"Il Colonnello: nasce a Vilnius e viene allevato da una banda di mercenari serbi e lituani. Conosciuto come Edgaras Kranjes, applica al calcio concetti militari come disciplina ed onore. Nemico giurato della Gaglya, non è ancora riuscito a vincere il Mundial ma è uno dei tecnici con i migliori piazzamenti e la migliore media punti. Collabora con Alanash nel gestire le finanze della Terra di Mezzo e ha un ottimo rapporto di stima con il Professore, ma non è mai entrato nel loro Clan."
EUROPA FASCIA 1 :
YUGOSLAVIA
23 Vujadin
BOŠKOV
24 Josip
SKOBLAR
25 Blagoje
MARJANOVIĆ
La Jugoslavia è disegnata da Bora Milutinovic con una 4 1 2
3 che in fase di non possesso evolve in una 4 1 4 1 dove Zlatko Cajkovski del Partizan Belgrado è il solido perno di
centrocampo che regge il peso dell’impianto tattico volto ad esaltare due
esterni di classe mondiale come Milos Milutinovic (uno dei due fratelli di
Bora) del Partizan Belgrado e Dragan Dzajic della Stella Rossa e due
fuoriclasse assoluti come Bernard Vukas dell’Hajduk Spalato e Dragoslav “Seki”
Sekularac della Stella Rossa.
Stjepan Bobek (recordman di reti in Nazionale con 38 centri in 63 partite) del Partizan Belgrado è molto più di un semplice stoccatore poiché, dotato di una
tecnica non inferiore ai compagni di reparto, è perfettamente in grado di rivestire
i panni del rifinitore variando posizione nel corso della partita per aprire
varchi agli incursori che giungono dalle retrovie.
Gli stantuffi Fahrudin Jusufi e Branko Zebec (compagni di club nel Partizan Belgrado) garantiscono corsa, sovrapposizioni e cross.
A completare il pacchetto arretrato troviamo il mastino
Dragan Holcer (Hajduk Spalato) e il capitano Velibor Vasovic (Partizan Belgrado/Ajax) che funge
sia da regista arretrato sia da mediano al fianco di Zlatko Cajkovski originando una
nuova variante tattica che sfocia nella 3 4 3 (più precisamente la 3 2 2 3 cioè il Sistema,detto anche WM, partendo dal Metodo come tattica di base).
L’ASSO NELLA MANICA :
Formidabile asso della Stella Rossa di Belgrado, calciatore e gentiluomo in scarpe da calcio, era rispettato ed amato in tutto il paese.
La sua popolarità dai primi anni Cinquanta (1945-1958) crebbe e si trasformò in leggenda.
Celebrato come l'epico capitano della Stella Rossa fu il primo calciatore del club ad essere nominato "Stella della Stella Rossa” (Zvezdina Zvezda), riconoscimento di cui vengono insigniti quei giocatori che hanno onorato la storia del club e che hanno permesso alla squadra di acquisire notorietà internazionale.
Il titolo è attualmente detenuto da cinque giocatori:
Con la Nazionale jugoslava vanta 59 presenze e 32 gol e la partecipazione alle Olimpiadi del 1948 e alle Olimpiadi del 1952, competizioni concluse con la vittoria della medaglia d'argento, a cui si aggiunge la partecipazione ai Mondiali del 1950 e ai Mondiali del 1954.
Trequartista, seconda punta o centroavanti, Rajko Mitic rappresenta una risorsa immensa per la Jugoslavia essendo un leader naturale in campo e nello spogliatoio ed un talento totalmente funzionale al gioco di squadra.
La sua popolarità dai primi anni Cinquanta (1945-1958) crebbe e si trasformò in leggenda.
Celebrato come l'epico capitano della Stella Rossa fu il primo calciatore del club ad essere nominato "Stella della Stella Rossa” (Zvezdina Zvezda), riconoscimento di cui vengono insigniti quei giocatori che hanno onorato la storia del club e che hanno permesso alla squadra di acquisire notorietà internazionale.
Il titolo è attualmente detenuto da cinque giocatori:
Rajko Mitić
Dragoslav Šekularac
Dragan Džajić
Vladimir "Pižon" Petrović
Dragan Stojković
Realizzò 262 reti in 572 partite ufficiali con il club (cinque campionati della RSF di Jugoslavia in bacheca, altrettante Coppe di Jugoslavia e la Mitropa Cup 1958).Con la Nazionale jugoslava vanta 59 presenze e 32 gol e la partecipazione alle Olimpiadi del 1948 e alle Olimpiadi del 1952, competizioni concluse con la vittoria della medaglia d'argento, a cui si aggiunge la partecipazione ai Mondiali del 1950 e ai Mondiali del 1954.
Trequartista, seconda punta o centroavanti, Rajko Mitic rappresenta una risorsa immensa per la Jugoslavia essendo un leader naturale in campo e nello spogliatoio ed un talento totalmente funzionale al gioco di squadra.
La JUGOSLAVIA è inserita nel GRUPPO 1 insieme a UNGHERIA (El
Boya), SVEZIA (Il Professore) e GALLES (La Gaglia).
Esordio MUNDIAL : GALLES - YUGOSLAVIA
Miglior piazzamento Mundial : 3° Posto nella 3a Edizione (Manager : Il Colonnello)
EUROPA FASCIA 2 :
REPUBBLICA CECA
23 Antonín
PERNER
24 František
VESELÝ
25 Tomáš
SKUHRAVÝ
La Repubblica
Ceca è concepita con una 4 3 3 dove il capitano Josef Masopust è il centro di
gravità permanente attorno al quale si muovono Antonin Panenka e Pavel Nedved.
La duttilità
tattica di questi ultimi aggiunge imprevedibilità alla fase di sviluppo della
manovra che sfrutta ora le percussioni delle ali Karel Poborsky e Oldrich
Nejedly ora i lanci millimetrici dalle retrovie di Miroslav Kadlec.
Due terzini
incursori come Jan Lala e Ladislav Novak garantiscono la necessaria profondità
per favorire i movimenti di uno dei centroavanti più forti della storia del
calcio, l’unico al mondo ad aver vestito la maglia di tre Nazionali diverse (Austria
Wunderteam, Boemia/Moravia e Cecoslovacchia) : Joszef “Pepi” Bican.
L’ASSO NELLA MANICA :
František
SVOBODA
Centroavanti o seconda punta mobile e abile nel dribbling, Frantisek Svoboda ha militato per quattordici anni nelle fila dello Slavia Praga vincendo otto campionati e una Coppa Mitropa nel 1938.
Ha giocato 43 partite per la squadra nazionale cecoslovacca , segnando 22 gol e partecipando alla Coppa del Mondo del 1934 , dove ha disputato tre incontri, segnando un gol nella partita contro la Svizzera.
Calciatore che "vede la porta", Svoboda era famoso per i suoi potenti e precisi tiri dalla lunga/media distanza che spesso sfociavano in altrettanti gol.
Ha giocato 43 partite per la squadra nazionale cecoslovacca , segnando 22 gol e partecipando alla Coppa del Mondo del 1934 , dove ha disputato tre incontri, segnando un gol nella partita contro la Svizzera.
Calciatore che "vede la porta", Svoboda era famoso per i suoi potenti e precisi tiri dalla lunga/media distanza che spesso sfociavano in altrettanti gol.
La REPUBBLICA
CECA è inserita nel GRUPPO 8 insieme a RUSSIA (Il Presidente), UCRAINA (Il
Bandito) e TURCHIA (Il Professore)
Esordio MUNDIAL : UCRAINA - REPUBBLICA CECA
Miglior piazzamento Mundial : 2°
POSTO nella 1a Edizione (Manager : Il
Colonnello)
EUROPA FASCIA 3 :
ROMANIA
23 Emerich VOGL
24 Marius
LĂCĂTUŞ
25 Ion OBLEMENCO
La Romania di
Emerich Jenei si schiera con una 4 3 3 piuttosto versatile per via della
poliedricità tattica dei suoi interpreti.
Laszlo Boloni
è il centromediano abile nel proteggere la difesa e nel coprire con perfetta
scelta di tempo gli sganciamenti del “Pastore” Gheorghe Popescu che, partendo
dalla posizione di libero, si prodiga per dettare i tempi di gioco alla
squadra.
Florea
Dumitrache e Angel Iordanescu presidiano le corsie laterali per allargare le
maglie della difesa avversaria ma, spesso e volentieri, sono in grado di
accentrarsi per battere a rete sfruttando gli spazi creati dall’ariete Dudu
Georgescu.
L’estro e
l’inventiva di Iosif Petschovschi (il "Di Stefano rumeno") e
la classe e il carisma di Gheorge Hagi rappresentano le variabili imprevedibili
dello scacchiere tattico concepito dall'allenatore che fu Campione d'Europa con la Steaua Bucarest nel 1985/86.
L’ASSO NELLA MANICA :
Bandiera dell'Arges Pitesti, con il quale vinse due titoli nazionali nel 1972 e nel 1979, Nicolae Dobrin era un centrocampista offensivo dalle grandi doti tecniche e dalla geniale visione di gioco.
Tre volte "Calciatore Rumeno dell'anno" (1966, 1967, 1971) è altresì famoso per il mancato trasferimento al Real Madrid.
Tre volte "Calciatore Rumeno dell'anno" (1966, 1967, 1971) è altresì famoso per il mancato trasferimento al Real Madrid.
Dopo aver giocato contro gli spagnoli nella Coppa dei Campioni 1972/73 (segnando un gol su rigore nella gara di andata), Santiago Bernabéu, l'allora presidente del club castigliano rimase talmente impressionato dalle qualità mostrate da Dobrin nella doppia sfida, che arrivò ad offrire due milioni di dollari per acquisire il cartellino del giocatore, una cifra enorme per quell'epoca.
Bernabéu ebbe anche colloqui con Nicolae Ceausescu ma non riuscì a convincerlo poichè, secondo la propaganda ufficiale, Dobrin era "patrimonio nazionale" e non poteva essere ceduto per nessuna cifra.
Dobrin ebbe l'onore di disputare la gara d'addio di Francisco Gento a Madrid e nell'occasione Santiago Bernabéu fece un ultimo infruttuoso tentativo per cercare di ottenere il transfert dell'asso rumeno.
Dobrin ebbe l'onore di disputare la gara d'addio di Francisco Gento a Madrid e nell'occasione Santiago Bernabéu fece un ultimo infruttuoso tentativo per cercare di ottenere il transfert dell'asso rumeno.
La ROMANIA è
inserita nel GRUPPO 5 insieme a INGHILTERRA (La Gaglia), PORTOGALLO (Il
Bandito) e BOSNIA (Il Presidente).
Esordio MUNDIAL : ROMANIA - PORTOGALLO
Miglior piazzamento Mundial : 4ti di FINALE nella 7a Edizione (Manager : Il Colonnello)
23 Kostas MANOLAS
24 Giorgos KOUDAS
25 Antonis ANTONIADIS
La Grecia è
concepita con una 4 2 3 1 dove Angelos Basinas e il capitano Theodoros Zagorakis sono i centrocampisti di lotta e di governo atti al recupero della sfera, alla
protezione della linea difensiva diretta da Traianos Dellas e al contemporaneo
sostegno del fantasista Mimis Domazos.
Si è laureato capocannoniere quattro volte :
nel 1978 con 22 reti, nel 1979 con 31 reti (terzo in Europa), nel 1985 con 27 reti e nel 1990 con 22 reti.
Vanta 36 presenze in Nazionale con uno score di 11 segnature nel periodo dal 1972 al 1982.
Il
trequartista del Panathinaikos è l’uomo preposto allo sviluppo della manovra
offensiva potendosi avvalere della collaborazione di due guizzanti ali come
Georgios Delikaris e Vassilis Hatzipanagis e di un attaccante esperto come Giorgos Sideris.
L’ASSO NELLA MANICA :
Thomas MAVROS
Attaccante rapido ed intelligente nei movimenti detiene il record di segnature nel Campionato Greco con 260 gol in 501 partite.
La sua ultraventennale carriera ebbe inizio nel 1970, anno in cui Mavros debutta nelle file del Panionios.
Vi gioca fino alla fine del campionato 1975-1976, quando passa all'AEK Atene. Nella capitale vince due campionati di Prima divisione greca (1978 e 1979) e due Coppe di Grecia (1977-78 e 1982-83).
Nel 1976-1977 raggiunse con l'AEK le Semifinali di Coppa U.E.F.A. (sconfitto dalla Juventus poi vincitrice del torneo).Si è laureato capocannoniere quattro volte :
nel 1978 con 22 reti, nel 1979 con 31 reti (terzo in Europa), nel 1985 con 27 reti e nel 1990 con 22 reti.
Vanta 36 presenze in Nazionale con uno score di 11 segnature nel periodo dal 1972 al 1982.
La GRECIA è
inserita nel GRUPPO 2 insieme a SPAGNA (El Boya), AUSTRIA (Il Presidente) e
SVIZZERA (Il Barone).
Esordio MUNDIAL : GRECIA - SPAGNA
Miglior piazzamento Mundial : MAI QUALIFICATA ad una FASE FINALE
EUROPA FASCIA 4 :
FINLANDIA
23 Jari EUROPAEUS
24 Kai PAHLMAN
25 Mika LIPPONEN
La Finlandia si
schiera con una 3 4 2 1 che in fase di ripiegamento diviene una 5 4 1.
Seconda punta rapida e tecnica era abile nello svariare su tutto il fronte d'attacco senza concedere un punto di riferimento costante ai diretti avversari.
E' stato il primo calciatore finlandese a giocare nella Bundesliga tedesca.
Collezionò 38 presenze segnando 6 gol con l'Amburgo tra il 1964 e il 1966.
In Finlandia, Peltonen ha sempre vestito la maglia dell'Haka Valkeakoski, vincendo due Campionati Finlandesi e cinque Coppe Nazionali.
Eletto per tre volte (1960, 1962 e 1964) "Giocatore Finladese dell'Anno" ha collezionato 68 gettoni in Nazionale realizzando 11 reti.
Il roccioso
capitano Sami Hyypia del Liverpool è il cardine di una difesa che può contare
sul supporto di Stig-Goran Myntti ed Einio Soinio che arretrano dalla linea
mediana nella fase di non possesso.
Le fasce
laterali sono presidiate dai terzini Max Viinioksa e Arto Tolsa che
accompagnano l’azione e coprono le spalle alle due ali Aulis Rytkonen e Tommy
Lindholm.
Ad Ari “Zico”
Hjelm e Jari Litmanen il compito di sostenere ed alimentare il fiuto del gol di
Aatos Lehtonen.
L’ASSO NELLA MANICA :
Juhani
PELTONEN
E' stato il primo calciatore finlandese a giocare nella Bundesliga tedesca.
Collezionò 38 presenze segnando 6 gol con l'Amburgo tra il 1964 e il 1966.
In Finlandia, Peltonen ha sempre vestito la maglia dell'Haka Valkeakoski, vincendo due Campionati Finlandesi e cinque Coppe Nazionali.
Eletto per tre volte (1960, 1962 e 1964) "Giocatore Finladese dell'Anno" ha collezionato 68 gettoni in Nazionale realizzando 11 reti.
La FINLANDIA
è inserita nel GRUPPO 6 insieme a GERMANIA OVEST (Il Bandito), CROAZIA (La
Gaglia) e SLOVACCHIA (El Boya).
Esordio MUNDIAL : FINLANDIA - GERMANIA O.
Miglior piazzamento Mundial : FASE A GIRONI 1° TURNO nella 5a Edizione (Manager : Egor Chicov)
SUDAMERICA :
COLOMBIA
Ha iniziato la sua carriera come attaccante, ma successivamente ha affinato le proprie doti nella posizione di regista offensivo grazie ad una tecnica sublime e ad indubbie capacità realizzative unite ad una straordinaria visione di gioco.
23 Harold LOZANO
24 Humberto ALVAREZ
25 Adolfo VALENCIA
I “Cafeteros”
si schierano con una 4 1 2 3 imperniata sulla concretezza di Leonel Alvarez e
sulle geometrie di Carlos Valderrama.
Freddy Rincon
e Tino Asprilla sono i guastatori che partendo dall’esterno convergono al
centro ora per dettare il passaggio risolutore ora per concludere anche dalla
lunga distanza.
Il piede
educato di Bernardo Redin è il compendio
ideale per favorire una fitta rete di passaggi propedeutica ad un possesso
palla mai fine a se stesso secondo i dettami del “guru” Francisco Maturana.
A “El Tigre”
Radame Falcao il compito di concretizzare la mole di lavoro prodotta dalla
squadra.
L’ASSO NELLA MANICA :
Alfonso
CAÑÓN
"El Maestrito" è considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio colombiano e il miglior giocatore dell'Independiente Santa Fe, di cui è detentore sia del record di presenze nel club (504) sia del record di marcature (146).Ha iniziato la sua carriera come attaccante, ma successivamente ha affinato le proprie doti nella posizione di regista offensivo grazie ad una tecnica sublime e ad indubbie capacità realizzative unite ad una straordinaria visione di gioco.
La COLOMBIA è
inserita nel GRUPPO 2 insieme a ARGENTINA (El Boya), URUGUAY (La Gaglia), CILE
(Il Presidente), USA (Il Barone), COSTARICA (Il Professore) e JAMAICA (Il
Bandito).
Esordio MUNDIAL : COLOMBIA - ARGENTINA
Miglior piazzamento Mundial : 8vi di FINALE nella 5a Edizione (Manager : Il Presidente)
SUDAMERICA :
MESSICO
23 Hector MORENO
24 Tomas BOY
25 Luis HERNANDEZ
Il Messico è
concepito da Ignacio Trelles con una 4 5 1 che tende ad esaltare lo
straordinario dinamismo di un centrocampo dove la presenza di Raul Cardenas conferisce equilibrio e solidità favorendo gli inserimenti a turno di Alberto Garcia-Aspe, Benjamin Galindo e Manuel Negrete.
La verità è che Luis de la Fuente possedeva virtù eccezionali, dominava la sfera con una tecnica meravigliosa e la sua eccellente visione di gioco lo ha reso un assist man straordinario, letale nel servire con precisione i compagni negli ultimi sedici metri.
Possedeva un tiro potente dalla media distanza con entrambi i piedi sebbene privilegiasse il sinistro ed era un incredibile colpitore di testa.
Tutte le cronache dell'epoca concordano nel definire "El Pirata" uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi.
Chautemoc
Blanco è il pivot offensivo ora trequartista ora seconda punta al fianco del "Pentapichichi" Hugo Sanchez del Real Madrid.
L’
”Emperador” Claudio Suarez è il capitano e leader difensivo e si avvale
centralmente della collaborazione di Rafa Marquez mentre sulle corsie esterne
troviamo Ricardo Osorio a destra e Ramon Ramirez a sinistra.
L’ASSO NELLA MANICA :
Luis DE LA FUENTE
Non sembrava esagerato agli esperti di calcio dell'epoca (1934 - 1950) paragonare Luis de la Fuente a Pelè o a Di Stefano.
C'era addirittura chi sosteneva che "El Pirata" di Veracruz fosse superiore per classe ed eleganza alla "Saeta Rubia" del Real Madrid.La verità è che Luis de la Fuente possedeva virtù eccezionali, dominava la sfera con una tecnica meravigliosa e la sua eccellente visione di gioco lo ha reso un assist man straordinario, letale nel servire con precisione i compagni negli ultimi sedici metri.
Possedeva un tiro potente dalla media distanza con entrambi i piedi sebbene privilegiasse il sinistro ed era un incredibile colpitore di testa.
Tutte le cronache dell'epoca concordano nel definire "El Pirata" uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi.
Il MESSICO è
inserito nel GRUPPO 1 insieme a BRASILE (Il Professore), PERU’ (Il Presidente),
PARAGUAY (El Boya), ECUADOR (La Gaglia), BOLIVIA (Il Bandito) e VENEZUELA (Il Barone).
Esordio MUNDIAL : VENEZUELA - MESSICO
Miglior piazzamento Mundial : 8vi di FINALE nella 7a Edizione (Manager : Il Bandito)
I “Leoni
Indomabili” scendono in campo con una 4 2 3 1 dove l’esperto capitano Emmanuel
Kundè dirige il reparto arretrato e accompagna costantemente l’azione mutando,
col suo incessante divenire, la tattica in una 3 3 1 3 all’insegna del ritmo,
dell’intensità e della densità.
Mancino tecnico ed estroso poteva essere impiegato come trequartista, come centrocampista esterno e anche come ala tattica.
Con la Nazionale camerunense ha partecipato al Torneo Olimpico 1984 di Los Angeles, alle edizioni 1990 (con lo storico traguardo dei Quarti di Finale per i "Leoni Indomabili") e 1994 dei Mondiali di Calcio e alle edizioni 1986 (sconfitta in Finale ai calci di rigore contro l'Egitto), 1988 (Vittoria) e 1992 (Quarto Posto) della Coppa d'Africa totalizzando 66 presenze con a referto 8 reti.
AFRICA :
23 Georges MANDJECK
24 Modeste M'BAMI
25 Jean MANGA-ONGUENE'
Emile M’Bouh
e Ndjitap Geremi sono pronti a non concedere tregua agli avversari e,
coadiuvati dal loro capitano, a dare supporto al trio delle meraviglie
costituito da Theopile Abega, Samuel M’Bappè-Leppè e Jean-Pierre
Tokoto.
Il terminale
offensivo è la leggenda Roger Milla.
L’ASSO NELLA MANICA :
Louis-Paul
M’FEDE’
Mancino tecnico ed estroso poteva essere impiegato come trequartista, come centrocampista esterno e anche come ala tattica.
Con la Nazionale camerunense ha partecipato al Torneo Olimpico 1984 di Los Angeles, alle edizioni 1990 (con lo storico traguardo dei Quarti di Finale per i "Leoni Indomabili") e 1994 dei Mondiali di Calcio e alle edizioni 1986 (sconfitta in Finale ai calci di rigore contro l'Egitto), 1988 (Vittoria) e 1992 (Quarto Posto) della Coppa d'Africa totalizzando 66 presenze con a referto 8 reti.
Esordio MUNDIAL : CAMERUN - SENEGAL
(Il Colonnello)
(Il Colonnello)
Miglior piazzamento Mundial : 2° POSTO nella 5a Edizione (Manager : Il Colonnello)
ASIA :
CINA
La Cina è concepita con una 4 1 3 2 dove il regista Zheng Zhi del Guangzhou Evergrande è il vertice basso di un centrocampo tutto fantasia costituito da Yao Xia, Rong Zhi Xing e dal numero dieci Lee Huitang il cui talento creativo è al servizio della coppia di attaccanti formata dal versatile Hao Haidong e da Li Bing.
La Cina terminò ultima nel Gruppo C che comprendeva Brasile, Turchia e Costarica ma Li Tie si distinse sempre in positivo nell'interpretare con personalità un ruolo delicato come quello del centromediano metodista.
Può affiancarsi a Zheng Zhi favorendo la variazione della tattica di partenza in una 4 2 3 1.
23 FENG XIAOTING
24 YU HAI
25 DONG FANGZHUO
25 DONG FANGZHUO
La Cina è concepita con una 4 1 3 2 dove il regista Zheng Zhi del Guangzhou Evergrande è il vertice basso di un centrocampo tutto fantasia costituito da Yao Xia, Rong Zhi Xing e dal numero dieci Lee Huitang il cui talento creativo è al servizio della coppia di attaccanti formata dal versatile Hao Haidong e da Li Bing.
Il capitano
Fang Zhi Yi, che ha maturato un’importante esperienza nel campionato inglese
(Crystal Palace) coordinerà la linea difensiva a quattro completata dallo
stopper Li Ming e dai terzini di spinta Sun Ji Hai (ex Manchester City) e Wu Cheng Ying.
L’ASSO NELLA MANICA :
LI TIE
Centrocampista d'ordine, Li Tie, vanta un'esperienza quadriennale nelle fila dell'Everton che lo mise sotto contratto dopo le positive prestazioni durante la Coppa del Mondo tenutasi in Giappone e Sud Corea nel 2002.La Cina terminò ultima nel Gruppo C che comprendeva Brasile, Turchia e Costarica ma Li Tie si distinse sempre in positivo nell'interpretare con personalità un ruolo delicato come quello del centromediano metodista.
Può affiancarsi a Zheng Zhi favorendo la variazione della tattica di partenza in una 4 2 3 1.
Esordio MUNDIAL : IRAN - CINA
( ? ? ? )
( ? ? ? )
Miglior piazzamento Mundial : FASE A GIRONI 1° TURNO nella 2a Edizione (Manager : Egor Chicov) e nella 7a Edizione (Manager : Il Colonnello)
Vi do appuntamento al prossimo fine settimana quando sarà il turno...
...del BARONE!
l'ANIMA del Mundial!


























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