mercoledì 30 ottobre 2013

IL RISVEGLIO DI ULKA!



Serata ricca di emozioni forti nonostante molte partite disputate in Africa ed in Asia, che stanno procedendo spedite come non mai. L'Ulkaviolento è tornato ed in fondo a noi piace così, totalmente privo di controllo e pieno di diabolica genialità. La decisione degli Antichi Eroi di rispondere con fermezza all'Impero del Male ha scatenato una scintillante battaglia che vede da una parte la Forza della Luce e dall'altra il Lato Oscuro della Forza. L'avvicinarsi del Natale Nero, il compleanno di Gaglyona nella notte del 31 ottobre, ha alimentato in modo incontrollabile la lotta del bene contro il male in un delirio di energie in conflitto.
Breaker gasa con il suo calcio offensivo e strappa applausi condendo le prestazioni dei suoi a livelli di violenza senza precedenti, dopo avere per mesi accusato Karnyes, il tecnico di Bussana è ormai preda dei suoi istinti criminali e passa il tempo in crisi di astinenza Mundial minacciando di morte chi accenna minimamente a non poter partecipare alle serate, ormai il calcio e la fica che in parte lo tenevano calmo hanno perso interesse a scapito dell'Evento!
Gaglyona trascorre una ranquilla serata a seminare zizzania nell'Anfiteatro e grazie ai suoi collegamenti tecnologici non perde tempo a istruire i suoi burattini sparsi per il globo nel suo progetto mondiale di dominio. Il Boya è sempre più agguerrito e miete vittime con i suoi dardi di luce, ormai giustamente convinto che con questa media punti può essere l'anno buono. Il Professore sembra ritrovato e sale in classifica tallonando ormai il demone Gaglyona. Serata di sbura invece per gli altri due Antichi Eroi, il Presidente non riesce ad uscire dal baratro nonostante alcune prestazioni davvero convincenti mentre il Colonnello imbecca la classica serata da dimenticare dalla quale dovrà trovare la forza di uscire.
E' un grande Mundial per Dio!



FOREVER FRANCE - ROMANIA 2 - 1

Il Presidente Alanash viene costretto a mettere in calendario l'Europa a causa della violenza bastarda di alcuni dei presenti, tossici malati di Mundial che un po' gasano, in preda a crisi di astinenza.
Va in scena quindi il gruppo 7 e si crea una buridda che renderà l'ultimo turno da cardiopalmo...
Rapina a mano armata di Ulka ai danni di Karnjes a Parigi. Dopo un primo tempo di forcing estremo dei transilvanici sulle ali del 433 kranjoso, al 50' Rocheteau serve Platini in un inconsueto scambio di ruoli e il dio del calcio transalpino non sbaglia, per la serie "uno dei vantaggi più immeritati della storia del Mundial". Forever beninteso non aveva demeritato nel primo tempo sul piano difensivo ma vedere la squadra del calcio champagne con 11 giocatori dietro la linea della palla è inammissible mon Dieu! Dopo due minuti gli dei del calcio ristabiliscono l'Equilibrio, corner di Dinu, testa di Popescu, uno a uno.
I Rumeni si buttano allora avanti replicando il primo tempo ma rischiano qualcosa dietro, al 77' Platini si libera in contragolpe e impegna Voinescu ma al 84' l'occasione sciupata da Lacatus grida vendetta...
Al minuto 87 la beffa, si ristabiliscono diabolicamente i ruoli e le roi Michel pennella una angolo con il contagiri per Rocheteau che di testa non sbaglia, tra la violenta disperazione di Karnjes. Ulka a fine gara aggredisce nel tunnel che porta agli spogliatoi il Colonnello, dimostrando la sua personalità borderline con il diperato grido "Abbracciami e dammi amicizia" mentre infieriva a calci e pugni sul povero Vince coperto di sangue.

SCOZIA - SLOVENIA 0 - 0

La Slovenia è matematicamente fuori (come d'atronde il suo tecnico...) anche se avrebbe meritato di battere un'apatica Scozia che, ottimamente schierata in difesa, ha rinunciato colpevolmente al contropiede rischiando di mandare in apnea una difesa soffocata dagli avanti slavi.
Obbligato a vincere, un iper offensivo Breaker le ha provate davvero tutte. Nel primo tempo al 13' Vukic tira a botta sicura ma centra in pieno il montante, due minuti dopo ci prova Matavz ma Leighton si supera.
Il portiere gaglionico è in serata di grazia, al 21' ferma anche Birsa con un'intervento monstre.
Gli ospiti pressano come dannati per tutta la prima frazione e per buona parte della ripresa, al 68' Leighton trova l'energia per un'altra parata impossibile, stavolta su Adriano Luzzato Fegic, la palla non ne vuol sapere di entrare ed alcuni esoterici sloveni hanno pubblicamente accusato Gaglyona delle solite arti magiche fuori regolamento. Al 87' Jhonstone ha sui piedi la palla della beffa ma Handanovic decide che sarebbe troppo e, alla prima parata degna di questo nome della gara, leva alla grande la palla dall'angolino basso.
Partita simbolo della sfortuna della Slovenia in queste qualifiche dove ha seminato tanto raccogliendo poco. La cinica Scozia dovrà scuotersi per essere potagonista all'ultimo giro.



BELOVED BRAZIL - ECUADOR 0 - 2

Clamoroso al Maracanà! Il Colonnello Karnyes perde, dopo tre sconfitte in consecutio, la panchina del Beloved che, dopo il gentlemen agreement di Sir Ale, va al folle Breaker in pieno neurodelirio per la notizia e convinto di voler giocare con 8 attaccanti.
Ci era parsa strana in sede di asta la strategia del Colonnello, che aveva scelto una squadra tradizionalmente molto svagata e lontana dai suoi metodi di calcio-scienza in stile sovietico. Ironia della sorka a dare il colpo di grazia al tecnico lituano è uno i dei suoi più acerrimi nemici, Ernesto Gaglyona, sempre più sovrano dell'Ecuador. Gli ospiti disputano una grande partita basata come al solito su difesa impenetrabile e grandi folate sulle fasce, portandosi con questo successo al primo posto del girone di competenza. Il primo goal arriva al 39', gran colpo di testa di Kaviedes su angolo di Aguinaga dopo un primo tempo equilibrato ma che vedeva il Beloved pericoloso solo grazie ai singoli, con un paio di belle punizioni di Zico e qualche estemporaneo tentativo di Pelè. La sterile reazione brasiliana non si concretizzava neppure nella seconda frazione e l'Ecuador si rendeva molto pericoloso in contropiede finendo per trovare il raddoppio al minuto 87' ancora con Kaviedes.
Continua dunque la favola Ecuador e chissà se con Breker il Beloved troverà finalmente la sua strada. Ai poster l'ardua sentenza per Dio!

PARAGUAY COLOMBIA 3 - 1

La Colombia merita di perdere contro un Paraguay a rischio esonero e tutto cuore che,  in 10 contro 11 per l'espulsione di Chilavert, lotta come un leone mettendo nei guai i Cafeteros, peraltro irriconoscibili o quasi in questo Mundial.
I padroni di casa partono a mille e vanno subito sopra al 3' grazie ad un monumentale Delfin Benitez. Al 13' succede il fattaccio che potrebbe cambiare la gara. Chilavert si fa infatti espellere e causa un rigore per gli ospiti che Ricon non sbaglia. Invece di schiacciare l'avversario, la Colombia si scioglie come neve (!) al sole e subisce le iniziative dei paraguagi, che rischiano più volte di portarsi in vantaggio. Gli uomini del Presidente appaiono in pesante ritardo di forma e mentalmente troppo innamorati della loro classe e delle loro sostanze. Manca la cattiveria cosi che l'uomo in più non viene minimanente sfruttato. Al 60' Delfin Benitez si ripete, la sua rete è una magia del calcio incarnata in un pallonetto mooorbido che si insacca con voluttà nella rete dei colombiani. Neanche lo svantaggio scuote gli ospiti e alla fine c'è spazio anche per la gloria del terzino destro Arce che al 73' con una terrificante punizione porta la sua squadra sul 3 a 1. I colombiani sono nervosi ed Escobar decide di ristabilire la parità numerica con un entrata da censurare. Il match si avvia stancamente alla fine con un Paraguay sazio ed una Colombia prigioniera dell sua scarsa vena. Il Presidente dovrà porre rimedio in fretta alle problematiche dei Cafeteros, le qualifiche sono ancora lunghe ma la classifca inizia a piangere; bel salto in avanti per il Boya.

ALWAYS ARGENTINA - URUGUAY 0 - 0

Zero a zero di alto livello a Buenos Aires tra due squadre piene zeppe di fenomeni che hanno fatto la storia del calcio. La prima mezzora è dell'Always che si rende pericolosa con Maradona e Crespo mostrando una grande solidità a centrocampo e mandando sistematicamente in fuera juego i delanteri del Professore. Il ritmo è molto alto e l'Uruguay riesce a rendersi pericoloso solo in finale di tempo con Cavani e Scarone. Nella seconda frazione la qualità del gioco non accenna a scendere e anche sotto il profilo del fiato e della garra la lotta rimane senza esclusione di colpi. La Celeste registra meglio la difesa ma continua a patire l'asfissiante pressing argentino in mediana, i due tecnici finiscono così per annullarsi dopo aver dato vita ad un esaltante clasico rioplatense. L'Uruguay consolida il primo posto con una prestazione di carattere, raramente abbiamo visto l'Always così ferocemente concentrata per novanta minuti, segno forse che il lavoro di Alanash può dare frutti importanti.

MESSICO - ARGENTINA 1 - 1

Il Messico di Ulka ripete la buona prestazione offerta in Chile contro una brutta Argentina che negli ultimi match è apparsa lenta ed involuta. Dopo una mezzora di ottimo pressing, i messicani vanno in vantaggio con Garcia Aspe che riceve da De la Fuente e mette la sfera in rete tra il delirio dei 90000 di Mexico City,  accorsi in massa per veder l'idolo dei Narcos Ulka Campos Vierde. I Boya Boys patiscono le condizioni ambientali ed appaiono spaesati andando negli spogliatoi a sorseggiare il mate tra i fischi del pubblico. Nella ripresa le cose non migliorano granché e l'albiceleste trova qualche guizzo unicamente grazie alla classe dei singoli. Proprio il talentuoso duo Tevez-Aguero riesce alla fine a togliere le castagne dal fuoco ad un preoccupato Boya: al 69' l'Apache serve il Kun e il pari è bello e confezionato. Negli ultimi venti minuti le due squadre si accontentano del pari che alla fine non scontenta nessuno anche se sul piano della manovra il Messico avrebbe meritato forse qualcosa in più. Il Boya dovrà cercare di restituire smalto ai suoi ragazzi mentre Ulka dovrà mantenere la rotta intrapresa negli ultimi due incontri. E mangiare meno peyote.

PARAGUAY - COSTARICA 1 - 0

La Costarica di Ulka non ripete la grande prestazione con cui aveva demolito il Beloved Brazil ed è costretta alla capitolazione per mano del Paraguay del Boya alla seconda vittoria consecutiva. La partita è equilibrata, nel primo tempo a tratti noiosa. La maggior vena dei paraguayani si scontra contro la rocciosa difesa improntata da Ulka in uno dei pochi momenti di lucidità della serata. Assetato di punti dopo il pessimo avvio di qualificazioni, il Boya prova ad aumentare il ritmo della sua squadra nella ripresa ed al 58' viene premiato dal solito Carlos Diarte che firma la rete del vantaggio. Nella mezzora finale Ulka prova a reagire ma il centrocampo dimostra limiti evidenti in fase di impostazione che rendono molto facile il controllo da parte della difesa paraguyana, con gli attaccanti costaricani costretti sempre a lavorare palle sporche spalle alla porta. Partita tutt'altro che esaltante insomma ma molto importante per i padroni di casa che agganciano il quarto posto qualificazione, Costarica ancora in cerca di identità dopo il trionfo con i carioca.



CAMERUN - NIGERIA 2 - 2

Gara champagne in Africa tra i fratelli coltelli Sir Ale e Breaker. L'esordio del Boya è subito bagnato dal goal al nono minuto di Roger Milla, che sfrutta un rimpallo fortunoso con succesiva solita reazione violenta di Breaker. La Niger gioca molto bene e va vicino al pari che arriva puntuale al 28': Amokachi spara sul portiere, Finidi si butta sulla sfera come una iena su una preda morta e la butta dentro. La squadra di Breaker spinge alla grande finalmente in versione dominans ma il Camerun regge l'urto fino all'intervallo. Nel secondo tempo partono forte il leoni indomabili e Roger Milla si ripete al minuto 54 per il vantaggio dei padroni di casa, Breaker non ci sta, istruisce Okocha ed il talento del deserto non lo delude: apertura paura di JJ e golasso di Amunike al 58'. Dopo un ora di grande calcio le squadre provano ancora a superarsi e regalano un ulteriore mezzora di emozioni da una parte e dall'altra ma al novantesimo il risultato non cambia.
Complimenti ai Lanteri Brothers per aver incendiato la savana, sicuramente i due team hanno dimostrato di avere le carte in regola per la qualiFICA.

SUDAFRICA - EGITTO 0 - 0

Buon punto per l'Egitto del Professore a Capetown, città in subbuglio dopo le dichiarazioni della vigilia di Ulka che alla solita domanda sul perché avesse accettato la guida del Sudafrica rispondeva "Per rimettere i negroidi al loro posto mi sembra ovvio!".
Primo tempo divertente con un'incrocio clamoroso di Aboutreika al 29' ed un miracolo di El Haddary su bella conclusione di Mazzinga, purtroppo l'espulsione di El Kathib al 38' cambiava le carte in tavola e i Bafana prendevano campo rendendosi molto pericolosi ma pagando la scarsa vena sottoporta proprio del centravanti-robot dell'Ulkaviolento. Secondo tempo a senso unico con un Sudafrica a trazione anteriore, stranamente ottima la risposta della difesa egiziana che teneva botta con Youssef a fare grande filtro sulla trequarti. Due squadre in salute ma i sudafricani devono risolvere in fretta il problema del goal trovandosi con una misera segnatura in 4 partite a fronte comunque di una difesa molto solida.

TUNISIA - EGITTO 0 - 1

Terza sconfitta consecutiva per la Tunisia del Colonnello che comunque mantiene la panchina grazie alla doppia vittoria iniziale che lo tiene a galla nella classifica del continente negro.
Gli egiziani partono subito forte con un 352 offensivo caratterizzato da due mezzali e due punte, al 19' Mido sblocca con un bel sinistro da fuori area dopo l'impostazione intelligente di Youssuf. La Tunisia non riesce a venire a capo della mediana egiziana che la sovrasta sia nel possesso che nel pressing rischiando di mandare più volte al raddoppio sia Mido che Zidan. Nella ripresa la musica cambia poco d il Colonnello impreca più volte nei conftronti dei suoi difensori colpevoli di far partire l'azione con un'impressionante quanto sterile serie di lanci lunghi. L'Egitto prova a chiudere i conti ma i delanteri hanno le polveri bagnate ed alla fine il Professore si accontenta di controllare la blanda reazione dei padroni di casa. 

NIGERIA - MAROCCO 0 - 1

Grandissimo match a Lagos tra Breaker ed il Presidente che si affrontano senza badare ad altro che allo spettacolo, per la gioia del pubblico pagante.
Il gol marocchino al 25' è un inno al calcio : taglio a sinistra di Ben Barek per capitan Mahjoub che serve Ahmed Faras, il centravanti aleniano si beve West, taglia un gran passaggio di ritorno per Ben Barek e la perla nera coglie d'infilata Rufai, che aveva intuito nonostante fosse fuori tempo.
Il Marocco è come la Roma di Mazzone : spettacolare dalla cintola in su ma da paura dalla cintola in giù.
Tolto Benatia (mostruoso) gli altri difensori si dimostrano poco affidabili, Naybet compreso.
La debordanate Nigeria di Breaker reagisce infatti alla grande e crea almeno 4 palle gol pulite puntando in particolare sulla velocità di Martins che per 2 volte dribbla il suo diretto marcatore fallendo poi però in modo clamoroso davanti a Zaki. Il portiere marocchino è in pizza e compie almeno due miracoli, uno su splendida torsione di Amunike, sostituto di Yekini, e uno su conclusione di Okocha.
Il Marocco guidato da Ben Barek e trascinato dai 2 diavoli davanti (Ahmed Faras e Hassan Akesbi) tiene comunque sempre il pallino del gioco rischiando sopratutto in contropiede per le accelerazioni incontenibili di Martins ma creando sempre gioco.
Tuttavia per il computo totale delle azioni il pari sarebbe stato sacrosanto.
Complimenti ai due tecnici.

AUSTRALIA - CINA 1 - 0

Partita condizionata dall'espulsione di Craig Moore dopo dieci minuti che costringe sulla difensiva l'Australia del Professore, peraltro già rimaneggiata proprio nel settore arretrato. La Cina del Colonnello disputa una buona parita sul piano del fraseggio e del ritmo ma non da mai l'impressione di schiacciare i rivali, molto precisi ed ordinati. In una delle poche occasioni create, i padroni di casa passano grazie a Cahill che, dopo aver ricevuto da Jedinack, si incunea centralmente nella retroguardia cinese e mette la sfera in rete. All' 88' Li Wuitang, fino ad allora molto positivo, si trova solo davanti a Schwarzer ma spara alta la palla del pari che sarebbe stato sicuramente il risultato più giusto.

IRAN - SUD KOREA 0 - 1

Il Presidente rimane sulla panchina dell'Iran e incassa l'ennesima sconfitta immeritata, complimenti a Breaker che denuncia il furto dimostrando, nonostante un atteggiamento violento, di non aver perso parte del fair play che lo ha sempre caratterizzato. L'Iran domina la gara fallendo almeno tre palle goal, su due delle quali c'è lo sciagurato zampino di Ali Daei : il bomber mediorientale secondo alcuni ben informati starebbe organizzando un boicotage ai danni di Alanash per portare sulla panchina il Colonnello Karnjes (attualmente infiltrato negli USA) molto vicino alle alte sfere del governo. Breaker raccoglie i tre punti con il minimo sforzo ma denunciando ancora una volta il ritardo della sua Korea sul piano del gioco, a parte l'Iran il girone asiatico si sta dimostrando un interessante ginepraio come mai avevamo assistito nelle precedenti edizioni.

GIAPPONE - AUSTRALIA 1 - 0

Scontro noioso e nervoso tra due delle possibili regine d'Asia ancora in cerca d'identità.
Il Giappone esce alla fine vincitore con un certo merito per aver esercitato una leggera superiorità territoriale in una gara giocata su ritmi imbarazzanti da entrambe le parti. L'Australia del Professore è lontana anni luce dalla squadra che il Boya lo scorso anno aveva a tratti reso veloce e divertente ma anche il Giappone di Ulka sembra avere enormi difficoltà a trovare con fluidità la via della rete.
Il goal che decide il match arriva solo all'87' ed è comunque pregevole: Honda prende palla sulla sinistra e disegna un tracciante basso verso il centrodestra molto intelligente che prende in controtempo la difesa ospite, Nakata stoppa a seguire, entra in area e incrocia imparabilmente alla destra di Schwarzer.
Incontenibile la joya dell'ulkaviolento che sente molto suo il Japan, finalmente vittorioso. Molto lavoro per Albertz che non sa proprio che pesci prendere con gli oceanici. 

CINA - ARABIA SAUDITA 2 - 1

Spettacolare match come da molto tempo non se ne vedevano in Asia tra la China di Karnjes e l'Arabia Surprise del Boya, alla fine la spuntano i padroni di casa al termine di novanta minuti di emozioni.
Nel primo tempo si fa preferire l'Arabia scesa in campo senza il minimo timore reverenziale, la China è forse un po' sorpresa dal ritmo degli sceicchi che la costringono a capitolare al 43' con una pregevole rete di Al Jaber su invito di Massad. Nella ripresa gli uomini di Mao Tze Branz salgono in cattedra e dopo un quarto d'ora di forcing pervengono al meritato pari grazie a Yu Hai che sfrutta una bella apertura di Li Moca. Entrambe le squadre mostrano uno stato di forma davvero strabordante e si affrontano colpo su colpo, il risultato sarebbe senz'altro il risultato più giusto per premiare i due tecnici ma un guizzo del solito Hao Haidong al 90' porta i tre punti ed il primo posto del girone al tavolo Branz. Cina ed Arabia sono sicuramente le regine d'Asia in quanto a gioco di questo inizio Mundial, le nobili per ora un po' decadute sono avvertite!



CI VEDIAMO LUNEDI 4 NOVEMBRE, 
OLIATE LE SPADE FRATELLI ED AFFILATE I COLTELLI!


Il Boya in prima pagina

Mao Tse Branz

Calcio champagne per Breaker

Gaglyona si prepara ad Halloween

Il Professore torna in cattedra

Il Presidente non sa che pesci prendere


martedì 22 ottobre 2013

I GIORNI DELL' IRA


Il Presidente ed il Professore tornavano dalla battaglia terribile del Mundial interrogandosi su quanto accaduto, su come fare alla fine per fermare gli attacchi feroci, verbali e fisici, che le Forze del Male avevano portato durante tutta la serata. Il risveglio del demone Ulka dall'incantesimo Lobotomia sparigliava le carte, era giusto opporsi alla sua violenza con la Forza od occorreva cercare ancora di fermarlo con l'Amore? Quale sarebbe stata la reazione del Demone Maggiore Gaglyona? I cavalli degli Antichhi Eroi erano stranamente nervosi e ad un tratto si bloccarono. Dalle nebbie della Contea di Bussana uscì all'improvviso una figura incappucciata. Preoccupati di un sortilegio gaglionico, gli Antichi Eroi posero subito le mani sull'elsa delle spade ma dopo aver capito chi avevano davanti rilassarono i muscoli già provati dalla tremenda serata. Era Caius Ignatius, il messaggero di Odino, che in passato si era impossessato dell'anima sfuggente di Aegidius e aveva per un breve periodo condotto gli Antichi Eroi nella lotta contro il Kane.Le forze del Male avevano poi sedotto Aegidius e dopo aver scacciato la sua parte buona lo avevano portato verso la Gaglya. 
- Vengo da Asgard a chiarire i vostri dubbi Antichi Eroi! Il grande Odino ha stabilito che la violenza delle Forze del Male è arrivata a livelli mai visti nella Storia dei Tempi, la settima edizione è decisiva e stanno cercando in tutti i modi di rompere l'Equilibrio, non potete più opporvi cercando di portarli verso l'Amore, dovete annientarli con la Forza della Luce! Con l'aiuto del Martello di Karnjes e dei dardi del Boya dovete aprire il loro cuori ma stavolta non in senso figurato!
Il Professore ed il Presidente erano felici di poter finalmente avere una risposta, salutarono Caius Ignatius che svanì nella nebbia e tornarono ai loro castelli. Ormai tutto era chiaro. E sarebbero iniziati i giorni dell'ira.

Il Boya si scrolla il Colonnello (che comunque qualifica matematicamente l'Inghilterra) e va in fuga.
Ancora serata di alti e bassi per Breaker mentre gira tutto male alla Gaglya ormai braccato da un Professore in grande spolvero che supera il Presidente. Serata pesantissima infatti per Alanash che finisce penultimo davanti solo al Bandito che seppure in maniera altalenante sembra essersi ripreso.

Le cronache.

EUROPA

TURCHIA - INGHILTERRA     0 - 3

L'Inghilterra del Colonnello strappa il biglietto per il Mundial con ben due giornate di anticipo e l'autorità delle grandi squadre, la differenza reti di + 8 in quattro gare la dice lunga sulla forza degli inglesi.
Al di là del punteggio tuttavia, la partita di stasera per un tempo non è stata facile per gli albionici, come già accaduto a Manchester nell'andata. Nella prima frazione si è fatta infatti preferire la Turchia, con una doppia occasione di Sash in avvio ed una traversa di Emre dalla distanza al 24'. Appena tornati dalla pausa gli inglesi passavano in vantaggio: possesso prolungato di Walcott sulla trequarti, rimpallo su Gerrard e assist a Wellbeck che, lasciato inspiegabilmente solo in mezzo all'area, non sbagliava. La Turchia provava a buttarsi in avanti cambiando schema e mantenendo comunque un buon equilibrio ma l'Inghilterra reggeva e colpiva con incredibile cinismo in contropiede andando in rete con Rooney al 76', su orribile uscita di Rustu, e al 90' con un' incornata su cross di Carrick. Complimenti a Karnjes per la qualificazione ed il fairplay dimostrato riconoscendo i meriti degli avversari, crediamo che la spietata determinazione sotto porta dei suoi, anche in presenza di poche occasioni, possa rivelarsi determinante per il Mundial. Il Professore viene ancora una volta tradito da una difesa imbarazzante e ci vorrà un miracolo ormai per continuare il Sogno.

UCRAINA - SVEZIA     1 - 2

Successo fondamentale della Svezia a Kiev, la squadra di Ulka si candida a seconda forza del girone con una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista.
Il Presidente schiera la sua Ucraina con un 433 offensivo ma i giocatori sembrano proprio non volerne sapere di seguire le sue illuminate indicazioni, da più parti si vocifera di un boicotage in atto per riportare Breaker sulla panchina gialloblu. Ibra è in grande serata e trascina i suoi alla vittoria con un goal al 22' su assist di Skoglund, molto ispirato anch'egli come anche l'altra ala Larsson, e al 63' su invito di Nessuno. L'Ucraina riapre la gara senza troppi meriti al 73' grazie a Voinov che raccoglie da Milevski e spara in rete, nel finale i padroni di casa, e questo potrebbe essere un campanello d'allarme per Ulka, vanno addirittura vicino ad un pari che saprebbe di enorme beffa per quanto visto in campo. Ora gli scandinavi distanziano la Turchia di quattro punti, potendosi così permettere di fare calcoli nelle ultime due gare. Molto deluso il Presidente che in conferenza stampa si scaglia contro Buryak e Ponomariov accusandoli pubblicamente di essere manipolati dall'ex selezionatore Aegidius Breaker.

NORD IRLANDA - HEROIC HOLLAND     0 - 3

Nell'ennesima sfida eroicida di questo inizio Mundial, gli Eroi d'Olanda centrano una vittoria fondamentale per tenersi aggrappati al treno qualificazione. Geniale show in tribuna di Mr. Breaker, che gufa la Nord Irlanda durante tutti i novanta minuti per poi accorgersi che sia il successo che il pareggio dei verdi avrebbe qualificato matematicamente la sua Croazia... 
Gli ospiti partono forte e al 4' sono già in vantaggio, splendido slalom di Cruyff in piena area e delizioso colpo sotto per la testa di Rensenbrijnk. La risposta dei nordirlanadesi non si fa attendere, al 6' Danny Blanchflower mette fuori di poco un' invitante punizione dalla distanza. A complicare il match per i padroni di casa arriva però al 9' un'uscita imprecisa di Jennings, che non si intende con il proprio centrale e si fa uccellare da Keizer per il due a zero orange.
I tulipani non brillano a centrocampo ma dimostrano una buona solidità difensiva interrompendo con puntualità ogni velleità offensiva degli uomini del Presidente. La partità viene praticamente chiusa al 31': la scelta di inserire Keizer dal primo minuto a destra per sfruttarne il piede sinistro si rivela efficace, l'ala aiacide riceve il prezioso invito di Cruyff e batte per la terza volta Jennings. La triplice mazzata non stende comunque il carattere della Nord Irlanda, che chiude in avanti con un bel tiro di Peacock al 45'.
Nella ripresa subito tegola per Alanash con l'espulsione di Pat Rice, i suoi continuano comunque a macinare gioco andando vicini alla segnatura con Best al 52', autentico miracolo di Van Breukelen, e al 75', bella punizione a lato di poco. Gli Eroi si limitano a controllare e sfiorano il quarto con Cruyff comunque senza ancora convincere Le Prof. Vittoria meritata dei Tulipani anche se il punteggio ha punito eccessivamente la Nord Irlanda per quanto visto in campo, il girone è ora apertissimo a parte la Croazia con un piede al Mundial ma ancora, come, detto senza la matematica.

SUDAMERICA

PERU' - BELOVED BRAZIL     1- 0

Vittoria convincente del Perù del Professore che supera a Lima un Beloved Brazil ancora in fase di rodaggio.
L'inizio del match è caratterizzato da una serie di violenti confronti a centrocampo, a farne le spese al 15' è il possente metodista peruviano Velasquez che deve lasciare il campo in barella, in serata si saprà poi che l'infortunio è piuttosto grave e il giocatore non tornerà prima di tre turni.
I padroni di casa aumentano gradualmente i giri proponendosi con continuità nell'area brasiliana: al 28' grande occasione per la Joya di poco a lato, al 29' miracolo di Gilmar su Cubillas e al 30' finalmente il goal, con Titina Castillo sche sfrutta un filtrante chirurgico dalla destra di Duarte. Le folate peruane non si fermano qui, al 37' Oscar è costretto a stendere Terry che si stava involando verso la porta e riceve il giusto cartellino rosso. Il Beloved non c'è ed il Colonnello non sa che pesci prendere, l'unico che ci prova è Ronaldo con un colpo di testa di poco alto al 44'. L'intervallo è un incubo per i calciatori verdeoro, presi letteralmente a schiaffi dal Colonnello e minacciati di deportazione in Unione Sovietica. I brasiliani sembrano così tornare in campo finalmente motivati e al 47' Valdivieso è chiamato al miracolo, ancora su Ronaldo. Ma è un fuoco di paglia e il Perù può tornare a tessere indisturbato la sua tela. Al 59' una bella punizione della Joya fa la barba all'incrocio dei pali, al 64' va vicino al raddoppio Terry. Gli ospiti provano a distendersi ma sono sempre lenti e prevedibili. Al 80' ancora la Joya crea brividi su punizione e la partita scivola via fino a l fischio finale senza ulteriori emozioni. Campanello d'allarme per il Colonnello che fatica a trovare una quadratura a questo Beloved, tradizionalmente non facile da interpretare. 

MESSICO - USA     1 - 3

Partita a senso unico a Puebla, il Colonnello ritrova la bacchetta magica con gli USA e punisce un Messico inconcludente. I padroni di casa non sono certo aiutati dalle polemiche della scora settimana scatenate dal tecnico Ulka, che alla domanda sul perché avesse scelto la panchina dlla nazionale centroamericana rispondeva serafico "Perché qui mi pagano con la narco-droga!".
Gli ospiti si portano in vantaggio al 31' con Donovan su assist di Hejduk, al termine di un dominio assoluto del campo e raddoppiano in finale di tempo con Mc Bride, servito con precisione da Dempsey.
Il Messico fa vedere una buona reazione a inizio ripresa e al 49' conquista un calcio di rigore apparso giusto che Hugo Sanchez non sbaglia. Gli Usa sbandano per una decina di minuti ma ben presto si riorganizzano attorno al 442 kranyoso e al 72' chiudono la gara: grande invito di Earnie Stewart per Wynalda e palla in rete. Dopo due sconfitte l'ulkaviolento dovrà affrontare nella prossima gara il rischio esonero e naturalmente sedare le critiche della stampa messicana, prova convincente invece per il Colonnello, unica nota stonata l'opposizione che una parte dei media gli sta riservando per le sue dichiarazioni sulla finanza ebraica a Wall Street.


BRASILE - ECUADOR     1 - 1

Va in scena a Rio l'ennesima grande prova dell'Ecuador gaglionico, ormai una certezza del Mundial, che costringe al pari il Brasile di Breaker ancora discontinuo sul piano del gioco.
Il poliedrico tecnico bussanese incrocia la Gaglia nel tunnel di accesso al terreno di gioco e lo minaccia con la consueta violenza : "Stai attento Gaglyona che ho deciso di partire forte per Dio!". Detto fatto al 3' l'Ecuador sfiora la rete con una devastante zuccata di Kaviedes che demolisce la traversa, al 10' Kakà stende Balseca, si fa espellere e causa il rigore, Banguera dagli undici metri non sbaglia: uno a zero...
L'Ecuador approfitta del momento e mette in difficoltà il Brasile con la consueta occupazione delle fasce. Nel momento peggiore per la sua squadrà però, Paulinho toglie le castagne dal fuoco a Breaker e si inventa al 23' il goal dell' immeritato pareggio. I padroni di casa iniziano così a riprendersi e a creare gioco pur senza rendersi particolarmente pericolosi. L'Ecuador difende con organizzazione e riparte con rapidità, al 38' serie di lisci della difesa verdeoro e diagonale imprendibile di Balseca sul quale Julio Cesar si oppone ben più che miracolosamente. Nella ripresa il Brasile cerca di mantenere il possesso ma l'attacco è davvero imbarazzante, in particolare Patoski meriterebbe un sonoro 4 in pagella. Dall'altra parte invece il neo entrato Delgado da nuova linfa e impegna l'intera difesa. Al 70' ancora pericolo Ecuador, ennesimo colpo di testa di Kaviedes ed è ancora Julio Cesar a doversi superare e a scagliarsi violentemente contro gli svagati compagni di reparto. La partita prosegue con le squadre allungate che non riescono a superarsi, le panchine sono pesantemente disturbate dalle urla di Krenjes Lover, che dalla tribuna ricopre di insulti senza apparente motivo sia Breaker che La Gaglia. L'ultima chance della gara è ancora dell' Ecuador ma il colpo di testa di Hurtado termina la sua corsa di poco a lato. Pareggio stretto all'Ecuador per le occasioni avute, un Brasile manovriero ma quasi completamente sterile deve ringraziare il proprio portiere.

USA - URUGUAY     1 - 4

La Celeste del Professore espugna San Francisco con una perentoria quaterna che demolisce gli States del Colonnello. Il primo tempo in particolare è un monologo degli uruguagi, schierati con un offensivo 343 a rombo. Al 17' la prima occasione porta la firma di Ghiggia, gran diagonale del folletto della Maggica e palla di pochissimo fuori. Il 442 deglli Usa è costretto sulla difensiva, Schiaffino gode di troppa libertà fra le linee e al 30' porta i suoi in vantaggio con un inserimento su taglio preciso di Ghiggia. Passano sei minuti e il Pepe si ripete, Abbadie sulla sinistra rinuncia all'affondo e serve al centro la mezzala del Milan, la conclusione dai 25 metri è bella quanto terrificante e si insacca lambendo il sette. L'Uruguay è davvero scatenante e chiude la partita al 38' in contropiede, Juan Andrade serve Abbadie sulla corsa e l'ala del Genoa fulmina Friedel sul palo opposto. Al 44' potrebbe esserci sapzio anche per il goal di Scarone ma Friedel si oppone alla grande su colpo di testa del centravanti sudamericano.
La ripresa si apre con l'ennesima occasione degli ospiti, il tiro cross di Abbadie attraversa l'intero specchio finendo a lato, il Colonnello è un fiume in piena e, come di consueto, insulti e minacce ai giocatori si sprecano. Gli States allora reagiscono rendendosi anche pericolosi, al 50' grandissimo interventodi Mazurkievic su diagonale di Dempsey e sulla respinta bella spaccata di Winalda alta sopra la traversa. Al 58' il portiere uruguagio si supera ancora deviando una terribile sassata di Bradley da fuori area. Il match si addormenta per poi svegliarsi nel finale. Al minuto 83 molto bello il goal di Mc Bride che concretizza con un preciso diagonale un invenzione di Winalda, risponde l'Uruguay al 89' con Cavani che segna la quart rete con un colpo di testa su angolo di Enzo Francescoli. Prova davvero convincente per gli uomini del Professore, USA ancora lontani parenti della squadra a cui il Colonnello aveva in passato insegnato il calcio. 

CHILE - MESSICO     0 - 3

Il Messico di Ulka si gioca alla grande il rischio esonero andando a prendersi tre punti in Chile contro il demone La Gaglya. Partita noiosa in avvio e aria di pastetta subito sottolineata dall'intero ranking, i padroni di casa non riescono a fare la partita con troppi errori nel fraseggio ed una condizione atletica deficitaria. Ne approffitta così il Messico che al 26' si porta in vantaggio con Blanco dopo uno splendido assist, in pieno stile Ulka, di Nessuno. Il Chile fatica ad assorbire la botta e gli ospiti vanno negli spogliatoi gestendo tranquillmente l'uno a zero. Nel secondo tempo gli uomini della Gaglia sembrano scendere in campo con un piglio diverso ma al 57' l'arbitro decreta un rigore per gli ospiti, Hugol Sanchez va sul dischetto e non sbaglia.
Colpiti per la seconda volta, i padroni di casa si riversano finalmente con coraggio nella metà campo avversaria, clamoroso il palo di Salas al 64' ed ancora più clamoroso l'errore di Isla sulla ribattuta. Ulka non sta a guardare ed istruisce i suoi nell'arte del contropiede, il Messico subisce l'iniziativa avversaria ma, quando sembra sul punto di capitolare, Zaguinho riceve da H. Casarin e mette dentro il terzo fico, siamo al 77' e la partita finisce praticamente qui. Brutta prestazione del Chile apparso sonnacchioso e incapace di pungere, grande resurrezione invece dei messicani ("Li alleno perché mi pagano con il Peyote!") che potrebbero essere la mina vagante del primo girone.

JAMAICA - ALWAYS ARGENTINA     2 - 4

Pesante vittoria esterna dell'Always contro la sorprendente Jam di Breaker, l'albiceleste si dimentica di scendere in campo nel primo tempo per poi offrire una prestazione micidiante nella ripresa, come nella sua tradizione di talento e follia.
Partenza sprint della Jam che si ritrova in vantaggio al 21' grazie a Whitmore, Alanash buca l'ennesimo fuorigioco e l'attaccante dei tossici bastardi non sbaglia. La squadra di Breaker tiene il pallino del gioco e rischia il raddoppio ma il Presidente non cambia tattica ed alla fine avrà ragione.
Dopo l'intervallo inizia infatti un'altra partita, Sivori si ricorda delle sue qualità di uomo assist e serve a Batistuta due palloni invitanti al 47' e al 52', il Re Leone si fa trovare pronto da par suo in entrambe le occasioni. Gli ospiti non si accontentano, Maradona è immarcabile e semina il panico. Al 65' Batistuto pesca libero Veron in inserimento e la mezzala non si fa pregare mettendo dentro il terzo. Il centravanti della Viola è incontenibile, lotta si prende il giallo e trova anche il tempo di segnare la tripletta stavolta su assist di Sosa al 69'. La Jam di Breaker è annichilita ma con la forza dell'orgoglio riesce a  limitare ilpassivo al 73' con un'altra rete di Whitmore, il migliore dei suoi, su invito di Earle. La squadra di Breaker viene un po' ridimensionata da questo ko interno ma si dimostra sempre pericolosa sottorete, per l'Always vale il solito discorso: può battere chiunque e prenderle da chiunque. Al Presidente la soluzione del dilemma anche se stasera la prova di forza è stata devastante.

EGITTO - CAMERUN     2 - 1

Clamorosa terza sconfitta consecutiva per il Camerun di Gaglyona, che da le dimissioni negli spogliatoi dopo aver mandato all'ospedale del Cairo Eto'o e N'Kulu al termine di una rissa di violenza inaudita.
Il demone maggiore rifiuta la stretta di mano del Professore a inizio partita denunciando un certo nervosismo, anche l'esponente del Clan Antichi Eroi rischia l'esonero mostrando però la tranquillità dei giusti. Al 7' minuto prima occasione clamorosa per gli egiziani, bello l'assist di Zidan per Mido ma conclusione inguardabile del centravanti a tu per tu con il portiere. La risposta dei camerunensi non si lascia attendere, al 12' gran tiro dalla distanza di N'Kulu e miracoloso intervento di El Hadary. Le due squadre si fronteggiano con la fisiologica paura determinata dal rischio esonero, la situazione si sblocca solo al 31' con la rete di Webo che raccoglie una respinta corta del portiere egiziano nell'area piccola e gela lo stadio. La reazione degli uomini del presidente è faraonica. Al 34' El Khatib si smarca bene sulla trequarti, vede libero Mido e lo serve, il delantero si fa perdonare l'erroraccio in avvio e conclude con freddezza per il pareggio dei padrona di casa. Passano altri cinque minuti e l'Egitto va in vantaggio, Mido pressa bene la retroguardia avversaria e approfitta di un rimpallo porcaria sul rinvio, impossessandosi della sfera e superando nuovamente l'estremo difensore gaglionico. Nella ripresa il tecnico proveniente da Mordor tenta il tutto per tutto con uno schema iperoffensivo ma, come spesso accade in questi casi, la squadra fatica a recuperare palla. L'impostazione del Camerun lascia inoltre ancora molto a desiderare, aggravata dalla scarsa mobilità delle punte. I padroni di casa hanno così buon gioco a controllare la partita e l'unico pericolo serio arriva al 60' su una bellissima punizione di Wome neutralizzata alla grande da El Haddary. Con questa vittoria l'Egitto torna in pista condannando Gaglyona a cedere il comando a El Boya: il match è stato davvero nervoso e poco spettacolare, molto lavoro ancora da fare dunque per Albertz.

COSTARICA - BELOVED BRAZIL     4 - 2

Ulka decide di impostare la sua Costarica con il modulo abat jour, non si comprende cosa questo significhi ma ormai da tempo abbiamo rinunciato a dare un senso alle farneticazioni del tossico bastardo, ritornato su livelli di violenza inauditi dopo una lunga fase di scarsa vena con le siringhe in vena.
La prima mezzora di gioco è caratterizzata dal più puro, deprimente e imbarazzante nulla calcistico fornito dalle squadre in campo. La prima occasione arriva al 37' e si concretizza con una rete piuttosto assurda di Wanchope, che si ritrova la palla in area in mezzo a sei brasiliani completamente immobili e fa secco Gilmar. Il Beloved è frastornato dal vantaggio avversario , nel finale di tempo rischia addirittura di subire la seconda rete. Nella ripresa i verdeoro partono alla grande.
Al 46' Zico scheggia il palo con una sontuosa punizione, al 52' conclude a lato di un niente da buonissima posizione. Il Costarica non sta a guardare ed il match diventa improvvisamente godibile. Al 52' discesa solitaria di Morera sulla sinistra, conclusione e miracolo di Gilmar; due minuti dopo arriva il pareggio degli ospiti: preciso invito di Gerson per Zico e il Galinho stavolta non sbaglia. Il trequartista dell'Udinese è scatenato, al 59' impegna severament il portiere del Costarica che può solo respingere ma sulla sfera piomba come una faina Romario che porta in vantaggio i suoi. Un'altra ribattuta riporta in pari la gara, al 65' Gilmar allontana con i pugni un violento tiro dalla distanza e Wanchope può ancora festeggiare, questa volta con un colpo di testa. Il Beloved che già sperava nella vittoria esterna subisce un contraccolpo psicologico per l'immediata reazione dei padroni di casa, la difesa va in bambola e l'arbitro al 73' decreta il rigore contro i carioca: Ruiz va sul dischetto e non sbaglia. Il Colonnello suona la carica ma Ulka, si sa, adora difendere e contrattaccare. Al minuto 82, al termine di una ripartenza, arriva così la quarta rete dei padroni di casa, ancora con un devastante Wanchope che raccoglie da Ruiz e gela Gilmar.
Vittoria meritata per la squadra di Ulka determinata e cinica, il Beloved gioca bene solo i primi venti minuti della ripresa denunciando gravi lacune tattiche ed atletiche. Il Colonnello dovrà giocarsi la partita del rischio esonero ricevendo a San Paolo lo scatenato Ecuador gaglionico, in una partita che già si prospetta ad altissimo rischio.

URUGUAY - CHILE     2 - 0

L'Uruguay del Presidente, galvanizzato dalla pesante vittoria negli States, ospitava a Punta del Este il Chile del Demone La Gaglya, in cerca di riscatto dopo la brutta figura interna patita contro il Messico.
La pioggia non aiuta i ventidue in campo, ma uno dei giocatori teoricamente più penalizzati dal terreno pesante si dimostra fin da subito in pizza piena. L'incubo del Maracanà Alcides Ghiggia crea più volte il panico sulla fascia destra, finendo per servire un traversone con i contagiri al 21' per Francescoli che, di testa, non sbaglia. La manovra cilena è buona ma La Gaglya si lamenta di non riuscire ancora a trovare un equilibrio tra offesa e difesa: i padroni di casa possono così controllare agevolmente il vantaggio per tutto il primo tempo.
Al 3' della ripresa Schiaffino si conquista una punizione dai venti metri, la conclusione di Francescoli è da manuale ma la palla colpisce la traversa e schizza in angolo. Si vede finalmente anche il Chile al 50', buona la girata di Raul Toro che termina di poco fuori. La Gaglya cambia qualcosa ma l'Uruguay sembra non avere problemi e va al raddoppio al 68': Ghiggia si impossessa della sfera al limite dell'aria e con un paio di dribbling ubriacanti mette a sedere due difensori avversari, depositando in rete con un morbido collo interno.
Il Chile prova ad aumentare allora il ritmo denotando comunque garra e corsa, al 71' Pizarro calcia una punizione dal limite di poco sopra la porta uruguagia. Al 75' i padroni di casa potrebbero chiudere definitivamente il match ma Cavani, solo davanti al portiere, manda a lato. L'ultima emozione della gara la confeziona il Chile, ancora con la punizione di un convincente Pizarro che chiama al miracolo Mazurkievic.
La Celeste si porta al primo posto del gruppo 1 e rispetto alle scorse edizioni mostra velocità e motivazione, il Chile di Gaglyona non ha assolutamente demeritato nella zona mediana del campo denotando invece problemi in difesa ed in attacco. Il tecnico di Mordor si giocherà dopo il turno di pausa il rischio esonero.

AFRICA

MAROCCO - SUDAFRICA     0 - 0 

Furto con scasso dell'Ulkaviolento che con l'aiuto dei demoni ed il supporto di Papi Gaglyona esce indenne da Casablanca dopo aver subito tutta la partita. I sudafricani giocano in dieci sulla linea della porta rinunciando completamente ad attivare una minima azione di attacco, il Marocco giostra alla grande creando occasioni su occasioni vanificate in parte dalla difesa degli ospiti e in parte dal vento torrido dell'Inferno che tiene diabolicamente la sfera fuori dalla porta dei Bafana. Ulka non solo si ritrasforma in Kula ma condisce ogni occasione mancata degli avversari con scherno, minacce e violenza che causano alla fine l'intervento del Clan Antichi Eroi in difesa di Alanash. Non contenti della buridda scatenata, i Davydiani prendono pretesto dalla situazione per accusare i rivali di violenza: da che pulpito!
Dal punto di vista tecnico il Presidente dovrà interrogarsi sulla scarsa incisività in questo match dei suoi attaccanti che, se ripetuta, potrebbe diventare problematica. Ulka dovrà cercare invece di trovare un equilibrio più offensivo perché in Africa le qualificazioni sono state spesso determinate dalla capacità di fare i tre punti più che dalla solidità difensiva.

SENEGAL - MAROCCO     3 - 0

Il miglior Marocco dell'anno cede di schianto al Senegal del Boya che, sempre più cinico e simile a quello che vinse il Mundial, comanda a punteggio pieno l'Africa con dieci goal fatti e zero subiti.
Primo tempo perfetto dei marocchini che chiudono con 12 tiri in porta subendone 5, di questi quasi tutte conclusioni da fuori tranne un acuto di Demba Ba allo scadere, a dimostrazione di capacità offensive ma anche di equilibrio.Ancora un volta la squadra del Presidente propone un calcio bellissimo fatto di tagli  (Ben Barek) e di inserimenti (Bourdebala e Mahjoub) ma anche purtroppo di conclusioni imprecise (Ahmed Faras e Assan Akesbi). Una traversa e 3 interventi notevoli di Sylva levano agli ospiti la gioia del vantaggio.
Al 44' la svolta :  Kharja viene espulso  e Alanash, sentendosi defraudato dal pari, invece di chiudersi  provato a giocarsela. L'inerzia della partita cambia e al 59' una porkarja clamorosa porta in vantaggio il Senegal grazie alla vecchia conoscenza di Breaker Bocandè. Non pago del suo harakiri tattico e pesantemente stuzzicato dai Davydiani, il Presidente si apre ulteriormente alla ricerca del pari venendo punito dalla letale concretezza dei senegalesi: al 85' segna Diouf sfruttando un angolo di Fadiga e al 90' è la volta di Niang su servizio di Nessuno. Partita davvero incredibile con un Senegal certo fortunato ma abilissimo a sfruttare ogni minima debolezza degli avversari, dote decisiva in ogni Mundial. Nonostante gli errori tattici commessi, pensando anche alla differenza reti, Alanash può consolarsi con la bellezza del calcio offerto dal Marocco, una delle squadre più godibili di questo inizio settima edizione..

ASIA

ARABIA SAUDITA - IRAN     1 - 0

In attesa di Australia-Cina che chiuderà il terzo turno, a comandare il girone asiatico sale a sorpresa l'Arabia del Boya che regola di misura l'Iran del Presidete al termine di una gara ben giocata.
Il match è nel complesso equilibrato, i padroni di casa tengono il campo con corsa e solidità difensiva,  l'Iran risponde con una buona manovra ma denuncia enormi problemi in finalizzazione. In particolare preoccupa la prestazione di Ali Daei che, lento ed impacciato, viene ancora una volta sostituito dal mister Alanash. Nell'Arabia il migliore è Owairan, osannato dal pubblico e pupillo del tecnico Krenz presente in tribuna che non smette di incitarlo per tutti i 90 minuti. E' proprio dal piede fatato della mezza punta araba che al 50' parte l'assist splendido per Majed Abdullah che firma l'unica rete della partita.
La vittoria finale del Boya appare meritata nonostante le occasioni avute dall'Iran e vanificate da un attacco evanescente, per ora comunque sembra mancare qualcosa a livello di dominanza per poter sfidare fino alla fine le tradizionali padrone dell'Asia, vedremo. Dopo tre sconfitte consecutive la panchina del Presidente è sotto osservazione del Grand Jury che non ha ancora dato una risposta chiara in merito.

SUD KOREA - GIAPPONE     1 - 1 

Il big match dell'Asia, dominato dalla noia e dalla paura di perdere, si accende solo nel finale.
Il Japan sembra aver scelto il lato oscuro di Ulka più orientato alla serena paranoia, due punti in tre partite con un solo goal realizzato la dicono lunga sul pesante e sorprendente ritardo della squadra del Sol Levante, lontana parente di quella ammirata nel recente passato.
Dall'altra parte la Sudkorea non brilla per iniziativa, la manovra è sempre lenta e compassata, l'attacco stranamente lento ed involuto e la difesa è ancora da registrare.
Dopo una partita soporifera senza occasioni degne di tale nome i padroni di casa si portano comunque in vantaggio al 86' con Cha Bum su prezioso invito di Park Ji Sung, legittimando una leggera supremazia territoriale. Breaker strepita come se avesse giocato la partita della vita (e per questo un po' ci gasa) ma le sue urla sono ricacciate in gola all'ultimo secondo del match da Kazu Miura che trasforma l'assist della disperazione di Honda per la gioia di Ulka. Due squadre da rivedere, per il Japan la classifica piange mentre i koreani pur non brillando sono comunque a ridosso delle prime.


A GIOVEDI PROSSIMO KANI INFOYATY! PREPARATEVI AI GIORNI DELL'IRA!

E nell'attesa scaldatevi con O - wai - ran!
 

Il Boya prende il volo per Dio!

Un Colonnello un po' svagato cade con il Beloved Brazil

Breaker fa saltare il banco delle scommesse!

Il Demone Gaglyona subisce un brusco stop!

Il Professore ha sete di sangue!

Il Presidente attaccato dalle Forze del Male

Ulka a fine serata dopo aver scatenato l'Inferno!




venerdì 11 ottobre 2013

CROLLA L'ITALIA! - IL COLONNELLO E IL BOYA TRASCINANO GLI ANTICHI EROI!

E' stata un notte Mundial intensa, a tratti spettacolare e ricca di sorprese.
Nella Terra di Mezzo ,tra gli accampamenti e i bivacchi, nani ed elfi ,seduti intorno al fuoco, ascoltavano attentamente le radiocronache che giungevano da ogni parte delle terre emerse generando un tripudio di grida talvolta di giubilo talvolta di disperazione.
Particolarmente violenti ed incontrollabili, gli Gnomi fedeli al Colonnello, si sono fatti sorprendere ripetute volte a rovesciare interi otri di birra vicino ai fuochi o alle stazioni radio/video rischiando di creare danni ingenti alle strutture allestite per seguire l'evolversi del Sogno Mundial.
Con le loro asce bipenni strette tra le mani, i "Cerberi di Kranjes" non hanno sentito ragioni ed,oltre a rifiutarsi di porre rimedio alle loro malefatte, hanno continuato incuranti per tutta la notte ad innescare situazioni di degenero variamente assortito.
Poichè in servizio vi era solamente la "Guardia Presidenziale" essendo il Professore in congedo straordinario (ospite d'onore a Vienna e relatore  nel convegno intitolato "L'influenza del Metodo e del Sistema nel calcio danubiano") il clima generale pendeva pericolosamente verso una direzione di violenza, aggressività, improperi e bestemmie ma la qualità delle partite riusciva a mitigare anche gli animi più esacerbati con l'aiuto non trascurabile di un quantitativo torrenziale di alcool che scorreva nell'Anfiteatro unitamente ai rituali sciamanico-brasici propiziati dal negromante Narcokula e da "Holeditainkollate-homangiatopollo-malabombanonlamollo" alias Mister Breaker totalmente incontrollabile.
A quest'ultimo, già in stato di iper eccitazione sin dalle prime battute della serata, va quantomeno riconosciuto l'immane sforzo organizzativo per dare vita a quest'ultima sessione di Qualificazioni con una bolletta telefonica a sei zeri...!
Con grande sorpresa dei presenti, intorno alle 21.21 (2+1+2+1=6) 6 secondi e 6 micron faceva la sua comparsa La Gaglia di ritorno da un summit macchiavellico intitolato "Il risultato giustifica il calcio spazzatura?!"...non sarebbe stata una notte da ricordare per il Principe delle Tenebre...
Infatti, nell'arco della serata, le forze del Male venivano duramente colpite ma con 105 gare disputate su 264, ogni discorso qualificazione resta aperto anche se, sopratutto in Europa, le partite in programma sono ormai una sorta di "ultima spiaggia"....insomma DENTRO o FUORI dal calcio che conta.


La fredda cronaca :


EUROPA

GRUPPO 5 : YUGOSLAVIA - SPAGNA 1 - 1

Il sogno  di Breaker di spiccare il volo si infrange così come la possibilità per la finora deludente Spagna di Kula di rilanciarsi nella corsa alla qualificazione.
Gli slavi sono ancora ben lontani dall'essere squadra, tuttavia l'enorme quantità di talento a disposizione maschera, a volte, una mancanza di identità tattica che dopo 4 turni non può che definirsi preoccupante.
Le "Furie Rosse" hanno offerto la loro migliore performance sotto la gestione Vulkan con un 4-3-3 di partenza molto interessante (Zamora, Segarra, Piquè, Puyol, Camacho, Guardiola, Xavi, Fabrebas, Iniesta, Butragueno, David Silva) che ha messo in grande difficoltà i padroni di casa.
Nei primi venti minuti ritmo altissimo imposto dagli iberici che colgono 2 traverse e dominano fino al vantaggio di Butragueno (42') su assist di un ispirato David Silva.
In avvio di ripresa la"Roja" perdeva uno dei suoi protagonisti cioè Don Andres Iniesta.
"El Manchego" veniva colpito duro dall'"ambasciatore" Borislav Stankovic (ammonito nell'occasione e squalificato in quanto diffidato) e doveva abbandonare il campo riportando una distrazione muscolare al polpaccio che lo costringerà a saltare entrambe le ultime due partite in programma.
Oltre a questa pesante defezione Kula (che nel prossimo e delicato 5° turno ospiterà la capolista Polonia) mette a referto anche la squalifica di Xabi Alonso finito anche lui sul taccuino dei cattivi e già diffidato.
La Spagna calava il ritmo, la Yugoslavia iniziava e premere ma il pareggio che toglieva le castagne dal fuoco a Mister Breaker nasceva da un pasticciaccio brutto della coppia Piquè-Puyol che favoriva la botta a colpo sicuro del "Cigno" di Hitrec che fissava l'1-1 (75'), realizzava il suo secondo centro personale nelle qualificazioni e teneva a galla la sua nazionale ad un solo punto dalla zona qualificazione nonostante un cammino, finora, costellato di incertezze e difficoltà.

GRUPPO 5 : REPUBBLICA CECA - POLONIA 0 - 1

La Polonia di Kranetys, sconfitta a Varsavia dai cechi nel turno precedente (0-1), rendeva la pariglia al Boya espugnando Praga con una gara maschia grazie ad un acuto di Szarmach innescato da un sempre positivo Boniek (giunto al 2° assist Mundial) in seguito ad un contropiede originato da un corner calciato in modo sciagurato da Nedved.
Gara fisica (4 ammoniti), ricca di scontri ed interventi al limite del regolamento, caratterizzata da una gran battaglia a centrocampo che ha portato ad un sostanziale equilibrio rotto, come detto, da un guizzo del bomber ex Auxerre e Stal Mielec.
Molto deludente il centravanti Jozef Bican che con una prestazione incolore e priva di carattere ha mandato su tutte le furie El Boya che si ritrova ora con un solo punto di vantaggio sulla Yugoslavia del Fratello-Coltello Breaker alla vigilia di Yugoslavia-Repubblica Ceca che si preannuncia decisiva per le sorti delle due squadre.
Massima allerta a Belgrado dove sono previste severe misure di sicurezza dentro e fuori il Marakana.

GRUPPO 7 : SCOZIA - FOREVER FRANCE 1 - 1

La Scozia Gagljonyka si mantiene imbattuta, rintuzza l'assalto dei galletti vulkanianj e conserva concrete speranze di qualificazione.
In pratica si è realizzata la preannunciata "Pastetta dell'Amore (tu vieni con me!;)" tra Papà Davidyno e Bimbo Ulka ,narcolettico ormai ai limiti del coma irreversibile.
(Forse solo staccandogli la siringa dal braccio si riuscirebbe a rianimarlo!)
La Gaglia affidava le chiavi del suo centrocampo alla grinta di Bremner, alla forza di Mackay e alle geometrie di McAllister venendo ripagato da un inserimento di quest'ultimo che al 27' batteva Bats rompendo gli equilibri.
I galletti soffrivano rischiando di capitolare mentre il rumore assordante del russare del proprio tecnico quasi oscurava i cori dei 50.000 dell'Ibrox Park.
Nel secondo tempo il calo fisiologico dei padroni di casa ridava verve ai transalpini che, nonostante una certa approssimazione nelle trame di gioco, trovavano il pari con un spettacolare rovesciata di Jean Tigana (63') su assist di...NESSUNO!
Solita Forevere senz'anima e senza identità tattica (a questo si aggiunga l'apatia di Kula ormai giunto a livelli da eroinomane - junkie) mentre la "Tartan Army" pur scolastica nello sviluppo della manovra e condizionata da una tenuta atletica poco brillante (accuse velate dei media scozzesi alle sedute di allenamento gestite dal preparatore atletico Yerba Gangja voluto con insistenza da Gaglya Sauron dopo le esperienze positive con l'Ecuador) si è dimostrata ancora una volta avversario tenace da non sottovalutare.
Certo è che, alla luce dell'attuale situazione di classica, si profila un finale mozzafiato dove persino la Slovenia può ancora credere al Sogno Mundial.

GRUPPO 8 : SVIZZERA - GALLES 1 - 0

Un sinistro teso di Renè Botteron al 16' del primo tempo (risulterà anche l'unico tiro nello specchio della porta effettuato dalla Svizzera nell'arco dei 90 minuti) condanna il Galles al rischio esonero e proietta gli elvetici al secondo posto solitario in classifica ad un solo punto dalla Bulgaria Gajarda. 
Alla ripresa, andrà in scena SVIZZERA-BULGARIA ancora in quel di Berna.
Il Galles non brilla per intensità ma dopo lo svantaggio reagisce mantenendo un buon possesso palla figlio di una tattica che, combinando un fuorigioco sistematico ad un pressing organizzato, sembra dare i suoi frutti creando una serie di occasioni da rete dilapidate in modo sciagurato da un attacco inconcludente nonostante l'alternarsi di John Charles, Craig Bellamy, Mark Hughes, Billy Meredith e persino Cliff Jones senza dimenticarsi della contemporanea presenza in campo di Allchurch (sempre positivo) e di un Giggs, al contrario, poco ispirato.
Il tempo scorre inesorabilmente senza che la maledizione cosmica che evidentemente perseguita il Presidente accenni a placarsi col portiere elvetico Ballabio che, per arrotondare, serve bibite e panini ai fotografi posizionati alle sue spalle visto che gli avanti gallesi non ne vogliono sentir parlare di centrare lo specchio della porta...!
Il calcio "Kulyko" trionfa ancora una volta con uno score complessivo nei confronti del Presidente che definirei imbarazzante (circa l'85% di vittorie contro 3 sole sconfitte, due delle quali inflitte dalla Colombia a distanza di due edizioni!).


GRUPPO 9 : SVEZIA - UCRAINA  1 - 1

La migliore Ucraina del Presidente (4-2-1-3 di Baroniana memoria) sfiora l'impresa ma deve ancora una volta rinunciare alla vittoria contro l'incubo Kula che ,acciuffando un pareggio prezioso (2° posto in classifica consolidato), maschera i limiti di una squadra ancora scossa dalla batosta dell'Old Trafford (0-4 contro l'Inghilterra di Kragnytes) e poco recettiva nell'assimilare gli schemi (buona questa!) del proprio tecnico.
L'Ucraina parte decisa a conquistare la posta piena costretta da una classifica deficitaria.
Muntyan governa il centrocampo con saggezza, Voinov copre le spalle a Buryak (poco ispirato in realtà e sostituito da Tymoshchuk dopo poco più di un'ora di gioco) che ha il compito di innescare il tridente orfano per l'ultima volta di Shevchenko (sostituito dal convincente Voronin - in pizza -) e completato dal bomber Ponomaryov e da un volitivo quanto impreciso Rebrov (rilevato a sua volta dal mancino Yarmolenko).
La Svezia ha, sulla carta, un tridente esplosivo e ben assortito (Roger Magnusson il "Garrincha svedese" a destra, Naka Skoglund a sinistra e in mezzo il "Killer Istinct" di Gunnar Nordhal) ma è la mediana che soffre terribilmente il pressing ucraino così le rifiniture latitano e non rimane che affidarsi ai lanci lunghi ben controllati dalla coppia centrale ospite Fomenko-Turyanchik.
Al 34' del 1° tempo Ponomaryov sblocca il risultato sfruttando l'assist della "Cornacchia" Voronin e l'Ucraina chiude la prima frazione di gioco in vantaggio.
Il Presidente sa ,con assoluta certezza, che se non troverà il raddoppio il Culo Kulyko lo punirà e nonostante gli sforzi profusi alla vana ricerca del 2-0 puntualmente la "Macumba Kulyka" si materializza.
Al 53' Il terzino mancino Nesmachnyi ,con un intervento grossolanamente fuori tempo, affossa in area Sune Andersson e il direttore di gara decreta la massima punizione che sarà trasformata dal cecchino Nordhal.
Da quel momento in poi inizia paradossalmente un'altra partita.
L'Ucraina inizia ad avere più paura di perdere che voglia di vincere mentre i padroni di casa, rivitalizzati dal pari e dall'ingresso di un vivace Henrik Larsson, iniziano a credere alla "remuntada".
Tuttavia, la qualità del gioco non decolla e il risultato non cambierà più.
Alla ripresa ritroveremo questa stessa sfida ma a cambi invertiti oltre a TURCHIA-INGHILTERRA che completerà il Turno 4 (ultimo Gruppo a centrare questo traguardo insieme al Gruppo 6 dove andrà in scena NORD IRLANDA - HEROIC HOLLAND).

GRUPPO 1 : FRANCIA - ITALIA 4 - 0

Una Francia monumentale schianta l'Italia della Gaglia e riapre totalmente i giochi nel Gruppo 1 rendendo incerta ed impronosticabile la bagarre qualificazione.
La gara è intensa e vibrante sin dall'avvio con un ritmo indiavolato imposto dalla linea Maginot dei padroni di casa (Moussa Sissoko, M'Vila, Matuidi) che già nella gara di andata a San Siro aveva reso la vita durissima alla mediana azzurra.
Al 18' il vantaggio francese con Ribery lesto a sfruttare un assist di Moussa Sissoko.
Il tridente francese è in costante movimento con un Menez in giornata di grazia ed un Henry sui livelli espressi negli anni d'oro all'Arsenal.
La difesa italiana è in evidente affanno negli "uno contro uno" ma regge e Totti trascina i suoi cantando e portando la croce.
L'Italia spinge e crea un paio di pericoli seri, nonostante un Cassano in ombra, sventati dall'ottimo Lloris che si supera sul capitano della Roma deviando in angolo.
La partita è spettacolare, senza un attimo di respiro e con continui capovolgimenti di fronte sino al crepuscolo del 1° tempo dove succede di tutto.
Al 41' Jeremy Menez suggella una prestazione maiuscola timbrando il 2-0 con un  sinistro tagliato che non lascia scampo a Buffon.
Due minuti più tardi Henry approfitta di una evidente "porkarja-bug" degli azzurri per infilarsi indisturbato in un corridoio che porta dritto davanti a Buffon, infilato implacabilmente per quello che è il clamoroso 3-0!
Poco prima del fischio di chiusura della frazione Chiellini stendeva con le cattive un incontenibile Menez guadagnandosi il secondo cartellino giallo e lasciando di conseguenza gli azzurri in dieci uomini.
La Gaglia, a quel punto, toglieva una punta per inserire Roncaglia nell'intento di limitare il passivo, in chiave differenza reti, vista l'ormai chiara impossibilità a rientrare in partita.
La Francia, al contrario, continuerà a spingere per tutta la ripresa trovando la quarta rete all'80' con Henry (doppietta personale e aggancio a Balotelli in testa alla classifica marcatori del girone con 3 reti) servito da Menez (assoluto "Man of the Match") e sfiorando addirittura una clamorosa manita nelle battute finali.
L'Italia subisce la sua seconda sconfitta della gestione Gagljonyka (la precedente nella scorsa fase finale del Mundial ad opera della Sud Korea del Baron 0-3) dopo 9 gare di imbattibilità consecutive sulle 15 totali.
L'infuocato Turno 5 vedrà di fronte un caldissimo "Derby d'Italia" tra l'Immortal del Presidente e l'Italia ferita della Gaglia (ancora saldamente in testa peraltro) oltre alla sfida tra i galletti del Boya freschi d'impresa e il "Wunderteam" del Professore con ogni possibile scenario a disposizione valutando anche l'attuale differenza reti delle squadre partecipanti.
In conferenza stampa post-partita flemmatico il Boya ha voluto precisare (riporto fedelmente e testualmente) : 
" Gagljona è arrivato giusto in tempo per prendersi 4 cazzi imbocca per Dio!"


SUDAMERICA

GRUPPO 1 : ALWAYS ARGENTINA - ARGENTINA 0 - 1

L'Argentina del Boya si aggiudica un bel derby grazie ad una zampata di Carlitos Tevez imbeccato da Di Maria al 31' del 1° tempo.
Non esente da responsabilità Fillol che si dimostra poco reattivo nell'uscita favorendo l'inserimento del piccolo attaccante della Juventus.
Tutto esaurito alla Bombonera per una gara dura ed equilibrata caratterizzata da un tatticismo esasperato che ha limitato lo spettacolo in termini di occasioni da rete ma che ha, di contro, offerto un raro ed elevato livello di concentrazione dei due Manager seduti in panchina che si sono affrontati e fronteggiati sul piano tattico rispondendo colpo su colpo ai tentativi dell'uno e dell'altro di trovare la chiave di volta del match.
L'Always, dopo lo svantaggio, ha costantemente cercato la via della rete ma nonostante la buona volontà e le trame di gioco ispirate da un sempre positivo Maradona non è stata serata per il Presidente andato a segno solamente una volta in 5 gare disputate nella notte!
La classifica piange e con soli 2 miseri punti in cascina (nessuna vittoria nelle prime 3 uscite) iniziano a farsi largo i detrattori che auspicano un avvicendamento tecnico su una delle panchine più prestigiose (e complicate!) dell'intero ranking.
L'Argentina del Boya si instaura in vetta alla classifica del Gruppo 1 in attesa di ricevere i "Reggae Boyz" di Breaker nell'ennesima riedizione dello scontro fratricida tra i Lanteri Brothers.


GRUPPO 1 : ARGENTINA - JAMAICA 0 - 1

L'infausta tradizione che accompagna da sempre questa gara ancora una volta non si è smentita.
Storicamente sia l'Argentina sia l'Always hanno perso in casa contro la Jamaica nella quasi totalità dei precedenti.
Ci si aspettava il consolidamento del primato da parte dell'Argentina ed invece è stata la Jamaica a diventare la prima della classe nel Gruppo 1 del Sudamerica grazie all'acuto di Omar Cummings al 63'.
I padroni di casa si ritrovavano con Messi e Javier Zanetti malva (lasciati in panchina) ed il Boya dava fiducia ad Higuain unico centravanti in buone condizioni fisiche (in pizza) a dispetto di una rosa quasi totalmente "blu" negli stati di forma, forse, in conseguenza agli strascichi di un derby che è costato molto in termini sia fisici sia psicologici.
Tuttavia proprio il "Pipita" tradiva il Boya divorandosi due clamorose occasioni da gol davanti all'estremo difensore giamaicano Ricketts.
A questo si aggiunga un palo clamoroso di Lavezzi a porta praticamente vuota ed un computo totale di 18 (!) tiri contro 6 oltre ad un 58% finale di possesso palla per i padroni di casa.
Nota lieta la convincente prova di Ever Banega in cabina di regia.
Il talento del Valencia continua a reclamare un posto da titolare nel centrocampo albiceleste e con queste prestazioni può mettere in difficoltà il proprio allenatore.
La Jamaica, disegnata da Breaker con un trapattoniano 5-2-3, si dimostra ancora una volta uno straordinario gruppo di gregari al servizio di alcune "stelle" che sebbene non siano di prima grandezza si integrano alla perfezione in un meccanismo diabolico che sotto l'egida del Bandito colse le sue maggiori fortune.
Il mancino di Garth Crooks e i dribbling di Theo Whitmore assicurano rifornimenti per il centravanti Ricardo Fuller che può contare anche sulle assistenze e sui cross dal fondo di Ricardo Gardner e di Tyrone Mears terzini con licenza di inserirsi.
Proprio quest'ultimo, espulso poco dopo il gol del vantaggio, ha innescato una fase di "ivrapotere" di Breaker che incollato alla panchina continuava ad urlare :
"Io non mi chiudo per Dio, io non mi chiudo, NON MI CHIUDO per Dio!"
Da annoverare tra i migliori anche l'inossidabile Paul Davis e il propositivo Robbie Earle.
Nel Turno 5 la Jamaica ospiterà l'Always Argentina mentre l'undici del Boya andrà a far visita al Messico di Vulkan.
Ecco il tormentone molto 70's che Breaker ha cantato per tutto l'arco del match e che gli ha fruttato 19,5 euro di "bolletta" con la vittoria jamaicana quotata a 6,5 (x 3 che cuore...) :




GRUPPO 2 : COSTARICA - BRASILE 2 - 2

Gara spettacolare a San Josè tra il sorprendente Costarica del Bandito e il Brasile di Breaker.
I carioca, a punteggio pieno dopo due gare e carichi per la vittoria contro il Beloved Brazil di Kragnetys, si riaffidavano all'estro di Ronaldihno che dopo aver deciso il derby ha riacquistato un pò di credito da parte del Mister (Breaker) nel contesto di un rapporto di Amore/Odio che si protrae sin dalla prima gestione del Brasile dell'allora Baron.
I padroni di casa, sconfitti all'esordio dalla Colombia (1-2), hanno dato seguito in termini di prestazione e di risultato all'ottimo punto strappato a Lima al Perù del Professore nel turno precedente e si ritrovano persino con più di un rimpianto per una vittoria francamente meritata che è sfuggita solamente nei secondi finali della partita.
Apre le ostilità il "bomber tascabile" Morera che trasforma un penalty al 23' del primo tempo pareggia Pato al 70' (grave indecisione di Conejo che non trattiene la conclusione tutt'altro che irresistibile del centravanti del Corinthians) su assist di Daniel Alves scatenando l'ennesima "Tammuriata" di Breaker che però si arresta dopo solo due minuti perchè i costaricani si riportano in vantaggio (72') con una prepotente incornata di Ronald Gomez (subentrato ad un evanescente Wanchope pesantemente criticato da Vulkan).
La Costarica operaia di Walter Centeno, Mauricio Solis, Roger Flores e Luis Marin (per citarne alcuni) è una delle poche squadre che legano ancora il Vulkaniko a questo gioco unitamente al Sud Africa che rappresenta in assoluto la sfida delle sfide, il "Davide contro Golia" per eccellenza.
La squadra più debole del continente nero (e tra le più deboli di tutto il globo) , non si qualifica da 3 edizioni (dopo il traumatico addio di Doktor Gagliona) e costituisce uno dei pochi argomenti di esaltazione per un tecnico che ha perso molto del suo entusiasmo dopo la vittoria alla guida della cenerentola Senegal e il 4° posto conseguito nell'edizione successiva.
Il Brasile di Breaker (al contrario un esaltato cronico!) fragile in difesa e poco protetto dai centrocampisti annovera un arsenale tecnico potenzialmente esplosivo dalla cintola in sù.
Ed è proprio l'invenzione di un singolo che porta all'immeritato pareggio in pieno recupero.
90' : rifinitura di Neymar (poco concreto e poco utile alla squadra in posizione di "9" puro ma molto positivo da attaccante esterno) e conclusione di Oscar che folgora Conejo e mette la parola fine ad una partita molto divertente e combattuta.
Il Brasile è ora primo nel Gruppo 2 e ospiterà l'Ecuador (clamoroso 2°!) nel turno successivo mentre la Costarica di Fruca rimane al penultimo posto e alla ripresa delle ostilità se la vedrà, ancora tra le mura amiche, contro il Beloved Brazil del Colonnello che sarà prima di scena a Lima contro il Perù nel completamento del 4° turno

GRUPPO 2 : ECUADOR - PARAGUAY  1 - 0

L'Ecuador Gagljonyko coglie il massimo risultato col minimo sforzo e si assesta provvisoriamente al secondo posto in classifica.
Il Paraguay del Boya, a rischio esonero, gioca col cuore per il proprio allenatore sciorinando la migliore prestazione di queste nefaste qualificazioni ma esce dal rettangolo di gioco ancora una volta sconfitto anche se immeritatamente.
Tra gli ospiti delude ancora Carlos Diarte accreditato come bomber di razza (verrà sostituito da Eulogio Martinez idolo dei "cules" del Barcellona) mentre appare molto ispirato Cabanas che beneficia, a tratti, dell'assistenza di Julio Cesar Romero.
L'Albirroja fa la partita mentre raramente si è visto un Ecuador così in difficoltà (ancora out per infortunio Luis Valencia che salterà anche il big match contro il Brasile a Rio in programma nel prossimo turno) con un Aguinaga ,braccato dai mastini paraguayani, incapace di ribaltare l'azione in modo rapido con i consueti cambi di campo per gli esterni.
Proprio le ali, che costituiscono il punto di forza dell'Ecuador, nella fattispecie Josè Balseca a destra e Polo Carrera a sinistra faticano oltremodo a saltare l'uomo e a dare profondità poichè assai ben marcati dai loro dirimpettai Arce e Juan Torales.
Tatticamente la partita a scacchi è vinta dal Paraguay che però non finalizza anche per la scarsa incisività di Arsenio Erico, lontano parente del bomber che conquistò il Sogno e il titolo di capocannoniere sotto la gestione del Presidente ormai due edizioni or sono.
Il "Calcio Ipnotico" della Gaglya (che ha già imbrigliato in queste qualificazioni Perù e Colombia) , dopo aver addormentato lo spirito d'iniziativa degli ospiti , che si stavano rassegnando di buon grado ad un pareggio da non disprezzare, piazzava il morso letale del Black Mamba all'83' con un destro di Noboa che non dava scampo a Chilavert.
Al triplice fischio finale, mentre il Ranking dava l'impressione di esprimersi quasi all'unanimità a favore della prosecuzione della guida tecnica, il Boya annunciava perentorio le proprie dimissioni dopo tre sconfitte in altrettante gare, con zero gol realizzati a fronte di 5 subiti e un amore probabilmente mai nato tra il tecnico, lo staff e i giocatori.
Sarebbe ragionevole offrire la panchina del Paraguay ad uno dei 3 Manager che hanno già affrontato l'Albirroja (Mr. Breaker, Le Professeur, La Gaglia) in modo tale che si debbano scontrare tra di loro una volta sola invece che due ma, a onor del regolamento, si dovrebbe seguire la Classifica Manager vigente al momento delle dimissioni che è uguale a quella attuale.
Così faremo alla ripresa anche se non vi nascondo che, nonostante ci sia immediatamente PARAGUAY - COLOMBIA io tornerei più che volentieri sulla panchina che mi ha portato in cima al mondo.

GRUPPO 2 : COLOMBIA - BRASILE  0 - 0

Una bella Colombia si infrange sul muro difensivo verdeoro e dopo aver ripetutamente sfiorato il gol vittoria rischia addirittura di perdere in un finale thrilling inadatto ai deboli di cuore.
I "Cafeteros" spingono sin dalle prime battute mettendo alle corde la difesa brasiliana dove si esalta Julio Cesar decisivo in almeno tre occasioni (su Ortiz due volte e su Adolfo Valencia preferito nell'undici iniziale al più blasonato Radamel Falcao).
Brand ,contemporaneamente in campo assieme a Valderrama, offre sistematicamente la palla in verticale innescando Rincon a destra (in precarie condizioni fisiche dall'avvio delle qualificazioni e nuovamente sostituito questa volta da Iguaran) e Delio Gamboa a sinistra mentre in mezzo all'area "El Tren" Adolfo Valencia fa a sportellate con i centrali carioca per innescare i guizzi del geniale Ortiz, magnifico nei dribbling e nella preparazione alla battuta quanto sciagurato nelle conclusioni.
E il Brasile? praticamente nullo, salvo un acuto di "Frankie" Neymar in avvio, e sovrastato nella zona nevralgica del campo da un Leonel Alvarez mostruoso per costanza ed efficacia nell'interdizione e per il numero immenso di palloni recuperati.
Il risultato però non si sblocca nonostante, col trascorrere dei minuti, il Presidente metta in campo tutta l'argenteria compreso quel Radamel Falcao che sinora, gol alla Costarica a parte, si è rivelato troppo egoista ed avulso da quel gioco di squadra che cerca di mettere in pratica l'allenatore.
La porta avversaria continua a mantenersi stregata per l'adepto numero 1 del grande Johan Cruijff mentre Breaker soffre, parla poco ma rimane lucido per tentare il colpo di coda così si materializza un finale mozzafiato.
All'85' Neymar elude la trappola del fuorigioco con un dribbling secco su Oscar Lopez e si incunea verso Higuita.
L'uscita dell'estremo difensore colombiano è vanificata da un magnifico pallonetto che l'"Enfant Prodige" del Santos ora al Barcellona indirizza in porta.
Un intervento in scivolata che ha del miracoloso del leader difensivo Zuluaga (con la collaborazione del palo) evita la beffa per i Cafeteros tra gli anatemi di un Breaker improvvisamente ridestato dall'elettricità del possibile gol.
Non è finita : in pieno recupero nuovo scatto di Neymar, Higuita esce alla disperata, viene dribblato ma con un colpo di reni riesce a rovinare addosso all'attaccante carioca che pur travolto riesce a calciare...fuori a porta vuota...
Rigore? Vantaggio? Episodio senz'altro dubbio che tuttavia non mitiga l'amaro in bocca del Presidente per una vittoria (presunta meritata) che è sfuggita ancora una volta anche se le parole finali di Breaker sono più che condivisibili : 
" Dovevo perdere ma alla fine potevo anche vincere..."
Il Brasile rimane imbattuto e si appresta ad ospitare ,da capolista, l'Ecuador della Gaglia che insegue ad un punto con una gara in meno.
La Colombia si assesta al terzo posto con un punto in più del Perù (che però ha una gara in meno - PERU'-BELOVED BRAZIL che chiuderà il 4° Turno) due in più del Beloved Brazil (che conta due gare in meno avendo già scontato il turno di riposo) e qualche rammarico di troppo per una vittoria che continua a mancare nonostante, mi sento di dire, il bel gioco.


AFRICA

SUDAFRICA - NIGERIA  1 - 0

I "Bafana Bafana" di Vulkan riscattano la sconfitta col Camerun del 1° turno e pur senza entusiasmare colgono tre punti d'oro inguaiando la Nigeria che finisce a rischio esonero.
Le Aquile di Breaker ricordano molto la prima Nigeria del Barone che fu ("Giocherà Bakaru a uomo su Doktor Gagliona" - Finì 0-3 con tripletta del dottore! ;) , cioè scarso equilibrio e molta approssimazione con il risultato evidente di una squadra lunga poco armonica tra i reparti e affidata alle individualità piuttosto che alla manovra corale.
Il Sudafrica del Bandito recita la parte della vittima sacrificale ma in realtà crede nell'ennesimo miracolo sportivo : dopo il Senegal (Vincitore del Gruppo Africa, Campione del Mondo nella IV Edizione e 4° nel Mundial seguente) e il Marocco (solo il Professore seppe emulare la qualificazione ottenuta dal Bandito che però andò oltre portando il Marocco clamorosamente agli 8vi di Finale piegato solamente dopo i tempi supplementari (2-3) dalla tripletta del re dei bomber Cha Bum-Kum cecchino infallibile di quella magica Sud Korea che giunse fino ai 4ti di Finale - (eliminata ai calci di rigore dall'Ecuador Gaglyonjko di Maximo Banguera) - ) tentare l'impresa qualificazione (sarebbe la quarta consecutiva) anche con la compagine più debole di tutta l'Africa che non calca il palcoscenico Mundial dal ritiro del sempre rimpianto Doktor Gagliona ovvero 4 edizioni fa (ricorre un pò troppo frequentemente questo numero...inoltre è pari...).
La partita, nel complesso, non è stata senz'altro indimenticabile in confronto allo standard della serata ed il pareggio non avrebbe scandalizzato nessuno dei contendenti.
A referto, però, va la rete realizzata dal figliol prodigo Philemon Masinga (soprannominato "Z" dal Bandito o MaZinga) al 65' minuto che regala la vittoria ai padroni di casa e alimenta il Sogno Vulkanyko.
Ah!...quasi dimenticavo...l'assist è di...NESSUNO!


NIGERIA - TUNISIA  3 - 1

Un Breaker visibilmente teso invitava, in modo veemente, gli altri Manager del Ranking a seguire con attenzione la partita in programma per poter valutare oggettivamente la sua posizione in caso di sconfitta.
Il Presidente, uscendo allo scoperto, faceva presente che, al momento, il pollice sarebbe stato riverso.
Dopo due qualificazioni consecutive e due edizioni del Mundial concluse dignitosamente al 3° posto nel girone di qualificazione della Fase Finale (la prima volta a pari punti con la seconda classificata ma con una peggiore differenza reti mentre la seconda ho concluso con 1 punto di distacco) sono stato estromesso dalla Federazione Nigeriana che voleva raggiungere i tanto sospirati 8vi di Finale e per questo ha ingaggiato l'istrionico Breaker (lo avrebbero messo sotto contratto anche col nome di Baron Aegidius o si sarebbero ricordati della precedente, disastrosa guida tecnica? ;) che ha la nomina di offensivista peccato che tale nomea si riconduca non alle doti di allenatore bensì all'abitudine di quest'ultimo di esibirsi in una sequela interminabile di improperi e bestemmie rivolte ai propri giocatori, agli avversari e talvolta perfino a se stesso!
Anche il Colonnello volgeva il pollice verso il basso poco prima del fischio d'inizio.
Al 7' minuto Finidi sbloccava il risultato ridando entusiasmo a Breaker che credeva ciecamente in una reazione da parte dei suoi.
La Tunisia stentava a reagire ma il Colonnello non perdeva la calma e col passare dei minuti riorganizzava la squadra che però andava al riposo sotto di un gol.
La ripresa era davvero emozionante : 
Al 58' bomber Chermiti ,su assist del "Demone" Diwa, pareggiava realizzando il suo terzo centro personale nelle qualificazioni, vice capocannoniere in coabitazione col marocchino Hassan Akesbi e secondo solo al senegalese Demba Ba.
Breaker passava dallo sconforto alla gioia nel giro di appena tredici minuti.
Tanti ne bastavano a Rashid Yekini per timbrare una doppietta (66', 71') scaccia crisi e scaccia corvi jettatury.
Il centravanti ex Vitoria Setubal era implacabile sotto porta ed intelligente nei movimenti atti a sfruttare le rifiniture di "Mister Oba Oba" Martins che risultava decisivo nella collocazione tattica disegnata per lui da Breaker che, intenzionato a sfruttarne le doti da velocista, lo aveva posizionato all'ala destra.
La Tunisia , pur senza demeritare, non riusciva più a rientrare in partita, ritrovandosi al fischio finale a rischio esonero. 
(Turno 6 : TUNISIA - EGITTO a Tunisi)
Per Breaker un'importante boccata di ossigeno in attesa di misurarsi contro il Camerun ,a Yaoundè, nel Turno 5 ma prima i "Leoni Indomabili" Gaglyonjcy dovranno affrontare le "sabbie mobili" del Cairo in un doppio rischio esonero contro l'Egitto del Professore che si preannuncia sin d'ora assai incerto ed emozionante.


ASIA

CINA - GIAPPONE   1 - 0

Una Cina semplicemente perfetta compie l'impresa di giornata e piega a sorpresa il Giappone nel "Derby del Sol Levante" regalando anche altri 10 euro a Mister Breaker che ne aveva investiti 2 sulla vittoria delle "Faine Rosse" di Kranjes quotate a 5 per l'occasione.
Il Colonnello aveva insistito nella conferenza stampa pre partita sul concetto di "densità nello spazio" (Guardiola docet) ed in effetti, in campo si è una vista una Cina cortissima e compatta che non ha fatto respirare i centrocampisti giapponesi nonostante Naoki Soma e Toda godessero di una certa libertà (per lo meno prima di superare la linea di centrocampo).
Entrambi gli uomini del Bandito però sono due "portatori d'acqua" (di palla in gergo- ndr) e forse un regista puro avrebbe probabilmente accelerato la manovra o tentato con lanci lunghi di scavalcare la "Muraglia Cinese".
Forse c'è stata da parte dei nipponici un pò di presunzione (l'anno scorso trionfarono 4-0) o di appagamento resta il fatto che "siamo tutti bulici col culo degli altri".
Fang Zhiyi è stato determinante nella doppia veste di schermo protettivo davanti alla difesa e di centrale aggiunto all'occorrenza pronto a raddoppiare la marcatura sul portatore di palla avversario.
Perchè è in questo modo che il Colonnello ha vinto la partita : impedendo al Giappone di tirare in porta.
Infatti, ad eccezione del bomber Kamamoto che con le sue accelerazioni ha costretto Sun Jihai e Li Weifeng ad estenuanti rincorse e a recuperi provvidenziali, il Giappone non ha saputo esprimere il proprio potenziale offensivo sparando, di fatto, a salve.
Chi si aspettava una reazione di forza da parte degli ospiti dopo il gol di Hao Haidong al 46' è rimasto deluso mentre nei miei occhi si sono impressionate le sgroppate di Zhao Xuri, la calma olimpica di Li Tie nell'impostare e il lavoro di sacrificio di Dong Fangzhuo che agiva più da terzino aggiunto piuttosto che da ala destra nel tridente.
La Cina è stata un 4-5-1 che diventava un 5-4-1 che cambiava ancora (raramente) in un 4-3-3 ma soprattutto è stata SQUADRA, spirito incarnato e manifesto del credo del Colonnello che è voluto fortemente tornare su di una panchina e in una nazione che lo ha sempre amato dedicandogli all'inizio e alla fine della gara un'impressionante standing ovation.
Da rivedere il Giappone di Kloaka che è apparso la copia sbiadita dell'inarrestabile schiacciasassi che ha dominato l'Asia nella scorsa edizione fino a giungere addirittura agli 8vi di Finale estromesso poi dall'Inghilterra del Professore che giungerà terza.


GIAPPONE - ARABIA SAUDITA  0 - 0

La corazzata di Vulkan non va oltre uno scialbo 0 - 0  in casa contro la modesta (ne siamo sicuri?) Arabia Saudita del Boya e si ritrova così penultimo in classifica con zero reti all'attivo dopo due gare ed un distacco di ben 5 punti dai cugini della Cina.
A dirla tutta il pari starebbe addirittura stretto agli ospiti che, trascinati dai dribbling di Al-Owairan (il "Maradona del Deserto") e dalla accelerazioni di un incontenibile Majed Abdullah hanno sfiorato il gol vittoria cogliendo anche un palo clamoroso con Sami Al-Jaber.
I Sauditi si ritrovano così secondi in classifica con 4 punti sui 6 disponibili ottenuti contro Sud Korea e Giappone (!) e alla ripresa saranno giudici dell'Iran che è finito a rischio esonero.
Nuovamente non pervenuto il Giappone al quale, forse serve una sferzata che, in questo momento, Kula non sembra in grado di trasmettere orfano di quelle motivazioni, di quelle vibrazioni e, in fondo, di quelle emozioni che costituiscono l'autentica Anima del Mundial.
Alla ripresa andrà in scena a Seoul l'attesissimo big match tra deluse : 
SUD KOREA - GIAPPONE





IRAN - CINA    0 - 1

L'Iran del Presidente cade immeritatamente in casa e finisce a rischio esonero contro la sorprendente Arabia Saudita.
La Cina passa in vantaggio in seguito ad un eurogol di Hao Haidong al 9' del 1° tempo (secondo centro consecutivo) : cross dalla destra di Hao Junmin, spizzata della stella Rong Zhi Xing (attesissimo il suo esordio dopo che un indolenzimento muscolare lo aveva relegato in panchina nel match d'esordio delle "Faine Rosse" contro il titolato Giappone) e conclusione di destro al volo di Hao Haidong che si infilava nel sette con l'incolpevole Nasser Hejazi letteralmente pietrificato.
L'aver segnato subito però, ha paradossalmente bloccato la Cina favorendo, di contro, la reazione dell'Iran che, soprattutto con Ali Karimi e Ali Parvin ha messo sotto pressione la retroguardia cinese.
Ancora una volta la scarsa vena degli avanti (deludente in particolar modo Ali Daei) unitamente alla concentrazione del baluardo Zeng Cheng hanno impedito ai padroni di casa di concretizzare lasciando il Presidente con un pugno di mosche in mano e con un'altra complessa "gatta da pelare" altresì leggasi situazione di classifica deficitaria.
La Cina del Colonnello è prima in classifica, a punteggio pieno (zero gol subiti) e mentalmente pronta a gettare il guanto della sfida anche all'Australia del Professore.
A Sidney sono avvisati...


Alla ripresa giocheremo 3 gare in Europa (Nord Irlanda - Heroic Holland ; Turchia - Inghilterra e Ucraina - Svezia) che ci porteranno a completare tutti i Quarti turni.
Dopo di chè  ci dedicheremo al Sudamerica (in pole : Messico - Usa ; Cile - Messico ; Usa - Uruguay ; Perù - Beloved Brazil) all'Africa (Egitto - Camerun ; Marocco - Sud Africa) e volendo all'Asia con un ricco ed interessante 3° turno : 
Sud Korea - Giappone ; Australia - Cina ; Arabia Saudita Iran.

Ci vediamo GIOVEDI' 17 OTTOBRE per la Gloria, per l'Onore e per il SOGNO MUNDIAL !

"Io non mi chiudo per Dio, non mi chiudo!" SCATENANTE AEGIDIUS!

Il Presidente prova a sollevare la testa ma è dura sommerso com'è da questa MERDA DI QUALIFICAZIONI...


La Gaglia si ferma in Ecuador ad abbruttirsi con alcool e prostitute per dimenticare la sonora scoppola rimediata dagli azzurri

KRAGNETYS nuovamente e totalmente fuori controllo scatena la sua ira sulle notti Mundial
Kula in cerca di nuovi stimoli dopo la progressiva caduta emozionale in questa edizione del Mundial
Il Boya sempre più LEADER MAXIMO di queste Qualificazioni : CHAPEAU!

BRONSONKRANJES : La metamorfosi della violenza

Scatenato Thierry Henry trascinatore con una doppietta nel clamoroso 4 - 0 della Francia sull'Italia
TUTTI PRONTI PER GIOVEDI' 17 PER DIO?!