In Europa nel Gruppo 2 (sempre fermo il Gruppo 1 in attesa dell'esordio della Spagna) si è già giocato il terzo turno.
A San Siro l'Italia del Barone pareggia 1 a 1 contro Forever France.
Al vantaggio degli azzurri siglato da un ispirato Totti su calcio di rigore risponde ,sempre su rigore, Michel Platini.
L'Italia, in dieci uomini per l'espulsione di Criscito, si appaia in testa con i francesi a 5 punti.
A Monaco di Baviera la Germania del Boya perde 0-1 contro la Norvegia del Presidente.
Decide un colpo di testa di Bredesen su corner di Mykland alla mezz'ora del primo tempo ma il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.
La Germania ha dilapidato 2 chiare occasioni da gol, clamoroso addirittura l'errore di Ozil.
Il Boya non molla ma, senza reti all'attivo nonostante le buone prestazioni sul campo,ora non può più sbagliare se vuole inseguire il sogno Mundial.
Alla ripresa il 4° turno metterà di fronte le stesse partite di cui sopra ma a campi invertiti.
Nel Gruppo 5 abbiamo assistito al dominio della nuova Ucraina del Barone e al nuovo stop della Polonoia del Presidente giunta addirittura a rischio esonero.
A Berna una doppietta del capitano elvetico Jacques Fatton (complice un colpevole Tomaszewski) porta i polacchi sull'orlo del baratro e li costringe ad un sfida determinante nel prossimo turno in trasferta contro la Francia.
I galletti del Boya pur fornendo un'ottima prestazione a differenza della gara d'esordio (0-0 a Montecarlo contro la Svizzera) cadono a Kiev contro una cinica Ucraina.
Apre le marcature il cecchino Ponomaryov, pareggia "Dottor House" Ribery e dopo un assedio francese (18 tiri lo score finale!)l'Ucraina pesca il jolly in contropiede con Shevchenko a nove minuti dalla fine...
"E vieni a schiacciarmi adesso D.K.,perchè sono un tecnico!"
L'Ucraina però dimostra di non essere un fuoco di paglia e di seguito schianta la Svizzera in quel di Berna con uno spettacolare 4-1.
Si illumina la stella di Leonid Buryak asso della Dinamo Kiev anni 70'-80' che realizza una doppietta (magnifico il calcio di punizione che vale il 2-0)e offre un assist all'asso Ponomaryov ancora in rete e abile anche ad imbeccare Shevchenko per il momentaneo 4-0.
Del genietto Hugi la rete della bandiera elvetica.
Chicov dopo un ottimo avvio con 4 punti e zero gol subiti in due partite ha scelto di aggredire l'Ucraina ma il contropiede degli uomini del Barone è stato micidiale.
Riprenderemo col 3° Turno con la delicata sfida Francia - Polonia e con Ucraina -Svizzera.
Nel gruppo 6 cade a sorpresa l'Olanda del Boya contro la Romania di Chicov che,dopo essere uscita imbattuta dalla trasferta in Portogallo,piega i tulipani a Bucarest grazie ad un colpo di testa di Mutu su pregevole assist di destro del mancino Munteanu.
Piace questa Romania solida e tecnica mentre è da rivedere l'Olanda che pur avendo uno schema collaudato è apparsa ancora in ritardo di condizione in alcuni uomini chiave pur offrendo una prestazione dignitosa.
Nel Gruppo 7 abbiamo assistito al crollo del Wunderteam travolto a Vienna dalla Danimarca del Bandito (0-4).
Apre le marcature dopo solo due minuti Brian Laudrup con un preciso colpo di testa (ennesimo gol di testa su corner del Bandito ormai parlare di casualità appare assurdo)su assist di Molby direttamente da calcio d'angolo.
L'Austria, in campo con lo stesso schema che aveva incantato a Praga, si apre alla ricerca del pareggio e viene presa d'infilata dalle ripartenze danesi.
A segno ancora Brian Laudrup oltre ad una doppietta di John Hansen autore anche di un assist.
Alla ripresa il turno 3 porrà di fronte Repubblica Ceca - Danimarca ed Eire - Austria.
Nel Gruppo 8 l'impresa di giornata è del Galles che batte l'Immortal Italy (mai qualificata al Mundial nelle ultime 3 edizioni e a forte rischio declassamento nel ranking) per 3-2 spedendola a richio esonero (terzo team di Chicov dopo Ecuador e Beloved Brazil).
Al Millennium Stadium di Cardiff gli azzurri disputano un ottimo primo tempo con lo schema "Fainland", una sorta di 4-4-2 con ali molto larghe nella fattispecie Bruno Conti (migliore in campo per gli azzurri insieme a Roberto Faggio)e Mario Corso.
La rocciosa mediana prevede Romeo Benetti e Tardelli entrambi CM con Roby Faggio e Sandro Mazzola attaccanti con licenza di svariare.
Il Galles risponde con il canonico 4-5-1 Boya con la novità Keenor in difesa e Vinnie Jones capitano a protezione della difesa mentre Giggs a sinistra e Bellamy a destra gravitano alle spalle del gigante buono John Charles.
Da un assist di Bruno Conti nasce il meritato vantaggio dell'Italia firmato da Sandro Mazzola quasi allo scadere del primo tempo dopo un netto dominio dell'Immortal sia a livello di possesso palla sia per ciò che concerne il numero di occasioni da rete prodotte.
La ripresa tuttavia è tutt'altra storia.
Esce Sandro Mazzola ed entra Bettega e sull'Italia cala il sipario.
In dieci minuti, a cavallo tra il 48' e il 58' il Galles va a segno per 3 volte con Bellamy e con una doppietta di John Charles.
Un calcio di rigore di Faggio accorcia le distanze al 69' ma nonostante il forcing finale degli azzurri ,con Bettega che dilapida una grande occasione, è il Galles a portarsi a casa l'intera posta in palio.
Ora l'Immortal è attesa, al terzo turno, dalla trasferta di Mosca contro la nuova Russia di Kranjes.
Nel Gruppo 2 del Sudamerica sono state disputate due partite.
L'Uruguay del Boya ,pur giocando bene, non va oltre l'1-1 a Montevideo contro la "solita" Jamaica che in "zona Bandito" pareggia con Whitmore (86'!) l'iniziale vantaggio firmato dal sempre positivo Schiaffino.
A Medellin la Colombia del Presidente ringrazia l'arbitro Nostryvanus che decreta un calcio di rigore al 90' per atterramento di Delio Gamboa (subentrato ad uno spento Iguaran) da parte di Lalas che effettivamente gli apparecchia una tavola sulla schiena.
Entrambe le squadre hanno giocato per vincere ma ha regnato l'equilibrio.
Ortiz ha aperto le marcature, Wynalda ha ristabilito la parità (4° centro Mundial per lui) sino al penalty trasformato da Asprilla (3° centro) che ha sancito la vittoria della Colombia alla Jacopo Furtarelli.
In Africa torna la legge della "Tunish for Punish".
Gli uomini del Barone espugnano Casablanca con le reti del demone Diwa e di bomber Chermiti (con l'uno che offre l'assist all'altro) superando così un buon Marocco reduce dal pari di Johannesburg contro il Sud Africa del Boya (iniziale vantaggio di Chamakh su assit di Kharja e pareggio di Benny McCarthy al 77').
In Asia si è giocata una sola gara e l'Arabia Saudita del Barone (serata di pizza e media punti di 1,61 che oltre ad essere il suo record personale lo mette seriamente in corsa per eventuali panchine vaganti) è stata capace di strappare un punto all'Australia del Boya (al secondo 0-0 consecutivo) mantenendo la porta inviolata nonostante le assenze di rilievo su tutte quella del libero e capitano Hasawi.
L'Asia in questo avvio di qualificazioni ci ha offerto solamente 3 reti in cinque partite rivelandosi, come sempre ma peggio di sempre, l'anello debole dello spettacolo in queste qualificazioni.
Parlando di spettacolo ho volontariamente conservata per ultima la disanima del big match del Gruppo 3 dell'Europa.
Ad Amsterdam gli Eroi d'Olanda ospitavano la Yugoslavia del Bandito rispettivamente prima e seconda forza del girone.
I tulipani, a punteggio pieno (6) dopo 2 turni e senza gol al passivo ricevevano gli slavi (4) anch'essi senza reti subite ma con un solo gol all'attivo.
Gli Eroi proponevano un 4-2-3-1 che prevedeva come interpreti Ronald Koeman e Stam centrali di difesa con Suurbier a destra e Krol a sinistra.
Rijkaard CAR a protezione di Van Hanegem CM alle spalle del tridente Gullit - Cruijff - Neeskens (tutti CAV da destra a sinistra) a sostegno dell'unica punta Van Basten.
La Yugoslavia rispondeva con uno pseudo WM con Vasovic libero affiancato da Vidic e Boskov,Mihajlovic terzino sinistro con Durkovic sulla corsia opposta,Pantic in vece dell'acciaccato Susic in cabina di regia ed il terzetto Galic -Skoblar - Savicevic a ridosso del centravanti Bobek.
Dopo un'iniziale fase di studio abbiamo assistito ad un'autorevole prova di forza da parte degli Orange 74'-88'.
Pressing incessante per tutti e novanta i minuti, ripartenze micidiali,cambi di gioco,scambi in velocità,soluzioni rapide ed idee estremamente chiare.
Questa, in sintesi, la chiave di lettura di una partita che ha visto i tulipani dominare senza sosta l'avversario offrendo uno spettacolo di livello assoluto "trionfando nella luce di un gioco magistrale".
Van Hanegem è stato il padrone del centrocampo offrendo due assist vincenti e proponendo una regia lucida e mai banale.
Gullit, moto perpetuo, ha creato spazi determinanti per gli inserimenti di Cruijff in versione "arma letale" capace di realizzare 5 reti stabilendo così un record assoluto nella storia del Mundial.
Van Basten ha danzato tra le linee facendo salire la squadra con i tempi giusti e, oltre ad aver realizzato una doppietta, ha brillato anche come rifinitore fornendo 3 assist che Cruijff ha trasformato in altrettanti gol.
Il solo Neeskens è apparso meno ispirato dei compagni di reparto ed è stato sostituito da un Rensenbrink molto in palla che ha contribuito con il suo movimento e le sue galoppate ad incrementare il punteggio finale che è stato di 7 a 0!!!.
Voglio porre l'attenzione su alcuni aspetti : realizzare 7 reti ad una squadra del Bandito è da considerarsi un'impresa che aumenta di valore se teniamo conto del blasone e della forza indiscutibile della Yugoslavia.
Ancora (e per me vale molto più del punteggio in sè) riuscire ad esprimere un tale livello di gioco credo che sia il Graal del mondiale, il "noumeno" a cui tutti tendiamo :
Dare vita alla squadra più forte, che possa aprire un ciclo incantando e vincendo col gioco.
Per questo ho voluto salvare ad ogni costo la formazione di Alberto.
Anche se io, come tutti voi, vorrei un giorno vincere un'edizione del Mundial, mentre il Professore ne vanta già due in bacheca, non posso fare a meno di sperare di rivedere quello spettacolo, quei fraseggi e quelle geometrie e non posso evitare di confidare, in cuor mio, che esista la " costante " che origina la costanza nelle prestazioni e quindi quell' "archè" che io credo esista, in forma diversa, per ogni squadra.
Anche se quattro edizioni del Mundial confutano irrimediabilmente la mia teoria fin quasi a smentirla, io non ho mai perso la speranza e ho nuove idee e nuovi stimoli per provarci ancora, per inseguire quella risposta, quella soluzione che, dopo Eroi - Yugoslavia, mi sembra più vicina anche perchè questa partita io non riesco a togliermela dalla mente.
Andiamo a caccia di idee...a MARTEDI' 24 GENNAIO ore 20 per...l'EVENTO per DIO!!!


Per me in assoluto LA SERATA più bella da quando giochiamo il Mundial, mai provate sensazioni paragonabili neanche nelle due finali vinte: come ti ho già detto avrei voluto che quella partita non finisse mai!
RispondiEliminaOra il mio obbiettivo è trovare la continuità e so già che sarà un sogno difficile.
Continuo a pensare che il Graal non esista o meglio che sia il percorso di ricerca stesso a costituire il Graal che mi interessa,andare a spulciare su internet le storie dei giocatori e delle tattiche e cercare di farle rivivere sul campo praticando il miglior calcio possibile.
Purtroppo il risultato è un troia che cerca sempre di tentarti e nelle passate edizioni ne sono stato spesso sedotto, ora cercherò di liberarmene per pensare unicamente a produrre qualcosa che piaccia a chi sta sugli spalti dell'Anfitetro in ogni partita.