sabato 16 marzo 2013

BRINDA LA GAGLIA NELL'INFERNO DELL'ULKAVIOLENZA!


Dovevo già capirlo una volta uscito di casa, speravo non accadesse di nuovo ma evidentemente la lotta è ancora lunga. E' tornata, è più forte che mai, è la VIOLENZA.
Esco dal portone e, invece di vedere Davydian e Ulka scambiarsi opinioni e reciproca stima con il Presidente, mi si presenta davanti una scena agghiacciante. Nella macchina dell'Ulkaviolento i due balordi, completamente strafatti di Dio solo sa cosa, avevano legato Alanash al seggiolino di Gianluca e lo percuotevano con sadismo e ferocia ascoltando Stuck In The Middle With You a palla nell'autoradio.

Solo il mio intervento pacificatore, e una siringa di un sedativo per bestie che ormai sono costretto a portarmi dietro nelle serate Mundial, riuscivano ad evitare il peggio.
Partiamo e dopo pochi minuti mentre cercavo di evitare che Ulka continuasse a  sniffare la benzina invece di metterla nel serbatoio, arriva la telefonata di Aegidius ad un Alanash già provaato, il Barone è in botta piena (dice che qualcuno lo droga per non fargli vincere il Mundial) e aggredisce il Presidente con insulti e minacce che preferisco non ripetere. Saliamo su, sembrano tutti calmi ma irrompe il Boya con le narici completamente sporche di bianco che si scaglia subito sulla Gaglia dando il via alle danze che sarebbero durate tutta la sera con protagonista fra gli altri Karnyes che in piena fuorezza (e qui i sospetti ricadono su Gaston la Gaglia) si esibiva in un monologo ininterrotto di circa 3 ore rendendo difficile il lavoro del Presidente in cronaca. All'una di notte, esausti, gli Antichi Eroi registravano l'ennesima vittoria con la serata che si concludeva finalmente in maniera tranquilla.
Parlando seriamente, se vogliamo fare una serata in amicizia e tranquillità va bene, se tutto si trasforma in un inferno di violenza dove il Mundial diventa uno sfogo per le frustrazioni accumulate in settimana io non ci sto più. Continuare con la settima edizione con questa atmosfera non mi va, regolatevi.
Chiusa la parentesi.
Grandi applausi per Davydian che porta l'Ecuador agli ottavi, quasi sicuramente per la prima volta nella storia del Mundial, confermando quanto di buono fatto nelle qualificazioni.
Ottima serata anche per Ulka che vince tutte le partite e ritrova solidità con la Francia, interlocutoria per il Colonnello e il Boya e negativa per il Barone, il Prof ed il Presidente; spettacolo inferiore alla scorsa volta ma ancora grande divertimento a parte il clima di tensione. Vediamo in dettaglio cosa è accaduto.    



Esordio a Denver per ALWAYS ARGENTINA e RUSSIA (gruppo C), il Professore propone un 442 atipico ed il potente AEGIDIUS risponde con un 433 sulla carta molto offensivo. Nonostante le provocazioni del pregara, il Barone comanda ai suoi di stare sulla difensiva e sono gli argentini a fare la partita, la manovra è buona ma la mancanza di Batistuta e la scarsa vena di Di Stefano complicano le cose ai concittadini del nuovo Papa. Scarse le occasioni nel primo tempo con i sudamericani che arrivano con facilità sulla trequarti ma faticano a concludere in rete. Nel secondo tempo la musica non cambia, l'Always si fa comunque via via più pericolosa ma trova sulla sua strada i due centrali difensivi russi davvero in serata di grazia e in generale tutta la squadra del Barone, messa in campo in maniera insolitamente conserativa ma davvero molto ben organizzata e capace di pungere in contropiede con la classe e la velocità dei suoi attaccanti.
Finisce zero a zero una delle partite più tattiche finora viste al Mundial, il pareggio è giusto anche se lo stesso Barone ha ammesso una leggera superiorità dei suoi avversari, sappiamo tutti però che le dichiarazioni di Aegidius sono sempre calcolate e mai fini a se stesse, sempre e costantemente rivolte a ottenere un qualche vantaggio per la vittoria finale. Squadre da rivedere e l'Ecuador rimane solo al comando.

Secondo match interessante a Santa Monica tra la BULGARIA di Ulka e la NORD IRLANDA del BOYA (gruppo A).
La partita inizia subito a ritmo elevato, sull'onda della violenza dilagante in questa serata terribile le due squadre si affrontano a viso aperto e senza esclusione di colpi ma senza produrre occasioni da goal importanti. Nella prima parte del primo tempo si fa preferire la Bulgaria, come al solito molto solida sulle basi del 5311, buon possesso e qualche accelerazione ma soprattutto grande foga a centrocampo; sul finire della prima frazione esce la Nord Irlanda ma il gioiello George Best è in serata down e passare è difficile, clamorosa comunque l'occasione di Whiteside che a tempo quasi scaduto sfiora il gol di testa in tuffo.
La pausa sembra non smorzare gli ardori dei ventidue in campo, ad un gran movimento in tutte le zone del terreno di giuoco corrisponde un'altrettanto grande confusione. Al 70' la svolta: Stoichcov raccoglie da Tzvetanov sulla trequarti e si incunea in un'immobile difesa nordirlandese, freddando l'incolpevole Jennings: 1 a 0 per Dio!
La reazione della Nord Irlanda è rabbiosa. Con un Best fuori fase, la squadra viene presa sulle spalle da Gallacher che in almeno due occasioni sfiora un tutto sommato meritato pareggio. La Bulgaria vacilla soffrendo tantissimo sul lato sinistro della sua difesa ma alla fine non crolla e per Ulka è il primo successo di una serata da ricordare. Peccato che l'Ulkaviolento fosse completamente strafatto di droghe sintetiche e non ricorderà praticamente nulla...

Nello stesso gruppo di fronte a Miami il BELOVED BRAZIL del Presidente e il CAMERUN del Colonnello in una partita sulla carta molto interessante.
Alanash si affida al consueto MM,  Kranjes all'altrettanto consueto 433, ma qualcosa non va per il verso giusto. Nonostante l'impostazione offensiva di entrambe le compagini, l'avvio è poco spettacolare con i centrocampi che si annullano completamente e difficoltà generalizzate di fraseggio e rifinitura. Stranamente dato l'alto tasso tecnico in campo c'è anche molta imprecisione. Il primo tempo regala uno scialbo zero a zero. Nella ripresa il Beloved parte in meniera più propositiva ma il Camerun è attento e si torna al copione visto in precedenza. Ci vogliono due clamorosi errori della difesa carioca per arrivare allo sblocco di questo noioso equilibrio. Al 71' Da Guia si addormenta al momento di liberare l'area e finisce per regalare la sfera a Oman Biyik che non si fa pregare e la butta dentro; al 75' cross dalla sinistra di Roger Milla, Gilmar esce a farfalle e i due centrali brasiliani, in vantaggio sul pallone, rimangono immobili consentendo ancora ad Oman Biyik di realizzare il secondo goal con una splendoda rovesciata. L'uno-due distrugge psicologicamente la squadra del Presidente, già in serata no, e la reazione è davvero molto blanda: i brasiliani non riescono minimamente a pungere e il Camerun controlla con facilità portando a casa tre punti d'oro con il minimo sforzo. Nella partita meno divertente del Mundial gli africani confermano il loro cinismo, per il Beloved torna l'incubo fragilità difensiva che sembrava da tempo superato.

Nel gruppo H sfida tra le vincenti del primo turno COLOMBIA e SUD KOREA.
Grande avvio dei Cafeteros (probabilmente a causa di qualche aiutino somministrato da Nestor Caliente, il pusher di fiducia di Ulka nonché preparatore atletico della squadra) che si riversa in maniera energica nella metà campo avversaria. Dopo qualche minuto la Korea sembra in grado di prendere le giuste distanze si rende molto pericolosa in contropiede con un colpo di testa del bomber Cha Bum.
Punta sul vivo, la Colombia riprende in mano il pallino del match e sfiora il vantaggio con Rincon mettendo in grosse difficoltà gli uomini del Barone che si difendono con affanno arrivando al riposo comunque sul pareggio. Nella seconda frazione sono ancora i Cafeteros a comandare il gioco ma la manovra si fa più lenta e gli Aegidianti riescono a bloccare sulla propria trequarti le velleità offensive degli avversari. Al minuto 59 Rincon si incunea sul limite destro dell'area koreana e viene steso, l'arbitro fischia il giustopenalty per un fallo tanto evidente quanto inutile. Radamel Falcao va sul dischetto e non sbaglia. Le squadre si allungano nell'ultima mezzora ma la Korea dimostra di tenere molto bene il campo, nel finale di partita fioccano le occasioni da entrambe le parti causa stanchezza per il torrido clima di Las Begas. All'85' il Barone recrimina pesantemente per un rigore non dato alla sua squadra e la partitaa termina con la vittoria della Colombia.
Una delle migliori Koree viste al Mundial non riesce a portare a casa punti, buona partita dei Cafeteros ma troppa imprecisione sotto porta e troppi rischi nel controllo della gara.

Di nuovo in campo nel gruppo C l'ALWAYS del Prof contro il sorprendente ECUADOR di Gaston La Gaglia. Partita che inizia davvero male per l'albiceleste che va subito sotto all'11' a causa dell'ingenuità di Perfumo che causa un rigore, anche in questo caso evitabile con un fallo al limite dell'area, trasformato da Alex Aguinaga. Forte la botta per l'Always che ci mette un pò a riprendersi, l'Ecuador ne approfitta controllando le fasce laterali grazie ad un ordinato 4231. Al 21', proprio sugli sviluppi di un traversone dalla sinistra, Aguinaga si avventa su una palla vagante deviata malamente da Perfumo e conclude con uno splendido destro che non lascia scampo a Fillol. Gli argentini sono costretti a fare la partita ma la squadra appare macchinosa e disorganizzata, ancora una volta al Mundial l'albiceleste sembra lontana parente di quella delle qualificazioni. La Gaglia gestisce molto bene il match grazie ad uno scatenato Aguinaga che si danna l'anima sia in contenimento che in costruzione e ai laterali che mettono in difficoltà gli avversari proponendosi di continuo e facilitando così il possesso di palla.
Gli uomini del Presidente non sembrano in grado di arrivare al pari e la partita non offre grandi occasioni da goal, a muovere il tabellino ci pensa però ancora una volta Perfumo (voto 2) che tutto solo incorna in rete nella propria porta l'ennesimo cross proveniente dalla sinistra: 3 a 0.
Il Professore abbandona la panchina per protesta contro l'ennesimo boicotamiento dell'Always, all'interno di una storia d'amore malata che ha portato la gioia del titolo ma anche notevoli drammi sportivi. Nel finale poco o nulla da segnalare. Grande partita dell'Ecuador che vince meritatamente e che è già matematicamente sicuro di andare agli ottavi, complimenti a Gaston la Gaglia! Notte fonda per gli argentini chiamati all'impresa nell'ultima partita del girone.

Ancora gruppo C e stavolta è il turno di RUSSIA-GALLES.
Ancora 433 per il Barone ma l'atteggiamento è cambiato rispetto all'esordio e l'inizio di gara è davvero travolgente. Dopo dieci minuti di pressione Arshavin si libera e lascia pertire un missile che fa ad infrangersi sulla traversa, sulla respinta il più lesto è Kerzakhov che non sbaglia.
Il Boya risponde subito con una grande occasione di J.Charles ma il Barone non è intenzionato a difendere il vantaggio e si rende pericoloso ancora con Kerzakhov che colpisce il palo. Il Galles non vuole farsi schiacciare ed esce bene nel finale di tempo spostando in avanti il proprio baricentro, la Russia prende fiato e si affida al contropiede. Si va negli spogliatoi.
Il secondo tempo inizia male per il Galles, al minuto 48' Arshavin fa impazzire i difensori britannici con la sua velocità e porta i suoi sul 2 a 0 per l'esplosione del Barone che si gira verso La Gaglia con il suo inconfondibile savoir faire e gli annuncia che si giocherà con lui il primo posto.
Ovviamente passano tre minuti e il Galles accorcia, gran palla di Giggs, in grande serata, per Bellamy e i dragoni raddrizzano la partita. La Russia ora trema e J.Charles arriva vicinissimo al 2 a 2 al 55'.
Pressione furiosa Galles e finalmente il pari: Bellamy si libera e serve England, la difesa russa è in completo amblass e si fa uccellare colpevolmente. Le squadre perdono via via ogni fisionomia tattica e lo scontro si fa appassionante. Arshavin va vicinissimo al goal al 75' ma è solo un'autorete di Southall al minuto 83 su un tiro di Blokhin scoccato al termine di un'ubriacante azione personale a portare avanti i sovietici.
La partita sembra finire qui con il superamento dell'automaledizione di Aegidius ma incredibilmente al 91' J. Charles  viene steso in area e tra le bestemmie del Barone Craig Bellamy fissa il risultato sul 3 a 3.
Partita bellissima tra due squadre davvero incisive in avanti, grosse pecche difensive da entrambe le parti ma complimenti ai fratelli Lanters per le emozioni che hanno saputo regalare.

 Nel gruppo E la FRANCIA di Ulka era chiamata a rimediare alla débacle dell'esordio contro il temibile URUGUAY del Colonnello.
Parte bene l'Uruguay con il consueto ottimo possesso di palla, la Francia è costretta ad affidarsi alle ripartenze. I 5 uomini in mediana da entrambe le parti intasano la parte centrale del campo e la manovra risulta poco fluida anche per i ritmi blandi dettati forse da un timore reciproco. Primo tempo noioso e match che non decolla, quando i 22 in campo hanno la testa già al the caldo della pausa un 'azione personale di Ribery porta al vantaggio francese: il giocatore del Bayern riceve sulla trequarti destra e invece di scendere sul fondo si accentra aprendo la difesa di Karnyes e trafiggendo Mazurkyevic.
Nella ripresa si sveglia l'Uruguay e i ritmi sembrano alzarsi. Ancora gran possesso dei sudamericani che insistono però troppo per vie centrali e finiscono per infrangersi sui tre stopper francesi. Gli attaccanti kraniosi fanno poco movimento e la pressoché totale mancanza di inserimenti porta solo a velleitari tiri dalla distanza. L'impostazione più offensiva degli uruguagi apre però gli spazi al contropiede francese e i transalpini si fanno molto pericolosi in avanti con Henry e con Mexes che incorna sugli sviluppi di un calcio piazzato. Il ritmo aumenta ancora nel finale ma la dura lotta a centrocampo non produce più palloni giocabili per gli uomini del Colonnello che escono sconfitti dal campo. Francia molto solida dopo le quattro reti subite contro l'Eire, ancora qualcosa da rivedere nella costruzione, Uruguay che dovrà risolvere in fretta il problema del goal.

Inizia anche il secondo turno del gruppo E con gli USA vogliosi dei tre punti dopo la sconfitta del primo turno, di fronte l'INGHILTERRA del Prof reduce dalla vittoria conto la Nigeria.
Fin dai primi minuti comando delle operazioni saldamente in mano agli inglesi, dopo 5 minuti gli americani sono già sotto: Gerrard porta palla fino al limite dell'area e passa ad Owen che evita elegantemente Lalas e supera Meola. Gli yankee faticano sia a manovrare che a recuperare palla, l'Inghilterra si rende a più riprese pericolosa mostrando trame interessanti e a volte anche spettacolari basate sul triangolo Gerrard-Beckham-Owen, il wonder boy in particolare mette in pesante affanno i centrali statunitensi e costringe Lalas al giallo. Nella ripresa non cambia praticamente nulla, gli USA non riescono a costruire gioco e vanno di nuovo sotto al 48' con una zampata di Gerrard servito da uno splendido filtrante di Becks.
Gli inglesi premono ancora e Meola rischia più volte di capitolare tirando fuori una prestazione di altissimo livello. Owen contiua a fare ammattire Lalas che al 65' prende il secondo giallo ed abbandona il campo. L'unico accenno di reazione degli aegidianti si registra al 73' con Landon Donovan che si libera in mezzo ai centrali albionici ma, pressato, conclude addosso a Seaman.
Buona partita dell'Inghilterra, molto più convincente rispetto all'esordio, doccia fredda per gli USA in una situazione davvero al limite anche se la matematica non li condanna definitivamente. Stupisce comunque la metamorfosi degli yankee rispetto alle qualificazioni, forse troppa la tensione per il ruolo di paese organizzatore.

CI VEDIAMO LUNEDI, PER LA GLORIA, PER L'ONORE e PER IL SOGNO MUNDIAL!!!

MINCHIA SE GASA GORKY PARK!
ULKA IS VIOLENCE!
ANCHE IL BOYA IN BOTTA SECCA!
IL PROF UBRIACO DOPO IL TONFO ALWAYS!
ILPRESIDENTE DEVE RICORRERE ALLE MANIERE FORTI!
DELIRIO KRAGNO PARLANTE!

sabato 9 marzo 2013

LO SPETTACOLO DEL MUNDIAL!



Dopo sei edizioni il Mundial sta dimostrando di aver raggiunto contenuti di spettacolo di livello impressionante. Al di là dei risultati, ogni partita offre confronti equilibrati dove tattica, estetica, ritmo sono portati alle estreme conseguenze per la gioia degli amanti del calcio. L'appuntamento della settimana appena trascorsa è stato esempio di ciò che stiamo dicendo, con partite davvero memorabili che devono rendere fieri tutti i protagonisti che siedono sulla panchina dell'Anfiteatro Aegidius. In molti ormai si chiedono se Sky non farebbe meglio a smetterla di trasmettere partite inconcludenti tra froci depilati con palloni di plastica e iniziasse a inserire nel palinsesto il Calcio con la C maiuscola, il calcio vero, il calcio che solo il Mundial ormai sa offrire. Grazie anche al ritorno del Colonnello e dei siparietti tra lui e il Barone la serata è stata davvero divertente e ricca di contenuti, lasciamo quindi spazio al campo. 

Si parte con OLANDA - ROMANIA e le emozioni davvero non mancano. Il Barone sceglie un arioso 352, il Presidente, senza alcun timore reverenziale, schiera i suoi molto offensivi con il consueto 433.
Gli eredi di Dracula partono forte e sfiorano il fico con Popescu, ma sono i Tulipani a passare per primi all' 11' con il killer Van Nistelrooy che, lanciato da Sneijder, approfitta di una disattenzione della difesa avversaria.
Per tutto il primo tempo i Rumeni tengono in mano il pallino del gioco, proponendosi costantemente in avanti, mentre gli olandesi si limitano a controllare rendendosi però molto pericolosi nelle ripartenze.
L'inizio della ripresa ripropone gli uomini del Presidente in avanti e finalmente al 76' arriva il pari sull'asse Iordanescu-Dumitrache: il goal è frutto di porcaria ma sancisce un risultato fin qui del tutto giusto.
Squadre un po' stanche nel finale e match che sembra avviarsi verso il pari ma a rompere le uova nel paniere del Presidente ci pensa Van Persie al 90', inaugurando il passaggio dalla zona Bandito alla zona Aegidius, su invito di un generoso Robben. Il Barone si prende tre punti e conferma la maturità della sua squadra, questa sera meno spettacolare ma più solida del solito, per Alanash la sconfitta è resa meno amara da una prestazione di grande personalità dei suoi che fa ben sperare.

Il secondo match vedeva di fronte la COLOMBIA e l'AUSTRIA, anche in questo caso gli spettatori non si sono annoiati. Grande avvio dell'Austria che per tutto il primo tempo tiene in scacco la retroguardia dei Cafeteros. Krankl e Sindelar sono indemoniati ma Ulka riorganizza i suoi dopo l'iniziale sbandamento proponendo un'organizzazione difensiva di altissimo livello. Alla fine della prima frazione i colombiani riescono addirittura a passare in vantaggio con un colpo di testa di Radamel Falcao su cross dalla trequarti destra si Segovia: il portiere austriaco non è esente da colpe e per il Prof è doccia fredda. 
Gli Austriaci sono costretti ad alzare ulteriormente il baricentro nella ripresa e a fare a meno di un acciaccato Sindelar, il sostituo Polster non si dimostra all'altezza e gli spazi lasciati a centrocampo alla Colombia tolgono pesantemente l'iniziativa alla squadra del Prof. I sudamericani controllano il vantaggio senza gli affanni del primo tempo e riescono a costruire con più facilità approfittando anche di un fisiologico calo degli avversari.
Ottimo inizio per gli Ulka Boys che dimostrano di sapere soffrire e di poter colpire in qualsiasi momento della partita grazie al cinismo dei propri attaccanti, l'Austria avrebbe meritato il pari per il magnifico primo tempo ma le buone trame viste nelle qualificazioni sembrano non essere state dimenticate dagli uomini del Professore.

Sfida Europa - Africa a New Orleans tra l'ETERNAL ENGLAND di Kranjes e il SENEGAL del Barone.
Partenza entusismante dei senegalesi che dominano i primi minuti praticando il calcio e rendendo un inferno la vita di Gordon Banks, la pressione irresistibile trova sbocco al 18' con un gran goal di Henry Kamara servito da Diouf. Dopo pochi minuti di shock l'Eternal inizia a ricucire le distanze tra i reparti e abbozza una reazione via via sempre più convincente, facendo arretrare gli avversari. Il Senegal controlla sulla trequarti ma al primo affondo vero gli europei trovano il pari: Deane arretra risucchiando i centrali e rifinisce sulla sinistra per Finney che non sbaglia, è il minuto 36. Prima della fine del primo tempo da segnalare ancora un'occasione per parte con Niang e con lo scatenato Dixie Deane. Nella ripresa il copione cambia ed è l'Eternal a proprorsi più spesso in avanti, con gli africani a difendere il pari pronti a sfruttare il contropiede. Il risultato è una partita più tattica con la palla sempre a terra che non esce praticamente mai dal campo. Nel finale il Senegal approfitta di un calo fisico degli albionici e si fa molto pericoloso sfiorando il vantaggio, ancora con H.Kamara. Due squadre in salute da tenere d'occhio.

A Boston era in programma un interessante confronto tra la SVEZIA del Boya e la POLONIA del Bandito che non ha minimamente tradito le attese. I nordici vengono schierati con un 442 a rombo, i Papa Boys rispondono con un 541 anch'esso imperniato sul rombo di centrocampo. L'inizio è molto tattico ma ben presto la Polonia decide di controllare il gioco e ci riesce. Tra il 20' e il 22' il predominio polacco si concretizza con una doppia mazzata letale che reca le firme di Deyna in chiave di assist man e di Boniek alla finalizzazione, nel primo goal da segnalare un uscita a farfalle di Ravelli che facilita il compito del "bello di notte". Con la Svezia sotto shock gli uomini di Ulka tentano il colpo del ko rischiando solo in un occasione di capitolare su un iniziativa estemporanea di Nordhal. La ripresa sembra iniziare ancora sotto l'egida polacca ma il Boya ha il merito di riuscire a dare la scossa cercando di riaprire i giochi. Dopo pochi minuti Ibracadabra coglie un clamoroso palo che da la sveglia a tutta la squadra, ora la Polonia arretra ma è molto pericolosa in contropiede. Ibra sale in cattedra ma al 60' dilania un goal già fatto. Nel finale il portiere polacco nega ancora una volta il goal all'ariete del PSG con una splendida parata. La partita termina con la vittoria degli uomini di Ulka, meritata per un primo tempo davvero ben giocato, al Boya resta appunto il rammarico di aver trovato tardi il bandolo della matassa concedendo i 45 minuti iniziali agli avversari.

Applicazione tattica e grande equilibrio nella partita di S.Francisco tra l'URUGUAY del Colonnello e il PERU del Professore. Il 4321 della Celeste mette in difficoltà il 442 dei peruviani che non riescono a proporre il consueto fraseggio elegante a centrocampo e devono consegnare l'iniziativa agli avversari. La partita è davvero bloccata nel primo tempo, il centrocampo diventa una scacchiera dove predomina leggermente il vantaggio numerico della squadra del Colonnello. L'equilibrio salta al 39' nell'unico modo possibile per supearare la ragnatela a cretasi in campo: lancio splendido di Castillo che trova con il contagiri Fernandez abilissimo a concludere di testa. Nella ripresa parte bene il Peru , ma dopo cinque minuti passa l'Uruguay grazie a Victor Andrade che insacca di testa un cross insidioso di Varela effettuato all'altezza della bandierina del corner e portra i suoi al meritato pareggio. Il Professore passa al 352 e i giocatori dimostrano di volere il bottino pieno alzando il baricentro, l'Uruguay non si scompone e tiene bene il campo. I peruviani si fanno pericolosi e per bene tre volte è il palo a negare il vantaggio ai biancorossi, al termine di occasioni frutto più del genio dei singoli che da una reale superiorità di squadra. La partita termina con un pareggio tutto sommato giusto che ha dimostrato i valori di due compagini non di prima fascia che potrebbero però infastidire molto le big.

Dopo le delusioni del primo turno, si affrontavano a Washington l'ITALIA della Gaglia e l'AUSTRIA del Professore. L'anarchico tecnico italiano faceva pretattica producendosi alla vigilia in un violento j'accuse contro la politica colonialista degli yankee tra le polemiche dei media. 442 a rombo per gli italiani e difesa a 5 per l'Austria che iniziava bene la partita rendendosi pericolosa di rimessa e chiudendosi senza affanni dietro. Dopo venti minuti però il Pupone del puparo gagliona saliva in cattedra e liberava prima Diamanti, che concludeva in rete con uno splendido tiro incrociato sotto il sette, e dopo un minuto Cassano, che uccellava il portiere austriaco con un tiro centrale ma potente. Difesa del Prof in completa bambola ma il resto della squadra teneva bene le distanze senza dare l'idea di farsi schiacciare. Al termine del primo tempo il letale attacco azzurro metteva però la parola fine sul match con Totti, man of the match, bravo a girare in rete per il terzo fico un cross basso su punizione di Andrea Pirlo. Nella ripresa Austria in avanti alla ricerca di un impossibile remontada e italiani al controllo. Gli uomini del Professore pressano ma i Gagliona Boys non si fanno mettere sotto anche per la scarsa vena delle due punte austriache. A creare problemi pensano le mezzali con  un palo di Schall al 65' e con il goal della bandiera di Hanappi al minuto 82' su assist di Bruno Pezzey.
Pur senza farsi dominare l'Austria mette in mostra lacune difensive notevoli di fronte al talentuoso e concreto attacco italiano, dicendo quasi sicuramente addio al Mundial a meno di miracoli, la squadra di Gagliona merita la vittoria e torna prepotentemente a sperare dopo il disastro dell'esordio.

Anche il derby fratricida tra il Boya e il Barone, alla guida rispettivamente di USA e ARGENTINA, ha offerto spruzzi di ottimo calcio. L'albiceleste trova il goal dopo solo dieci minuti con il Kun Aguero che mette dentro un assist di Tevez dopo un avvio interlocutorio. Gli Usa provano a fare la partita ma anche in questo caso la sapienza tattica dei mister blocca di fatto il match in un godibile confronto a centrocampo che però non produce grandi occasioni. Nel primo tempo i nordamericani vanno più vicini a rompere l'equilibrio con una clamorosa palla goal sciupata da Landon Donovan. Nella ripresa non cambia di una virgola il copione, il Boya non ha fretta di chiudere e non vuole rischiare, il Barone ci prova ma la difesa argentina si compatta sulla trequarti senza concedere campo. Il fraseggio è davvero interessante e la partita aperta ma il gioco si concentra in un fazzoletto rendendo sempre più difficile agli americani le possibilità di pareggiare. Al minuto 77' è invece l'Argentina, stasera veramnete cinica, a trovare il raddoppio grazie ad un incornata di Samuel su angolo di Veron. Grande equilibrio ma il tasso tecnico degli uomini del Boya fa meritatamente oscillare l'ago della bilancia a favore dell'albiceleste, al Barone rimane il rammarico per essersi confrontato da pari a pari con una squadra superiore senza ottenere punti.

Altro scontro Europa-Africa a Miami tra la DANIMARCA del Professore e il MAROCCO di Ulka.
Molto convincente il primo tempo dei danesi che mettono sotto il Marocco sulle ali di un 4222 molto offensivo. Ulka risponde con il 352 dimostrando ancora una volta di riuscire ad ottenere una grande organizzazione difensiva dalle sue squadre. La partita è simile a Colombia-Austria con una prima frazione che vede gli uomini del Professore sempre in avanti ma imprecisi sotto porta, con una clamorosa occasione di Praest sventata da Badou Zaki. Il primo tempo si chiude sullo zero a zero e nella ripresa il Marocco scende in campo più propositivo, ne esce una bella partita dove gli africani trovano per primi il goal al 62' con Bourdebala che batte Schmeichel di testa su ottimo cross di Ahmed Faras. La Danimarca aumenta la pressione e dopo dieci minuti Arnesen gira benissimo in rete servito da Simmonsen per il goal del pari. Ultimi venti minuti equilibrati con la Danimarca alla ricerca del vantaggio e il Marocco a difendere senza affanni.
Problemi in avanti per i danesi con Laudrup ed Elkjaer spenti, ottimo esordio per i marocchini che daranno filo da torcere a molte squadre se sapranno mantenere la concentrazione in fase difensiva vista stasera.

CI VEDIAMO LUNEDI , come di consueto...

PER LA GLORIA - PER L'ONORE  E PER IL SOGNO MUNDIAL!

IL CONTE ALENACULA MINCHIA!

BOBBY GAGLIONA IL CUGINO DEL TECNICO ITALIANO!

GLI AUGURI DI OBAMA A AEGIDIUS PRIMA DELLA PARTITA
IN ARGENTINA E' GIA' BOYA-MANIA!
IL PROF ALL'ULTIMA SPIAGGIA CON L'AUSTRIA!
 

sabato 2 marzo 2013

TSUNAMI MUNDIAL!



La fase finale della sesta edizione del Mundial inizia in maniera davvero sorprendente sull'onda forse degli ultimi risultati elettorali.
La prima serata  si caratterizza infatti per i risultati inaspettati delle squadre meno quotate e in qualche caso per i veri è propri flop di quelle favorite dai pronostici della vigilia, con buona pace dei sondaggisti e per la gioia degli scommettitori.
Assente il Colonnello Kranjes, forse impegnato ad organizzare un colpo di Stato, e presente il Ricco Mercante Kugeiro, assetato di rivalsa nei confronti del Banco, la notte Mundial inizia con la cerimonia inaugurale organizzata dal Clan Antichi Eroi, che presenta un video introduttivo improntato ai valori del Bene e della Non Violenza e l'intero ranking, stasera eccezionalmente composto e tranquillo, dimostra di apprezzare: sia i Kani sciolti Ulka e Boya che il Clan satanista dei Davydiani rinunciano per una sera alla violenza e si comportano in maniera esemplare. Che sia l'inizio di una fase nuova? Staremo a vedere.

Prima parziale sorpresa nel match d'esordio tra l'HEROIC HOLLAND del Boya e la SCOZIA del Professore.
I tulipani parto molto bene affidandosi ai tre rombi del 343 stile Van Gaal e prendono subito il controllo della line mediana, difensori scozzesi vengono spesso risucchiati lasciando spazi invitanti per gli avanti del Boya che hanno nella prima mezzora almeno due palle goal nitide, a una delle quali Leighton è bravissimo a opporsi. Gli scozzesi si riorganizzano dietro e iniziano a dare grattacapi alla difesa orange soprattutto con Kenny Dalglish, creando sugli sviluppi di un corner un'incredibile occasione con la palla che danza sulla linea di porta terminando poi fuori. Il secondo tempo ripropone il copione della parte finale della prima frazione, con gli uomini del Boya che provano a creare e a occupare campo e la squadra del Professore molto attenta a bloccarli lontano dalla porta e a sfruttare la velocità delle punte. Alla fine è uno 0 a 0 molto positivo per gli scozzesi e meno per gli olandesi ma solo sul piano del risultato: il Boya parte infatti con la certezza di un'ottima prestazione contro avversari ostici con un gioco propositivo e piacevole anche se forse c'è da registrare qualche meccanismo in fase difensiva.

Nello stesso girone di Heroic Holland e Scozia, la CROAZIA del Barone inizia il suo cammino affrontando a Boston il GIAPPONE di Ulka, regina del girone asiatico. La Croazia da l'impressione di voler prendere subito il controllo del match con il consueto modulo offensivo a tre punte ma Ulka è molto bravo a opporre un centrocampo folto che soffoca i rifornimenti per i pericolosi delanteri aegidianti. L'esperienza degli europei sembra però poter prevalere dopo venti minuti di gioco, quando Prosinecki inventa e Suker non sbaglia: dura lezioni per i nipponici che capiscono subito che contro le squadre europee ogni distrazione può risultare fatale.
Senza scomporsi più di tanto però, il Giappone prosegue nel controllo attivo della mediana e blocca di fatto la partita impedendo ai croati di esprimere il loro potenziale e di chiudere la partita. La strategia, probabilmente del tutto casuale visto lo stato mentale di un Ulka come di consueto imbottito di tranquillanti, alla fine paga e al minuto 77' Kamamoto segna il goal del pari su un illuminante assist di Nessuno.
Problemi da risolvere per il Barone non riesce a trovare la Croazia spumeggiante delle ultime partite di qualificazione e concede troppo possesso agli uomini di Ulka, il girone parte all'insegna dell'equilibrio con quattro squadre che sembrano interessate a non mollare fino alla fine. Emblematica la dichiarazione di Ulka al TERMINE della partita, il tecnico ha parlato di un buon punto fuori casa convinto di trovarsi in Croazia, conscio poi dell'errore, l'Ulkaviolento abbozzava una reazione azzannando il quarto uomo al collo e solo il pronto intervento dei due infermieri costantemente al suo seguito a faceva tornare la calma.

Parte malissimo il GALLES del Boya che si fa superare a Dallas dall' ECUADOR della Gaglia. L'imperatore delle tenebre sorprende tutti con uno schema molto arioso ed efficace che concende la parte centrale al Boya dominando però le fasce. I gallesi si schierano molto compatti con l'idea di sfruttare i fraseggi corti al limite dell'area ma i centrali sudamericani si rendono protagonisti di una prestazione attenta e di fatto inibiscono ogni tentativo dei dragoni. Il primo tempo è molto tattico, le due squadre si studiano con il gioco reso difficile da schieramenti teoricamente opposti che però non riescono a superarsi, il Galles porta palla al centro schiantandosi sui difensori ecuadoregni, l'Ecuador avanza sulle fasce senza però trovare sbocchi in mezzo. Al minuto 39 la situazione si sblocca grazie ad Augustin Delgado che sfrutta un delizioso assist di Capurro rompendo finalmente gli equilibri. Nel secondo tempo il Galles è costretto ad allargare il suo raggio d'azione e finalmente riesce a rendersi pericoloso, la difesa gaglionica però non si scompone e il centrocampo non concede spazi agli uomini del Boya. Aumentando la pressione aumentano anche i rischi per i gallesi e alla fine è l'Ecuador a chiudere la partita con Balseca servito magnificamente da Lecaro.
Brutta tegola per il Boya che non riesce a trovare il bandolo della matassa nella partita sulla carta più semplice del girone, sorpresa Ecuador che comunque nelle difficilissime qualificazioni sudamericane aveva già dimostrato grande applicazione e soprattutto grande sagacia tattica: dove vuole arrivare Ernesto Gagliona?

L'unica partita a rispettare il pronostico della vigilia è quella tra l'INGHILTERRA del Professore e la NIGERIA del Presidente ma i favoriti inglesi hanno avuto bisogno di una buona dose di fortuna per portare a casa il risultato a dimostrazione dell'equilibrio assoluto di questo Mundial.
Il Professore parte con un 442 atipico con il trequartista finta ala, il Presidente risponde con uno schema molto difensivo con la strategia di limitare i pericolosi avanti albionici e proporsi in contropiede con gli inserimenti dei centrocampisti offensivi. La prima mezzora vede meglio i nigeriani che sfruttano la mancanza di un mediano di ruolo nelle fila inglesi e fanno sentire la loro fisicità: pur non creando grossi problemi a Seaman si liberano con facilità al tiro da lontano senza però essere precisi. L'Inghilterra appare impacciata e il Professore passa al 4222 senza però impensierire la difesa africana che termina il primo tempo imbattuta e soprattutto senza subire grande pressione. Nel secondo tempo il Professore passa al 352 e Beckham, più accentrato, inizia a muoversi bene tra le linee creando grossi problemi ai difensori nigeriani, rendendosi pericoloso sui piazzati e facilitando il gioco di Owen. La mossa del Presidente è però tempestiva e corretta: rinfoltire il centrocampo per bloccare l'avanzamento del baricentro avversario, partita di nuovo bloccata. L'Inghilterra passa alla fine solo su palla inattiva: all' 80' perfetto centro di Becks su corner e perentorio stacco del centrale Ferdinand  che insacca di testa. Tre punti d'oro per come si era messa per gli inglesi, sempre troppo macchinosi in fase offensiva, la Nigeria può comunque partire sulla base della solidità dimostrata stasera per poter sperare nella qualificazione agli ottavi.

Pesante e inaspettata débacle per la FRANCIA di Ulka che prende ben quattro scoppole dall'EIRE del Boya, trascinato da una monumentale prestazione di Tony Cascarino.
Pronti via e l'ariete celtico serve a Robbie Keane la palla dell'uno a zero: siamo solo al 7' e i problemi per i francesi sono già iniziati. Ulka propone un 352 con spinta costante sulle fasce ma la squadra non riesce a tenere la palla bassa sull'indiavolato pressing irlandese e finisce per spazzare il campo con lanci e addirittura sventagliate orizzontali del tutto inutili. La reazione francese si concretizza quindi solo in conclusioni occasionali frutto di spizzate, l'Irlanda controlla senza mai andare in difficoltà. Al minuto 45 la doccia fredda con Duff che raccoglie l'invito di Robbie Keane e porta i sui sul due a zero. Davvero letale la precisione degli avanti irlandesi coadiuvati alle spalle dal resto della squadra che  blocca gli avversari sulla trequarti e dimostra eccezionale lucidità nel concretizzare le ripartenze. La Francia concede spazio alla ricerca del goal e il goal arriva ma ancora vestito di verde, con Cascarino che al 71' segna il terzo incredibile fico su assist del cerebro Liam Brady. I francesi accorciano le distanze cinque minuti dopo con Pires su un invito di Nessuno ma il match è ormai compromesso. Al minuto 87 l'Eire passa addirittura per la quarta volta ancora con un Cascarino da pallone d'oro che riceve dal gemello Robbie Keane e affossa definitivamente la Francia.
Difesa imbarazzante e linea mediana inadeguata ad appoggiare le punte, queste le motivazione della sconfitta degli uomini di Ulka, dalla parte opposta grandissima prestazione dell'Eire, attenta in difesa ed a centrocampo, letale in attacco: la sorpresa del Mundial?

47 anni dopo la disfatta di Middlesbrough l' ITALIA viene di nuovo maltrettata da una COREA al Mundial, risultato su cui pochi avrebbero scommesso alla vigilia.
Dopo 20 minuti in cui l'Italia da l'impressione di fare la partita i coreani, smaltito il timore reverenziale, sfoderano la loro migliore prestazione in assoluto sotto la gestione del Barone.
Al 27' Cha Bum-Kum finalizza un assist dalla sinistra di Kim Joo Sung fredda Nesta e fa 0-1.
Coppia centrale italiana imbarazzante (Nesta-Barzagli) che rischia di capitolare almeno altre due volte finchè al 42' Park Ji-Sung si inserisce nello spazio e finalizza l'assist di Lee Eul-Jong : 0-2 all'intervallo.
Polemiche interne al clan italiano con mister Gagliona che aveva imposto ai suoi di non andare a votare e i grillini Nesta e Barzagli che erano scappati dal ritiro per recarsi alle urne, evidentemente i chiarimenti di facciata non erano serviti a comporre lo spiacevole episodio.
L'Italia prova a risalire la china e parte fortissimo nella ripresa. Balotelli rimane a scaldare la panchina, El Shaarawy, all'esordio, non punge e così ci pensa Totti di testa si cross di Marchisio a siglare l'1-2.
Gli azzurri spingono ma si espongono inevitabilmente al contropiede asiatico che si concretizza spietatamente all' 86' con la doppietta personale di Cha Bum che su suggerimento di Park Ji-Sung chiude i giochi consacrando una vittoria meritata.
Corea tatticamente perfetta e grossi problemi per l'Italia in difesa, nella reazione troppo confusionaria e forse anche all'interno dello spogliatoio dove la dittatura gaglionica evidentemente non è accettata da tutti.

Ci vediamo martedi prossimo, PER LA GLORIA - PER L'ONORE e PER IL SOGNO MUNDIAL!!!



L'incredibile ULKA!
L'Irlanda del Boya fa paura!
La macchina inglese del Prof è ancora da oliare
Problemi di spogliatoio per il Dittatotore Gagliona...
L'esultanza di Aegidius è già tormentone!
Serata sfortunata per le Aquile del Presidente.