martedì 26 novembre 2019

LA GAGLYA MATADOR NELLA NOCHE CALIENTE!









E' stata una notte intensa e viscerale vissuta con trepidazione, oscillante tra l'apprensione e l'eccitazione.
Per qualcuno è stato il Paradiso, per altri l'Inferno ma la pioggia di emozioni pulsanti che hanno contraddistinto l'ultima Noche Mundial, resterà indelebile, nel Bene e nel Male, nelle nostre menti e nei nostri cuori.
E' quel palpito che in partita non accenna a placarsi, è l'immagine di quell'azione nella mente che si ripete e che non ti fa prendere sonno...
E' il Sogno che si avvicina, a meno 50 gare dal termine delle Qualificazioni (8 in Europa, 3 in Asia e 39 in Africa), e che elettrizza l'atmosfera perchè, arrivati a questo punto, ogni partita è una Finale.
Svezia, Galles, Germania Ovest, Croazia, Austria e Iran si qualificano al Mundial dopo una notte da brivido vissuta in totale apnea, senza respiro, senza un attimo di tregua, fino al triplice fischio finale.
Il Boia (1.63 🔻) crolla ad un passo dal traguardo e vede svanire la qualificazione con l'Ungheria, la Spagna e la Slovacchia.
I magiari evaporano presumibilmente vittime della tensione per la valenza della posta in palio.
Praticamente non pervenuta l'Ungheria che incassa tre reti senza opporre resistenza, tirando una sola volta in porta nell'intero arco della gara, liquefacendosi, col trascorrere dei minuti, di fronte ad una Svezia solida e ordinata.
La Spagna non va oltre l'1-1 con la Grecia a Barcellona, palesando quei limiti che l'avevano accompagnata sin dalla gara d'esordio.
La miseria di cinque reti realizzate in sei gare (peggior attacco assieme alla Grecia), nessuna vittoria interna (due sconfitte ed un pareggio) unitamente alla mancanza di un'identità tattica definita sono tra le cause che hanno compromesso il cammino della nazionale iberica, mai veramente convincente.
Basti pensare che la Grecia ha sfiorato il 70% di possesso palla dominando il secondo tempo anche se, la Roja, al momento della rete di Stephane Chapuisat (73' provvisorio 3-2 per la Svizzera sull'Austria) e anche dopo il pareggio di Giorgos Sideris (76'), era virtualmente qualificata e lo è stata sino alla rete di Ernst Happel (3-3 all'80').
La Slovacchia, impegnata a Spalato di fronte alla Croazia, è vittima di una falsa partenza, va sotto di due reti in poco più di venti minuti e per quasi un'ora è totalmente avulsa dalla partita.
La rete di Jozef Adamec (57') rivitalizza gli ospiti che hanno una reazione veemente anche sotto il profilo mentale.
L'inerzia della gara, sino ad allora saldamente in mano ai padroni di casa, cambia totalmente.
Lubomir Moravcik sfiora il pareggio al 79' (doppio miracolo di Franjo Glaser), Karol Jokl è insidioso all'87' e ancora Adamec, a tempo scaduto, coglie un clamoroso palo a portiere battuto.
Al triplice fischio finale festeggiano i "Vatreni".
L'unica nota lieta per il Boia è rappresentata dalla vittoria della Jamaica sulla Costarica (1-0), griffata Giles Barnes, nell'ultima gara in programma del Sudamerica.
The Calculator (1.507🔻) passa in Sud Africa (2-1) con la Nigeria dopo una prova convincente impreziosita anche dalle parate provvidenziali di Emmanuel Okala.
L'Egitto finisce clamorosamente a Rischio Esonero dopo due sconfitte consecutive.
I Faraoni prima vengono piegati in trasferta dalla Tunisia (0-1) e poi cedono nel "Derby Vulcanyko" contro le Super Eagles (1-2) guidate, nell'occasione, dal Barone.
Coraggiosa e ammirevole la preferenza opzionata da The Calculator che, se avesse scelto di gestire la Nigeria, avrebbe potuto serenamente evitare l'azzardo di ritrovarsi sulla graticola.
Sarà il Ghana del Professore a mettere alla prova una delle squadre rivelazione di queste incerte ed avvincenti qualificazioni africane.
La Germania Ovest liquida la Finlandia (3-0) a Dortmund e stacca il biglietto valido per la Fase Finale del Mundial.
Al Westfalenstadion i teutonici archiviano la pratica in 17 minuti grazie alla doppietta di Kalle Rummenigge.
Nel finale di partita c'è gloria anche per l'asso del Colonia, Pierre Littbarski su assist dello stesso Rummenigge.
Nonostante la diatriba filologica apertasi col Professore sull'impiego di Berti Vogts come terzino fluidificante e col Presidente sull'utilizzo di Uli Hoeness come punta, la Germania Ovest si presenterà al Mundial come testa di serie e legittimamente inclusa nella schiera delle pretendenti al titolo.
Il Giappone viene piegato tra le mura amiche dall'Iran (1-2) dopo una gara equilibrata e ricca di occasioni da rete da ambo le parti.
Il pareggio sarebbe stato verosimilmente il risultato che meglio ha rispecchiato l'andamento della contesa ma la rete di Vahid Hashemian al 79' costringerà i Blue Samurai a vincere l'ultima gara in programma contro l'Arabia Saudita.
Il Professore (1.506 🔺), dopo il Beloved Brazil, qualifica sulla sirena anche la Svezia.
Gli scandinavi chiudono incredibilmente in testa al Gruppo 1 quando, alla vigilia dell'ultimo turno, occupavano l'ultima posizione.
Decisiva la prestazione del trio Gren-Nordhal-Liedholm che, in un susseguirsi incessante di emozioni, confezionavano l'impresa.
Con il Galles che vinceva in Yugoslavia, ai Blagult serviva una vittoria con due reti di scarto che sono diventate necessariamente tre dopo la rete di Branko Zebec (85') che deponeva le sorti della qualificazione a vantaggio degli slavi.
In leggero ritardo rispetto alla gara di Belgrado che giungeva al termine, a Budapest mancavano dieci minuti al 90'.
Un colpo di testa del Barone Nils Liedholm (83') portava in paradiso gli scandinavi con l'urlo di gioia del Professore che riecheggiava nell'Anfiteatro.
Se la Costarica usciva sconfitta nell'ultima, ininfluente, partita in calendario (0-1 a Kingston contro la Jamaica), il Senegal si insediava al quinto posto del girone africano sconfiggendo, ben al di là di quanto non dica il punteggio (1-0), il derelitto Camerun a Dakar.
Decisiva la settima rete stagionale di Jules Bocandè.
L'Australia passava senza patemi in Israele (3-1) consolidando così un primo posto che può essere messo in discussione solamente in caso di debacle interna contro la Cina nell'ultimo turno.
I Canguri hanno il migliore attacco del continente (23 reti in 11 partite come l'Iran) e la miglior difesa (11 reti al passivo).
Il Presidente (1.35 🔻) urla di gioia solo al 92' minuto di Austria-Svizzera quando Fritz Gschweidl, realizzando la sua tripletta personale, suggellava la vittoria che vale il Sogno Mundial.
Al Wunderteam sarebbe stato sufficiente il pareggio, considerando il risultato di Spagna-Grecia, ma la rete del definitivo 4-3 è stata una liberazione dopo una partita che sembrava stregata.
Gschweidl portava subito in vantaggio l'Austria (2') e, dopo un palo clamoroso colto al 37', concedeva il bis in avvio di ripresa (47'), riportando avanti i suoi dopo il momentaneo pareggio di Andrè Abegglen (26').
Mentre la Spagna prevaleva sulla Grecia, ecco materializzarsi l'incubo dell'eliminazione.
Prima (54') un pilastro come Karl Koller infilava la propria porta con un'autorete imbarazzante e poi Stephane Chapuisat (73') portava gli ospiti in vantaggio.
Nello spazio di quattro minuti lo scenario mutava radicalmente.
Al 76' Sideris realizzava l'1-1 in Spagna-Grecia e all'80' il capitano austriaco Ernst Happel siglava il 3-3 con una rasoiata di sinistro dal limite dell'area.
La speranza diveniva realtà con la rete di Gschweidl al 92' (6° centro Mundial e titolo di capocannoniere del Gruppo 2).
In Asia, Israele si arrendeva alla superiorità dell'Australia (1-3) mentre l'Iran, vincendo anche sul campo del Giappone (2-1) centrava un'incredibile quanto meritata qualificazione.
Il 12° sigillo del Grande Re e la prima segnatura di Vahid Hashemian consegnano alla storia una qualificazione impensabile in avvio di stagione.
Settima vittoria in nove partite sotto la gestione del Presidente, migliore attacco del continente (in coabitazione con l'Australia) e a referto anche il 6° assist personale di Homayoun Behzadi (leader della classifica assieme al compagno Ali Parvin e all'israeliano Nahum Stelmach).
Era dalla seconda edizione che l'Iran non partecipava alla Fase Finale di un Mundial.
Allora, a vestire i panni di salvatore della patria, c'era un certo Sanghjavikya autore di 8 reti in 10 partite (il girone asiatico era composto da sei compagini).
Il Presidente rassegnava le dimissioni dalla panchina del Camerun dopo l'ennesima, incolore, sconfitta rimediata in Senegal (0-1).
Il Barone (1.34 🔺) perdeva l'imbattibilità con la Svizzera, sconfitta irrilevante ai fini della qualificazione, in quel di Vienna (3-4) ma si riscattava con due affermazioni in terra africana.
Prima la Tunisia superava inaspettatamente l'Egitto (1-0) sul suolo amico (salvando la panchina) e successivamente era il turno della Nigeria (gestita nell'occasione) sconfiggere i Faraoni costringendoli al Rischio Esonero.
Con una 5-3-2 solida ed organizzata, il Barone, inaridiva le fonti di gioco egiziane e, sfruttando il contropiede in maniera magistrale, concretizzava due fondamentali affermazioni.
Ha suscitato clamore la sconfitta della Sud Korea caduta in terra saudita (1-2).
Il palo colto da Kim Joo-Sung, la traversa colpita da Park Ji-Sung e le parate in serie di Al-Deayea costituiscono un alibi insufficiente a giustificare un crollo che pesa come un macigno e che sancisce l'eliminazione delle Tigri Asiatiche dalla corsa al Mundial.
Ne paga le conseguenze anche il Banco che vede concretizzarsi le puntate di Vulcan (3€ ; +85,05€ il saldo attuale😱) e dell'Oracolo Guercyo (2€ e serata salvata!😂) quotate a 7!
Il Colonnello (1.13🔻) continua a subire gli effetti della famigerata "Maledizione degli Aracnidi".
La Yugoslavia perde in casa contro il Galles (1-2) e viene fragorosamente eliminata.
I media slavi non risparmiano feroci critiche all'indirizzo del Colonnello, reo di aver schierato un centrocampo di soli incontristi (Vujadin Boskov, Sinisa Mihajlovic e Velibor Vasovic) confinando in panchina talenti come Dejan Savicevic, Rajko Mitic, Dragoslav Sekularac, Dragan Stojikovic, Bernard Vukas, Stjepan Bobek e Safet Susic.
Il palo colto da Branko Zebec in avvio di partita (16') avrebbe potuto cambiare le sorti dell'incontro ma resta un'attenuante debole ed inefficace a giustificare il fallimento dell'obiettivo minimo stagionale.
Una Grecia stoica e determinata coglie un pari di prestigio in Spagna (1-1) mentre la Finlandia esce nettamente superata nel confronto contro la Germania Ovest (0-3).
Il Colonnello si aggrappa alla Repubblica Ceca e alla Romania per rimpinguare il numero di squadre qualificate alla Fase Finale e, senza mezzi termini, confida ancora in una complicata (ai limiti dell'impossibile) qualificazione della Cina che dovrebbe vincere in Australia con tre reti di scarto e sperare che il Giappone perda in Arabia Saudita sempre con tre reti di scarto.


La Gaglya (1.10🔺) è il grande protagonista della serata.
Stabilmente ultimo in Classifica Manager e senza squadre qualificate alla Fase Finale, Sauron Gaglyona, decide che è ora di dar fuoco alle polveri. (ricordo che siamo in un'edizione PARI del Mundial n.d.r)
Il Galles espugna il Marakanà di Belgrado (2-1), grazie alla doppietta di John Charles (9 centri Mundial e trono dei cannonieri nel Gruppo 1) e centra una stupefacente qualificazione con una squadra di quarta fascia (impresa condivisa con l'Eire del Boia).
La Croazia, pur soffrendo nell'ultima mezz'ora, sconfigge la Slovacchia a Spalato (2-1) e festeggia il Sogno Mundial.
L'Arabia Saudita, con un Saeed Al-Owairan in gran spolvero, piega la Sud Korea (2-1) e ne sancisce l'eliminazione.
Serata amara solamente per il Sud Africa che viene superato in casa (prima sconfitta interna stagionale) dalla Nigeria (1-2) scivolando provvisoriamente al sesto posto.


Se l'Africa ci accompagnerà sino al termine di queste qualificazioni (ricordo ancora che restano da disputare 50 gare sulle 312 complessive) il quadro, negli altri continenti, è piuttosto delineato.
Il Sudamerica ha già emesso i suoi verdetti (promosse Paraguay, Perù, Bolivia, Brasile, Argentina, Usa, Costarica e Colombia), in Asia rimane un posto da assegnare (Australia ed Iran qualificate) tra Giappone (nettamente favorito), Israele e Cina.
In Europa (che ospiterà la Fase Finale) si sono qualificate Svezia, Galles, Svizzera, Austria, Olanda, Eire, Nord Irlanda, Polonia, Portogallo, Germania Ovest, Croazia e Italia.
Restano in gioco Inghilterra e Romania (per un posto), Norvegia e Danimarca (ne resterà una sola) e tra U.R.S.S., Turchia, Ucraina e Repubblica Ceca la lotta è aperta per le prime due posizioni valide a garantire la partecipazione alla Fase Finale.
Nel continente nero si qualificano le prime 5 sulle 10 partecipanti.
Ora cedo la linea alla regia per la ricca (14 partite, record stagionale!) compilation di highlights e vi aggiornerò prossimamente sulla prossima, attesissima, Noche Mundial.



 



















































"Riconoscere la sconfitta è la prima tappa della vittoria"
(Vittorio Pozzo)


"Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare" 
(Nils Liedholm)


"Se uomo preferisce donna a finale di Coppa dei Campioni allora forse è bravo fidanzato, ma non vero uomo" 
(Vujadin Boskov)


"Non dico di essere il miglior allenatore del mondo, ma credo che non ci sia nessuno migliore di me" 
(José Mourinho)


Io ho vissuto un calcio in cui c’erano dei liberi che tracciavano una riga vicino all’area di rigore e dicevano “se la superi ti spacco” 
(Luigi Riva)




lunedì 18 novembre 2019

FINO ALL'ULTIMO RESPIRO








Nell'ultima, folle, Notte Mundial, l'Italia, il Brasile e la Bolivia si qualificano alla Fase Finale, chi per meriti propri e chi per demeriti altrui.
Il Boia (1.66 🔻), per esigenze di calendario, disputa una sola gara e il suo Paraguay cede a Lima contro il Perù (2-3).
L'Albirroja chiude al primo posto del Gruppo 1 con il migliore attacco (24 reti contro le 23 di Perù e Messico) e la terza miglior difesa (19 le reti subite come il Brasile, dietro a Perù (18) e Venezuela (17) ).
The Calculator (1.53🔺) è nuovamente protagonista e, dopo una serie di convincenti vittorie, balza al secondo posto della Classifica Manager confermando i recenti progressi.
L'Egitto vince anche in Senegal (1-2) e si posiziona al secondo posto in classifica ad un punto dalla Costa d'Avorio ma con due gare in meno.
Se Hossam Hassan è il grimaldello che, con una doppietta (7 gol complessivi), apre la difesa avversaria, Ahmed Shobair è colui che permette ai Faraoni di conservare il vantaggio sino al triplice fischio finale.
L'estremo difensore è decisivo con cinque interventi fondamentali, di cui almeno tre prodigiosi.
Agli onori della cronaca anche il 6° assist vincente per Momo Salah, attuale leader del continente nero.
L'Ucraina da vita ad un derby spettacolare ed intenso con l'U.R.S.S. concluso sul 2-2 dopo che gli uomini di Vulcan conducevano per 2-0.
Gara magnifica, dal ritmo incessante, ricca di colpi di scena e di giocate di classe.
Abbiamo ammirato uno strepitoso Andriy Shevchenko (un gol, il 5° in queste qualificazioni e un assist a referto) e un sensazionale Eduard Streltsov (3° centro Mundial).
Agghiacciante, al 92', l'abbraccio in lacrime di The Calculator al Presidente e la successiva frase :" Non ho il coraggio di guardare" prima di un corner a favore dei sovietici che avevano sfiorato, in precedenza, la terza rete con una conclusione di Igor Belanov deviata in angolo da Evgenij Rudakov.
Ogni verdetto è rimandato all'ultimo atto con in programma, in contemporanea, U.R.S.S - Turchia e Repubblica Ceca - Ucraina.
La Bolivia, grazie ad una doppietta di Victor Ugarte, pareggia in Venezuela (2-2) e si qualifica proprio ai danni dei Vinotintos.
La Verde, pur avendo incassato 22 reti in 12 partite (solo l'Ecuador ha fatto peggio nel girone), conclude terza e centra un traguardo impronosticabile alla vigilia dagli addetti ai lavori.
La Norvegia supera nettamente il Belgio (3-1) a Oslo e spera ora nel miracolo qualificazione.
Con un punto di vantaggio sulla Danimarca ma una peggiore differenza reti, i Drillos faranno visita all'Italia già qualificata mentre i cugini saranno ospiti del Belgio matematicamente eliminato.
Il Giappone riapre i giochi in Asia vincendo a sorpresa sul campo dell'Australia (1-0).
I Blue Samurai hanno condotto le operazioni sin dalle battute iniziali e si sono dimostrati più determinati nel voler conseguire una vittoria che rilancia le ambizioni di qualificazione.
E' verosimile aspettarsi un testa a testa serrato con la Sud Korea.
Saranno decisive le prossime due sfide, che si disputeranno in contemporanea, Giappone - Iran e Arabia Saudita - Sud Korea per delineare uno scenario quanto mai incerto a soli due turni dal termine.
Il Professore (1.46 🔻) perde la terza partita consecutiva con il Senegal (1-2) ma, a fronte di una prestazione più che positiva contro il quotato Egitto, ottiene salva la panchina dal Grand Jury.
Ora saranno i Leoni della Teranga ad essere arbitri del destino del Camerun del Presidente a Rischio Esonero ed atteso a Dakar nel prossimo impegno, il primo del girone di ritorno.
Una Turchia regale schianta la Repubblica Ceca con un tennistico 6-0 (record assoluto di queste qualificazioni).
Di fronte ad un'affermazione così eclatante nel punteggio è impresa ardua stabilire il confine tra i pregi dei vincitori e i limiti dei vinti, ma le Stelle Crescenti hanno incantato.
Dopo il vantaggio lampo di Basri Dirimlili (5') sugli sviluppi di un corner contestato dai cechi (in effetti Planicka tocca la sfera quando quest'ultima ha già varcato la traversa), la Turchia straripa sospinta da un ispirato Lefter Kukucandonyadis (2 assist) e trascinata da un incontenibile Hakan Sukur autore di tre reti e di un assist vincente.
All'orizzonte la trasferta in U.R.S.S per sognare una qualificazione impensabile in un girone di ferro.
Il Beloved Brazil ringrazia l'Ecuador Gaglyonjko che, dopo una partita intrisa di suspense, riacciuffa il Messico e lo inchioda sul pari (3-3) sancendo così la qualificazione dei carioca.
Con le convocazioni alle porte (Dunga e Cerezo tra i papabili) il Brasile rischia di passare da bella senz'anima ad autentica mina vagante del torneo, non rientrando tra le teste di serie al sorteggio.
L'Italia centra la quarta vittoria in cinque partite e si qualifica alla Fase Finale con pieno merito e con un turno d'anticipo.
Schierati dal Professore secondo i crismi del Vecio (1982 Style), gli azzurri sono protagonisti di un'autentica prova di forza ai danni della Danimarca (4-2).
Luigi Riva realizza una doppietta (9° gol in 5 gare e trono dei cannonieri in Europa) e mette a referto anche due assist, risultando letteralmente immarcabile per i difensori danesi.
Valentino Mazzola è l'ago della bilancia.
Il fuoriclasse del Torino gravita alcuni metri davanti alla coppia Andrea Pirlo - Marco Tardelli ma ha totale libertà d'azione.
Continuando a svariare crea ora la superiorità numerica a centrocampo ora gli spazi per gli inserimenti di Bruno Conti a destra e Giacinto Facchetti a sinistra.
Il tutto senza trascurare il suo continuo prodigarsi a sostegno della coppia d'attacco costituita da Luigi Riva e Giuseppe Meazza.
Il pacchetto arretrato prevede Gaetano Scirea in posizione di battitore libero coadiuvato ai fianchi da Claudio Gentile sul centro destra e Fabio Cannavaro sul centro sinistra.
Solo la Nord Irlanda (1) e la Germania Ovest (3) hanno incassato meno gol dell'Italia (4) in cinque turni di qualificazione.
Il Cile, matematicamente eliminato, perde (2-3) in Usa in quella che sarebbe potuta essere l'ultima spiaggia per la Roja.
Il rammarico, per i molti punti persi per strada sotto la gestione del Presidente, è vivido nella mente del Professore.
Un'Australia sotto tono esce, per la prima volta, sconfitta tra le mura amiche contro il Giappone (0-1).
Continua la serie di prestazioni poco convincenti da parte dei Canguri che, a qualificazione acquisita, hanno visibilmente subito un calo motivazionale.
Il Presidente (1.40 🔺), nell'ultimo turno del Gruppo 1 del Sudamerica, regala ai tifosi peruviani una vittoria di prestigio contro il quotato Paraguay (3-2).
Teofilo Cubillas è il grande protagonista della notte di Lima con un'esaltante doppietta.
Di Teodoro "Lolo" Fernadez, (5 ° gol per "El Idolo Eterno"), la terza rete.
L'Iran coglie la sesta vittoria in otto incontri disputati (oltre ad un pareggio ed una sconfitta) sotto la gestione del Presidente e piega la cenerentola Arabia Saudita (4-1).
Il "Grande Re" cala un altro poker di reti (dopo quello rifilato alla Cina), tocca quota 11 gol complessivi (attuale capocannoniere) e regala provvisoriamente al Tim Mellì il miglior attacco del girone (21 reti contro le 20 dell'Australia).
Ali Parvin, con una "doppietta", raggiunge l'israeliano Nahum Stelmach in vetta alla Classifica degli Assist (6 attuali in totale) sopravanzando di un'unità il compagno di squadra Homayoun Behzadi.
Numeri da capogiro per una delle grandi rivelazioni di queste qualificazioni.
L'Iran, che annovera al momento anche la seconda miglior difesa dell'Asia, (14 reti al passivo come il Giappone contro i 10 dell'Australia) è atteso ora dallo scontro verità nella terra del sol levante.
Tuttavia, se Israele non dovesse riuscire nell'impresa di battere l'Australia, il Tim Mellì sarebbe qualificato alla Fase Finale Mundial indipendentemente dall'esito della sfida contro i Blue Samurai.
L'U.R.S.S. recupera, per la seconda volta in stagione, due reti di svantaggio e acciuffa l'Ucraina in un derby palpitante e dalle infinite emozioni.
Eduard Streltsov tiene fede al suo soprannome ("Il Pelè Bianco" ma anche il "Best Russo") e al 60' estrae dal suo repertorio una gemma di rara bellezza:
ruleta ai danni di Turyanchik e destro chirurgico che non lascia scampo a Rudakov.
In precedenza era stato Oleg Blokhin ad accorciare le distanze dopo l'avvio perentorio e autoritario dell'Ucraina che si era portata sul 2-0 grazie alle reti di Viktor Kanevskiy e Andriy Shevchenko.
Il Barone (1.33 🔁) riassapora la vittoria con gli Usa che, nell'ultimo impegno stagionale, superano la tenace resistenza del Cile (3-2) dopo una gara gagliarda.
Eric Wynalda si laurea capocannoniere del Gruppo 2 e del Sudamerica con 11 reti in 12 presenze superando, sul filo di lana, la concorrenza dell'uruguayano Edinson Cavani e del messicano Hugo Sanchez.
Gli Yankee chiudono con la miglior difesa (del Gruppo 2 e del Sudamerica) in coabitazione con l'Argentina (prima) e la Jamaica (ultima!) (14 reti al passivo).
Il Venezuela vede sfumare il Sogno Mundial a dieci minuti dalla fine.
Nel match decisivo contro la Bolivia, i Vinotintos vanno sotto di un gol (Victor Ugarte al 40') ma trovano le energie fisiche e le forze mentali per ribaltare il risultato grazie alle reti di Juan Arango (45') e Stalin Rivas (50' splendido esterno sinistro di controbalzo).
Quando l'impresa sembra ad un passo, è ancora Victor Ugarte a gelare "El Templo Sagrado del Fútbol Venezolano" con una stoccata ravvicinata che non lascia scampo a Rafael Dudamel.
Proprio l'estremo difensore venezuelano, in forza ai colombiani del Deportivo Cali, si è reso protagonista, nel bene e nel male, di questo acceso e vibrante match.
Nel primo tempo (40') una sua sciagurata uscita favoriva il vantaggio di Ugarte ma nella ripresa (79') il colpo di reni che schiaffeggia la palla sul palo, dopo un colpo di testa di Ramiro Blacut, è da annoverare tra gli interventi più spettacolari di queste qualificazioni.
Il Belgio esce sconfitto, ad Oslo, contro la Norvegia (1-3) e abbandona definitivamente ogni velleità di qualificazione.
Raramente si è vista una compagine del Barone così priva di animosità.
I Rode Duivels non sono, di fatto, scesi in campo, sorprendentemente abulici e apatici, hanno vagato sul terreno di gioco senza costrutto e in costante balia degli avversari.
Il Colonnello (1.17🔻) trascorre una notte da incubo.
Il nostro Efesto si scompensa alla vista di un paio di innocui aracnidi e invece di limitarsi ad un potteriano "Arania Exumai" decide di giustiziare le innocenti creature bruciandole, ancora vive, nella sua fucina.
Sebbene avvertito dall'oracolo Guercyo sulle conseguenze nefaste del suo folle gesto (notoriamente i ragni portano fortuna), il nostro decide ugualmente di perseverare, assecondando il suo folle istinto omicida.
Le conseguenze, sui piatti della bilancia cosmica, sono apocalittiche.


La Repubblica Ceca crolla, schiantata dalla Turchia (0-6).
La fuga di Kranjes gli impedisce di onorare l' Under The Table che verrà tuttavia eseguito la prossima Noche Mundial.
Dopo un lungo e concitato conciliabolo, il Grand Jury conferma la fiducia al Colonnello che, battendo nell'ultimo turno l'Ucraina a Praga, può ancora ambire alla qualificazione.
Il Messico fa "harakiri" e si fa rimontare due volte dall'Ecuador per un 3-3 finale che elimina i centroamericani a vantaggio del Beloved Brazil.
Al vantaggio di De La Fuente (10') fa seguito il raddoppio di Hugo Sanchez (34') giunto alla sua decima segnatura.
Alberto Spencer (58') e Holger "Piquetero" Quinonez (62') riportano la gara in parità tra l'incredulità dei presenti.
Luis Garcia realizza quello che sembra il gol partita all'81' ma due minuti più tardi, su un lungo lancio dalle retrovie d'El Ministro Vicente Lecaro, ancora Alberto Spencer supera Jorge Campos e sancisce l'eliminazione d'El Tricolor.
Il Messico ha il secondo attacco (23 reti) del Gruppo 2 (e di tutto il Sudamerica in condivisione col Perù) ma le reti subite sono ben 22, che rappresentano la peggior difesa del girone (insieme alla Bolivia) e dell'intero continente.
Peggio ha fatto solo l'Ecuador con 23 reti al passivo.
Il Messico abbandona il Sogno dopo averlo cullato a lungo e solo per la differenza reti proprio come il Venezuela.
La Gaglya (1.03🔻) fa da sparring partner all'Iran con l'Arabia Saudita che cede 1-4 sotto i colpi di Ali Daei e compagni.
I Figli del Deserto saranno comunque l'ago della bilancia in Asia dovendo affrontare, nell'ordine, Sud Korea e Giappone.
Considerando il prestigioso pareggio conseguito tra le mura amiche contro l'Australia, i sauditi, possono mettere i bastoni tra le ruote alle due antagoniste a caccia disperata di punti in chiave qualificazione.
La Danimarca non riesce a frenare la verve dell'Italia e cade all'Idrætsparken di Copenaghen (2-4).
L'autorete di Giacinto Facchetti e il gol in zona cesarini di Harald Hansen risultano comunque preziosi in chiave differenza reti.
Ogni verdetto è rimandato all'ultimo turno dove andranno in scena Italia-Norvegia e Belgio-Danimarca.
L'Ecuador, che prima della sfida col Messico aveva realizzato la miseria di 9 reti in 11 gare, riesce nell'impresa di segnare tre reti in una sola partita e chiude la sua avventura con un rocambolesco pareggio (3-3) che determina l'eliminazione dei messicani.

Prima di cedere la linea alla regia per gli highlights, vi do appuntamento a LUNEDI' 25 Novembre per la prossima Notte MUNDIAL con in programma nuove avvincenti sfide foriere di insindacabili verdetti.
Mancano 64 partite al termine delle Qualificazioni.







































Ascolti, le voglio dare un consiglio Brian Clough, non importa quanto pensi di essere bravo, intelligente o quanti nuovi amici si fa in televisione, la realtà della vita nel calcio è questa: il presidente è il capo, poi ci sono i consiglieri, poi il segretario, poi i tifosi, poi i giocatori e poi alla fine di tutto in fondo al mucchio l’ultimo degli ultimi, la persona di cui alla fine possiamo tutti fare a meno, il fottuto allenatore!
(Dal film Il maledetto United)


Il lavoro dell’allenatore è quello di vendere il suo prodotto, il suo stile, convincendo i giocatori a comprare ciò che lui vende, la sua mentalità, le sue indicazioni.
(Dan Peterson)


Allenare significa affrontare una serie infinita di sfide: la maggior parte di esse ha a che vedere con la fragilità dell’essere umano.”
(Alex Ferguson)


Sono un gran difensore dello spirito di squadra e del lavoro di squadra, la prima cosa che ho promesso ai miei nuovi giocatori è che li guarderò tutti allo stesso modo. Non voglio un rapporto speciale con quelcuno di loro. Odio parlare di una persona sola. I giocatori non vincono trofei, il gruppo vince trofei, la squadra vince trofei. Non riesco a dire “mi piace questo giocatore”, ma generalmente mi piacciono i giocatori che amano vincere. Non solo quello che ama vincere nei 90 minuti, ma quello che ama vincere ogni giorno, in ogni sessione di allenamento e nel resto della sua vita.
(Josè Mourinho)


Dei dieci allenatori che ho avuto, uno mi ha insegnato qualcosa, tre non hanno lasciato segno, sei hanno rischiato di rovinarmi.
(Marco Van Basten)


“Quando Michels insiste sull’importanza di infondere ai ragazzi una mentalità costruttiva, vuol dire che il piacere di un gioco tecnico e offensivo è il miglior strumento per trasmettere al singolo e al gruppo coraggio, autostima, sicurezza: in ultimo, il superamento della paura.”  
(Sandro Modeo)