giovedì 27 settembre 2012

LA PRIMA FUGA E' DEL PRESIDENTE!


Serata pregna di emozioni lunedi 24 settembre all'Anfiteatro Aegidius di Bussana. Sempre assente il Boya in licenza matrimoniale, mancava purtroppo all'appello anche il tecnico di Via Kornice (domina) Chicov, probabilmente in licenza ficcaggio.
Presenti tutti altri allenatori, interveniva a sorpresa anche l'ex mister ormai in pensione Gnini, sempre agguerrito nella ludopatica pratica delle scommesse clandestine e in generale in tutto ciò che è fuorilegge.

Protagonista della serata è stato il Presidente con molte partite giocate e molte vittorie; la partita della serata, come vedremo sotto, è stata a nostro parere Belgio-Repubblica Ceca. 

Si comincia con due partite davvero interessanti nel gruppo 1 dell'Europa.
Allo stadio Marassi di Genova si affrontano l'Immortal Italy di Kranjes e la Polonia di Ulka; clamoroso l'atteggiamento dei tifosi italiani presenti che si dividono in due distinte fazioni: come già preventivato alla vigilia gli Ultras del Genoa non sono certo teneri nei confronti del tecnico lituano e lo accolgono con la riproduzione di un enorme fallo blucerchiato che reca la scritta “SUSSA STU BELIN BULICCIU!”
Pronti via e subito la Polonia passa in vantaggio con una bella conclusione di Lato che gela metà dello stadio genovese mandando in visibilio l'altra, l'arcigna difesa italica che era stata alla base dell'impresa di Istanbul va subito in affanno. I polacchi si limitano a controllare e ripartire senza correre grossi rischi e addirittura alla mezzora si concedono il bis con Deyna. Buio PESTO è proprio il caso di dire per il tecnico lituano e primo tempo che si conclude sullo 0-2. Nella ripresa tutti si aspettano la reazione degli azzurri ma succede davvero ben poco, Ulka torna in Polonia con un risultato importantissimo dimostrando di aver registrato a dovere il reparto arretrato. L'Immortal Italy continua a latitare sul piano del gioco e l'effetto Kranjes non sembra essersi ancora manifestato. Vedremo se questa squadra affascinante si riprenderà dalle delusioni delle ultime edizioni e volerà alla fase finale.

A Rotterdam scendono in campo le altre due pretendenti al gruppo 1, l'Olanda del Barone e la Turchia della Gaglia. Il match è davvero indecifrabile e sembra quasi che ciascuna delle due squadre tenti di recitare il copione che in teoria ci si sarebbe aspettati dall'altra. La Turchia fa la partita e gioca un calcio di altissimo livello mettendo sotto gli Orange e costringendoli al catenaccio-contropiede. Gli avanti della Gaglia però si mangiano una mole spropositata di occasioni e gli olandesi nel finale di tempo sfiorano la rete. L'immeritato vantaggio olandese si concrettizza però ad inizio ripresa con un goal di Robben, che si inserisce in una voragine difensiva della squadra gaglionica e timbra l'uno a zero. Senza minimamente scomporsi, le iene del Bosforo ripartono a testa bassa tra i mugugni dei tifosi arancioni, sconvolti dall'atteggiamento trapattoniano della loro nazionale. All'82' finalmente è Sash a ristabilire la parità che durerà fino al 90. La Gaglia esce tra gli applausi dello stadio anche se nel dopo partita rilascerà dichiarazioni pesanti e inspiegabili nei confronti degli olandesi, “popolo di froci, non froci come i portoghesi ma comunque froci”.

Nel 2 turno del gruppo due la Norvegia di Ulka reduce dall'ottimo pareggio con i cugini svedesi riceve a Oslo la Spagna del Professore.
La Roja scende in campo senza la mentalità della partita d'esordio e fatica molto nel proporre un pressing efficace, i nordici controllano con facilità gli avanti spagnoli e ripartono in contropiede, primo tempo lento e noioso giocato prevalentemente a centrocampo. Nel secondo tempo passa a sorpresa la Norvegia con Odd Iversen che, lasciato colpevolmente solo da Segarra, corregge in rete un cross di Bredesen proveniente dalla trequarti. Finalmente la Spagna si sveglia creando più gioco ma rischiando qualcosa dietro. E' il palo per ben due volte a salvare gli uomini di Ulka, prima su una conclusione di Iniesta e poi su una girata di Fabregas. Spagna sfortunata e sicuramente involuta, Norvegia ben messa in campo e candidata quantomeno a creare problemi a chiunque, come già lo scorso anno.

Nel gruppo 5 pioggia di goal su Bruxelles dove la sfida è tra Belgio e Repubblica Ceca, squadre guidate dai cugini terribilis La Gaglia e Alanash.
Primo tempo giocato a ritmi bassi con una leggera prevalenza dei padroni di casa, in vantaggio va però la Repubblica Ceca grazie al capitano Masopust, che trasforma al 28' un calcio di rigore tutto sommato giusto. Altra musica nella seconda frazione con la Cekia che preme sull'acceleratore e trova il secondo goal grazie a una violenta zuccata di Repka. I diavoli rossi di Gaston La Gaglia non ci stanno e reagiscono con il noto furore, dopo dieci minuti Degryse si inventa il goal che riaccende le speranze e quando tutto sembra finito realizza due goal in due minuti, all' 85' e all 87' mettendo in ginocchio i cechi.
Le emozioni non sono finite però, a tempo scaduto l'uomo del cucchiaio originale Panenka raddrizza la partita per la Repubblica Ceca e segna la rete del 3-3 a suggello di una partita veramente splendida. Complimenti ai due tecnici che ci hanno divertito fino alla fine.

Affascinante match nel gruppo 6, il meglio del calcio danubiano si affronta a Budapest nel tempio dell' Aracnysapat: la Grande Ungheria del Presidente ospita il Wunderteam del Professore in una partita dal sapore epico. Parte bene l'Austria riproponendo il bel fraseggio visto contro l'Heroic Holland, ma gli assi ungheresi riescono ben presto a prendere le misure chiudendo in attacco la prima frazione: partita godibile e squadre che si affrontano a viso aperto. A inizio ripresa il fattaccio: errore clamoroso in disimpegno di Happel che serve Puskas, l' ala di Alanash rimane fredda e punisce l'incolpevole Hiden. L'Austria non riesce a reagire con efficacia offrendo il fianco al contropiede ungherese e rischiando il secondo goal. Finisce 1 a 0 e l'Ungheria è da sola in vetta al girone proponendosi come squadra da battere.

Veniamo al gruppo 8 con la prima partita del secondo turno: a Lione la nuova Forever France del Barone ospita l'agguerrita Bulgaria di Luka.
Squadre corte e grande pressing, il Barone accusa il collega di aver usato una casacca di gioco che si mimetizza con in terreno di gioco, l'anno scorso il tecnico di Via Beglini avrebbe sorriso e risposto con una battuta amichevole ma quest'anno la musica è evidentemente cambiata e Campos con gli occhi iniettati di sangue ha ribattuto: “anche tu ti confonderai con il terreno del mio giardino quando ti aprirò la gola e ti seppellirò tra le mie piante abusive di tabacco”; la partita scorre via intensa ma avara di emozioni per tutto il primo tempo. A inizio ripresa passano però i padroni di casa con Zidane che, dopo i tempi del boicotage, sempre essere diventato sempre più il pupillo del Barone. La Bulgaria a parte il goal è sempre impeccabile in difesa ma latita nella costruzione e l'agognato pari non arriva. Tre punti ottimi per il Barone contro una squadra rognosa guidata dal tecnico ulkaviolento.

Altra sfida nel gruppo 9 tra i cugini terribilis, il Presidente e La Gaglia sono di fronte alla guida di Romania e Grecia. I soldati di gaglionida vanno stranamente subito sotto e l'organizzazione difensiva ammirata in Portogallo questa sera non si vede, basta un quarto d'ora infatti ai balcanici per chiudere la pratica: al 6' la rete di Georgescu, al 14' quella di Munteanu dimostrano ancora una volta il cinismo degli attaccanti rumeni già apprezzato nel primo turno. Al 38' arriva addirittura il terzo goal, ancora con Georgescu ed è la pietra tombale sulle speranze elleniche. Secondo tempo che ha poco da dire, i gaglionici trovano però a tempo scaduto un goal che, il passato insegna, può sempre contare molto nelle classifiche finali. Anche la Grecia va a rischio esonero e La Gaglia è chiamato al miracolo a Mosca, per salvare la panchina senza dover ricorrere al Gran Jury. La Romania vince e convince.

Nel gruppo 1 sudamericano il Paraguay del Presidente ospita la Costarica dell' Hombre Vertical. Partita problematica per i detentori della Coppa che non riescono a proporre il calcio efficace visto nella scorsa edizione.
La Costarica, sorniona, non ha grossi problemi a fermare i delanteri paraguaiani e riesce a proporsi con costanza in avanti. Il match scivola via gradevole e quando tutto sembra portare al più classico degli 0 a 0 pastettosi (alcuni maligni dicono che tra Antichi Eroi è la prassi ma chi scrive non crede a queste facili illazioni) ci pensa il neo entrato Ronald Gomez a beffare il Presidente e a far saltare il Banco. Vittoria insperata di un bel Costarica alla partita d'esordio, Alain avrà il suo bel da fare a riportare i suoi con i piedi per terra dopo aver realizzato il Sogno nei mesi scorsi. Siamo solo all'inizio.

A Rio esordio stagionale anche per il Beloved Brazil, affidato quest'anno al Presidente, che se la deve vedere contro l'Uruguay del Colonnello, la partita rievoca la finale Mundial del 1950 che rappresenta la pagina più triste del calcio brasiliano. A scacciare i fantasmi si incarica dopo un solo minuto il giocatore più rappresentativo dei verdeoro: verticale di Zico per Pelè e Brasile in vantaggio nel tripudio della torcida del Maracanà.
I sostenitori del Presidente sperano nella goleada ma l'Uruguay ci mette poco a serrare i ranghi e tiene molto bene il campo facendosi anche vedere nella metà campo avversaria. Il Brasile crea più gioco ma le conclusioni sono rare da una parte e dall'altra. La Celeste, forse preoccupata di prendere il secondo goal, non riesce a pungere e la partita si conclude senza troppe emozioni con la vittoria dei padroni di casa che però non hanno particolarmente convinto.

Nel gruppo 2 del Sudamerica va in scena a Guadalajara un incontro importante tra due squadre reduci da due sconfitte al primo turno, il Messico di Ernesto La gaglia e l'Always Argentina. Gli uomini del Professore, che stasera ha più che altro insegnato Scienza dell'Ingoio, scendono in campo con lo stesso piglio della prima partita e lo schema è “minghia prendo la palla me scartu tutti e faccio u gol” e come è ovvio il Messico ne approfitta con una partita onesta e un buon fraseggio, pur senza creare vere occasioni da goal. A fine primo tempo, dopo l'ennesimo dribbling senza senso degli argentini, la palla vaga sulla trequarti, cross, sponda e rete di Hugo Sanchez, la semplicità del calcio insomma e l'albiceleste va sotto. Nella ripresa però gli uomini del Professore sembrano mentalmente cambiati e finalmente giocano come una squadra, producendo almeno quattro nitide palle goal che però non portano a nulla per la scarsa precisione degli avanti e in particolare di Maradona, condannando l'Always a un pesante rischio esonero addirittura contro il Beloved Brazil. Il pareggio sarebbe stato più giusto come ammesso anche dal tecnico messicano La Gaglia, che ha fatto i complimenti a fine partita ai tifosi e al popolo argentino: “non sono certo froci come i portoghesi”.

A Montevideo l'Urugauay del Colonnello ospitava la Giamaica di Ulka, incubo di qualsiasi squadra e del Banco nelle precedenti edizioni.
Dopo aver riposato il primo turno, gli uomini del Bandito scendono in campo molto freschi e in botta piena come al solito, praticando una calcio atletico e difficile da affronatre. Il tasso tecnico uruguagio fatica a prevalere e le squadre si annullano sostanzialmente nella prima frazione.
Alla fine L'Uruguay passa con Forlan al 76' e tiene il risultato fino alla fine senza mai però mettere veramente sotto i giamaicani.
Squadra difficile da valutare, l'Uruguay infarcito di campioni è compagine spesso lenta e sarà interessante vedere se il tecnico lituano riuscirà a rendere più mobile l'undici a disposizione. Solita Giamaica quadrata che però fatica molto in fase realizzativa.

Facciamo un salto in Africa dove era in programma uno dei big match delle qualificazioni del continente nero. A Sokoto bella sfida tra la Nigeria del Presidente e il Senegal del Barone ma alla fine ancora una volta ad avere la meglio è il segno x. Nel primo tempo le due squadre si studiano per trovare il modo di superarsi e la partita che ne esce è decisamente molto tattica. Nel secondo tempo passa subito la Nigeria con un pregevole goal di Obi Mikel. Il Senegal non ci sta e continua a macinare gioco seguendo i sapienti dettami tattici del Barone (“ fai la diagonale negroooo!” ) e alla fine arriva il pari tutto sommato meritato con
il solito El Hadji Diouf. Due squadre attrezzate per la qualificazione che di certo non deluderanno.

Nel secondo turno del girone asiatico la Sud Korea era chiamata a rimediare alla brutta sconfitta patita in Iran e aveva stavolta di fronte l'Arabia kragnetica, Favorita dai bookmakers, la squadra guidata dal Barone Aegidius appariva ancora confusa e priva di condizione tanto da far tremare gli allibratori al 28' : difesa ferma e arabi in vantaggio con Al Muwallad.
I koreani stentavano a reagire e chiudevano la prima frazione in svantaggio. Nel secondo tempo gli uomini dell'Hombre Vertical iniziano a macinare gioco e l'Arabia si spegne lentamente sul piano fisico. Il risultato è il goal del pareggio che arriva peraltro solo all' 80' con Lee Eul-Yong. Pareggio sostanzialmente giusto e banco salvo, bene l'Arabia del Colonnello, il Barone non sembra ancora avere trovato la chiave di interpretazione giusta per la sua corazzata.

Seconda sconfitta consecutiva per l'Iran che va a rischio esonero perdendo a Kyoto con il Giappone di Luka. Orfano di Tom Becker e Marc Lenders, che non sono stati tesserati perché esistono solo nella mente malata del tecnico ulkaviolento, il Giappone prende tre punti in una partita tanto povera di contenuti da risultare incommentabile, i nipponici si portano comunque a sei punti e si candidano a essere protagonisti del girone, forse in grado di creare problemi alle favorite Australia e Sud Korea non ancora perfettamente registrate.

Tenetevi connessi nei prossimi giorni perché verrà comunicata la data della prossima esaltante serata!

P.S.: Guardate il simpatico numerino della media punti della Gaglia e traete voi le conclusioni...

                                                  Pelè e Garrincha
                                                   Il grimaldello gaglionico Degryse
                                                  Tom Becker, l'idolo di Ulkaviolence

                          Forlan ringrazia il Colonnello per l'occasione concessa

                                              Fine del boicotage?
                  La delusione di Fabregas in conferenza stampa
                                          





sabato 22 settembre 2012

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO

L'estate calda di quest'anno sembra volgere al TERMINE ma ci sono tutti i presupposti per un autunno Mundial ad altissime temperature.
Seconda serata molto interessante e combattuta che vede il ritorno del Colonnello Kranjes e la presenza agguerrita di tutti gli altri tecnici tranne il Boya in licenza matrimoniale.
Goal e spettacolo non sono mancati neanche questa volta e l'Edizione in corso promette davvero bene, le nuove schede preparate dal Presidente sembrano funzionare alla grande nel rispetto dei valori tecnici con la giusta dose di sorprese e partite emozionanti. Si fotta il calcio moderno, il vero calcio è all'Anfitetro Aegidius: IL VERO CALCIO SIAMO NOI PER DIO!!!

Nel gruppo 1 dell'Europa si inizia con una partita ad alto rischio, nella bolgia di Istanbul sono di fronte la Turchia di Rinus La Gaglia e l'Immortal Italy del Colonnello, scontri tra tifosi nel pre-partita e ultras turchi sugli spalti che bruciano bandiere della Sampdoria e dell'Unione Sovietica.
Partenza a razzo dei Turchi che imperversano per tutto il primo tempo come un battaglione di giannizzeri infoiati, mettendo a dura prova la retroguardia italiana senza però trovare la via del goal, a bordo campo i due tecnici continuano a insultarsi per tutta la prima frazione dando un bel da fare al quarto uomo.
Gesto di distensione del tecnico Kranjes nell'intervallo ma La Gaglia rifiuta la stretta di mano...”Che cazzo vuoi?” intercettano i microfoni e la violenza dilaga. Ancora dominio territoriale turco nel secondo tempo ma al 72' la beffa con la rete di Rossi che scatena il tecnico lituano. La Turchia non riesce a reagire e, anche se il risultato è bugiardo, va dato atto a Kranjes di avere dato solidità ad una squadra difficile in un contesto ambientale pesantemente ostile. Ci auguriamo ovviamente che le problematiche personali tra i due allenatori vengano superate presto, nel nome dell'Amore.

Nel gruppo 2 grande esordio della Francia di Luka, che prende tre punti in Slovenia divertendo e convincendo. Dopo due edizioni all'insegna del buonismo e dei furti, il camaleontico Luka si è presentato a questa edizione mostrando un comportamento incredibilmente violento condito dalla ricerca del bel gioco: voci di corridoio parlano di una sorta di lavaggio del cervello subito da Campos da parte del clan Antichi Eroi, chi scrive è convinto che sia solo propaganda fine a se stessa.
La Slovenia, ottima lo scorso anno sul piano del gioco, non riesce a opporsi ai Transalpini che vanno in vantaggio a inizio gara con Mexes e chiudono la pratica nella seconda frazione con Henry, dimostrando tra l'altro un'ottima solidità difensiva.

Il gruppo 3 vede l'esordio stagionale della Svizzera di Chicov, protagonista della passata edizione, contro la nuova Italia di Gaston La Gaglia, una partita che incuriosiva alla vigilia ma che sul campo non ha offerto particolari emozioni. La difficoltà del girone e la sconfitta della Germania hanno probabilmente spinto i due allenatori a non farsi troppo male, proponendo un inedita pastetta dell'amore nel primo turno. Si è letto di una festa a Ponte Chiasso la sera prima della partita, che secondo alcuni avrebbe minato le condizione fisiche delle due squadre e dei due tecnici ma ufficialmente l'evento patrocinato dal Dottor Varisko non era altro che una celebrazione dell'amicizia tra i due paesi confinanti.

Il tecnico di Via Kornice (domina) non tardava a procurarci emozioni e nel gruppo 4 piegava la Genuine Germany di Kranjes in quel di Copenaghen. Edgaras nel prepartita annunciava l'imminenza del Quarto Reich, rivelando la scoperta di vecchi documenti con metodi di allenamento delle SS che stava utilizzando per la squadra tedesca. Il primo tempo vedeva una supremazia teutonica ma la Danimarca era ben messa in campo e resisteva agli assalti dei Panzer, al 58' era però costretta a capitolare davanti al goal del tedesco volante Voeller. Incredibilmente però gli uomini del colonnello si squagliavano sul piano fisico e la remontada dei danesi si concretizzava in ben tre goal di splendida fattura firmati da Elkjaer, John Hansen e Allan Simmonsen. Germania da rivedere e non crediamo che per gli uomini di Kranjes questi saranno giorni sereni, complimenti a Chicov che ringraziamo anche per le riprese audiovisive della serata.

Un'altra brutta tegola nel gruppo 5 per Kranjes che si vede di nuovo rimontare il goal del vantaggio in Repubblica Ceca – Eternal England. Ottima partita degli inglesi che tengono il pallino per tutto il primo tempo sprecando però troppi contropiedi e che vanno in vantaggio al 58' con una punizione-magia del solito Matt Le God Le Tissier. Dopo venti minuti e senza particolari meriti, i padroni di casa raggiungono il pari con Nedved e a quattro minuti dalla fine beffano gli albionici con Masopust. Kranjes dovrà sicuramente sistemare un attacco che non ha saputo concretizzare la mole di gioco prodotta e il Presidente dovrà probabilmente cercare equilibri in difesa e in mezzo al campo per creare più possesso. Due squadre ancora in costruzione.

Il Presidente ottiene un altro ottimo risultato nel gruppo 6, mostrando anche in questo caso problemi nella costruzione del gioco. A Kiev infatti va in scena una partita all'insegna dell'equilibrio tra l'Ukraina del Barone (una delle favorite alla vittoria finale) e la Grande Ungheria. Match molto tattico dove si fa notare uno Sheva in grande spolvero, a decidere e dare tre punti importanti ai magiari è una magia di testina d'oro Kocsis che, nella veste inusuale di uomo assist, inganna due ucraini e mette Kubala nella condizione di segnare. E' il 49' e gli uomini del Barone non riusciranno a rimettere in piedi la gara.

Nel gruppo 7 si gioca la partita della serata che è stata scelta per la ripresa televisiva (potete vederla qui in basso). Al Camp Nou scendono in campo la nuova Spagna del Professore e la Croazia del Barone. I tecnici si stimano reciprocamente e tutto si svolge all'insegna del fair play. Ad avere la meglio è la Roja che che propone una prestazione convincente sia sul piano fisico che su quello tecnico imponendosi con le reti di Piqué e Iniesta. Grande prestazione di Gento, l'unico a non convincere è Raul forse condizionato dai fischi dei tifosi catalani. Croazia spenta ma siamo convinti che il Barone riuscirà a riproporre il bel calcio visto nella passata edizione.

I due allenatori si affrontano anche nel gruppo 8 in un interessante Inghilterra-Forever France. Partita davvero equilibrata e giocata a ritmi alti priva però di contenuti spettacolari e particolari spunti tecnici. Il vantaggio dei padroni di casa con Ferdinand è viziato da un errore di piazzamento di Barthez e il goal del pareggio di Zidane da un rimpallo fortunoso. Anche in questo caso cantieri aperti ma entrambe le squadre si sono dimostrate solide e vive sul piano atletico.

Chiudiamo il commento sull'Europa con un altra partita a rischio che chiude il primo turno del gruppo 9. Episodio increscioso nei giorni precedenti alla sfida tra Grecia e Portogallo, sembra infatti che un gruppo di dirigenti lusitani in visita alla squadra ellenica sia stato letteralmente gettato in un fosso dall'allenatore Leonida La Gaglia al grido “Questa è Sparta!”.
Il match si propone subito come un assalto alle Termopili, la Grecia difende bene ma troppo in basso, costringendo Nikopolidis a sfoderare una prestazione da marziano che comunque permette alla sua squadra di superare indenne la prima frazione di gioco. A far saltare il fortino ci pensa al 57' José Aguas che regala a Kranjes un'altra vittoria importantissima contro il rivale gaglionico. Solita violenza tra i due tecnici prima durante e dopo la partita ma siamo sicuri che prima o poi l'Amore farà tornare il sereno in questa eterna sfida .

A propoosito di sereno, le condizioni meteo causate dall'uracano Gaglyona, spostatosi dal Sudamerica al continente africano, hanno impedito il regolare svolgimento del secondo turno riguardante appunto l'Africa. Unica partita disputata quella tra l'Egitto di Chicov, squadra sempre da tenere d'occhio, e il Marocco del Bandito che veniva da un esordio positivo con la Nigeria. Avvio lampo dei faroni subito in goal con Abou, tra le curiose e inspiegabili scene di scherno ai danni del tecnico Luka da parte di molti colleghi. A rimettere le cose a posto ci pensava Timoumi al 45'. Partita anche in questo caso equilibrata e sembra che nel continente nero stia trionfando il segno x, Senegal a parte.

Nel gruppo 1 del Sudamerica il Perù del Professore ha espugnato Medellin piegando la Colombia del Bandito grazie a una prestazione convincente per solidità e cinismo. I Cafeteros si sono fatti apprezzare nel fraseggio perdendosi però negli ultimi trenta metri con molte conclusioni ma nessuna palla goal. Prestazione imbarazzante di Higuita che, pur incolpevole sui goals, non ha dato sicurezza al reparto arretrato con alcuni interventi al limite della decenza che potevano aumentare il passivo. Di Cubillas e Terry le reti peruviane in avvio e nel finale di gara. Colombia rimandata.

Il Professore subiva invece una pesante sconfitta interna con la sua Always Argentina nel gruppo 2, a Buenos Aires l'albiceleste veniva superata per due a uno dalla sorprendente compagine statunitense da quest'anno in mano al Barone. Gli argentini passavano in vantaggio con un goal di Pedernera viziato da un errore grossolano della difesa yankee, nel nulla cosmico della prestazione malandra di un gruppo che storicamente troppo spesso si è dimostrato solo un insieme di fuoriclasse e non una vera squadra.
Il Dio del calcio mette le cose a posto e si incarna in Landon Donovan che a fine primo tempo pareggia e nella ripresa porta in vantaggio gli USA: successo meritato e complimenti al Barone. Vedremo se il Professore, che ormai conosce bene l'ambiente, riuscirà a riportare l'Argentina sul tetto del mondo.

Nell'altra partita del gruppo 2 il Cile di Chicov superava il Messico di Ernesto la Gaglia grazie a una rete di Salas a metà ripresa. Partita un po' sonnacchiosa decisa da un episodio ma senza un vero e proprio predominio di una delle due squadre. Siamo all'inizio e crediamo che gli organici in mano ai due tecnici siano a un livello tale da garantire spettacolo e qualiFICArsi per la fase finale.

E' stato completato il primo turno anche in Asia con la vittoria esterna della Cina ai danni dell'Arabia Saudita. Partita mediocre tra squadri difficili da gestire per gli scarsi valori tecnici e fisici. L'Arabia in particolare si è sciolta dopo un ora di gioco e il crollo veritcale a livello atletico ha permesso a Shao di segnare. Vittoria importante per i cinesi ma contro le big ci vorrà qualcosa in più.

Vi ringrazio per l'attenzione e vi ricordo che il prossimo giro è fissato a lunedì 24 per un'altra serata di grande calcio!

         Il tecnico lituano mentre sta valutando nuove alchimie tattiche
                                     Il tecnico Gaglionida mentre dirige la rifinitura
                                       Il nuovo pupillo del Barone, Landon Donovan
                                          Il gioiello danese Allan Simonsen!
                                         Josef Masopust con il pallone d'oro!
                                           Mexes Metrosexual!
                                                     Francisco Gento!