martedì 25 dicembre 2012

21/12/2012: LA FINE DEL MONDO!


Nella notte della Fine del Mondo gli Antichi Eroi salvano il Pianeta dalla famelica Armata delle Tenebre.
Secondo il calendario Maya se i difensori del Bene avessero ceduto in questa fatidica data alle provocazione dell'esercito del Male, il mondo sarebbe finito o caduto in mano alle potenze oscure, ma così non è stato.
Come monaci guerrieri, con la forza della Fede in ciò che è Giusto, il Professore e in particolare il Presidente, sono riusciti con la non violenza e il coraggio, a tenere testa alla violenza fisica e psicologica della triade infernale, formata dai Davidyani e dal cane sciolto Ulka.
Al rintocco della mezzanotte tutto era compiuto ed il mondo era salvo.
Serata strana e particolare, assenti il Boya, Kranjes e Chico. 
Purtroppo il tecnico di Via Kornice (domina) non potrà portare avanti le sue squadre per gli impegni del nuovo lavoro. Nella tristezza per questa notizia che ci priva di un protagonista storico e apprezzato da tutti facciamo un grande in bocca al lupo a Chicov per i suoi progetti e speriamo che sia un arrivederci! 
Andiamo a commentare le 12 partite di questa sera, numero scelto non a caso dagli antichi Eroi piché viene considerato il più sacro tra i numeri, insieme al tre e al sette. Il dodici è in stretta relazione con il tre, poiché la sua riduzione equivale a questo numero (12 = 1 + 2 = 3) e poiché è dato dalla moltiplicazione di 3 per 4. Il dodici indica la ricomposizione della totalità originaria, la discesa in terra di un modello cosmico di pienezza e di armonia. Infatti indica la conclusione di un ciclo compiuto. Il dodici è il simbolo della prova iniziatica fondamentale, che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro. Il dodici possiede un significato esoterico molto marcato in quanto è associato alle prove fisiche e mistiche che deve compire l’iniziato. Superate le prove induce ad una trasformazione, in quanto il passaggio si compie su prove difficili, le uniche che portano ad una vera crescita. In molte culture i riti iniziatici si compiono all’età di dodici anni, dopo di che si entra in un’età adulta.


Il Barone punisce il Professore e vendica l'oltraggio del sorpasso già nel primo match della serata.
Tutto facile infatti per il Senegal che si impone per 4 a 1 sul Sudafrica a Capetown.
L'imbarazzante difesa dei padroni di casa non chiarisce appieno il valore di questa vittoria senegalese, troppo scarsa infatti l'opposizione trovata dagli Aegidianti che straripano con facilità in una retroguardia burrosa: il primo posto in classifica è comunque un dato importante.
Da segnalare la splendida prestazione di Bocandè autore di tre assist illuminanti in boccammè.

Dietro al Senegal si muove bene il Marocco di Ulka che va a vincere in Nigeria e sale in classifica.
Fedele all'imperativo categorico di realizzare goal su assist di Nessuno, il Bandito prova il brivido della variante segnando su un rigore che definire dubbio è poco. La Nigeria prova a fare la partita ma il campo pesante e qualche leziosismo eccessivo la condannano alla debacle interna. Squadra ancora altalenante quella alenante, ma la posizione in classifica, nel livellamento verso il basso del girone, rimane comunque solida.

Buon pari del Messico nella trasferta a Buenos Aires contro l'Always. Sfida alcolica con errori da ambo le parti, divertente per il pubblico di massa ma assolutamente deludente per gli esteti del futbol.
I gaglionici vanno sul due a zero giocando un buon primo tempo ma la difesa albiceleste non appare certo irreprensibile, la remontada argentina inizia e si conclude su amnesie della retroguardia centramericana. 
Squadre vive sul piano atletico che fanno però un grosso passo indietro nell'organizzazione e gestione tattica.
Batistuta si conferma il migliore attaccante alle dipendenze del Professore in mezzo a un circo di primedonne, Garcia Aspe è sempre più il raffinato ispiratore delle segnature dei Verdi.

Nella sfida per l'egemonia del gruppo europeo number 9 vince il Presidente che porta la Romania al primo posto ai danni della Russia del subentrante Barone. Partita bloccata e nervosa decisa solo nel finale da Munteanu. Aegidius si è lamentato parecchio di dover usare tattiche non sue promettendo di portare in alto i sovietici appena avrà le mani libere, ai poster l'ardua sentenza, come sempre. La Romania spacca e si qualifica con ben 15 punti in un girone infernale: solidità difensiva e varietà delle soluzioni e dei protagonisti in avanti le chiavi di questo successo.

Sorprendente vittoria dell'Ecuador di Hector Gagliona che espugna Fortaleza, inguaia il Brazil del Presidente e prenota addiritura un posto al prossimo Mundial. Classica partita difesa e contropiede per gli ospiti, interpretata in maniera davvero convincente. La squadra alenata da Alain si trova di fronte a un muro invalicabile in un momento in cui la sua organizzione offensiva è ancora in costruzione e non convince.
Il pareggio era ovviamente il risultato più giusto ma Gagliona ha pianificato e fatto recitare un copione perfetto. Si mette male per i carioca a sei punti dalla quarta piazza.

Serata delle sorprese in Sudamerica, alla festa partecipa anche il Paraguay del Barone che supera per 3 a 0 la Colomba del Bandito, lanciatissima alla vigilia quanto irriconoscibile in campo. La frequenza di partite di questo tipo, in cui Aegidius si trova di fronte squadre inspiegabilmente arrendevoli, pone seri dubbi sul corretto svolgimento del Mundial: sono questi gli episodi degni di inchiesta e non certo quelli in cui gli Antichi Eroi, depositari dell'Etica, vengono ripetutamente messi sul banco degli imputati.
Il Paraguay fa la partita e si dimostra molto incisivo sottoporta, sontuosa la prestazione di Chilavert ancora a segno con una magistrale punizione. Colombia involuta e davvero imbarazzante.

Il gangster di Castellaro si rifà alla guida della Francia in Yugoslavia, punendo con un perentorio quanto bugiardo  0-3 la squadra del Presidente. Henry sale sugli scudi e mette a segno una tripletta ma la prestazione dei transalpini è tutt'altro che convincente. L'Equipe protesta per la mentalità ultradifensiva di Ulka che però risponde "C'est moi qui fotte" e porta i Bleus al primo posto in cohabitation, vedremo se in partite in cui i suoi dovranno costruire e non solo distruggere la musica cambierà o meno. Yugoslavia eternamente incompiuta con alcuni sprazzi di bel calcio ma cronica fragilità difensiva e mentale, le cose si mettono molto male con 4 punti in 5 partite e una differenza reti da lacrime amare.

Partita da zero a zero in Asia fra la Sud Corea del Barone e l'Iran del Professore. Al 50' si manifesta però l'ennesimo furtarello della compagnia del chiagne e fotte con la punizione di Lee Heul Jong in mezzo ad una partita soporifera che aveva visto un buon Iran nel primo tempo.
I Coreani fanno un bel salto in avanti e ora il vantaggio sull'Australia è di tre punti, il gioco rimane una chimera ancora da raggiungere. Iran con una buona tenuta del campo ma davvero inesistente al momento di concludere.

Il Professore può sorridere portando la Danimarca al Mundial da subentrato dopo la vittoria sulla Slovacchia del Presidente che può forse ancora sperare in una difficile qualificazione. Bel primo tempo dei danesi con il vecchio schema di Claude ma grande imprecisione sottoporta e Slovacchia brava ad approfittarne con Masny. Il Professore cambia schemi d'attacco e la manovra si fa meno ariosa ma più incisiva nel secondo tempo portando al ribaltamento del risultato grazie alle reti di Elkjaer e Miki Laudrup. Gli ospiti giocano uno splendido secondo tempo ma latitano negli ultimi 20 metri e con il passare dei minuti concedono qualcosa di troppo dietro anche per esigenze di classifica. Primo posto matematico per i danesi, la Slovacchia spera in un pari tra Genuine e Galles per giocarsela all'ultimo turno.

Ancora una vittoria per il Marocco di Ulka che supera l'Egitto del subentrato Gaglionkamon ed è ora la seconda squadra africana. Primo tempo di studio per il duo destabilizzante più interessato alla polemica con il Presidente che alla partita. Nella seconda frazione viene fuori la squadra dell'Ulkaviolento forse facilitata dalle difficoltà del tecnico di Via Campi con gli schemi di Claude. Segnano Timoumi e Ben Barek a metà ripresa e i faraoni Gaglioni non riescono ad abbozzare una reazione valida. Egitto ancora in corsa ma preoccupa la difesa colabrodo, Marocco sempre più lanciato vero il Sogno.

Sorprende ancora l'Ecuador con un'altra vittoria fuori casa stavolata ai danni della Colombia e se le qualificazioni finissero ora sarebbe qualificato al Mundial.
La Colombia parte meglio rispetto alla partita farsa con il Paraguay ma l'Ecuador è abile ad ingabbiare il talento dei Cafeteros ed in particolare di Radamel Falcao sbloccando addirittura con Graziani a fine primo tempo. La ripresa è una bolgia di violenza e intimidazione in pieno stile Ulka con la Colombia che preme ma rischia anche la seconda pizza: viene ammonito Chiunque e Leonel Alvarez si becca anche il secondo cartellino. Il pari dei padrona di casa arriva su rigore con Radamel Falcao che lo conquista e lo transforma, ma dopo pochi minuti Alberto Spencer regala ai tre tifosi ecuadoriani venuti a Bogotà la gioia della vittoria e la speranza ormai concreta di andare al Mundial. Che fine ha fatto la Colombia schiacciasassi di Ulka?

Si riaprono i giochi per la leadership del gruppo 2 in Sudamerica grazie alla brillante vittoria del Beloved del Presidente che supera gli USA del Barone. Gran primo tempo dei verdeoro che praticano il calcio e vanno a segno con Romario, sempre più leader, e Zico ma devono subire il goal del solito Donovan nell'unica azione pericolosa degli yankee. A inizio ripresa la rete di Ronaldo sembra chiudere la gara ma i carioca si sgonfiano col passare dei minuti e rischiano nel finale dopo la rete di Bradley su assist di uno scatenato Landon Donovan che al novantesimo rischia addirittura di portre gli aegidianti al pari con una spolendida girata.
Vittoria meritata dei brasiliani ma occorrerà fare attenzione a qualche disattenzione di troppo, gli USA stanno frenando ma 16 punti già in cascina sono davvero tanti per aver paura.

CI VEDIAMO GIOVEDI 27!

FORZE DEL MALE: GAGLIONKA!

FORZE DEL MALE: AEGIDIUM!
FORZE DEL MALE: ULKO!

FORZE DEL BENE: IL PRESIDENTE!
FORZE DEL BENE: IL PROFESSORE



lunedì 17 dicembre 2012

IMPAZZA IL SOUND DEL PROFESSORE!



Serata record mercoledi 12 dicembre all'Anfiteatro Aegidius, con 18 partite giocate sta diventando difficile ma anche molto divertente stendere la cronaca!
Sono nell'aria grandi cambiamenti perché sembra ormai deciso l'abbandono di pes 2 per le prossime edizioni in favore di pes 13. La nuova piattaforma è stata scelta da Ulka che ha minacciato di morte chiunque possa avere idee diverse in merito, il tecnico ulkaviolento ha infatti insultato l'intero ranking, tranne Gagliona e Chicov, e in particolare si è scagliato contro il Barone e Kranjes, quest'ultimo sempre più nell'orbita del Clan Antichi Eroi. E' inutile sottolineare che chi scrive auspica serate più tranquille in cui regni l'amore e l'amicizia.
Venendo al denarrow, la presenza del Ricco Mercante proponeva nuovamente la sfida con il Banco Aleniano che esce ancora vincitore contro un diablo Kuge ormai in bolletta. 
Ma veniamo alla cronaca.

EUROPA

Nel gruppo 2 la situo è ancora bella complessa dopo il pareggio strappato a mano armata dalla Francia di Ulka in quel di Belfast, ai danni della Nord Irlanda di Chico. La partita la fanno i padroni di casa ma il re del chiagne e futte si trova in vantaggio al minuto 33 con il solito Henry su invito di Nessuno, che si conferma migliore assist man delle squadre ulkaviolente. Gli uomini di Chico si riversano nella metà campo avversaria creando occasioni su occasioni ma la Francia è bravissima a incunearsi in contropiede e a produrre palle goal a sua volta: bel match per Dio! Quando tutto sembra ormai perduto Whiteside regala a Joe Bambrick la palla del pari e il centravanti non si fa pregare, uno a uno al minuto 87. Risultato giusto, squadre davvero toniche, i verdi avrebbero meritato qualcosa di più.

Nel gruppo 3 si chiudono i giochi e la Scozia del Professore va al Mundial pareggiando a Glasgow contro la Germania del Boya. Partenza a razzo dei tedeschi che mettono sotto gli Higlanders per una buona mezzora arrivando ripetutamente vicino al goal e trovando sulla loro strada un Leighton in serata di grazia. Il Prof si copre e stranamente la squadra alza il baricentro giocando con più equilibrio. Al 36' doccia scozzese per i teutonici, Bremner anticipa tutti sulla punizione di Mc Allister e la Scozia passa immeritatamente in vantaggio.
I padroni di casa iniziano in avanti il secondo tempo ma dopo tre minuti Khedira incorna con precisione un cross di Podolski riaprendo i giochi qualificazione. I Boya Boys non approfittano del momento favorevole e scoprendosi troppo perdono il pallino del centrocampo permettendo agli Scozzesi di rendersi più volte pericolosi. Complimenti al Professore per il traguardo raggiunto, il Boya non riesce a riconfermare la Germania, nonostante il girone di ritorno davvero positivo, per i troppi punti persi in avvio.

Vittoria pirotecnica della gaglionica Italia nell'altro match del raggruppamento contro la Svizzera di Chico, che arriva vicinissima al Sogno. All'8' apre le danze il Pupone di Gaglione, dopo dieci minuti pareggia Henchoz: la partita è apertissima e al 26' la bordata di de Rossi porta ancora avanti i padrona di casa. Passano stavolta solo sei minuti e raddrizza tutto Hugi, davvero incraiable! Le anime dannate dei giocatori in campo finalmente si placano e bisogna aspettare il minuto 60 per il vantaggio elvetico, ancora con Hugi: basterebbe in questo momento un goal alla Svizzera per la qualifica! Il sogno vacilla al '76 quando Giuseppe Rossi segna il goal del pari italico e si infrange definitivamente all'82' su un altra cagnola di De Rossi che regala la partita agli uomini di Gagliona Salvatore. Uno degli incontri più avvincenti del Mundial conclude il viaggio della Svizzera che esce a testa altissima e anche quest'anno ha prodotto grande calcio perdendosi però nelle ultime due partite decisive.

Nel gruppo 4 va a completare il quarto turno Galles-Danimarca, di fronte il Boya e il Ficador. Come al solito in questa edizione i dragoni danno l'impressione di tenere benissimo il campo con pressing e dominanza atletica, per poi non riuscire a trovare le giuste soluzioni in avanti. La Danimarca lascia fare la partita al Galles ma le sue improvvise accelerazioni sono letali. E'quanto succede al 39' con Elkjaer che sblocca il risultato in un primo tempo interessante ed equilibrato. Nella seconda frazione si ripete il tema della prima, i padroni di casa ci provano ma la sterilità dell'attacco non porta a nulla per la gioia danish che porta a casa il bottino pieno e mette un mattone importante per la qualiFICA. Situazione preoccupante per i gallesi anche se Slovacchia e Genuine non stanno certo correndo: cercasi goleador disperatamente. 

Nel gruppo 8 si consuma un altro storico boicotage ai danni del Barone traditeur che porta al Mundial l'Inghilterra del Professeur... Nel prepartita Aegidius spara a zero sui giocatori della Forever e il risultato è un primo tempo imbarazzante dei galletti che non ne prendono una, inglesi sempre primi sulla bola e la coppia Owen-Gerraard sugli scudi: due goal del Wonder Boy, due assist del Capitano.
Nell'intervallo il Barone chiede scusa alla squadra che gioca un secondo tempo d'attacco; al 53' Platini accorcia le distanze e tiene vive le speranze di poter riaprire le danze. Gli ospiti chiudono però molto bene e gli aegidianti si affidano troppo alla tecnica dei singoli. Rovesciandosi in avanti i francesi si espongono e gli uomini del Professore vanno più volte a un passo dal terzo fico.
Finisce uno a due e la Forever quest'anno purtroppo non sarà al Mundial, grande rammarico per il Barone e pesanti accuse su l'Equipe che titola " Baron tu as perdu l'humilté!".

Nell'altra partita del gruppo spakka di brutto la Bulgaria del Bandito che approfitta dello schieramento offensivo della Fainland di Chico costretta a vincere: zero-tre senza discussioni. La sagra del fico è inaugurata da Stoichcov al 16', la Fainland preme ma non controlla la mediana premettendo al bulgaro bastardo di ripetersi al 44'. Generosa partenza dei finnici nel secondo tempo ma l'attacco nordico in queste qualificazioni si conferma davvero imbarazzante. Al minuto 72 la Bulgaria chiude il match con la sesta realizzazione personale di Asparago e va al Mundial addirittura da prima del girone per il maggior numero di goals fatti rispetto all'Inghilterra. Salutiamo con un applauso la Fainland di Chicov che gasa sempre alla morte, grandi lezioni tattiche ma i delanteri non hanno davvero funzionato.


SUDAMERICA

La Colombia non si ferma più e fa fuori in trasferta anche il Perù mettendo a rischio esonero il Professore. Delizioso il gioco di Ulka, come sempre d'altronde, sempre all'attacco con azioni manovrate di una bellezza ancestrale. Dopo aver creato migliaia di palle goals, apre le marcature colombiane Radamel Falcao al termine di una serie ubriacante di passaggi e tocchi di prima, approfittando della sapiente rifinitura di Nessuno. Il Perù va negli spogliatoi annichilito e la musica non cambia nella ripresa. Al 58' Radamel fa il secondo, in sala stampa i giornalisti ammaliati dal fraseggio ipnotico dei Cafeteros assegnano l'assist a Gamboa ma anche in questo caso è Nessuno a liberare il formibabile puntero di Ulka. I padroni di casa provano a raddrizzare la partita ma finiscono per subire altre migliaia di palle goal sapientemente costruite.
L'immeritato goal della bandiera peruano arriva al minuto 78 con una banale mezza rovesciata al volo di Cueto su cross dal fondo della Joya. Il match termina qua, troppa Colombia per questo Perù: complimenti sinceri a Ulka!

Pari e patta in Ecuador per l'Argentina del Boya contro il coriaceo ensemble di Hector Gagliona. Partita tattica dei padroni di casa che chiudono ogni varco ai tentativi argentini. La squadra del Boya fa la partita ma sembra fisiologicamente un po' stanca dopo il felice avvio. Il pareggio accontenta alla fine entrambi con l'Argentina che si assesta al primo posto e l'Ecuador che muove la classifica.

Pioggia di goals in Paraguay con la vittoria del Brasile champagne alenante che fa la festa all'equipo del Barone. Dinho va in goal al 3' su invito di Pato, poco dopo si infortuna Cabanas e tutto sembra girare facile per gli ospiti che però stentano a manovrare. Il Paraguay ne approfitta e al 37' una perla su punizione del Chila riapre la contesa. Nella ripresa il Brazil accelera e alza prepotentemente il livello del suo calcio. Molto bella al 58' l'azione che porta alla rete di Leandro Damiao, liberato da Pato, ma la partita non è ancora finita e il Paraguay si rimette in corsa dopo dieci minuti con Arsenico Erico che incitato dal chiagneffutte baronale timbra la pizza contro il suo ex allenatore sfruttando l'assit di Gonzalez. A chiudere il conto e a rilanciare il Brazil, condannando probabilmente i detentori a non difendere la Coppa, è il chierichetto Kakà che fredda Chilavert dopo un'azione personale.

Il Paraguay del Barone prova a rifarsi nella trasferta in Costarica ma subisce il ratto kranjoso.
Gli ospiti dominano infatti la gara sia nel possesso di palla che nel numero delle occasioni portandosi in vantaggio con il solito Arsenio Erico. La Costarica rimane in 10 uomini per l'espulsione di Roger Flores e si trova in balia degli attacchi baronali, è fortunata a trovare il pari al 70'su colpo di testa di Wanchope servito da Mauricio Solis. In questo caso il pari va benissimo alla Costarica per come si erano messe le cose mentre per i detentori è sempre più notte fonda nonostante i grandi miglioramenti sul piano del gioco.

Vince a sorpresa il Chile di Chico a Belo Horizonte contro il Beloved del Presidente Alanash. La coppia Zamorano-Salas è scatenata e già al 5' Marcelo lancia Ivan in porta per il vantaggio cileno. Ritmo indiavolato e partita ulkaviolenta, massacrato Pelè che si infortuna gravemente, espulso Quintano, alla fine Romario su rigore segna il goal di un pari tutto sommato giusto al minuto 41. Il Beloved tiene palla ma il Chile è più concreto e solido: al 45' Hormazabal riceve da Zamorano e porta in vantaggio i suoi, al 58' è lo stesso Zamorano a inventarsi il goal del 3 a 1, difesa brasiliana è ancora da registrare. Al 66' un ispirato Gerson riapre l'incontro dopo aver ricevuto da Socrates ma la pressione carioca dell'ultima mezzora è intensa quanto imprecisa e i cileni, pur in affanno per l'inferiorità numerica, portano a casa un prestigioso quanto fondamentale risultato.

Torniamo a parlare del Chile che, dopo il colpaccio in casa del Beloved, torna ad esprimersi su buoni livelli contro il Messico gaglionico ma trova sulla sua strada uno straordinario Jorge Campos. Il Messico è squadra organizzata, sa soffrire e quando meno te lo aspetti colpisce. E'quanto succede al 21' con Hugo Sanchez che trova la pruglia servito da Garcia Aspe, sempre più assist-man mundial. La gara è molto bella, aperta e tesa e il risultato rimane in bilico fino alla fine ma non ci sono altre segnature e per gli uomini della Gaglia la classifica è sempre più positiva all'interno di un girone davvero incerto.

Importante vittoria dell'Always Argentina a Los Angeles ai danni degli USA di Aegidius che si prendono una pausa. Il Professore ha voglia di sperimentare e concede campo nel primo tempo ai padrona di casa che non approfittano della supremazia territoriale. Nel secondo tempo Sivori sale in cattedra e ridicolizza i diretti avversari occupando la fascia destra. Suo l'angolo al 61' che porta nei suoi sviluppi al goal di Ruggeri che ribatte in rete dopo un suo stesso colpo di testa. Gli USA ci mettono solo due minuti a reagire e Hugo Perez trasforma con opportunismo lo splendido assist di Wynalda. Gli Ammeregani fanno possesso in mezzo ma soffrono troppo sulle fasce, al minuto 82' Sivori pennella in mezzo l'ennesimo traversone invitante e Pedernera si fa trovare pronto per il goal del definitivo 1 a 2. Partita strana con sterile possesso degli uomini del Barone e il solito mix di classe cristallina ed errori banali nelle fila albicelesti.

Match ai limiti dell'inguardabile tra Uruguay e Beloved, due rose sontuose che si annullano producendo noia. Uruguay come al solito troppo lento nella costruzione e nella finalizzazione, Beloved leggermente migliore ma
la palla brucia tra i piedi e l'assenza di Pelè pesa oltremodo.
Nell'economia del girone il punto va in teoria bene ad entrambe ma dopo sette partite le due compagini denunciano limiti atletici e caratteriali che l'enorme cifra di talento disponibile non riesce minimamente a coprire.

AFRICA

Il Senegal del Barone cede a sorpresa tra le mura amiche sotto i colpi dei faraoni infoiati di Chikankamen.
Primo tempo equilibrato con i padroni di casa a fare la partita, manovre prevedibili e lentezza permettono però agli egiziani di controllare con tranquillità ed andare al riposo sul pari. Abbandonato il timore reverenziale, l'Egypt si trasforma nella ripresa andando subito in goal col bomber Mido, ben servito da El Kathib. Chi si aspetta la reazione senegalese rimane deluso, i turbonegroidi sembrano imballati ma probabilmente le problematiche sono più mentali che fisiche. La partita viene chiusa da Abou al minuto 77' al termine di un'azione personale, il girone africano è sempre più alla ricerca di un padrona che non c'è.

L'Egitto, infatti, dopo aver sbancato in casa del Senegal e ottenuto la testa del girone africano, si squaglia malamente venendo incenerito dalla Tunish, finalmente the Punish. Faraoni senza El-Khatib (assenza grave) ma Tunisia con un Diwa devastante (3 gol e un assist) che conferma le recenti buone prestazioni e finalmente torna cinica sottoporta. Di Tarak Dhiab, Hossan Hassan e Chermiti gli altri goals.
Il girone dell'Africa è pazzesco guardando la classifica...tutti in gioco!complice gli stenti di Camerun e Senegal ci sono 6 squadre in 3 punti, mai visto!

ASIA

Colpaccio dell'Arabia Saudita del Colonnello a Shangai contro la China del Presidente. Dopo le polemiche sul Grand Jury mancato o presunto tale, Kranjes motiva al massimo i suoi che giocano un gran match. Dopo venti minuti di studio è Majhed Abdullah ad aprire le danze su assist di Sami Al Jaber, i padroni di casa stentano ad abbozzare una reazione e gli arabi continuano a sfornare un ottimo posseso. Nella ripresa il copione non cambia con la China sempre in difficoltà, al 58' Abishgeer depone il secondo fico nella rete degli alenanti e la partita finisce in pratica qui. Qualificazione difficile ma non impossibile per entrambe le squadre anche se  per quanto visto stasera i contenuti tecnici sono quelli che sono.

Il match clou della serata Australia-Giappone ci fa vedere una grande partita dei giocatori del Boya che mettono sotto i nipponici dominatori del girone. Al 13' i canguri sono già avanti con il gioiello Kewell, 6 goals in 6 gare, che non perdona servito da una sapiente spizzata di Viduka. Il Giappone appare contratto e non riesce a prendere il pallino del gioco, stabilmente in mano ai Boyardi per l'intero incontro. Quando sembra materializzarsi il primo ko, Nakata riporta tutto in parità sfruttando uno splendido assist del solito Nessuno: è l'ottantesimo e il match finisce pari. La Sud Korea può approfittare del risultato per superare gli australiani ma analizzando l'incontro sembrerebbero proprio i ragazzi di Sir Ale i pretendenti più seri per la seconda piazza.

CI VEDIAMO GIOVEDI' PER LA SERATA A QUATTRO TRA CHI RAPPRESENTA IL BENE E CHI SOSTIENE IL MALE, A TUTTI GLI ALTRI E ALLE LORO FAMIGLIE TANTI CARI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

PER LA GLORIA, PER L'ONORE E PER IL SOGNO MUNDIAL!



Serata pesante per il Barone!
Lu banditu Ulku terruri du Mundiali!

Il David di Gagliona, l'Italia che funziona!
Kragnites d'Arabia!
Al Boya il derby del Nord Africa!
Chikankamon!

Soldi facili per il Banco!

L'ex Ricco Mercante!

sabato 1 dicembre 2012

ULKA EMERGE NELLA SERATA SUBBAQQUEA!


Serata umida martedi 27 novembre all'AnfiBeatro Aegidius, resa possibile solo grazie all'intervento degli angeli del fango Alain e Cristiagna che ha permesso il regolare svolgimento delle partite. 
Un ringraziamento doveroso va quindi ai due esponenti dei Clan Antichi Eroi e Davydiani, che per l'occasione hanno sotterrato l'ascia di guerra.
Serata ricca di verdetti che segna la qualificazione di Polonia, Austria, Heroic Holland, Crozia, Svezia e Romania, escluse eccellenti la Spagna e il Protogallo. 
Complimenti ai tecnici che hanno raggiunto la seconda fase del Sogno Mundial! 
Torna in pista il demone Ulka che sale nella classifica manager e appare finalmente in grado di mantenere ad un livello accettabile la sua incredibile violenza, probabilmente frenata dall'irrigidimento del clima.
L'Europa si sta piano piano definendo ma anche i gironi terminati sono esempi dell'alto tasso di equilibrio dominante. Il Sudamerica è come al solito aperto e divertente e anche l'Asia arriva finalmente a buoni livelli.
Unica nota stonata finora il girone africano, appassionante per il livellamento ma povero di contenuti.
Veniamo ai campi. 


EUROPA

Nel gruppo 1 la seconda squadra ad accedere alla fase finale dietro l'Olanda è sorprendentemente la Polonia del Bandito, che chiagnendo futte la capolista: l'atteggiamento degli Aegidianti da proprio l'idea di quanto sia unito il Clan dei Davydiani, con un Barone in vacanza che non si impegna minimamente per superare i polacchi ed aiutare la Turchia della Gaglia.
La partita viene decisa nei primi venti minuti: al 7' Boniek mette dentro ben servito da Lato e al 18' lo stesso Lato raddoppia sugli sviluppi di un corner battuto da Buncol. Pur schierata con un prudente 532, la Polonia è molto pericolosa in contropiede ma i Tulipani fanno ben poco per raddrizzare la partita e solo Davids si salva nel contesto di una prestazione generale da dimenticare.
Complimenti a Ulka!

La Turchia della Gaglia espugna l'Olmpico sconfiggendo l'Immortal Italy del Presidente e aggancia la Polonia al secondo posto, ma non si qualifica per la peggiore differenza reti. Gran goal dei Turchi al secondo minuto: Emre innesca Hasan Sas, sponda aerea per Mansiz e splendida conclusione al volo, uno a zero! L'Immortal colpita a freddo rischia il raddoppio ma lentamente inizia a premere mandando in sofferenza i Kani del Bosforo. Al minuto 52 Conti pareggia per l'Immortal ribadendo in rete una conclusione di Mazzola respinta da Rustu ed è veemente la reazione turca alla ricerca della qualificazione. Al  67' Zenga esce in cerca di coleotteri su un corner insidioso di Hasan Sas e Servet Cetin segna in percussione offensiva.
Gli uomini della Gaglia rischiano il tutto per tutto scoprendosi ai contropiedi italiani ma non arrivano altri goals e la qualificazione rimane un Sogno.

Nel gruppo 4 pari e patta a Bratislava tra la Slovacchia del Presidente e la Genuine Germany del Colonnello. Partita ben giocata dai padroni di casa che come al solito mostrano una manovra piacevole, con la perenne mancanza però di sbocchi offensivi; la Germany di Kranjes è sempre più quadrata ma il centrocampo ipermuscolare lascia poco spazio allo spettacolo. Vanno in vantaggio gli ospiti con Matthaus al 31' al termine di una fuga sulla sinistra, dopo due minuti il centrale difensivo Popluhar segna la rete del pari con una terrificante cagnuola su calcio piazzato. La Slovacchia tiene il pallino del match ma i teutonici non si fanno schiacciare e il pareggio finale serve poco a entrambe le squadre.

Nel gruppo 6 i risultati della serata portano altre due squadre al Mundial.
Con una partita di altissimo livello, l'Austria del Professore batte ad Amsterdam gli Eroi d'Olanda del Boya e si qualifica come prima in un girone davvero proibitivo. Gli ospiti dominano il primo tempo con un pressing alto e un rapido fraseggio annichilendo sul nascere le azioni olandesi, la ciliegina sulla torta arriva al 37' con Krankl che trasforma in splendida mezza girata l'assist di Sindelar, che aveva raccolto la respinta sul palo di un tiro di Okwirk. Gli Eroi partono bene nel secondo tempo e su una delle rare occasioni concesse dalla retroguardia del Professore arriva il pari: cross dalla trequaarti di Neeskens e incornata imparabile di Gullit, come cervo che esce di foresta. L'Austria non si scompone e continua a premere, al 68' molto bella la discesa di Okwirk sulla destra e il cross a rientare, Schall anticipa i centrali olandesi, molto fermi stasera, e mette in rete di testa in tuffo. I tulipani non riescono a reagire e gli ospiti tornano a casa con un risultato di prestigio. Complimenti al Professore ma anche al Boya che, pur perdendo, passa il turno per una miglior differenza reti in virtù della sconfitta ungherese contro l'Ucraina.

A Budapest l'Aracnysapat del Presidente viene travolta dall'Ucraina del Barone ed entrambe le squadre vanno a terminare a pari merito con gli Eroi ma non si qualificano al Mundial.
Partita strana pesantemente viziata dalle espulsioni di Sarosi, rosso diretto, e Lorant, somma di ammonizioni, che lasciano l'Ungheria in nove in balia degli Aegidianti. Il percorso ungherese è stato troppo condizionato dai cartellini rossi ma le responsabilità dell'insuccesso vanno ricercate soprattutto nella difesa, anche stasera pesantemente in amblass. L'Ucraina deve rammaricarsi invece di essersi svegliata tardi e termina così il Sogno dopo essere stata indicata alla vigilia come la pretendente principale al titolo.
L'Ungheria ha condotto paradossalmente il gioco ma all'elegante fraseggio offensivo, peraltro sterile, è corrisposta una grande fragilità. Uno-due micidiale degli ospiti che chiudono il match nel primo tempo con Ponomariov al 31' e Rebrov al 39', l'Ungheria reagisce ma gli ospiti in superiorità numerica non hanno problemi a controllare e ripartire pericolosamente. Al 91' Sheva fa il terzo goal su invito del solito Ponomariov e sullo stadio della Honved cala il sipario.

Nel gruppo 7 si consuma il primo atto della tragedia iberica con l'elimininazione della Spagna del Professore, travolta a Spalato dalla Croazia del Barone, che conquista il Mundial dopo un avvio molto problematico.
Partita strana e indecifrabile dove non si è capito dove iniziassero i meriti dei padroni di casa e dove i demeriti degli ospiti che non sono letteralmente scesi in campo.
Il Barone sembra aver il dente avvelenato contro gli Antichi Eroi e la sua squadra inizia all'arma bianca favorita dall'immobilismo iberico: Suker segna due goal in otto minuti al 6' e all'8' su assist di Boban e Surjak e la partita è finita prima di cominciare. La Spagna non riesce ad abbozzare una reazione ed è completamente in balia degli avversari per l'intero match, nonostante i tentativi del Prof di invertire la rotta.
Nel secondo tempo il copione non cambia e arriva ben presto il secondo terrificante uno-due stavolta per merito di Surjak che al 54' segna il terzo su imbeccata di Suker e al 66' il quarto al termine di un'azione personale. Per la Spagna è una clamorosa debacle e gli uomini del Barone rischiano addirittura di mandare under the table il Prof. Complimenti a Aegidius che dopo il rischio esonero ha tirato su i suoi e li ha portati al Mundial, al contrario del Prof che dopo un buon inizio ha perso le redini della squadra.

Come già successo per Eire ed Heroic Holland, il Boya sente troppo la pressione nell'ultima sfida del gruppo sette e finisce per perdere contro la Norvegia già eliminata, guidata nell'occasione da Gaglonesen.
Complimenti ad Alessio che si qualifica con un'altra squadra ma è palese l'involuzione tecnica e soprattutto mentale del suo gruppo che aveva così bene impressionato nelle scorse partite. Limitandosi al compitino e risultando troppo timorosi, gli svedesi non riescono ad alzare il baricentro e rendono la vita facile alla Norvegia che si limita a controllare: il risultato è una partita deludente e noiosa. Al 71' decide Strand che regala una vittoria platonica ai norvegesi in un derby davvero privo di contenuti.
La Svezia dovrà ora ritrovarsi e se riuscirà a tornare sui livelli che ha dimostrato di avere nel dna potrà essere una protagonista del Mundial. Arrivederci alla Norvegia che in questa edizione non è riuscita a ripetersi.

Nel gruppo 9 va in scena il secondo atto della tragedia iberica, in questo caso ampiamente annunciata, con l'eliminazione del Portogallo del Colonnello. La Romania del Presidente sconfigge infatti a Sparta la Grecia gaglionica (sarebbe bastato il pari) e si qualifica con un turno d'anticipo insieme alla Russia.
I rumeni non hanno intenzione di scoprirsi data la classifica favorevole e il match è condotto dai padroni di casa, intenzionati a chiudere a testa alta le ultime partite di un Mundial complicato. Le trame greche sono piacevoli ma la Romania appare quadrata, gli arbitri però ancora una volta cercano di andare contro il Presidente e puntualmente assistiamo all'ennesima espulsione di un suo giocatore, in questo caso il centrale Belodedici. La Grecia ci prova allora con più veemenza spinta dall'uomo in più ma si espone ai contropiede dei transilvanici. All''80' arriva l'immeritata doccia fredda per la Gaglia con Dinu bravo a proporsi sull' invito di Dobrin che regala una beffarda vittoria al Presidente e soprattutto un biglietto aereo per il Sogno finale. Complimenti ad Alanash! Ci lasciano purtroppo Portogallo e Grecia, simboli di un esaltante passato della Storia del Mundial e di un interessante presente, sarà per la prossima kani infoiati!

SUDAMERICA

Prima sconfitta stagionale nel gruppo 1 per il Perù del Professore, che cede fra le mura amiche battuto dalla nuova Costarica del Colonnello. Il primo tempo è completamente nelle mani degli ospiti che nascondono letteralmente la palla ai peruviani con un fraseggio insistito che non crea pericoli ma annichilisce la manovra degli allievi del Prof. Al 32' arriva anche il goal del vantaggio costaricano, in qualche modo meritato, grazie a Wanchope che devia di testa una punizione di Solis con palese e grave errore di piazzamento di Valdivieso.
Nel secondo tempo è monologo Perù in costante pressione alla ricerca del pareggio.
I padroni di casa ci provano in tutti i modi e il Professore manda dentro tutto il talento disponibile in panchina ma la serata di grazia del portiere kragnitico e i pali rendono vana ogni iniziativa volta a trovare un pareggio che sarebbe meritato. Ottimo Costarica per un tempo soprattutto a centrocampo per una vittoria che vale molto.

Partita scoppiettante a Rio tra il Brasile del Presidente e la Colombia di Narco Ulka. Il Brazil domina il primo tempo creando almeno tre palle goal nitide, sventate da un super Higuita in freccia rossa "per stare alto".
Carioca con le polveri bagnate e ben presto escono i Cafeteros con le polveri inalate: Luiz per Falcao, bossolo ai confini della realtà dai 24 metri e l'uno a zero è servito. La Blanca sale davvero bene tra i neuroni di Radamel: al 49 mette dentro un assist di Brand, al 51 uno di Rincon, ringraziando ancora David Luiz che in entrambe le occasioni si dimentica il funzionamento della regola del fuorigioco. Il Brazil gioca anche bene ma gli ospiti sono letali e colgono il quarto fiko al 60' con Lozano, abilissimo a tagliare le retroguradia carioca
eccessivamente sbilanciata nell'occasione.
Il goal della bandiera per gli Alenanti arriva solo al 91 con un rigore cercato e trasformato da Neymar  ed è meritato perché dalla cintola in su non sono mancati sprazzi di ottimo calcio, ogni tentativo è stato però fermato da un poderoso Scorpione Higuita (che si è esibito addirittura in un salvataggio di petto su lob di Kakà!)

Sempre nel primo gruppo, appassionante sfida volemmose bene tra il nuovo Paraguay del Barone e l'Ecuador di Hector Gagliona. Primo tempo farevole agli ecuadoregni che giocano con più convinzione in un'atmosfera davvero nauseante di complimenti reciproci e galeotte toccatine tra i due tecnici del Clan dei Davydiani. Il vantaggio di Spencer ariva al 30' su filtrante di Balseca ed è sostanzialmente meritato.
Il Paraguay cerca una reazione ma davvero non riusciamo a capire come i detentori del Mundial siano così scesi di rendimento in pochi mesi. Di riffa e di raffa al 63' del secondo tempo arriva l'inaspettato pareggio con una splendida conclusione di Aurelio Gonzalez che, dopo aver ricevuto l'appoggio di Arsenico Erico, si inventa un bolide inenarrabile dalla lunga distanza che conclude la sua corsa nel sette. L'ultima mezzora è il trionfo del primo non prenderle ma se per l'Ecuador il pari non è un risultato da buttare, per i detentori 2 soli punti al giro di boa suonano quasi come una condanna.

Nel gruppo 2 il Presidente porta su il Beloved Brazil, ben altra squadra rispetto ai frocetti depilati del Brasile contemporaneo. La partita si Sao Paolo contro il Messico della Gaglia vale davvero il prezzo del biglietto. Le due squadre offrono un'ora abbondante di ottimo calcio giocando con equilibrio e fraseggio di ottimo livello. Nel primo tempo la bola gira che è una meraviglia da una parte e dall'altra, le occasioni non fioccano perché le due equipos non svaccano mai in difesa, ma i giornalisti presenti in sala stampa sono davvero ammirati per l'organizzazione dei due ensemble. Nel secondo tempo il Messico cala un po'sul piano fisico e pur senza andare mai in amblass, fa un più fatica a contenere il talento carioca. Al 71' arriba la svolta con Jairzinho ma è solo la classe del talentuoso delantero a piegare la coriacea difesa messicana al termine di un'insistita azione personale. Passano sette minuti e Antonio Careca chiude la pratica, molto ben servito da Cafù. Il Beloved offre finalmente una prestazione convincente e aggancia i messicani, gli uomini della Gaglia hanno poco da rammaricarsi perché continuando a giocare così la qualifica è ampiamente alla portata.

Gli uomini col sombrero ripetono la bella prestazione appena descritta nel match casalingo con la Jamaica che, da quando è in mano al Boya, sembra tornata la squadra rognosa che aveva caratterizzato l'esperienza di Ulka sulla panchina dei Brasca Boyz.
Monologo messicano per tutta la prima frazione e per buona parte della seconda, quello che colpisce di questa squadra è la capacità di saper essere difensiva od offensiva a seconda dell'andamento delle partite.
La Jam stenta a contenere la furia dei padroni dei casa ma il portiere Ricketts è in serata di grazia e vanifica tutti i tentativi degli avanti gagliuonici. Al 70' si materializza a sorpresa l'incubo con la rete del pupillo di Ulka Ricardo Fuller e sull'Anfiteatro cala la violenza. Il Boya aggredisce verbalmente la Gaglia che reagisce da par suo, gli altri tecnici hanno un bel da fare a sedare la rissa ma alla fine tutto torna alla normallità al minuto 87 con l'arbitro che concede giustamente un rigore al Messico per un fallo su Luis Hernandez che , brutalizzato dai centrali giamaicani , è costretto ad abbandonare il campo in barella. Trasforma Ramon Ramirez e il Messico raddrizza la partita. Sempre ottimo Messico forse troppo sciupone, Jam un po' fortunata ma che fa vedere carattere.

AFRICA

Continua il periodo no del Camerun che non va iltre lo 0 a 0 interno contro il Sudafrica del Professore.
Avvio arrembante dei kragnitici che nel giro di venti minuti creano almeno tre palle goal nitide. Albertz corre ai ripari con un catenaccio d'altri tempi e la sua lentissima squadra chiude la prima frazione a reti inviolate.
Nel secondo tempo il Sudafrica continua nella difesa ad oltranza e il Camerun non riesce a passare, gli ospiti sono messi meglio in campo rispetto alla prima frazione e pungono i contropiede arrivando addirittura vicini al goal nel finale. Per quanto visto a inizio partita gli uomini del Colonnello avrebbero forse meritato i tre punti ma qualcosa sta girando male nel tridente offensivo e comunque la brutale continuità dello scorso anno non si riesce più a vedere dunque gli avversari di turno, lasciati respirare, hanno meno difficoltà a contenere lo strapotere fisico dei leoni indomabili.

Altro zero a zero in un girone africano che non decolla quello tra Marocco e Tunisia. Primo tempo equilibrato con una leggera supremazia dei padroni di casa marocchini, molti però gli errori e quest'anno nel continente nero si continuano a vedere partite senza nerbo a velocità molto ridotte. Nella seconda frazione si sveglia la Tunish del Boya, positiva sul piano del gioco nelle ultime uscite, che crea molto ma sprec altrettanto. Al minuto 75 gli Dei africani del calcio, annoiati dallo spettacolo che tutte le compagini afro non stanno producendo, fanno nevicare sullo stadio di Casablanca e la partita viene sospesa. Il folle evento meteorologico scatena le polemiche sulla continuazione della gara e alla fine si decide di giocare gli ultimi 15 minuti che non producono che il nulla. Ripetendo la partita altre cinque volte probabilmente saremmo arrivati sempre allo 0 a 0. La classifica è davvero corta e ci si interroga su cosa stia diventando il mundial africano.

ASIA

Big match a Seul questa sera tra la Corea del Barone e il Giappone del Bandito.
Molto concentrati gli uomini di Aegidius in avvio e Japan timido, probabilmente con l'intenzione di strappare il prezioso pareggio. Al 23' Park Ji Sung punisce l'atteggiamento rinunciatario degli Ulka Boyz e la mette dentro al termine di un'azione personale. La partita in pratica inizia qui e nipponici si propongono finalmente con continuità in avanti scoprendosi però pericolosamente ai contropiede del Barone: partita bella ed equilibrata tra due squadre davvero convincenti. Al 57' bella azione sulla destra di Miura che crossa teso, sul pallone si avventa Takahara e confeziona il goal del meritato pareggio. Nell'ultima mezzora entrambe le squadre ci provano ma il risultato non cambia, un 1 a 1 che va benissimo al Giappone e la Corea rimane nel gruppo. Per la seconda piazza ci sono 5 squadre dato che ormai siamo al giro di boa, gli aegidianti dopo la prestazione di stasera sembrano avere qualcosa più degli altri.

Bene ciurma, riposatevi nella pausa e fate i bravi, ci si vede Mercoledi 12 come sempre...

.. PER LA GLORIA, PER L'ONORE E PER IL SOGNO MUNDIAL!
  
FESTA IN SEVZIA PER IL BOYA!
FESTA IN CROATIA PER IL BARONE!
IL PROF PORTA L'AUSTRIA IN VETTA!
IL SULTANO GAGLIONAS SFIORA L'IMPRESA!
LO STREGONE KRANJES SI INTERROGA SUL CAMERUN!
IL CONTE ALENAKULA PORTA LA ROMANIA AL MUNDIAL!





sabato 24 novembre 2012

EURODELIRIO!




La serata Mundial giocata martedi 20 novembre all'Anfiteatro Aegidius conferma la crescita generale del Vero Calcio di cui sono protagonisti gli straordinari tecnici in lotta per Sogno.
Una crescita ed un equilibrio che vanno al di là dell'annosa questione sui balanced delle squadre e che consegneranno questa edizione alla Storia.

In Europa mancano infatti solo 26 partite, su 108 giocate, e le squadre qualificate sono incredibilmente solo 5, dopo l'impresa di Egor Chicov che porta la Russia alla fase finale tingendo di rosso Via Kornice: complimenti a Clod per Dio!
Va aggiunto che anche in Africa e Asia le classifiche sono molto corte, Japan a parte, mentre in Suamerica ci sono divisioni più nette e su tutte emergono Perù, Argentina e Usa (gli otto posti disponibili determinano però anche qui incertezza e pathos che dureranno fino alla fine).
Assenti Ulka e la Gaglia, si sono giocate 14 partite e la serata è stata ricca di segnature.
Orfano del suo compagno di merende Gagliona, il Barone Aegidius ha continuato la sua personale battaglia contro gli Antichi Eroi con pizzicature e polemiche. Il silenzio del Clan più antico del ranking dovrebbe preoccupare e molto il Demone Aegidius: sono pronte rappresaglie? Vedremo.
Ma veniamo al campo.

EUROPA

Nel gruppo 3 la Scozia del Professore supera a Zurigo la Svizzera di Chicov, riaccendendo le speranze qualificazione pesantemente messe in crisi dal doppio ko con l'Italia. Grande avvio degli Highlanders e gran bel goal di Dalglish al 15': inserimento fra le linee, scambio rapido con Liddel e conclusione secca alla destra del portiere elvetico. La Svizzera ci mette un po' a riprendersi ma lentamente si fa sotto mettendo in difficoltà il centrocampo scozzese, orfano di Souness. Leighton viene impegnato soprattutto da tiri da fuori ma gli uomini di Chicov si portano pericolosamente in avanti con continuità. Nel secondo tempo il Professore riesce a sistemare la linea mediana, la partita si blocca e i padroni di casa non riescono a raggiungere il pari.
La Svizzera può ancora passare battendo l'Italia con tre goal di scarto ma solo se fra Germania e Scozia sarà pari. I teutonici sono costretti a vincere in Scozia in una partita davvero tutta da seguire.

Vittoria con luci ed ombre quella ottenuta dalla Genuine Germany del Colonnello nel gruppo 4, ai danni della Slovacchia del Presidente. Apre Dobias al 16' su papera di Maier, che non trattiene il tiro dell'attaccante slovacco scagliato da 25 metri. La Genuine reagisce bene e al 30' Stielike elude il fuorigioco aleniano e serve Seeler che non sbaglia, 1 a 1. La partita non è bellissima ed è la Slovacchia, pur priva di Kuna e Popluhar, a farsi preferire per intraprendenza e vivacità. Gli uomini di Kranjetis appaiono ancora privi di spirito di squadra ed è solo un errore di Skrtel a consegnare i tre punti: davvero lento nel liberare l'area, al 69' il centrale del Liverpool subisce il contrasto di Stielike, che ruba palla e porta in vantaggio i suoi. Successo importante per i Krukki del Colonnello, ma il gioco proprio non si vede. Nella Slovacchia molto bene Masny, ma senza un uomo in grado di finalizzare sarà davvero dura.

Nell'altro match del gruppo sorprende il Galles del Boya che ha la meglio, a Copenaghen, sulla Danish di Chicov. Si rivede per un ora il super Galles dello scorso anno, veloce e feroce in tutte le fasi. I padroni di casa non riescono a frenare la furia dei dragoni e vengono infilati al 29' da Bellamy su preciso invito del sempre talentuoso Giggs, vera anima della squadra. La Danish si sveglia tardi ma l'ultima mezzora è davvero rabbiosa e i gallesi, molto stanchi, vengono seriamente messi in difficoltà. Col cuore e grazie all'imprecisione degli attaccanti danesi, alla fine gli uomini del Boya si prendono tre punti e mostrano grandi progressi sia nel fraseggio che nella convinzione. Campanello d'allarme per la Danish, forse un po' distratta dopo le due vittorie iniziali.

Altra incredibile surprise nel gruppo 6, con l'Ucraina del Barone, squadra favorita per la vittoria finale, lo ricordiamo, che batte gli Eroi d'Olanda del Boya e spera addirittura nella qualificazione.
Serata negativa per i Tulipani che fanno la partita ma appaiono molto sbiaditi rispetto alle ultime uscite, anche se davvero sfortunati in zona goal specie nel secondo tempo. Gli uomini del Barone riescono ad approfittarne ed è il solito Ponomariov al 32' a crederci più degli altri mettendola nel sacco dopo un'azione personale.
Il risultato più giusto sarebbe stato il pari per le occasioni create dagli olandesi, sempre però figlie più dell'iniziativa personale che dell'organizzazione. L'Ucraina passa se batte a suon di goals l'Ungheria e se l'Austria batte gli Eroi. Gli Eroi sono ora secondi con buona differenza reti, ma nell'ultimo match un pareggio potrebbe non bastare.
   
Sempre nel gruppo 6 bella vittoria del Wunderteam del Professore che supera con un pesante 4 a 0 l'Ungheria del Presidente. Le squadre si affrontano a viso aperto ma fin dai primi minuti appare chiara la serata no dei difensori magiari, soprattutto dopo l'infortunio nei primi minuti del frangiflutti Zakarias.
Il primo goal è di Binder al 13', il bimbo d'oro riceva da Sindelar e la mette nel sacco sfruttando un movimento errato dei difensori ungheresi. L'Ungheria si fa sotto e si rende pericolosa ma la difesa austriaca è concentrata. Al 30' Sindelar si incunea sulla sinistra ricevendo il filtrante di Prohaska e a tu per tu con il portiere porta i suoi al raddoppio. I magiari giocano bene dalla cintola in su ma dietro è un disastro e al 42' devono subire la terza rete ad opera di uno scatenato Krankl con una bella conclusione a rete dopo l'inserimento e l'assist di Paul Halla. Nel secondo tempo gli ospiti cercano l'impossibile remontada con coraggio esponendosi al contropiede degli uomini di Albertz e la parita si chiude virtualmente al 57' quando Krankl subisce fallo da rigore in area e Sindelar realizza la sua personale doppietta dal dischetto.
Austria bella e solida, Ungheria bella e fragile: questo in sostanza il succo della partita. Il Wunderteam ora passa anche perdendo ma non può permettersi di subire goleade. L'Ungheria passa battendo l'Ucraina con molti goal o addirittura col pareggio, ma la sua sorte è legata a doppio filo con il risultato della Germania.

Nel gruppo 9 grande festa per Egor Chicov, a base di caviale, vodka e fika. La sua Russia, battendo il Portogallo del Colonnello a Stalingrado, è la quinta squadra europea ad aggiudicarsi la fase finale del Mundial. Partita davvero bella e tatticamente appagante con il lusitani costantemente in avanti e i sovietici bravi a difendere e a proporsi in contropiede. Gli ospiti premono e creano numerose occasioni ma il 5212 di Chicov regge bene l'urto ed è letale nelle ripartenze. Sugli scudi il terzetto difensivo Kutnetsov, Shesternev e Khurtsilava, autentico baluardo contro le veementi sfuriate dei Kragnity. Al 48' l'episodio chiave dell'incontro: siluro di Valentin Ivanov su punizione, traversa distrutta e Blokhin lesto a ribadire la palla in rete.
Gli uomini del Colonnello provano in ogni modo a raddrizzare la gara ma tutti gli sforzi sono vani e quest'anno la palla sembra proprio non voler entrare.
Il Portogallo ha giocato una grande partita e non meritava la sconfitta ma la sua posizione è ora molto complessa, alla Romania basterà infatti fare 1 punto in 2 partite per andare al Mundial. 
Ancora complimenti a Chicov per il pass ottenuto!

SUDAMERICA

Viaggia forte l'Argentina del Boya che sta dominando il gruppo 1, sempre tallonata dal Perù.
A farne le spese in questo turno è il Paraguay del Presidente, che parte per la verità molto bene con Fleitas Solich che segna al 5' su pregevole corridoio disegnato da J.C.Romero. L'Argentina ci mette un po' a carburare ma dopo venti minuti di equilibrio Ezequiel Lavezzi sale in cattedra con un devastante uno due: il goal del pari del fantasista del PSG arriva al 28' su invito di Messi e al 32' il Pocho si ripete con un tap in di testa su respinta di Chilavert, bravo a neutralizzare la precedente incornata di Milito. Gli uomini del Boya chiudono la prima frazione con un altro goal, stavolta del Principe di Bernal, che fredda allo scadere il Chila ben servito da un immarcabile Lavezzi. Nella ripresa il Paraguay va all'assalto con la forza della disperazione ma con ben poca logica, mentre l' Albiceleste, partita con l'ottimo Banega per il malva Veron, inserisce anche Palacio, che partecipa alla festa al 73' su assist del gemello Milito. Il Presidente decide che è troppo e lascia la panchina dei campioni in carica inaugurando un incredibile valzer: la guida tecnica del Paraguay è ora in mano al Barone, dimissionario dal Costarica che va al Colonnello. Con le dimissioni di Chiquinho dal Brasile a seguito del ko con il Perù il Presidente prenderà in mano i carioca. Immancabili ovviamente le polemiche nei confronti degli Antichi Eroi, soprattutto da parte del traditeur Aegidius.

L'unica squadra per ora in grado di tener testa ai ritmi argentini è per ora  il Perù del Professore, che espugna Rio determinando come già anticipato le clamorose dimissioni del tecnico Chiquinho
I peruviani costruiscono la vittoria con una prima mezzora perfetta su tutti i livelli, con corsa, classe e applicazione tattica. Il Brasile è travolto e al 17' la Joya apre le danze su passaggio di Titina Castillo. Gli ospiti coprono benissimo il campo sia in difesa che in attacco, al 22' Velasquez scende sulla destra, crossa basso e teso per Cubillas che al volo trova il raddoppio. I carioca provano a reagire con scarso costrutto mai singoli sono di ottimo livello e al 37' Pato riceve da Kaka e dopo un'insistita azione personale fredda Valdivieso con un bossolo all'incrocio, riaprendo il match. Il Perù non fa l'errore di chiudersi e cerca di bloccare le sfuriate brasiliane lontano dall'area di rigore, proponendosi anche in avanti. Al 57' la Joya disturba il disimpegno brasiliano e conquista palla sulla trequarti involandosi verso la prota e trasformando con freddezza la rete del 3 a 1. Il goal è pesante e il Brasile non riesce a ritrovarsi, la rete di Neymar allo scadere non serve a granché e il Perù torna a casa con una vittoria meritata. Il Brasile alterna momenti di grande calcio a lunghe fasi di abulia, confermandosi squadra molto difficile da inquadrare: dopo la decisione di Chiquinho vedremo se il Prresidente saprà sbrogliare l'intricata matassa.

Nel Gruppo 2 Chico si salva dal Grand Jury pareggiando in casa con la Jamaica del Boya.
Incubo esonero scacciato ma sempre molto alto lo scetticismo dei media cileni: nonostante lo schema Egypt con Salas, Zamorano e, a sorpresa, Hormazabal nel tridente, non si vede nessuna traccia di trame convincenti. La Jamaica si rivela ordinata ed intraprendente soprattutto con Whitmore, ma il livello di gioco rimane molto basso. Apre Zamorano al minuto 33 su porkarja della difesa reggae, passa poi un minuto  e da un cross di Whitmore arriva l'immediato pareggio di Crooks: poco altro da segnalare in un incontro tutt'altro che spettacolare. Per il Boya 4 punti in 2 gare con la Jam, Chico respira ma non convince.

Lo scettro del gruppo 2 è saldamente nelle mani del Barone e dei suoi States, vincenti a casa dell'Uruguay di Vincenzo. Branz schiera i suoi con il 4-3-3 Camerun style, risponde  il Barone col 4-5-1. La partita la fa la Celeste priva di Obdulio Varela ma Schiaffino è in ombra: sia Cavani che Scarone provano a dare la scossa però alle loro spalle ci sono poco ordine e poche idee.
Gli Usa sono molto ordinati e chiusi, con Onyewu e Bradley sugli scudi. In una delle rare sortite statunitensi , Donovan rifinisce per Bradley che batte Mazurkiewicz. L'Uruguay non riesce a reagire rischiando anche l'infilada in contragolpe e sono alla fine altri tre punti pesanti per Aegidius, che ottiene il massimo con il minimo sforzo. Uruguay da rivedere soprattutto in fase di finalizzazione.

AFRICA

Sudafrica e Nigeria impattano sullo 0 a 0 a Città del Capo su un campo impraticabile che ha impedito a entrambe le squadre di esprimersi al meglio. I padroni di casa sono rimasti in 10 nel primo tempo per l'espulsione di Letsholoniane, dopo un fallaccio che ha costretto il genio Okocha ad uscire in barella, ma la Nigeria non ne ha approfittato rischiando anzi di subire goal. Partita inguardabile che mette sotto accusa il terreno di gioco sudafricano, davvero inadatto allo spettacolo del calcio.

Altro pareggio per il Sudafrica del Professore che fa 2 a 2 a Tunisi contro la squadra guidata dal Boya. Al 16' su una punizione di Pienaar Mc Carthy salta più in alto di tutti e beffa l'estremo difensore dei padroni di casa. Dopo soli 7' minuti arriva il goal del raddoppio per gli ospiti, con un bossolo dalla distanza di uno scatenato Pienaar che mette la palla nel sette. Vantaggio shock ed inaspettato in una partita equilibrata ma la Tunisia non si scompone e macina grande calcio costruendo un gran numero di occasioni. Al 46' Chermiti riduce le distanze su assist di Agrebi e la pressione degli uomini del Boya aumenta ancora, con un Sudafrica messo pesantemente alle corde. Il goal del pari arriva alla fine all'81', ancora con Chermiti ben servito dal demone Diwa e alla fine il risultato va stretto alla Tunish, che ha convinto molto più degli ospiti ma che ha pagato oltremodo dieci minuti di amblass. 

Vittoria pesante del Senegal del Barone contro il Camerun del Colonnello nel derby tra le regine d'Africa. 
Gli aegidianti chiudono la partita nel giro di un quarto d'ora con le reti di Mamadou Niang all'8' ed Henry Camara al 12', poi si vede il miglior Senegal della stagione facilitato dall'espulsione di Assou Ekotto.
Il Camerun ci prova sempre ma il calo della squadra è evidente: l'ultima vittoria risale al 3° turno con la Nigeria, poi due pari sofferti con Marocco ed Egitto e questa sconfitta. Il Senegal raggiunge in vetta il Camerun e ha una partita in meno, ma soprattutto inizia a convincere.

Torna a sorridere il Presidente con la sua Nigeria, bella e vincente in Egitto contro i quotati faraoni di Chico.
I padroni di casa, forse la squadra più spettacolare di questo inizio Mundial, sono falcidiati dalle assenze e non riescono ad esprimere il loro abituale livello di gioco, la Nigeria scende in campo motivatata con uno scatenato Kanu. Cuore Matto apre le danze al 25' con un gran destro, risponde Shikabala al 41'con un gran sinistro sul primo palo, ma dopo soli 4 minuti Amokachi riporta in vantaggio i suoi anche grazie al portiere El Hadari, non proprio sicuro questa sera. Nella seconda frazione dilaga la Nigeria; al minuto 55 altra indecisione del portiere tunisino in impostazione e Kanu intercetta palla segnando con freddezza il terzo fico.
Bellissimo il quarto goal nigeriano al 71': tre passaggi di prima Oliseh-Obi Mikel-Babayaro con cross per l'incornata vincente ancora di Kanu che fa tripletta fra gli applausi sportivi del tecnico Chico.
L'Egitto segna poi in pieno recupero il goal del 2 a 4 con Ahmed Eid su invito di Abou a suggello di una partita giocata a viso aperto e ricca di goals.

L'APPUNTAMENTO E' PER MARTEDI 27, 
PER LA GLORIA, PER L'ONORE E PER IL SOGNO MUNDIAL!

RUSSIA IN ORBITA!

IL COLONNELLO QUANDO ERA ANCORA SOLDATO SEMPLICE!
IL PROF SI INSERISCE TRA I LANTERI BROTHERS!
MINKIA IL PRINCIPE DI GALLES!
ALANASH MANIA IN BRASILE DOPO IL NUOVO CONTRATTO!
GLI USA IMPAZZISCONO PER IL BARONE!