risultato all'ottimo punto strappato a Lima al Perù del Professore nel turno precedente e si ritrovano persino con più di un rimpianto per una vittoria francamente meritata che è sfuggita solamente nei secondi finali della partita.
Apre le ostilità il "bomber tascabile" Morera che trasforma un penalty al 23' del primo tempo pareggia Pato al 70' (grave indecisione di Conejo che non trattiene la conclusione tutt'altro che irresistibile del centravanti del Corinthians) su assist di Daniel Alves scatenando l'ennesima "Tammuriata" di Breaker che però si arresta dopo solo due minuti perchè i costaricani si riportano in vantaggio (72') con una prepotente incornata di Ronald Gomez (subentrato ad un evanescente Wanchope pesantemente criticato da Vulkan).
La Costarica operaia di Walter Centeno, Mauricio Solis, Roger Flores e Luis Marin (per citarne alcuni) è una delle poche squadre che legano ancora il Vulkaniko a questo gioco unitamente al Sud Africa che rappresenta in assoluto la sfida delle sfide, il "Davide contro Golia" per eccellenza.
La squadra più debole del continente nero (e tra le più deboli di tutto il globo) , non si qualifica da 3 edizioni (dopo il traumatico addio di Doktor Gagliona) e costituisce uno dei pochi argomenti di esaltazione per un tecnico che ha perso molto del suo entusiasmo dopo la vittoria alla guida della cenerentola Senegal e il 4° posto conseguito nell'edizione successiva.
Il Brasile di Breaker (al contrario un esaltato cronico!) fragile in difesa e poco protetto dai centrocampisti annovera un arsenale tecnico potenzialmente esplosivo dalla cintola in sù.
Ed è proprio l'invenzione di un singolo che porta all'immeritato pareggio in pieno recupero.
90' : rifinitura di Neymar (poco concreto e poco utile alla squadra in posizione di "9" puro ma molto positivo da attaccante esterno) e conclusione di Oscar che folgora Conejo e mette la parola fine ad una partita molto divertente e combattuta.
Il Brasile è ora primo nel Gruppo 2 e ospiterà l'Ecuador (clamoroso 2°!) nel turno successivo mentre la Costarica di Fruca rimane al penultimo posto e alla ripresa delle ostilità se la vedrà, ancora tra le mura amiche, contro il Beloved Brazil del Colonnello che sarà prima di scena a Lima contro il Perù nel completamento del 4° turno
GRUPPO 2 : ECUADOR - PARAGUAY 1 - 0
L'Ecuador Gagljonyko coglie il massimo risultato col minimo sforzo e si assesta provvisoriamente al secondo posto in classifica.
Il Paraguay del Boya, a rischio esonero, gioca col cuore per il proprio allenatore sciorinando la migliore prestazione di queste nefaste qualificazioni ma esce dal rettangolo di gioco ancora una volta sconfitto anche se immeritatamente.
Tra gli ospiti delude ancora Carlos Diarte accreditato come bomber di razza (verrà sostituito da Eulogio Martinez idolo dei "cules" del Barcellona) mentre appare molto ispirato Cabanas che beneficia, a tratti, dell'assistenza di Julio Cesar Romero.
L'Albirroja fa la partita mentre raramente si è visto un Ecuador così in difficoltà (ancora out per infortunio Luis Valencia che salterà anche il big match contro il Brasile a Rio in programma nel prossimo turno) con un Aguinaga ,braccato dai mastini paraguayani, incapace di ribaltare l'azione in modo rapido con i consueti cambi di campo per gli esterni.
Proprio le ali, che costituiscono il punto di forza dell'Ecuador, nella fattispecie Josè Balseca a destra e Polo Carrera a sinistra faticano oltremodo a saltare l'uomo e a dare profondità poichè assai ben marcati dai loro dirimpettai Arce e Juan Torales.
Tatticamente la partita a scacchi è vinta dal Paraguay che però non finalizza anche per la scarsa incisività di Arsenio Erico, lontano parente del bomber che conquistò il Sogno e il titolo di capocannoniere sotto la gestione del Presidente ormai due edizioni or sono.
Il "Calcio Ipnotico" della Gaglya (che ha già imbrigliato in queste qualificazioni Perù e Colombia) , dopo aver addormentato lo spirito d'iniziativa degli ospiti , che si stavano rassegnando di buon grado ad un pareggio da non disprezzare, piazzava il morso letale del Black Mamba all'83' con un destro di Noboa che non dava scampo a Chilavert.
Al triplice fischio finale, mentre il Ranking dava l'impressione di esprimersi quasi all'unanimità a favore della prosecuzione della guida tecnica, il Boya annunciava perentorio le proprie dimissioni dopo tre sconfitte in altrettante gare, con zero gol realizzati a fronte di 5 subiti e un amore probabilmente mai nato tra il tecnico, lo staff e i giocatori.
Sarebbe ragionevole offrire la panchina del Paraguay ad uno dei 3 Manager che hanno già affrontato l'Albirroja (Mr. Breaker, Le Professeur, La Gaglia) in modo tale che si debbano scontrare tra di loro una volta sola invece che due ma, a onor del regolamento, si dovrebbe seguire la Classifica Manager vigente al momento delle dimissioni che è uguale a quella attuale.
Così faremo alla ripresa anche se non vi nascondo che, nonostante ci sia immediatamente PARAGUAY - COLOMBIA io tornerei più che volentieri sulla panchina che mi ha portato in cima al mondo.
GRUPPO 2 : COLOMBIA - BRASILE 0 - 0
Il Paraguay del Boya, a rischio esonero, gioca col cuore per il proprio allenatore sciorinando la migliore prestazione di queste nefaste qualificazioni ma esce dal rettangolo di gioco ancora una volta sconfitto anche se immeritatamente.
Tra gli ospiti delude ancora Carlos Diarte accreditato come bomber di razza (verrà sostituito da Eulogio Martinez idolo dei "cules" del Barcellona) mentre appare molto ispirato Cabanas che beneficia, a tratti, dell'assistenza di Julio Cesar Romero.
L'Albirroja fa la partita mentre raramente si è visto un Ecuador così in difficoltà (ancora out per infortunio Luis Valencia che salterà anche il big match contro il Brasile a Rio in programma nel prossimo turno) con un Aguinaga ,braccato dai mastini paraguayani, incapace di ribaltare l'azione in modo rapido con i consueti cambi di campo per gli esterni.
Proprio le ali, che costituiscono il punto di forza dell'Ecuador, nella fattispecie Josè Balseca a destra e Polo Carrera a sinistra faticano oltremodo a saltare l'uomo e a dare profondità poichè assai ben marcati dai loro dirimpettai Arce e Juan Torales.
Tatticamente la partita a scacchi è vinta dal Paraguay che però non finalizza anche per la scarsa incisività di Arsenio Erico, lontano parente del bomber che conquistò il Sogno e il titolo di capocannoniere sotto la gestione del Presidente ormai due edizioni or sono.
Il "Calcio Ipnotico" della Gaglya (che ha già imbrigliato in queste qualificazioni Perù e Colombia) , dopo aver addormentato lo spirito d'iniziativa degli ospiti , che si stavano rassegnando di buon grado ad un pareggio da non disprezzare, piazzava il morso letale del Black Mamba all'83' con un destro di Noboa che non dava scampo a Chilavert.
Al triplice fischio finale, mentre il Ranking dava l'impressione di esprimersi quasi all'unanimità a favore della prosecuzione della guida tecnica, il Boya annunciava perentorio le proprie dimissioni dopo tre sconfitte in altrettante gare, con zero gol realizzati a fronte di 5 subiti e un amore probabilmente mai nato tra il tecnico, lo staff e i giocatori.
Sarebbe ragionevole offrire la panchina del Paraguay ad uno dei 3 Manager che hanno già affrontato l'Albirroja (Mr. Breaker, Le Professeur, La Gaglia) in modo tale che si debbano scontrare tra di loro una volta sola invece che due ma, a onor del regolamento, si dovrebbe seguire la Classifica Manager vigente al momento delle dimissioni che è uguale a quella attuale.
Così faremo alla ripresa anche se non vi nascondo che, nonostante ci sia immediatamente PARAGUAY - COLOMBIA io tornerei più che volentieri sulla panchina che mi ha portato in cima al mondo.
GRUPPO 2 : COLOMBIA - BRASILE 0 - 0
Una bella Colombia si infrange sul muro difensivo verdeoro e dopo aver ripetutamente sfiorato il gol vittoria rischia addirittura di perdere in un finale thrilling inadatto ai deboli di cuore.
I "Cafeteros" spingono sin dalle prime battute mettendo alle corde la difesa brasiliana dove si esalta Julio Cesar decisivo in almeno tre occasioni (su Ortiz due volte e su Adolfo Valencia preferito nell'undici iniziale al più blasonato Radamel Falcao).
Brand ,contemporaneamente in campo assieme a Valderrama, offre sistematicamente la palla in verticale innescando Rincon a destra (in precarie condizioni fisiche dall'avvio delle qualificazioni e nuovamente sostituito questa volta da Iguaran) e Delio Gamboa a sinistra mentre in mezzo all'area "El Tren" Adolfo Valencia fa a sportellate con i centrali carioca per innescare i guizzi del geniale Ortiz, magnifico nei dribbling e nella preparazione alla battuta quanto sciagurato nelle conclusioni.
E il Brasile? praticamente nullo, salvo un acuto di "Frankie" Neymar in avvio, e sovrastato nella zona nevralgica del campo da un Leonel Alvarez mostruoso per costanza ed efficacia nell'interdizione e per il numero immenso di palloni recuperati.
Il risultato però non si sblocca nonostante, col trascorrere dei minuti, il Presidente metta in campo tutta l'argenteria compreso quel Radamel Falcao che sinora, gol alla Costarica a parte, si è rivelato troppo egoista ed avulso da quel gioco di squadra che cerca di mettere in pratica l'allenatore.
La porta avversaria continua a mantenersi stregata per l'adepto numero 1 del grande Johan Cruijff mentre Breaker soffre, parla poco ma rimane lucido per tentare il colpo di coda così si materializza un finale mozzafiato.
All'85' Neymar elude la trappola del fuorigioco con un dribbling secco su Oscar Lopez e si incunea verso Higuita.
L'uscita dell'estremo difensore colombiano è vanificata da un magnifico pallonetto che l'"Enfant Prodige" del Santos ora al Barcellona indirizza in porta.
Un intervento in scivolata che ha del miracoloso del leader difensivo Zuluaga (con la collaborazione del palo) evita la beffa per i Cafeteros tra gli anatemi di un Breaker improvvisamente ridestato dall'elettricità del possibile gol.
Non è finita : in pieno recupero nuovo scatto di Neymar, Higuita esce alla disperata, viene dribblato ma con un colpo di reni riesce a rovinare addosso all'attaccante carioca che pur travolto riesce a calciare...fuori a porta vuota...
Rigore? Vantaggio? Episodio senz'altro dubbio che tuttavia non mitiga l'amaro in bocca del Presidente per una vittoria (presunta meritata) che è sfuggita ancora una volta anche se le parole finali di Breaker sono più che condivisibili :
" Dovevo perdere ma alla fine potevo anche vincere..."
Il Brasile rimane imbattuto e si appresta ad ospitare ,da capolista, l'Ecuador della Gaglia che insegue ad un punto con una gara in meno.
La Colombia si assesta al terzo posto con un punto in più del Perù (che però ha una gara in meno - PERU'-BELOVED BRAZIL che chiuderà il 4° Turno) due in più del Beloved Brazil (che conta due gare in meno avendo già scontato il turno di riposo) e qualche rammarico di troppo per una vittoria che continua a mancare nonostante, mi sento di dire, il bel gioco.
I "Cafeteros" spingono sin dalle prime battute mettendo alle corde la difesa brasiliana dove si esalta Julio Cesar decisivo in almeno tre occasioni (su Ortiz due volte e su Adolfo Valencia preferito nell'undici iniziale al più blasonato Radamel Falcao).
Brand ,contemporaneamente in campo assieme a Valderrama, offre sistematicamente la palla in verticale innescando Rincon a destra (in precarie condizioni fisiche dall'avvio delle qualificazioni e nuovamente sostituito questa volta da Iguaran) e Delio Gamboa a sinistra mentre in mezzo all'area "El Tren" Adolfo Valencia fa a sportellate con i centrali carioca per innescare i guizzi del geniale Ortiz, magnifico nei dribbling e nella preparazione alla battuta quanto sciagurato nelle conclusioni.
E il Brasile? praticamente nullo, salvo un acuto di "Frankie" Neymar in avvio, e sovrastato nella zona nevralgica del campo da un Leonel Alvarez mostruoso per costanza ed efficacia nell'interdizione e per il numero immenso di palloni recuperati.
Il risultato però non si sblocca nonostante, col trascorrere dei minuti, il Presidente metta in campo tutta l'argenteria compreso quel Radamel Falcao che sinora, gol alla Costarica a parte, si è rivelato troppo egoista ed avulso da quel gioco di squadra che cerca di mettere in pratica l'allenatore.
La porta avversaria continua a mantenersi stregata per l'adepto numero 1 del grande Johan Cruijff mentre Breaker soffre, parla poco ma rimane lucido per tentare il colpo di coda così si materializza un finale mozzafiato.
All'85' Neymar elude la trappola del fuorigioco con un dribbling secco su Oscar Lopez e si incunea verso Higuita.
L'uscita dell'estremo difensore colombiano è vanificata da un magnifico pallonetto che l'"Enfant Prodige" del Santos ora al Barcellona indirizza in porta.
Un intervento in scivolata che ha del miracoloso del leader difensivo Zuluaga (con la collaborazione del palo) evita la beffa per i Cafeteros tra gli anatemi di un Breaker improvvisamente ridestato dall'elettricità del possibile gol.
Non è finita : in pieno recupero nuovo scatto di Neymar, Higuita esce alla disperata, viene dribblato ma con un colpo di reni riesce a rovinare addosso all'attaccante carioca che pur travolto riesce a calciare...fuori a porta vuota...
Rigore? Vantaggio? Episodio senz'altro dubbio che tuttavia non mitiga l'amaro in bocca del Presidente per una vittoria (presunta meritata) che è sfuggita ancora una volta anche se le parole finali di Breaker sono più che condivisibili :
" Dovevo perdere ma alla fine potevo anche vincere..."
Il Brasile rimane imbattuto e si appresta ad ospitare ,da capolista, l'Ecuador della Gaglia che insegue ad un punto con una gara in meno.
La Colombia si assesta al terzo posto con un punto in più del Perù (che però ha una gara in meno - PERU'-BELOVED BRAZIL che chiuderà il 4° Turno) due in più del Beloved Brazil (che conta due gare in meno avendo già scontato il turno di riposo) e qualche rammarico di troppo per una vittoria che continua a mancare nonostante, mi sento di dire, il bel gioco.
AFRICA
SUDAFRICA - NIGERIA 1 - 0
I "Bafana Bafana" di Vulkan riscattano la sconfitta col Camerun del 1° turno e pur senza entusiasmare colgono tre punti d'oro inguaiando la Nigeria che finisce a rischio esonero.
Le Aquile di Breaker ricordano molto la prima Nigeria del Barone che fu ("Giocherà Bakaru a uomo su Doktor Gagliona" - Finì 0-3 con tripletta del dottore! ;) , cioè scarso equilibrio e molta approssimazione con il risultato evidente di una squadra lunga poco armonica tra i reparti e affidata alle individualità piuttosto che alla manovra corale.
Il Sudafrica del Bandito recita la parte della vittima sacrificale ma in realtà crede nell'ennesimo miracolo sportivo : dopo il Senegal (Vincitore del Gruppo Africa, Campione del Mondo nella IV Edizione e 4° nel Mundial seguente) e il Marocco (solo il Professore seppe emulare la qualificazione ottenuta dal Bandito che però andò oltre portando il Marocco clamorosamente agli 8vi di Finale piegato solamente dopo i tempi supplementari (2-3) dalla tripletta del re dei bomber Cha Bum-Kum cecchino infallibile di quella magica Sud Korea che giunse fino ai 4ti di Finale - (eliminata ai calci di rigore dall'Ecuador Gaglyonjko di Maximo Banguera) - ) tentare l'impresa qualificazione (sarebbe la quarta consecutiva) anche con la compagine più debole di tutta l'Africa che non calca il palcoscenico Mundial dal ritiro del sempre rimpianto Doktor Gagliona ovvero 4 edizioni fa (ricorre un pò troppo frequentemente questo numero...inoltre è pari...).
La partita, nel complesso, non è stata senz'altro indimenticabile in confronto allo standard della serata ed il pareggio non avrebbe scandalizzato nessuno dei contendenti.
A referto, però, va la rete realizzata dal figliol prodigo Philemon Masinga (soprannominato "Z" dal Bandito o MaZinga) al 65' minuto che regala la vittoria ai padroni di casa e alimenta il Sogno Vulkanyko.
Ah!...quasi dimenticavo...l'assist è di...NESSUNO!
Le Aquile di Breaker ricordano molto la prima Nigeria del Barone che fu ("Giocherà Bakaru a uomo su Doktor Gagliona" - Finì 0-3 con tripletta del dottore! ;) , cioè scarso equilibrio e molta approssimazione con il risultato evidente di una squadra lunga poco armonica tra i reparti e affidata alle individualità piuttosto che alla manovra corale.
Il Sudafrica del Bandito recita la parte della vittima sacrificale ma in realtà crede nell'ennesimo miracolo sportivo : dopo il Senegal (Vincitore del Gruppo Africa, Campione del Mondo nella IV Edizione e 4° nel Mundial seguente) e il Marocco (solo il Professore seppe emulare la qualificazione ottenuta dal Bandito che però andò oltre portando il Marocco clamorosamente agli 8vi di Finale piegato solamente dopo i tempi supplementari (2-3) dalla tripletta del re dei bomber Cha Bum-Kum cecchino infallibile di quella magica Sud Korea che giunse fino ai 4ti di Finale - (eliminata ai calci di rigore dall'Ecuador Gaglyonjko di Maximo Banguera) - ) tentare l'impresa qualificazione (sarebbe la quarta consecutiva) anche con la compagine più debole di tutta l'Africa che non calca il palcoscenico Mundial dal ritiro del sempre rimpianto Doktor Gagliona ovvero 4 edizioni fa (ricorre un pò troppo frequentemente questo numero...inoltre è pari...).
La partita, nel complesso, non è stata senz'altro indimenticabile in confronto allo standard della serata ed il pareggio non avrebbe scandalizzato nessuno dei contendenti.
A referto, però, va la rete realizzata dal figliol prodigo Philemon Masinga (soprannominato "Z" dal Bandito o MaZinga) al 65' minuto che regala la vittoria ai padroni di casa e alimenta il Sogno Vulkanyko.
Ah!...quasi dimenticavo...l'assist è di...NESSUNO!
NIGERIA - TUNISIA 3 - 1
Un Breaker visibilmente teso invitava, in modo veemente, gli altri Manager del Ranking a seguire con attenzione la partita in programma per poter valutare oggettivamente la sua posizione in caso di sconfitta.
Il Presidente, uscendo allo scoperto, faceva presente che, al momento, il pollice sarebbe stato riverso.
Dopo due qualificazioni consecutive e due edizioni del Mundial concluse dignitosamente al 3° posto nel girone di qualificazione della Fase Finale (la prima volta a pari punti con la seconda classificata ma con una peggiore differenza reti mentre la seconda ho concluso con 1 punto di distacco) sono stato estromesso dalla Federazione Nigeriana che voleva raggiungere i tanto sospirati 8vi di Finale e per questo ha ingaggiato l'istrionico Breaker (lo avrebbero messo sotto contratto anche col nome di Baron Aegidius o si sarebbero ricordati della precedente, disastrosa guida tecnica? ;) che ha la nomina di offensivista peccato che tale nomea si riconduca non alle doti di allenatore bensì all'abitudine di quest'ultimo di esibirsi in una sequela interminabile di improperi e bestemmie rivolte ai propri giocatori, agli avversari e talvolta perfino a se stesso!
Anche il Colonnello volgeva il pollice verso il basso poco prima del fischio d'inizio.
Al 7' minuto Finidi sbloccava il risultato ridando entusiasmo a Breaker che credeva ciecamente in una reazione da parte dei suoi.
La Tunisia stentava a reagire ma il Colonnello non perdeva la calma e col passare dei minuti riorganizzava la squadra che però andava al riposo sotto di un gol.
La ripresa era davvero emozionante :
Al 58' bomber Chermiti ,su assist del "Demone" Diwa, pareggiava realizzando il suo terzo centro personale nelle qualificazioni, vice capocannoniere in coabitazione col marocchino Hassan Akesbi e secondo solo al senegalese Demba Ba.
Breaker passava dallo sconforto alla gioia nel giro di appena tredici minuti.
Tanti ne bastavano a Rashid Yekini per timbrare una doppietta (66', 71') scaccia crisi e scaccia corvi jettatury.
Il centravanti ex Vitoria Setubal era implacabile sotto porta ed intelligente nei movimenti atti a sfruttare le rifiniture di "Mister Oba Oba" Martins che risultava decisivo nella collocazione tattica disegnata per lui da Breaker che, intenzionato a sfruttarne le doti da velocista, lo aveva posizionato all'ala destra.
La Tunisia , pur senza demeritare, non riusciva più a rientrare in partita, ritrovandosi al fischio finale a rischio esonero.
(Turno 6 : TUNISIA - EGITTO a Tunisi)
Per Breaker un'importante boccata di ossigeno in attesa di misurarsi contro il Camerun ,a Yaoundè, nel Turno 5 ma prima i "Leoni Indomabili" Gaglyonjcy dovranno affrontare le "sabbie mobili" del Cairo in un doppio rischio esonero contro l'Egitto del Professore che si preannuncia sin d'ora assai incerto ed emozionante.
Il Presidente, uscendo allo scoperto, faceva presente che, al momento, il pollice sarebbe stato riverso.
Dopo due qualificazioni consecutive e due edizioni del Mundial concluse dignitosamente al 3° posto nel girone di qualificazione della Fase Finale (la prima volta a pari punti con la seconda classificata ma con una peggiore differenza reti mentre la seconda ho concluso con 1 punto di distacco) sono stato estromesso dalla Federazione Nigeriana che voleva raggiungere i tanto sospirati 8vi di Finale e per questo ha ingaggiato l'istrionico Breaker (lo avrebbero messo sotto contratto anche col nome di Baron Aegidius o si sarebbero ricordati della precedente, disastrosa guida tecnica? ;) che ha la nomina di offensivista peccato che tale nomea si riconduca non alle doti di allenatore bensì all'abitudine di quest'ultimo di esibirsi in una sequela interminabile di improperi e bestemmie rivolte ai propri giocatori, agli avversari e talvolta perfino a se stesso!
Anche il Colonnello volgeva il pollice verso il basso poco prima del fischio d'inizio.
Al 7' minuto Finidi sbloccava il risultato ridando entusiasmo a Breaker che credeva ciecamente in una reazione da parte dei suoi.
La Tunisia stentava a reagire ma il Colonnello non perdeva la calma e col passare dei minuti riorganizzava la squadra che però andava al riposo sotto di un gol.
La ripresa era davvero emozionante :
Al 58' bomber Chermiti ,su assist del "Demone" Diwa, pareggiava realizzando il suo terzo centro personale nelle qualificazioni, vice capocannoniere in coabitazione col marocchino Hassan Akesbi e secondo solo al senegalese Demba Ba.
Breaker passava dallo sconforto alla gioia nel giro di appena tredici minuti.
Tanti ne bastavano a Rashid Yekini per timbrare una doppietta (66', 71') scaccia crisi e scaccia corvi jettatury.
Il centravanti ex Vitoria Setubal era implacabile sotto porta ed intelligente nei movimenti atti a sfruttare le rifiniture di "Mister Oba Oba" Martins che risultava decisivo nella collocazione tattica disegnata per lui da Breaker che, intenzionato a sfruttarne le doti da velocista, lo aveva posizionato all'ala destra.
La Tunisia , pur senza demeritare, non riusciva più a rientrare in partita, ritrovandosi al fischio finale a rischio esonero.
(Turno 6 : TUNISIA - EGITTO a Tunisi)
Per Breaker un'importante boccata di ossigeno in attesa di misurarsi contro il Camerun ,a Yaoundè, nel Turno 5 ma prima i "Leoni Indomabili" Gaglyonjcy dovranno affrontare le "sabbie mobili" del Cairo in un doppio rischio esonero contro l'Egitto del Professore che si preannuncia sin d'ora assai incerto ed emozionante.
ASIA
CINA - GIAPPONE 1 - 0
Una Cina semplicemente perfetta compie l'impresa di giornata e piega a sorpresa il Giappone nel "Derby del Sol Levante" regalando anche altri 10 euro a Mister Breaker che ne aveva investiti 2 sulla vittoria delle "Faine Rosse" di Kranjes quotate a 5 per l'occasione.
Il Colonnello aveva insistito nella conferenza stampa pre partita sul concetto di "densità nello spazio" (Guardiola docet) ed in effetti, in campo si è una vista una Cina cortissima e compatta che non ha fatto respirare i centrocampisti giapponesi nonostante Naoki Soma e Toda godessero di una certa libertà (per lo meno prima di superare la linea di centrocampo).
Entrambi gli uomini del Bandito però sono due "portatori d'acqua" (di palla in gergo- ndr) e forse un regista puro avrebbe probabilmente accelerato la manovra o tentato con lanci lunghi di scavalcare la "Muraglia Cinese".
Forse c'è stata da parte dei nipponici un pò di presunzione (l'anno scorso trionfarono 4-0) o di appagamento resta il fatto che "siamo tutti bulici col culo degli altri".
Fang Zhiyi è stato determinante nella doppia veste di schermo protettivo davanti alla difesa e di centrale aggiunto all'occorrenza pronto a raddoppiare la marcatura sul portatore di palla avversario.
Perchè è in questo modo che il Colonnello ha vinto la partita : impedendo al Giappone di tirare in porta.
Infatti, ad eccezione del bomber Kamamoto che con le sue accelerazioni ha costretto Sun Jihai e Li Weifeng ad estenuanti rincorse e a recuperi provvidenziali, il Giappone non ha saputo esprimere il proprio potenziale offensivo sparando, di fatto, a salve.
Chi si aspettava una reazione di forza da parte degli ospiti dopo il gol di Hao Haidong al 46' è rimasto deluso mentre nei miei occhi si sono impressionate le sgroppate di Zhao Xuri, la calma olimpica di Li Tie nell'impostare e il lavoro di sacrificio di Dong Fangzhuo che agiva più da terzino aggiunto piuttosto che da ala destra nel tridente.
La Cina è stata un 4-5-1 che diventava un 5-4-1 che cambiava ancora (raramente) in un 4-3-3 ma soprattutto è stata SQUADRA, spirito incarnato e manifesto del credo del Colonnello che è voluto fortemente tornare su di una panchina e in una nazione che lo ha sempre amato dedicandogli all'inizio e alla fine della gara un'impressionante standing ovation.
Da rivedere il Giappone di Kloaka che è apparso la copia sbiadita dell'inarrestabile schiacciasassi che ha dominato l'Asia nella scorsa edizione fino a giungere addirittura agli 8vi di Finale estromesso poi dall'Inghilterra del Professore che giungerà terza.
Il Colonnello aveva insistito nella conferenza stampa pre partita sul concetto di "densità nello spazio" (Guardiola docet) ed in effetti, in campo si è una vista una Cina cortissima e compatta che non ha fatto respirare i centrocampisti giapponesi nonostante Naoki Soma e Toda godessero di una certa libertà (per lo meno prima di superare la linea di centrocampo).
Entrambi gli uomini del Bandito però sono due "portatori d'acqua" (di palla in gergo- ndr) e forse un regista puro avrebbe probabilmente accelerato la manovra o tentato con lanci lunghi di scavalcare la "Muraglia Cinese".
Forse c'è stata da parte dei nipponici un pò di presunzione (l'anno scorso trionfarono 4-0) o di appagamento resta il fatto che "siamo tutti bulici col culo degli altri".
Fang Zhiyi è stato determinante nella doppia veste di schermo protettivo davanti alla difesa e di centrale aggiunto all'occorrenza pronto a raddoppiare la marcatura sul portatore di palla avversario.
Perchè è in questo modo che il Colonnello ha vinto la partita : impedendo al Giappone di tirare in porta.
Infatti, ad eccezione del bomber Kamamoto che con le sue accelerazioni ha costretto Sun Jihai e Li Weifeng ad estenuanti rincorse e a recuperi provvidenziali, il Giappone non ha saputo esprimere il proprio potenziale offensivo sparando, di fatto, a salve.
Chi si aspettava una reazione di forza da parte degli ospiti dopo il gol di Hao Haidong al 46' è rimasto deluso mentre nei miei occhi si sono impressionate le sgroppate di Zhao Xuri, la calma olimpica di Li Tie nell'impostare e il lavoro di sacrificio di Dong Fangzhuo che agiva più da terzino aggiunto piuttosto che da ala destra nel tridente.
La Cina è stata un 4-5-1 che diventava un 5-4-1 che cambiava ancora (raramente) in un 4-3-3 ma soprattutto è stata SQUADRA, spirito incarnato e manifesto del credo del Colonnello che è voluto fortemente tornare su di una panchina e in una nazione che lo ha sempre amato dedicandogli all'inizio e alla fine della gara un'impressionante standing ovation.
Da rivedere il Giappone di Kloaka che è apparso la copia sbiadita dell'inarrestabile schiacciasassi che ha dominato l'Asia nella scorsa edizione fino a giungere addirittura agli 8vi di Finale estromesso poi dall'Inghilterra del Professore che giungerà terza.
GIAPPONE - ARABIA SAUDITA 0 - 0
La corazzata di Vulkan non va oltre uno scialbo 0 - 0 in casa contro la modesta (ne siamo sicuri?) Arabia Saudita del Boya e si ritrova così penultimo in classifica con zero reti all'attivo dopo due gare ed un distacco di ben 5 punti dai cugini della Cina.
A dirla tutta il pari starebbe addirittura stretto agli ospiti che, trascinati dai dribbling di Al-Owairan (il "Maradona del Deserto") e dalla accelerazioni di un incontenibile Majed Abdullah hanno sfiorato il gol vittoria cogliendo anche un palo clamoroso con Sami Al-Jaber.
I Sauditi si ritrovano così secondi in classifica con 4 punti sui 6 disponibili ottenuti contro Sud Korea e Giappone (!) e alla ripresa saranno giudici dell'Iran che è finito a rischio esonero.
Nuovamente non pervenuto il Giappone al quale, forse serve una sferzata che, in questo momento, Kula non sembra in grado di trasmettere orfano di quelle motivazioni, di quelle vibrazioni e, in fondo, di quelle emozioni che costituiscono l'autentica Anima del Mundial.
Alla ripresa andrà in scena a Seoul l'attesissimo big match tra deluse :
SUD KOREA - GIAPPONE
A dirla tutta il pari starebbe addirittura stretto agli ospiti che, trascinati dai dribbling di Al-Owairan (il "Maradona del Deserto") e dalla accelerazioni di un incontenibile Majed Abdullah hanno sfiorato il gol vittoria cogliendo anche un palo clamoroso con Sami Al-Jaber.
I Sauditi si ritrovano così secondi in classifica con 4 punti sui 6 disponibili ottenuti contro Sud Korea e Giappone (!) e alla ripresa saranno giudici dell'Iran che è finito a rischio esonero.
Nuovamente non pervenuto il Giappone al quale, forse serve una sferzata che, in questo momento, Kula non sembra in grado di trasmettere orfano di quelle motivazioni, di quelle vibrazioni e, in fondo, di quelle emozioni che costituiscono l'autentica Anima del Mundial.
Alla ripresa andrà in scena a Seoul l'attesissimo big match tra deluse :
SUD KOREA - GIAPPONE
IRAN - CINA 0 - 1
L'Iran del Presidente cade immeritatamente in casa e finisce a rischio esonero contro la sorprendente Arabia Saudita.
La Cina passa in vantaggio in seguito ad un eurogol di Hao Haidong al 9' del 1° tempo (secondo centro consecutivo) : cross dalla destra di Hao Junmin, spizzata della stella Rong Zhi Xing (attesissimo il suo esordio dopo che un indolenzimento muscolare lo aveva relegato in panchina nel match d'esordio delle "Faine Rosse" contro il titolato Giappone) e conclusione di destro al volo di Hao Haidong che si infilava nel sette con l'incolpevole Nasser Hejazi letteralmente pietrificato.
L'aver segnato subito però, ha paradossalmente bloccato la Cina favorendo, di contro, la reazione dell'Iran che, soprattutto con Ali Karimi e Ali Parvin ha messo sotto pressione la retroguardia cinese.
Ancora una volta la scarsa vena degli avanti (deludente in particolar modo Ali Daei) unitamente alla concentrazione del baluardo Zeng Cheng hanno impedito ai padroni di casa di concretizzare lasciando il Presidente con un pugno di mosche in mano e con un'altra complessa "gatta da pelare" altresì leggasi situazione di classifica deficitaria.
La Cina del Colonnello è prima in classifica, a punteggio pieno (zero gol subiti) e mentalmente pronta a gettare il guanto della sfida anche all'Australia del Professore.
A Sidney sono avvisati...
La Cina passa in vantaggio in seguito ad un eurogol di Hao Haidong al 9' del 1° tempo (secondo centro consecutivo) : cross dalla destra di Hao Junmin, spizzata della stella Rong Zhi Xing (attesissimo il suo esordio dopo che un indolenzimento muscolare lo aveva relegato in panchina nel match d'esordio delle "Faine Rosse" contro il titolato Giappone) e conclusione di destro al volo di Hao Haidong che si infilava nel sette con l'incolpevole Nasser Hejazi letteralmente pietrificato.
L'aver segnato subito però, ha paradossalmente bloccato la Cina favorendo, di contro, la reazione dell'Iran che, soprattutto con Ali Karimi e Ali Parvin ha messo sotto pressione la retroguardia cinese.
Ancora una volta la scarsa vena degli avanti (deludente in particolar modo Ali Daei) unitamente alla concentrazione del baluardo Zeng Cheng hanno impedito ai padroni di casa di concretizzare lasciando il Presidente con un pugno di mosche in mano e con un'altra complessa "gatta da pelare" altresì leggasi situazione di classifica deficitaria.
La Cina del Colonnello è prima in classifica, a punteggio pieno (zero gol subiti) e mentalmente pronta a gettare il guanto della sfida anche all'Australia del Professore.
A Sidney sono avvisati...
Alla ripresa giocheremo 3 gare in Europa (Nord Irlanda - Heroic Holland ; Turchia - Inghilterra e Ucraina - Svezia) che ci porteranno a completare tutti i Quarti turni.
Dopo di chè ci dedicheremo al Sudamerica (in pole : Messico - Usa ; Cile - Messico ; Usa - Uruguay ; Perù - Beloved Brazil) all'Africa (Egitto - Camerun ; Marocco - Sud Africa) e volendo all'Asia con un ricco ed interessante 3° turno :
Sud Korea - Giappone ; Australia - Cina ; Arabia Saudita Iran.
Ci vediamo GIOVEDI' 17 OTTOBRE per la Gloria, per l'Onore e per il SOGNO MUNDIAL !
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| "Io non mi chiudo per Dio, non mi chiudo!" SCATENANTE AEGIDIUS! |
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| Il Presidente prova a sollevare la testa ma è dura sommerso com'è da questa MERDA DI QUALIFICAZIONI... |
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| La Gaglia si ferma in Ecuador ad abbruttirsi con alcool e prostitute per dimenticare la sonora scoppola rimediata dagli azzurri |
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| KRAGNETYS nuovamente e totalmente fuori controllo scatena la sua ira sulle notti Mundial |
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| Kula in cerca di nuovi stimoli dopo la progressiva caduta emozionale in questa edizione del Mundial |
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| Il Boya sempre più LEADER MAXIMO di queste Qualificazioni : CHAPEAU! |
BRONSONKRANJES : La metamorfosi della violenza
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| Scatenato Thierry Henry trascinatore con una doppietta nel clamoroso 4 - 0 della Francia sull'Italia |
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| TUTTI PRONTI PER GIOVEDI' 17 PER DIO?! |











Wiva la FRANCE calcio e champagne
RispondiEliminaamici tifosi spettatori avversari
minchia che forza questa squadra giovane e vogliosa di vittorie
squadra tecnica,muscolosa,tattica insomma una meravilla a giovedi pazzi bastardi
blog anchesso fantastico ma quanto gasa OWARIAN IL MARADONA DEL DESERTO MAMMA MIA CHE GOAL grande alain
RispondiEliminadove lo hai scovato????? per dio quel goal belle anche le foto inversione VEGETA EL BOYA.
P.S GAGLYONE GIUSTO IN TEMPO PER PRENDERTI 4 CAZZI IN BOCCA PER DIO
.......
Grande Blog Presidente! Complimenti al Boya e al Colonnello sempre più veri Antichi Eroi!
RispondiEliminaAntichi!
RispondiEliminaEroi!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaantichi eroi
RispondiEliminaANTICHI EROI
IL CALCIO SIAMO NOI!
RispondiEliminaDovrei scrivere che "Il Calcio siete Voi" visti i miei risultati...
Ho una domanda da porvi ma ho bisogno della massima sincerità
E' vero che le mie squadre fanno pressing,fuorigioco e creano palle gol senza segnare o è tutto un prodotto della mia mente?!
In una edizione così importante comincio a farmi qualche domanda se,come sempre, perdo quasi tutte le partite!
Il gol di Owairan è al Belgio nella Coppa del Mondo USA 1994!!!
Gran pezzo.... molto esaustivo....molto preciso e molto didascalico.... con ottime foto e un inno x il mio giocatore della jam gary gay kroocs.....Sono contento di essere rimasto a bordo della niger .... la lotta è ancora lunga e durA ... MA CI SONO ANCHE IO
RispondiEliminapurtroppo caro alain non posso dirti gran chè delle tue squadre visto che ti ho visto giocare poco però il derby fra allws argentina e argentina a mio avviso hai giocato molto bene faccendo appunto pressing creando palle goal sopratutto nel secondo tempo con un MARADONA IN PIZZA che finora nelle altre edizioni non avevo mai visto per il resto non so cmq ti terò d'occhio a giovedi per dio
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