Finalmente sul Mundial torna a splendere il sole dopo le cupe atmosfere del turno precedente.
La domanda era "dove stiamo andando?", la risposta è stata chiara e forte: verso l'Armonia e l'Amore!
La serata di venerdi scorso ha dimostrato che questo fantastico gioco si può e si deve svolgere nel rispetto e nel fair play, che la violenza va messa da parte e che devono trionfare le buone intenzioni.
I tecnici, al gran completo, si sono affrontati con sportività e, forse per il nuovo clima, il segno x l'ha fatta da padrone. Nonostante ciò alcuni risultati hanno scosso in maniera incredibile la classifica che vede cinque tecnici in lotta per il primo posto del ranking nel giro di 0,38 miseri punti.
Sul fondo, molto staccati dagli altri, il Bandito ed il Professore continuano la lotta per non prendere il cucchiaio di legno, il loro inizio Mundial è stato davvero negativo e in Europa conta troppo partire bene.
Al 5 posto troviamo il Presidente che lotta ma non trova ancora una dimensione precisa, questa sera molte le sue difficoltà negli assetti difensivi.
Perde ben quattro posizioni la Gaglya nella sua prima notte negativa, un po' di sfortuna e qualche errore spiegano l'accaduto ma i suoi team sono sembrati comunque sempre sul pezzo.
Al terzo posto Breaker naviga a vista con un occhio sempre puntato al vertice, dopo l'avvio scoppiettante sembra aver però perso un po' di smalto.
Sale alla piazza d'onore un ritrovato Colonnello che stasera ha fatto vedere il calcio pratico e letale dei periodi d'oro, che sia l'anno buono?
A guidare la classifica provvisoria è meritatamente il Boya, vera sorpresa di inizio Mundial. Il neo antico eroe sta portando avanti il clan e proponendo un calcio sempre intenso e a tratti, stiamo parlando ovviamente dell'Ungheria, davvero spettacolare. Se il tecnico bussanese riuscirà a mantenere i nervi saldi siamo convinti che potrà dire la sua anche per il successo finale.
Veniamo alla cronaca, amici...
ROMANIA - SLOVENIA 1 - 1
Il Barone si gioca l'esonero nella tana dei lupi transilvanici del Conte Karnjacula e riesce a portare a casa la pelle dopo una partita di enorme sofferenza. La Romania del Colonnello è davvero una delle squadre più interessanti in questo inizio Mundial, lo dimostra anche stasera partendo lancia in resta e colpendo subito: al 6' minuto Mutu inventa per Georgescu che non si fa trovare impreparato. I padroni di casa la vogliono chiudere in fretta e continuano a premere, ma questa impostazione forse troppo frettolosa concede spazi alla Slovenia che riesce ad approfittarne alla mezzora con Zahovic, che sfrutta al meglio un invito di Ilicic.
La furia kragnytica sale alle stelle, le sue belve si riversano nella metà campo avversaria infrangendosi sulle maglie della difesa slovena e soprattutto sui guantoni di un Handanovic da dieci in pagella. Le occasioni per i Rumeni si sprecano, gli uomini del Barone stretti intorno al loro mister resistono con il coltello tra i denti e provano qualche pericolosa sortita: alla fine si conteranno due legni a uno per i vampiri ma il risultato non cambierà con Handanovic a chiudere l'incontro con una parata epocale al 90' per il composto disappunto di Karnjes. Grande Romania ma grande cuore Slovenia e Breaker si salva.
COLOMBIA - ECUADOR 0 - 0
Sfida all'insegna dell'Amore tra i cugini rivali Gaglyona ed Alanash, partita per palati fini nonostante l'assenza di segnature. La Colombia ancora in rodaggio sfida il collaudato Ecuador e detiene il pallino del gioco ma nonostante il gioco arioso prodotto trova enormi difficoltà di fronte alla scientifica organizzazione dell'avversario. I gaglionidi non solo difendono in maniera impeccabile ma riescono anche a gestire con incisività la fase offensiva presentandosi in almeno due occasioni davanti ad Higuita che si supera in entrambe le circostanze. Nel secondo tempo il match si addormenta decisamente, con gli avversari a contendersi metro su metro il dominio del centrocampo, per poi accendersi improvvisamente nel finale. Al minuto 85' Freddie Rincon ha sui piedi la palla dell'incontro ma la sciupa malamente, tre minuti dopo è ancora Higuita, probabilmente hombre del partido, a salvare i Cafeteros da una clamorosa débacle con un autentico miracolo. Entrambe le squadre hanno dimostrato a nostro avviso e per diversi motivi di poter dire la loro in chiave qualificazione Mundial, in particolare l'Ecuador ha iniziato il Mundial dove lo aveva finito facendo vedere una solidità davvero impressionante.
POLONIA - SPAGNA 2 - 1
Un Ulka finalmente ritrovato bussa prima della partita allo spogliatoio polacco, la porta viene aperta e il tecnico di Castellaro sussurra "siete quasi tutti ebrei", chiude la porta e se ne va tra lo sgomento generale.
Il primo tempo scivola via in una maniera che definire noiosa sarebbe un eufemismo, le due squadre perdono un'enormità di palle a centrocampo, dove il traffico è davvero infernale, senza creare la miseria di un occasione. Ci vuole la palla inattiva per sbloccare e puntualmente arriva: punizione dalla sinistra di Lato, testa di Szarmach e uno a zero al minuto 45. Gli iberici escono dall'intervallo molto determinati, Ulka grida "schiaccia il polacco" in continuazione, al 47' Gento trova il palo esterno dopo aver passato il primo tempo a tentare di dribblare anche sua madre nel trionfo della venezianeria. Ora la Spagna preme e la Polonia si rintana colpendo di rimessa. La squadra del Colonnello, in pieno stile Karnjes, si dimostra ancora una volta cinica e letale: al 65' occasione ghiotta del solito Szarmach, miracolo del portiere ma difesa spagnola reattiva come un bradipo e Maszyk è il più lesto a buttarsi sulla sfera e ad insaccare il secondo fico. La Spagna si rialza ma le buone intenzioni finiscono al limite dell'area avversaria causa una serata davvero di sciopero per gli attaccanti di Ulka, lenti e per nulla incisivi. L'unico che si salva è Raul che al minuto 83' accorcia le distanze su assist di Iniesta, ma è troppo tardi e la Spagna scivola mestamente a rischio esonero. Da molti anni si aspettava la rinascita polacca, che sia l'anno buono con il Colonnello? La Spagna si dimostra squadra difficilmente gestibile, auguriamo ad Ulka di trovare il bandolo in tempi brevi.
EIRE - FINLANDIA 1 - 0
Una grande Finlandia incappa nella terza sconfitta consecutiva e La Gaglya è costretto a presentarsi davanti al Grand Jury, gli altri tecnici lo premieranno con competenza ed Amore permettendogli di mantenere la panchina dopo aver analizzato con competenza la prestazione della squadra da lui guidata.
Nella prima frazione l'Eire si dimentica letteralmente di scendere sul terreno di gioco, i finlandesi occupano letteralmente il campo e si presentano davanti a Given creando almeno tre palle goal sulle quali il portiere irlandese compie due interventi prodigiosi: questa serata verrà ricordata negli annali anche per le prestazioni monstre di molti estremi difensori. Contrariamente al solito gli uomini del Boya appaiono lenti e privi di intensità faticando non poco ad uscire dalla propria metà campo. Nel secondo tempo l'inerzia della partita non accenna a mutare ed è sempre monologo Finland, tornata sui livelli dell'esperienza Chicov. Per l'Eire l'unica azione degna di nota arriva grazie a Brady, il migliore dei suoi dopo Given, ma i finnici rischiano più volte di passare: al 75' altro miracolo assoluto del portiere del Boya. La terribile legge che spesso governa il calcio si manifesta nel finale sullo stadio di Dublino ed ha il sapore della rapina. E' l' 85' quando Brady riesce a trovare uno spiraglio nell'attentissima difesa ospite, la sua conclusione è respinta con maestria dal portiere ma Cascarino si getta sulla palla come una iena su una preda morta e la butta dentro tra la disperazione di La Gaglya. La partita termina con i tre punti per il Boya, fondamentali in chiave qualificazione, la Finlandia è quasi fuori ma ha dimostrato finalmente di essere tornata l'ottima squadra che conoscevamo: tentare il miracolo è d'obbligo.
HEROIC HOLLAND - NORD IRLANDA 2 - 2
Ormai l'unica spiegazione per le prestazioni degli Eroi d'Olanda è l'incendio che circa un anno e mezzo fa colpì alcuni depositi d'erba nel porto di Rotterdam, riversando il prezioso aroma in tutto il paese basso.
Follia e disorganizzazione si sono impossessati di una delle squadre più organizzate e spettacolari della storia del Mundial e anche la partita che andiamo a commentare rientra in questo stato di cose.
Al primo minuto Rijkard commette un fallo inutile che ne comprometerà la prestazione e riceve il giallo, per un quarto d'ora gli ospiti giocano con buona intensità costringendo i padroni di casa a girare a vuoto. La Nord Irlanda però manifesta da subito seri problemi in difesa, soprattutto nell'applicazione del fuorigioco, e al 16' si trova sotto grazie ad un goal dell'ala Rensenbrijnk che sfrutta una spledida verticalizzazione di Marco Van Basten. Il pareggio però arriva molto presto: Frank De Boer sviene al limite destro dell'area e Jimmy Mc Illroy approfitta dello spazio battendo un non proprio pronto Van Breukelen. Il copione è sempre lo stesso per il resto del tempo, palla alla Nord Irlanda, difesa olandese in apnea senza grossi rischi e occasioni per gli olandesi in contropiede: Van Basten ne dilapida due clamorose prima dell'intervallo.
La sagra dell'imprecisione orange sembra inerrompersi al 49', questa volta il filtrante di Van Haneghem è troppo ghiotto e Van Basten non può che ficcare. I problemi difensivi nord irlandesi si rivelano molto seri, al 61' Crujff è ancora solo davanti a Jennings ma fallisce il goal partita, dopo due minuti lo segue ancora Van Basten. La dura legge del goal torna allora ad aleggiare sul Mundial e stavolta prende di mira i tulipani, al 69' Jimmy Jones trova il goal della vita quando, dopo aver ricevuto palla sulla trequarti e averla tenuta fra i piedi per almeno 15 secondi dribblando l'intera retroguardia olandese, trova il pari. Gli Eroi provano a cercare il goal del vantaggio che forse meriterebbero per le occasioni, create però più dagli errori avversari che dal proprio gioco, andandoci anche vicino all'80' con un'altra sciagurata conclusione del centravanti del Milan di Sacchi. Alla fine il risultato non cambia e per il Professore, esonero evitato a parte, è notte fonda.
CROAZIA - GRECIA 2 - 1
Vittoria importante della Croazia che si trova a dominare il girone dopo aver piegato la resistenza della coriacea Grecia kraniosa, ora a rischio esonero anche per l'ingiusta sconfitta a Belfast nel turno precedente.
Nel primo tempo la Croazia pratica un ottimo football creando diverse occasioni ma risultando molto imprecisa nelle conclusioni, nel recupero però, anche grazie ai continui ululati di Breaker, finalmente arriva il goal del vantaggio con il solito Davor Suker, su preciso invito di Mandzukic.
A inizio ripresa i gemelli del Barone si restituiscono i favori: rifinitura di Suker per Mandzukic e croati giustamente al raddoppio. Dopo una prima frazione fra le braccia di Morpheus ecco svegliarsi la Grecia che sale prepotentemente di tono e inanella una serie di occasioni. Al minuto 84' Mavros riapre i giochi grazie ad un'apertura di Dabizas, gli uomini del Colonnello approfittano poi delle paure croate e producono cinque minuti abbondanti di patemi d'animo a Breaker. Ormai però è troppo tardi e i tre punti vanno ai padroni di casa che nel prossimo turno saranno i giudici, ad Atene, dell'esonero di Karnjes. Concedere un tempo ad una squadra attrezzata come quella croata è un peccato capitale da non ripetere.
ITALIA - FRANCIA 1 - 1
Ottimo pari per la squadra del Boya, finalmente convincente, per come si è svolto il match probabilmente il risultato va anche un po' stretto agli ospiti. Prestazione sottotono dell'Italia gaglionica ma ogni tanto ci può stare. I francesi sbloccano subito al 4' con Henry su assist di Ribery, il dialogo fra i due rimarrà il problema principale per la squadra di casa durante tutto l'incontro. Dopo una blanda reazione italiana, Rami si fa espellere al 15' ma i ragazzi del Boya sembrano non patire l'inferiorità numerica tenendo con ordine il campo. Al 27' ennesimo cross di Ribery dalla sinistra, ottimo colpo di testa di Henry e palla fuori di pochissimo. L'Italia fatica a tirare fuori la testa, il solo Cassano sembra essere lucido in avanti ed è proprio lui a sfiorare il pari l 33'. Il secondo tempo inizia con un'altra tegola per il Boya, al minuto 49 Evra viene espulso e lascia i compagni in nove uomini tra le proteste del tecnico in quota Antichi Eroi. Per un decina di minuti la Francia sbanda causa fisiologici assestamenti tattici, al 63' Rossi per poco non ne approfitta, miracoloso Frey nell'opporsi al neo attaccante della Viola. I padroni di casa sono davvero spenti e faticano addirittura ad opporsi in 11 contro 9 al possesso francese, ma l'Italia è squadra cinica e lo dimostra al 77' : De Rossi approfitta di una palla persa dagli ospiti sulla destra, scende sulla fascia e crossa preciso per Balotelli che non si fa trovare impreparato, è il pareggio. La squadra del Boya non si perde d'animo e senza minimamente pensare di chiudrsi a difesa del pari prova il colpaccio, all'82' Henry ha sui piedi la palla del meritato vantaggio ma conclude alto. La partita si conclude con il segno x, grande prestazione della squadra del Boya, stop inaspettato, e per certi versi preoccupante vista la superiorità numerica, per gli uomini di Gaglyona.
INGHILTERRA - SVEZIA 4 - 0
Il Colonnello rispolvera il libro dei quiz della patente e mostra a Ulka il significato del cartello "a senso unico".
Il monologo inglese inizia al 5' minuto con la rete di Teo Walcott, la Svezia appare fin da subito schiacciata ed incapace di reagire. Gli albionici arrivano primi su ogni pallone senza lasciare spazi, Ulka si affida allora al genio di Ibrahimovic, profeta nel deserto. Dopo aver rischiato di subire il secondo gli svedesi vanno vicini al pari, sarà forse l'unica vera occasione della loro partita, proprio con l'attacante del PSG che coglie il palo esterno al 30'. La pressione degli uomini del Colonnello si concretizza per la seconda volta al 43', invito pregio di Welbeck ancora per Walcott e doppietta per il giovane talento kranioso. Nella ripresa ancora grande Inghilterra con alcune azioni di prima davvero spettacolari. La partita si chiude, senza peraltro essersi mai veramente aperta per gli scandinavi, al minuto 64, l'invenzione è ancora di Welbeck, grande prestazione, e il nome che finisce sul tabellino è quello di Owen. Il Colonnello ordina di continuare l'assalto per dare una dimosrazione di forza, la squadra lo segue alla grande e gli ospiti vengono asfaltati. All'86' un bel goal di Carroll porta gli inglesi sul 4 a 0, l'assist per la terza volta è opera di Welbeck che insieme a Walcott merita la citazione come uomo partita. Troppa Inghilterra per questa Svezia svagata che subisce una dura lezione potenzialmente molto pericolosa in termini di differanza reti.
AUSTRIA - IMMORTAL 1 - 1
Altro match rocambolesco tra il Professore ed il Presidente, il pari finale è un risultato chiave per l'Immortal che consolida il secondo posto nel girone.
Si comincia con una bella punizione di Baggio al 9' fuori di un soffio, al 22' arriva la replica di Sindelar che va al tiro da buona posizione ma è impreciso: nel primo tempo le squadre si fronteggiano a buon ritmo senza però risucire a creare azioni degne di nota in un contesto di assoluto equilibrio.
A inizio ripresa l'Italia va in bambola con Alanash ancora in difficoltà, capiterà spesso stasera, nel registrare la difesa e nel fare il fuorigioco. Krankl sciupa malamente due buone chance al 50' e al 55', dopo cinque minuti tocca a Binder vanificare l'ottimo lavoro del terzetto di centrocampo del Wunderteam.
Ancora una volta nel momento in cui una delle due squadre è sul punto di sbloccare arriva il goal della rivale: pennellata di Baggio per Bonimba che chiude in diagonale con freddezza, 0 a 1 Immortal.
Gli uomini del Prof subiscono il contraccolpo psicologico, al 69' Boninsegna ha l'occasione del raddoppio ma è bravo Zeman, l'Italia sale di tono con l'Austria che appare scioccata. Il Professore cambia allora modulo e ha la fortuna di compiere un errore che si rivelerà decisivo. Al minuto 83' Zenga si supera su conclusione del Bimbo Binder e la palla scivola in angolo, il nuovo assetto tattico dell'Austria cambia la selezione dei rigoristi così il centravanti Binder, in pieno Gilardino style del Regno del Kane, batte il corner, perentoria l'incornata di testa di Pezzey e uno pari. L'Austria chiude in avanti creando qualche problema all'Immortal, al 87' Zenga è ancora chiamato in causa da Binder e al 88' Bulgarelli è costretto a fare fallo da rosso, il risultato comunque non cambiera più.
OLANDA - UNGHERIA 0 - 2
Continua la marcia trionfale dell'Aracnysapat che coglie la terza vittoria consecutiva sbancando Amsterdam.
La baby Olanda del Colonnello non è stata in grado di opporsi alla corazzata magiara che sta "spaccando" il gruppo 2 con il gioco e con i risultati.
Il goal che spiana la strada ai magiari arriva al 2' minuto ed è un capolavoro assoluto di Puskas: il centravanti del Real riceve palla sul centro-sinistra ed inventa una rete magnifica con un destro a giro nel sette di rara precisione. I padroni di casa sono annichiliti dal goal a freddo e stentano ad imbastire manovre pericolose, l'Ungheria del Boya può così continuare indisturbata a tessere la sua tela. Al 35' arriva il goal che chiude l'incontro: preciso invito di Orth per Sarosi e conclusione vincente della mezzala del Ferencvaros.
Il secondo tempo vede l'Ungheria controllare senza rinunciare a qualche sortita offensiva, l'Olanda dimostra invece le sue lacune di squadra talentuosa ma molto giovane ed inesperta non riuscendo mai a dare l'impressione di poter rientrare in partita contro i navigati campioni a disposizione del Boya.
Continua l'increbile marcia trionfale dell'Ungheria sempre più lanciata verso un Mundial che può vederla finalmente grande protagonista, i Tulipani devono far tesoro di questa sconfitta e concentrarsi per il secondo posto che presumibilmente si giocheranno contro la Norvegia gaglionica.
TUNISIA - CAMERUN 1 - 0
Seconda vittoria consecutiva della "Tunish" che si riscopre "The Punish" piegando addirittura il Camerun dopo aver sbancato Casablanca nel turno precedente. Karnjes si ritrova a dover fare i conti con il proprio glorioso passato e non mostra, come nel suo sovietico stile, la minima emozione.
Gara interpretata in modo esemplare dai padroni di casa, corti, determinati e organizzati con un pressing incisivo e continuo che ha privato di lucidità la mediana camerunense. Il goal partita è stato messo segno al 27' su rigore da Diab ma il passivo avrebbe potuto essere più severo. I Leoni indomabili infatti sono apparsi oltremodo supponenti e quasi irritanti, l'espulsione di Rigobert Song non può costituire un alibi sufficiente a
spiegare l'apatia della squadra, che probabilmente sta attraversando una pericolosa fase di appagamento dopo tre stagioni sotto la guida tecnica del Colonnello foriere di successi e culminate nel 2° posto della 5a edizione. Molto lavoro da fare per Gaglyona su questa prestigiosa panchina ma il materiale a disposizione consente di poter essere ottimisti, dall'altra parte il Colonnello sta gettando solide basi per portare la Tunisia ai fasti della gestione del Barone.
PERU' - COSTARICA 0 - 0
Brutta prestazione del Perù che non va oltre lo zero a zero fra le mura amiche dopo aver esordito con una sconfitta in Ecuador. La squadra rispetto alle precedenti edizioni sembra fare troppo fatica a concretizzare una manovra sempre godibile ma in alcuni frangenti troppo fine a se stessa. Ottimo punto in trasferta per la Costarica del demone Ulka, che a fine gara darà amorevolmente la mano all'avversario come si conviene allo stile della serata.
Il Perù parte bene con una conclusione di Cubillas al 13' parata dal portiere ospite, la pressione è buona ma si fatica a rifinire. La Costarica prova a colpire in contropiede e va vicina al goal al 29' con Ruiz.
Le folate peruviane però iniziano a mettere in difficoltà la retroguardia di Ulka, Martinez Vidal è costretto a commettere due brutti falli e viene espilso per doppio giallo. I padroni di casa non riescono ad approfittare della superiorità numerica e rischiano anzi al 36' di subire un goal, ancora su ripartenza. Nel secondo tempo il Perù parte a testa bassa ma i delanteri non riescono a liberarsi dalle soffocanti marcature della difesa costaricana, al 58' Fernandez sguscia via bene al diretto marcatore ma sciupa. I padroni di casa sembrano stanchi e allo scoccare dell'ora di gioco escono dal campo concedendo pericolosamente occasioni agli avversari. Al 64' è ancora Ruiz, migliore in campo, a sciupare da buona posizione e si ripete al 87' quando viene contrato alla grande da Valdivieso; all'89' la Costarica potrebbe ancora chiudere con Daniels ma la mira è davvero imprecisa. La squadra di Ulka si riprende bene dopo la sconfitta interna dell'esordio e dimostra di essere squadra rognosa, il Perù dovrà svegliarsi presto dal torpore se intende opporsi alle dirette rivali per la qualificazione.
ALWAYS ARGENTINA - CHILE 0 - 0
Altro risultato a reti bianche in un Sudamerica che non decolla, match interessante almeno dal punto di vista tattico fra due squadre di valore e due tecnici competenti.
Nella prima mezzora l'Always tiene in mano il pallino del gioco proponendo però un possesso sterile che non porta rifornimenti agli avanti. Il Chile ne approfitta e una volta riconquistata la sfera è lesto a portarla in area, i gaglionici vanno al tiro in almeno tre occasioni ma con conclusioni fiacche e prevedibili.
La prima vera occasione la costruisce comunque la squadra guidata da Alanash con Di Stefano, che al 29' fa tremare pericolosamente la traversa della porta cilena. La reazione gaglionica è immediata e Fillol è chiamato al miracolo su una pericolosa conclusione di Zamorano.
Nel secondo tempo i padoni di casa decidono di allargare il gioco sfruttando con continuità le fasce e proponendosi spesso al cross. Su una respinta ad uno di questi traversoni al 64' l'Always conquista una punizione da ottima posizione, splendida la conclusione di Maradona ma il portiere leva letteralmente la palla dall'incrocio dei pali. Ora gli argentini pressano con più continuità schiacciando l'avversario, i servizi alle punte sono sempre sporcati dalla difesa di La Gaglya. Il Chile fatica ad uscire ma al 85' Leonel Sanchez sfrutta al meglio un errore in offside del Presidente e si presenta a tu per tu con Fillol, concludendo però sul portiere. La palla del match capita così un minuto dopo sui piedi di Sivori e anche questa volta l'occasione non viene sfruttato per lo zero a zero finale. Partita difficile per Alanash contro un Chile molto simile all'Ecuador che torna a casa con un punto d'oro senza peraltro grosse sofferenze.
SPAGNA - JUGOSLAVIA 0 - 0
SLOVACCHIA - DANIMARCA 1 - 2
Partita condizionata dal goal lampo di Miki Laudrup al 3' su un innocuo lancio lungo dal centro del campo, la deviazione di testa del trequartista ex bianconero inganna il portiere slovacco che si è tuffa dalla parte opposta. La squadra del Professore si distende in avanti facendo rivedere le buone trame già proposte nelle prime due partite, al 21' Schmeichel devia con la punta delle dita un tiro secco di Dubosky destinato in rete. Sugli sviluppo del corner è imperiosa l'incornata di Hamsik che porta al meritato pareggio.
La Slovacchia domina il primo tempo andando vicina al goal e soprattutto levando il fiato ai danesi. Nella ripresa il match si fa più equilibrato, al 53' Praest non sfrutta una buona occasione di testa, risponde Dubosky al 58' con una bella punizione alta di pochissimo. Nell'ultima mezzora la fatica si fa sentire per i padroni di casa a cui il pari serve relativamente e che tentano disperatamente di prendere i tre punti. L'allargarsi degli spazi a causa dell'allungarsi delle squadre favorisce così la squadra di Breaker, al 77' Praest si libera bene ma conlude tra le braccia del portiere avversario. Quando il pari sembra ormai il risultato finale della gara la Danish produce l'ultima decisiva fiammata, questa volta è Praest ad andare al cross e Miki Laudrup si fa trovare pronto per l'appuntamento con l'1 a 2.
Danimarca prima nel girone in attesa dell'altro quarto turno, Slovacchia praticamente fuori dal Mundial: buono il gioco ma troppa fatica nel segnare e una difesa non sempre impeccabile a partire dal portiere.
GALLES - SVIZZERA 0 -1
(dal nostro inviato a Cardiff)
Altro match rocambolesco tra il Professore ed il Presidente, il pari finale è un risultato chiave per l'Immortal che consolida il secondo posto nel girone.
Si comincia con una bella punizione di Baggio al 9' fuori di un soffio, al 22' arriva la replica di Sindelar che va al tiro da buona posizione ma è impreciso: nel primo tempo le squadre si fronteggiano a buon ritmo senza però risucire a creare azioni degne di nota in un contesto di assoluto equilibrio.
A inizio ripresa l'Italia va in bambola con Alanash ancora in difficoltà, capiterà spesso stasera, nel registrare la difesa e nel fare il fuorigioco. Krankl sciupa malamente due buone chance al 50' e al 55', dopo cinque minuti tocca a Binder vanificare l'ottimo lavoro del terzetto di centrocampo del Wunderteam.
Ancora una volta nel momento in cui una delle due squadre è sul punto di sbloccare arriva il goal della rivale: pennellata di Baggio per Bonimba che chiude in diagonale con freddezza, 0 a 1 Immortal.
Gli uomini del Prof subiscono il contraccolpo psicologico, al 69' Boninsegna ha l'occasione del raddoppio ma è bravo Zeman, l'Italia sale di tono con l'Austria che appare scioccata. Il Professore cambia allora modulo e ha la fortuna di compiere un errore che si rivelerà decisivo. Al minuto 83' Zenga si supera su conclusione del Bimbo Binder e la palla scivola in angolo, il nuovo assetto tattico dell'Austria cambia la selezione dei rigoristi così il centravanti Binder, in pieno Gilardino style del Regno del Kane, batte il corner, perentoria l'incornata di testa di Pezzey e uno pari. L'Austria chiude in avanti creando qualche problema all'Immortal, al 87' Zenga è ancora chiamato in causa da Binder e al 88' Bulgarelli è costretto a fare fallo da rosso, il risultato comunque non cambiera più.
OLANDA - UNGHERIA 0 - 2
Continua la marcia trionfale dell'Aracnysapat che coglie la terza vittoria consecutiva sbancando Amsterdam.
La baby Olanda del Colonnello non è stata in grado di opporsi alla corazzata magiara che sta "spaccando" il gruppo 2 con il gioco e con i risultati.
Il goal che spiana la strada ai magiari arriva al 2' minuto ed è un capolavoro assoluto di Puskas: il centravanti del Real riceve palla sul centro-sinistra ed inventa una rete magnifica con un destro a giro nel sette di rara precisione. I padroni di casa sono annichiliti dal goal a freddo e stentano ad imbastire manovre pericolose, l'Ungheria del Boya può così continuare indisturbata a tessere la sua tela. Al 35' arriva il goal che chiude l'incontro: preciso invito di Orth per Sarosi e conclusione vincente della mezzala del Ferencvaros.
Il secondo tempo vede l'Ungheria controllare senza rinunciare a qualche sortita offensiva, l'Olanda dimostra invece le sue lacune di squadra talentuosa ma molto giovane ed inesperta non riuscendo mai a dare l'impressione di poter rientrare in partita contro i navigati campioni a disposizione del Boya.
Continua l'increbile marcia trionfale dell'Ungheria sempre più lanciata verso un Mundial che può vederla finalmente grande protagonista, i Tulipani devono far tesoro di questa sconfitta e concentrarsi per il secondo posto che presumibilmente si giocheranno contro la Norvegia gaglionica.
TUNISIA - CAMERUN 1 - 0
Seconda vittoria consecutiva della "Tunish" che si riscopre "The Punish" piegando addirittura il Camerun dopo aver sbancato Casablanca nel turno precedente. Karnjes si ritrova a dover fare i conti con il proprio glorioso passato e non mostra, come nel suo sovietico stile, la minima emozione.
Gara interpretata in modo esemplare dai padroni di casa, corti, determinati e organizzati con un pressing incisivo e continuo che ha privato di lucidità la mediana camerunense. Il goal partita è stato messo segno al 27' su rigore da Diab ma il passivo avrebbe potuto essere più severo. I Leoni indomabili infatti sono apparsi oltremodo supponenti e quasi irritanti, l'espulsione di Rigobert Song non può costituire un alibi sufficiente a
spiegare l'apatia della squadra, che probabilmente sta attraversando una pericolosa fase di appagamento dopo tre stagioni sotto la guida tecnica del Colonnello foriere di successi e culminate nel 2° posto della 5a edizione. Molto lavoro da fare per Gaglyona su questa prestigiosa panchina ma il materiale a disposizione consente di poter essere ottimisti, dall'altra parte il Colonnello sta gettando solide basi per portare la Tunisia ai fasti della gestione del Barone.
PERU' - COSTARICA 0 - 0
Brutta prestazione del Perù che non va oltre lo zero a zero fra le mura amiche dopo aver esordito con una sconfitta in Ecuador. La squadra rispetto alle precedenti edizioni sembra fare troppo fatica a concretizzare una manovra sempre godibile ma in alcuni frangenti troppo fine a se stessa. Ottimo punto in trasferta per la Costarica del demone Ulka, che a fine gara darà amorevolmente la mano all'avversario come si conviene allo stile della serata.
Il Perù parte bene con una conclusione di Cubillas al 13' parata dal portiere ospite, la pressione è buona ma si fatica a rifinire. La Costarica prova a colpire in contropiede e va vicina al goal al 29' con Ruiz.
Le folate peruviane però iniziano a mettere in difficoltà la retroguardia di Ulka, Martinez Vidal è costretto a commettere due brutti falli e viene espilso per doppio giallo. I padroni di casa non riescono ad approfittare della superiorità numerica e rischiano anzi al 36' di subire un goal, ancora su ripartenza. Nel secondo tempo il Perù parte a testa bassa ma i delanteri non riescono a liberarsi dalle soffocanti marcature della difesa costaricana, al 58' Fernandez sguscia via bene al diretto marcatore ma sciupa. I padroni di casa sembrano stanchi e allo scoccare dell'ora di gioco escono dal campo concedendo pericolosamente occasioni agli avversari. Al 64' è ancora Ruiz, migliore in campo, a sciupare da buona posizione e si ripete al 87' quando viene contrato alla grande da Valdivieso; all'89' la Costarica potrebbe ancora chiudere con Daniels ma la mira è davvero imprecisa. La squadra di Ulka si riprende bene dopo la sconfitta interna dell'esordio e dimostra di essere squadra rognosa, il Perù dovrà svegliarsi presto dal torpore se intende opporsi alle dirette rivali per la qualificazione.
ALWAYS ARGENTINA - CHILE 0 - 0
Altro risultato a reti bianche in un Sudamerica che non decolla, match interessante almeno dal punto di vista tattico fra due squadre di valore e due tecnici competenti.
Nella prima mezzora l'Always tiene in mano il pallino del gioco proponendo però un possesso sterile che non porta rifornimenti agli avanti. Il Chile ne approfitta e una volta riconquistata la sfera è lesto a portarla in area, i gaglionici vanno al tiro in almeno tre occasioni ma con conclusioni fiacche e prevedibili.
La prima vera occasione la costruisce comunque la squadra guidata da Alanash con Di Stefano, che al 29' fa tremare pericolosamente la traversa della porta cilena. La reazione gaglionica è immediata e Fillol è chiamato al miracolo su una pericolosa conclusione di Zamorano.
Nel secondo tempo i padoni di casa decidono di allargare il gioco sfruttando con continuità le fasce e proponendosi spesso al cross. Su una respinta ad uno di questi traversoni al 64' l'Always conquista una punizione da ottima posizione, splendida la conclusione di Maradona ma il portiere leva letteralmente la palla dall'incrocio dei pali. Ora gli argentini pressano con più continuità schiacciando l'avversario, i servizi alle punte sono sempre sporcati dalla difesa di La Gaglya. Il Chile fatica ad uscire ma al 85' Leonel Sanchez sfrutta al meglio un errore in offside del Presidente e si presenta a tu per tu con Fillol, concludendo però sul portiere. La palla del match capita così un minuto dopo sui piedi di Sivori e anche questa volta l'occasione non viene sfruttato per lo zero a zero finale. Partita difficile per Alanash contro un Chile molto simile all'Ecuador che torna a casa con un punto d'oro senza peraltro grosse sofferenze.
SPAGNA - JUGOSLAVIA 0 - 0
Ennesima prestazione deludente tra due compagini accreditate dei favori del pronostico ma incapaci finora di esprimere un calcio convincente e continuo. La Spagna di Ulka si presentava alla vigilia di questo incontro a rischio esonero e la gestione della gara è stata senz'altro condizionata da questa spada di Damocle (avendo già perso il Belgio). La Yugoslavia di Breaker, nonostante i suoi fedeli pretoriani ex croati in campo, ha
nuovamente denunciato lacune significative nello sviluppo delle trame di gioco affidate ancora una volta all'estro, peraltro incostante, dei singoli piuttosto che alla coralità della manovra finora del tutto latitante.
L'incontro si è giocato prevalentemente a centrocampo e probabilmente anche le cattive condizioni meteo hanno frenato gli animi, entrambe le difese nelle poche volte che sono state chiamate in causa hanno dimostrato limiti dovuti in parte anche allo stato pietoso del terreno di gioco.
nuovamente denunciato lacune significative nello sviluppo delle trame di gioco affidate ancora una volta all'estro, peraltro incostante, dei singoli piuttosto che alla coralità della manovra finora del tutto latitante.
L'incontro si è giocato prevalentemente a centrocampo e probabilmente anche le cattive condizioni meteo hanno frenato gli animi, entrambe le difese nelle poche volte che sono state chiamate in causa hanno dimostrato limiti dovuti in parte anche allo stato pietoso del terreno di gioco.
Negli ultimi minuti se non altro i padroni di casa hanno prodotto qualcosa in più degli ospiti, Iniesta al minuto 83 ha scheggiato la traversa e allo scadere Silva ha messo fuori di testa da buona posizione sfruttando un corner ben battuto. Grande delusione da parte del pubblico che pretendeva il rimborso del biglietto.
SLOVACCHIA - DANIMARCA 1 - 2
Partita condizionata dal goal lampo di Miki Laudrup al 3' su un innocuo lancio lungo dal centro del campo, la deviazione di testa del trequartista ex bianconero inganna il portiere slovacco che si è tuffa dalla parte opposta. La squadra del Professore si distende in avanti facendo rivedere le buone trame già proposte nelle prime due partite, al 21' Schmeichel devia con la punta delle dita un tiro secco di Dubosky destinato in rete. Sugli sviluppo del corner è imperiosa l'incornata di Hamsik che porta al meritato pareggio.
La Slovacchia domina il primo tempo andando vicina al goal e soprattutto levando il fiato ai danesi. Nella ripresa il match si fa più equilibrato, al 53' Praest non sfrutta una buona occasione di testa, risponde Dubosky al 58' con una bella punizione alta di pochissimo. Nell'ultima mezzora la fatica si fa sentire per i padroni di casa a cui il pari serve relativamente e che tentano disperatamente di prendere i tre punti. L'allargarsi degli spazi a causa dell'allungarsi delle squadre favorisce così la squadra di Breaker, al 77' Praest si libera bene ma conlude tra le braccia del portiere avversario. Quando il pari sembra ormai il risultato finale della gara la Danish produce l'ultima decisiva fiammata, questa volta è Praest ad andare al cross e Miki Laudrup si fa trovare pronto per l'appuntamento con l'1 a 2.
Danimarca prima nel girone in attesa dell'altro quarto turno, Slovacchia praticamente fuori dal Mundial: buono il gioco ma troppa fatica nel segnare e una difesa non sempre impeccabile a partire dal portiere.
GALLES - SVIZZERA 0 -1
(dal nostro inviato a Cardiff)
Si ritorna all'antico...Il Galles è stato senz'altro un lontano parente di quello stellare e corsaro di Wembley tuttavia ha costruito 3 clamorose palle gol ma prima Giggs solo davanti a Ballabio calciava fuori (1° tempo), poi Billy Meredith (opaca prestazione) falliva nuovamente l'appuntamento con il gol calciando a lato da favorevole posizione (avvio di 2° tempo), ed infine Bellamy, subentrato proprio a Meredith, non sapeva fare di meglio divorandosi la chance più ghiotta a pochi minuti dal termine.
Nel mezzo la Svizzera "come un autobus parcheggiato sulla linea di porta" (critica dei media inglesi al Chelsea di Mourinho) con un classico schema 10-1 che all'unico tiro in porta rubava 3 punti inguaiandomi e rilanciando le proprie quotazioni in ottica qualificazione.
91' : Taglio dalla fascia di Heinz Hermann e conclusione al volo di Chapuisat che, anticipando Mike England e Kevin Ratcliffe, freddava Southall e gelava il Millennium Stadium di Cardiff.
Posso solo dire che Kula è un pezzodimmerdaluridobastardoschifosomerdamerdosabastarda e che difficilmente potrò trattenermi dal pestarlo la prossima volta che mi ruba una partita sto luridobastardopezzodimmerdaebbreobastardodimmerda...
91' : Taglio dalla fascia di Heinz Hermann e conclusione al volo di Chapuisat che, anticipando Mike England e Kevin Ratcliffe, freddava Southall e gelava il Millennium Stadium di Cardiff.
Posso solo dire che Kula è un pezzodimmerdaluridobastardoschifosomerdamerdosabastarda e che difficilmente potrò trattenermi dal pestarlo la prossima volta che mi ruba una partita sto luridobastardopezzodimmerdaebbreobastardodimmerda...
CI VEDIAMO VENERDI 20/09/2013
PER LA GLORIA, PER L'AMORE E PER IL SOGNO MUNDIAL!!!!
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| Serata peace and love, il demone si prende una pausa... |
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| Anche Ulka si adegua al clima sereno |
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| Breaker tranquillizza i suoi sostenitori! |







Fantastico editoriale molto attinente alle partite...mi gasa..... ottimo clima della serata..... sarà una dura battaglia x la vittoria e il sogno !!!! Grandissima la mia foto eccezzionale senza parole commosso !!!!!
RispondiEliminaspettacolare editoriale complimenti come spettacolare è stata la serata citata dal titolo iniziale dell'amore e armonia in un bellissimo clima si è svolta una serata memorabile con grandi partite grandi tecnici e grande stima l'uno degli altri
RispondiEliminaconcludo con un ringraziamento ad alberto x aver citato la mia UNGHERIA la squadra d'oro del mundial grazie mille è stato un bellissimo complimento effettivamente fino adesso è stata una delle squadre piu spettacolari se non l'unica esprimendo un gioco affascinante con un modulo spregiudicato in avanti e ben orchestrato con cambi di gioco esilaranti spero di continuare cosi con questa squadra di MOSTRI e sottolineo MOSTRI e di continuare a farvi divertire ed emozionare il vero gioco del calcio ovvero l'Aracnysapat del calcio giocato
A parte che sei un ebreo anal-fabeta...... devo farti eccezzionalmente i complimenti anche io gringo... la tua ungheria fa un calcio spettacolo,,,,,,,.................. rinnovo ancora i complimenti a CANDIDO CANNAVò x l'editoriale..... candidandolo ufficialmente x la penna D'ORO !!!!!
RispondiEliminaARACNYSAPAT : LA SQUADRA D'ORO
RispondiEliminaSogno proibito mio e di Alberto ed incarnato dal Barone sino ai 4ti Finale.
Mi ripeto : non so se e quanto durerà ma chiunque riesca a vincere dando spettacolo incarna il Sogno Mundial e ha tutta la mia stima perchè è ciò che inseguo da sempre
E adesso questa Ungheria mi sta veramente gasando.
Indipendentemente da come finirà mi unisco al coro e ti faccio i miei più sinceri complimenti
L'editoriale mi gasa a bestia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaChe bello questo clima
RispondiEliminaL'editoriale mi gasa a bestia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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