sabato 27 ottobre 2012

BOYA IN PRIMA PAGINA!


Ne succedono davvero di tutti i colori nel caldissimo turno Mundial giocato giovedì 25 ottobre all'Anfiteatro Aegidius! Nella serata in cui tutto il ranking si è stretto attorno al Barone Aegidius nella sua battaglia per dire “No alla Lobotomia!”, assistiamo al trionfo del Boya che spazza tutti i suoi avversari come birilli di un tavolo da biliardo e mette in pratica un clamoroso filotto di 5 partite, portandosi al vertice della classifica manager. Oltre ai successi sul campo il Boya consuma anche la sua personale vendetta nei confronti do David Gaglyon fuori dal rettangolo di gioco, producendosi in una violenta aggressione con l'appoggio del Colonnello Kragnytes, testimoniata dal video che trovate più sotto. Molto strana è risultata poi l'aggressione di Aegidius nei confronti di Davidyan, a cui va tutta nostra solidarietà:il Barone si sta confermando personaggio complesso e di difficile interpretazione.
Spettatore come al solito gradito di tutto questo (e molto altro...) è stato ancora una volta il ricco mercante Kugeyro che però, udite udite, è tornato a casa senza più denarrow nel portafogli per la gioia del Banco Alenyano, che finalmente scaccia l'incubo spread!
In Europa si entra già nel vivo e alcuni gironi si stanno delineando con precisione, i ritmi afro-americani si confermano invece molto più rilassati con alti e bassi da parte di tutte le squadre.
La classifica manager rimane molto corta, certo fa impressione vedere il Colonnello, grande protagonista della Storia del Mundial, costretto a dibattersi all'ultimo posto

Ma veniamo a noi manica di bastardi.

EUROPA

Nel gruppo 1 abbiamo ammirato un'altra devastante dimostrazione di futbol dell'Olanda del Barone, vittoriosa all'Olimpico ai danni dell'Immortal Italy del Colonnello. Ancora protagonista Van Nistelrooy che apre al 6' e raddoppia al 20' su un cross teso di Van Bronckhorst, il tre a zero finale è opera di Van Persie che si procura un penalty e lo trasforma con freddezza al 52'. Gli Orange costruiscono quantità industriali di palle goal e si confermano pericolosi anche sulle punizioni con De Boer, che coglie una traversa. Immortal mai in partita con una prestazione ai limiti della supponenza. A fine gara, dopo aver aggredito giocatori, dirigenti e tutti i dipendenti della nazionale azzurra fino all'ultimo magazziniere, alcuni sono finiti al Policlinico Gemelli, il Colonnello Kranyes si è dimesso dalla guida tecnica dell'Immortal Italy, seguendo l'esempio di Gaglionovic in Yugoslavia. Le rimanenti partite di questa nazionale sempre incomprensibilmente ingovernabile saranno gestite dal Presidente: la matematica non condanna ancora gli italiani.
I tulipani sono ormai una realtà e si avviano al Mundial senza problemi, chi fermerà gli uomini del Barone?

Nel gruppo 5 importante affermazione dell'Eire del Boya ( Éire in lingua irlandese, Ireland in lingua inglese, Airlann in Ulster Scots, così Ulka non ci caga più il cazzo) che approfitta del turno casalingo battendo la Repubblica Ceca del Presidente. A decidere il match è il bomber Cascarino, abile a ribattere in rete una corta respinta di Cech. Le due squadre si sono date battaglia utilizzando le rispettive armi, compattezza e contropiede per i padroni di casa, pericolosissimi in moltissime occasioni con veloci ripartenze, fraseggio e gioco sulle fasce per la Repubblica Ceca che però ha dimostrato i soliti limiti difensivi e a nostro parere la mancanza di un finalizzatore in attacco. L'Eire balza al comando del girone lasciando gli altri in mezzo ad una pericolosa buridda.

Nell'altra partita del gruppo 5, il Colonnello espugna Bruges con l'Eternal England restituendo a Jean Paul Gaglion lo schiaffo dell'andata.
L'uomo del match è stato Finney che ha portato in vantaggio gli ospiti al 3' e raddoppiato al 26', su assist di Lineker e Duncan Edwards. Molto bene gli inglesi, dinamici nel pressing e pericolosi in avanti, non ha comunque assolutamente demeritato il Belgio, apparso molto più propositivo rispetto alle ultime apparizioni. La classifica è ancora aperta, Eire escluso, e gli uomini di Gaglion possono ancora dire la loro. Unica nota stonata per il Colonnello il rosso a Ray Wilson, che non potrà giocare il quinto turno.

Mundial colorato di arancione anche nel gruppo 6 con la netta vittoria dell'Heroic Holland del Boya, in pizza piena, ai danni dell'Ungheria del Presidente. L'Aracnysapat inizia con il piede giusto mandando in goal Kocsis al 8' grazie alla solita sapiente rifinitura di Kubala ma poi è davvero un monologo dei padroni di casa che trovano finalmente anche un'efficace e convincente manovra. La prestazione disumana di Van Basten rimarrà negli annali del Mundial e negli anali del Presidente: il cigno di Utrecht original segna ben 4 reti servito due volte da Cruyff e due da Gullit, autentici alfieri del grande fuoriclasse del Milan.
Gli Eroi stanno tornando sui livelli delle scorse qualificazioni e sarà durissima per Austria e Ungheria togliergli il posto al sole. Gli uomini di Alanash sono apparsi ancora una volta squadra in costruzione dove il talento non riesce a mettersi al servizio del gioco collettivo.

Passo falso dell'Austria del Professore fra le mura amiche nel 4 turno del gruppo 6, fermata da un' Ukraina coraggiosa che però non va oltre il pareggio riducendo al lumicino le speranze di qualificazione del Barone.
In una partita condizionata dal maltempo, vanno in vantaggio i padroni di casa al 45' con Sheva su spizzata di testa di Ponomariov ma al 68' Krankl riesce a portare i suoi al pari sfruttando un'azione confusa al limite dell'area. Squadre apparse stanche e risultato giusto che serve poco all'Austria e pochissimo all'Ukraina. A dimostrazione della correttezza morale degli Antichi Eroi facciamo notare che la squadra del Barone, che qualcuno dava come vincente del Mundial stabilita a tavolino dal Clan Dominante, sta invece fallendo la qualificazione: qualcuno dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare ma è meglio non fare nomi (U_ _A).

Nel gruppo 7 tre punti di platino per la Svezia del Boya, tra l'altro orfana di Ibra, che inguaia pesantemente la Spagna del Professore superandola a Bergen grazie ad una serata di grazia di Hamrin e ad un controllo di gara davvero esemplare.
Pessima prova del pacchetto difensivo iberico e in particolare di Piqué che al 20' si fa aggirare da Stromberg bucando una palla sulla quale era in vantaggio: la botta dell'ex atalantino viene respinta da Zamora ma Hamrin è bravo a ribattere in rete. La seconda segnatura dell'Uccellino viene ancora da un errore in impostazione degli iberici che si fanno rubare palla al limite, è il 48' e il Professore inizia a vedere le streghe con una settimana di anticipo su Halloween. Un'altro errore, stavolta degli svedesi riapre il match: fuga di Gento e bel cross per il Buitre che non sbaglia.
Gli spagnoli ci provano ma la fase offensiva lascia ancora molto a desiderare e la partita va meritatamente agli uomini del Boya. Svezia quadrata e ben messa in campo che difende in maniera davvero impeccabile, punge con efficacia senza scoprirsi e ipoteca il passaggio del turno. Spagna che dovrà giocarsi tutto nelle ultime due partite dove sarà fondamentale risolvere i problemi di finalizzazione e rifinitura di una manovra molto qualitativa che però si ferma sempre sulla trequarti avversaria.

Chiudiamo l'analisi relativa al Vecchio Continente con la sorprendente vittoria della Romania del Presidente, che costringe il Portogallo del Colonnello alla seconda incredibile debacle interna consecutiva ed è ormai lanciata verso la fase finale. Decide il match Munteanu su imbeccata di Iordanescu al 20', poi la partita diventa a senso unico con i Lusitani lanciati in avanti alla ricerca del pareggio. Nonostante le occasioni a grappoli, con gli ospiti a tratti in pericoloso amblass, i portoghesi non riescono a metterla dentro e complicano non poco il discorso qualificazione. Il Colonnello grida al furto e il Presidente ammette che gli uomini di Kragnytes non meritavano di perdere, nel bene e nel male questo è il calcio e a nostro parere alla fine fortuna e sfortuna, visto il numero di partite di un Mundial, si compensano sempre. Risultato ottimo per Russia e Grecia che si sfideranno la prossima settimana per completare questo terzo turno.

SUDAMERICA

A Buenos Aires la Costarica del Barone lo prende in Boca dall'Argentina dell'incredibile Boya. Basta un goal di Milito su assist del bad boy Tevez al minuto 34 per piegare la resistenza dell'interessante squadra di Aegidius.
L'albiceleste è compagine dinamica ma ancora non registrata al meglio e non riesce a trovare il goal sicurezza: pur arrivando ad una percentuale di tiro molto alta le occasioni vere sono poche. Il Costarica mostra limiti offensivi notevoli ma nel complesso tiene bene il campo difendendo alto e non mostrando timore reverenziale: buona costruzione ma difficoltà nel trovare sbocchi.

Colpaccio del Perù in Paraguay che materializza l'incubo Gran Jury per il Presidente, alla terza sconfitta consecutiva alla guida dei detentori del titolo. Partita sfortunata per gli uomini di Alanash che vanno in svantaggio già al primo minuto: Cubillas intercetta un passaggio fuori misura tra terzino e centrale e punisce con freddezza. Senza demeritare particolarmente, il Paraguay subisce il secondo goal al 20' per un concorso di colpa tra il Chila, uscita pessima su angolo di Cueto, e il pacchetto difensivo che lascia colpevolmente libero un sempre più decisivo Teo Lolo Fernandez. Il resto della partita vede i padroni di casa alla ricerca del pari ma senza mai impensierire la retroguardia del Perù, che porta a casa tre punti con il minimo sforzo confermando un periodo di buona sorte.
Nel dopopartita il Grand Jury ha intelligentemente confermato Alanash sulla panchina paraguayana, dopo i successi dello scorso anno era come minimo doveroso, ci auguriamo che riesca a raddrizzare la barca sistemando soprattutto un attacco davvero sterile.

Pareggio spettacolare a Montevideo tra l'Uruguay del Colonnello e il Mexico di La Gaglia. Primo tempo favorevole ai padroni di casa che trovano il goal con Cavani al 22' su servizio di Ruben Sosa, la squadra di Kranyes appare finalmente un po' più dinamica e motivata nell'attacco. Nel secondo tempo ritorno veemente dei messicani che in due minuti scavalcano i kragnytici con una doppietta di Luis Hernandez su doppio assist di Garcia Aspe. Il timbro su un pareggio divertente quanto giusto lo mette sue maestà Hector Scarone all'81' fra le bestemmie di gioia del vescovo Kragnytes. Il Messico si conferma squadra in forma in grado di essere devastante quando l'acceleratore è premuto, l'Uruguay migliora lentamente pur dando sempre l'impressione di essere squadra difficile da guidare anche se dotata di un potenziale di talento di primissimo livello, siamo davvero curiosi di vedere se la strada imboccata dal Colonnello sarà finalmente quella giusta per una nazionale che meriterebbe un posto da protagonista.

A Santa Fe si è registrata la prima vittoria per l'Always Argentina del Professore che ha battuto la Jamaica del Bandito portandolo alle dimissioni. Una scelta fatta col cuore quella di Ulka che prosegue il suo Mundial tra violenza e amore, lasciando la panchina dei reggae boyz nella speranza che qualcosa possa cambiare, una scelta dolorosa dopo due splendide stagioni che hanno portato questa piccola isola a recitare un ruolo di primo piano. Partita strana condizionata dagli episodi, con il vantaggio lampo di Di Stefano su errore difensivo; la Jam prova a venirne fuori e gioca un primo tempo alla pari con i più quotati padroni di casa. L'espulsione di Nestor Rossi paradossalmente cambia la partita poiché l'albiceleste è costretta a chiudersi bloccando di fatto il match e le velleità degli ospiti. L'inutile goal di Batistuta su punizione di Redondo chiude i conti e fa calare il sipario sull'esperienza jamaicana del Bandito al quale vanno i nostri più sinceri complimenti per quanto creato a Kingston e per la classe nell'uscire di scena. La squadra sarà affidata ora al Boya che non ha altri impegni nel girone.

Il Bandito si rifà con la Colombia andando a espugnare a Quito il campo dell'Ecuador della Gaglia. Follie gaglioniche in avvio con Balseca in porta al posto di Banguera che facilita il primo goal di Tino Asprilla mandato in porta da Freddie Rincon. Colombia molto viva per gli interi 90 minuti ed Ecuador in difficoltà sia nelle chiusure che nell'impostazione. Asprilla va vicino alla seconda segnatura colpendo il palo al 34', al 47' è la traversa a dire no ad Andrés Escobar. Il goal del raddoppio arriva finalmente al 70' con Iguaran abile a sfruttare l'assist di Brand. Vittoria meritata per gli ospiti che si dimostarno compagine da tenere d'occhio ed Ecuador apparso stranamente vulnerabile dopo le prove di compattezza offerte nelle prime gare.

La Gaglia può invece sorridere per l'impresa del suo Messico che ferma in maniera inaspettata la corsa degli Usa del Barone, una delle squadre più in forma del momento. Dopo il bel pareggio in Uruguay, gli uomini di Davydian mettono sotto gli Yankee, accolti allo stadio da striscioni inneggianti a Chavez e Guevara e da cori degli Inti Illimani. Spaventati dal clima rivoluzionario, gli uomini del Barone subivano al 19' la rete di Blanco che trasformava il passaggio di Hernandez e mostrava il pugno chiuso alla curva, a fine primo tempo era ancora Hernandez a servire stavolta Horacio Casarin che rispondeva presente. Tra le due reti si era vista peraltro un'ottima reazione nordamericana che non aveva sortito effetto per via della serata davvero poco efficace del reparto avanzato.
Usa molto male però nel secondo tempo e Messico ad approfittarne rendendo ancora più pesante il passivo con la rete di Hugo Sanchez su angolo di Blanco. Davvero ottima la prova dei padroni di casa che sotto la guida della Gaglia stanno proponendosi come pericolosi outsiders, stop forse fisiologico per gli americani ma attenzione a non prendere sottogamba certi segnali legati alla perdita di humilté.

Vanno ancora in scena Perù ed Ecuador in quel di Lima in una partita dai due volti. Primo tempo dominato dai padroni di casa che costruiscono molto e finalizzano con determinzione, trascinati dai gemelli del goal Teo Fernandez e Teo Cubillas in rete rispettivamente al 17' e al 22', l'Ecuador fatica a compattarsi e a contrarre con efficacia gli scatenati biancorossi.
Nel secondo tempo grave errore del Professore che prova a sperimentare ritenendo la partita ormai messa in cascina e grande bravura della Gaglia che rimescola le carte. Al 57' Aguinaga accorcia le distanze ben servito da Bolanos e al 64' Balseca sfrutta un errore di Valdivieso, autore di un uscita porkaria su calcio d'angolo. L'Ecuador ha dimostrato di essere vivo con la reazione del secondo tempo, il Perù ha sprecato la grossa chance di allungare a punteggio pieno: il Professore si è pubblicamente preso tutte le colpe in conferenza stampa.

AFRICA

Nel Continente Nero, alle falde del Kilimangiaro, da segnalare un inaspettato pareggio del Marocco del Bandito che riesce a fermare fuori casa il Camerun di Kranjes. Solito ammassamento a centrocampo per Ulka che blocca le fonti di gioco dei camerunensi impedendo loro una costruzione pulita. Gli uomini del Colonnello sono apparsi meno incisivi di come ci avevano abituato confermando un momento di appannamento a livello di gioco che nell'economia di un Mundial è comunque comprensibile. L'occasione più pericolosa dell'incontro, a dimostrazione del fatto che questo sport non permette distrazioni, è paradossalmente del Marocco che colpisce la traversa con Chamack al minuto 85' dopo una partita priva di emozioni forti.

ASIA

Il Boya mette la sua firma anche sull'Oriente, espugnando La Mecca e mettendo il Colonnello nella scomoda posizione del rischio esonero con l'Arabia Saudita. Pompati a mille da Kranjes che chiama alla Guerra Santa i suoi discepoli, gli arabi passano al 5'con un goal di Majed Abdullah su assist di Al-Owairan. Il Boya stasera non ha intenzione di fare sconti e l'Australia ribalta la partita con Kewell al 13' e la doppietta di Marc Viduka al 38' e al 55', ponendosi a nostro avviso come unica possibile squadra del girone in grado si opporsi allo strapotere nipponico. I canguri danno l'impressione di avere qualcosa in più rispetto alla media dell'Asia sia tecnicamente che fisicamente e la Corea dovrà a questo punto darsi una mossa. Male l'Arabia dopo il buon avvio ma i limiti sono chiari e per ora neanche il grande lavoro motivazionale del Colonnello è riuscito a invertire la rotta.
                       Il video dell'incredibile aggressione a Mister Gaglyona
Un Ulka rilassato alla commovente festa d'addio organizzata a Kingston


Aegidius Norris non vuole più distrazioni dopo la sconfitta in Messico
Ernesto La Gaglia dirige la rifinitura
Serata durissima per Kranjes
Soldi facili per il Banco Alenyano!
Il Ricco Mercante viene consolato dal Professore


Attenzione alla Vendetta che sta tramando Paulo Uaglione...!

lunedì 22 ottobre 2012

AEGIDIUS METTE LA FRECCIA!



Altri sedici incontri nella serata di venerdì 19 ottobre all'Anfiteatro Aegidius, stiamo tenendo ritmi importanti e la competizione sicuramente ne beneficia. Assente il Boya, ufficialmente per una cena di lavoro, secondo la Gaglia per paura, ha arricchito l'evento la presenza del ricco mercante Kugeiro che, sfidato ufficialmente dal banco, se ne è tornato come al solito a casa con le tasche piene di danari. Protagonisti della serata sono stati il Barone che balza al primo posto nella classifica manager, il Professore che si salva in ben tre rischi esonero e la Gaglia che vince due partite su due fuori casa. Buone prove per il Bandito e Chicov mentre si è rivelato un venerdi di passione per il Presidente e il Colonnello.
Ancora grande equilibrio ma alcune squadre iniziano a emergere con convinzione, ci riferiamo soprattutto all'Olanda del Barone, all'Italia gaglionica e al Giappone del Bandito.
Ma veniamo alla cronaca.


Europa

Nel gruppo 1 l'Olanda del Barone è tornata padrona battendo con un perentorio 4 a 0 l'Immortal Italy del Colonnello, nel match che completava il terzo turno. Impressionante dimostrazione di forza dei tulipani che hanno ripetuto la lezione di calcio impartita alla Polonia, protagonista assoluto Van Nistelrooy autore di una tripletta e grandi prestazioni di Van Persie, autore di due assist, e Van der Vart, che regala la palla del due a zero al centravanti orange ed è poi costretto ad uscire per un infortunio. La quarta ciliegina è opera di Sneijder, apparso in netta crescita. L'Olanda di Aegidius balza al primo posto con una partita in meno rispetto a Turchia e Polonia dando uno scossone al gruppo ma soprattutto incantando l'intera platea, l'Immortal non entra mai in partita e denuncia preoccupanti lacune, la classifica lascia ancora ampie possibilità di qualificazione nonostante una differenza reti imbarazzante, ma la prossima partita è un pericoloso rischio esonero

Nel terzo turno del gruppo 8 la Finlandia ha fermato a Bordeaux la Forever France del Barone. I padroni di casa hanno prodotto un enorme possesso di palla con poca sostanza. A tratti stucchevole, la Forever ha addirittura rischiato di capitolare nel primo tempo con una palla goal sciupata da Pate a cui va sommato l'errore di Helm nella ripresa, che spreca malamente a due passi da Barthez. Convincente la prestazione dei finnici fikkici sul piano difensivo, con uno sbarramento efficace in mediana, lo zero nella casella dei goal fatti diventa però davvero preoccupante. Problemi analoghi per la Forever che comunque rimane saldamente seconda, se il Barone riuscirà a sistemare gli schemi offensivi la sua squadra sarà un osso duro per chiunque.

Nella prima partita del quarto turno di questo complicato girone sono scese in campo Bulgaria e Inghilterra che si sono annullate in quel di Sofia. Buona prestazione degli uomini del Professore nella prima frazione nonostante l'assenza di Bekham, lo schema lavolpista funziona e Owen sblocca al 4' su assist di Rooney. A inizio secondo tempo l'espulsione affrettata di Milner per un fallo in attacco cambia l'inerzia del match e la Bulgaria pareggia al 61' con il solito Asparago che sfrutta un brutto errore di Campbell, meritando tutto sommato il pari. Passo avanti per gli uomini di Ulka che sono apparsi più motivati, il risultato finale è però oro colato per Forever France e Finlandia.

Equilibratissimo anche il gruppo 5 dopo l'impresa del Belgio gaglionico che ha sbancato Liverpool sospinto dal coro Youll' never walk Gaglion dei tifosi di casa, in polemica con il Colonnello Kranjes. Prima mezzora scialba, poi L'Eternal sale di tono, il Belgio difende basso ma non corre grossi rischi poiché il fraseggio degli albionici si perde al limite dell'area. Al 73' Shearer riesce finalmente a liberarsi e a mangiarsi un goal già fatto tra le imprecazioni di Kranjes. Al gufo mercante si illuminano gli occhi e dalle sue labbra escono le profetiche parole: “Beh...goal magiato goal subito!”.
All'80' la maledition si concretizza grazie a Nilis, che si smarca e lascia partire un delizioso pallonetto mooorbido con la sfera sospinta in rete dall'intero anfiteatro plagiato dalla Gaglia. Il gruppo è apertissimo ma l'Eternal stenta a trovare l'efficacia offensiva della scorsa edizione, complimenti a Gaston per il risultato ma il suo Belgio a tratti sembra farsi schiacciare un po'troppo.

Altra pesante mazzata per il Colonnello nel secondo turno del Gruppo 9 dove il Portogallo perde una secolare imbattibilità interna grazie all'impresa della Russia di Egor Chicov. Il tecnico di Via Kornice (domina)compie un vero e proprio capolavoro tattico e si merita la palma di Proncipe degli Strateghi di questo inizio Mundial.
Il Portogallo è bloccato da una serie di gabbie ad personam e stenta a costruire gioco per un ora abbondante e subisce il goal del talentuoso Valentin Ivanov al 26'. Assedio lusitano nell'ultima mezzora e l'occasione del pareggio arriva con l'assegnazione di un calcio di rigore, Futre sistema la palla sul dischetto ma in porta non c'è un portiere qualunque: Lev Jascin ipnotizza l'ala di Kranjes e para il penalty per la disperazione della bolgia di Oporto.

A Kiev si consuma il dramma sportivo dell'Ukraina del Barone nella prima partita del terzo turno del sesto girone. L'Austria del Professore sbanca la capitale grazie a un goal di Binder su assist del solito Krankl al 71'del secondo tempo. Il match è stato equilibrato ma l'Ukraina è apparsa ancora confusionaria e incapace di impensierire il Wunderteam se non con mischie e conclusioni dalla distanza, gli uomini del Professore sono apparsi più squadra e capaci di verticalizzare meglio il fraseggio. Terza sconfitta consecutiva per gli uomini del Barone e Grand Jury che si esprime con una votazione in pareggio, sarà decisivo il pare del Boya per determinare le sorti del fratello. Sembra che il telefono di Alessio da venerdi notte sia continuamente raggiunto da telefonate anonime, siamo vicini al tecnico bussanese già provato dalle aggressioni delle scorse settimane.

Nel secondo incontro del gruppo 2 il Colonnello si rifà in parte della serata negativa superando a Belfast la Nord Irlanda di Chico con una bella prova della Slovenia. La squadra slava torna sui livelli di gioco dell'anno scorso rendendosi protagonista di un convincente primo tempo concretizzato dal goal di Adriano Fegic, la Nord Irlanda è schiacciata ma riesce a pareggiare con Best, bravo a mettere dentro l'unica palla buona ricevuta. A inizio secondo tempo lo stesso Best divora il possibile due a uno che poteva cambiare le sorti dell'incontro e da quel momento è solo Slovenia che va in rete con Zahovic al 63' e con Oblak al 65'. Fra i padroni di casa brilla solo la stella di Best che arriva vicino alla segnatura anche nel finale ma è evidente che la prestazione di squadra è risultata insufficiente specie se paragonata alla partita d'esordio. Kranjes riprende in mano la sua Slovenia dando a tratti spettacolo, da rivedere qualcosa a nostro parere in fase difensiva.

Gaglia corsara a Glasgow nel gruppo 3: l'Italia batte tre a uno la Scozia del Professore e la inguaia pesantemente. Sugli scudi ancora Cassano che approfitta di una serata imbarazzante della difesa scozzese, il Gordo segna al 10' su ribattuta di Hansen e al 30' su assist di Diamanti, il terzo goal è opera di Giovinco con un colpo di testa su angolo di Pirlo. Italia a tratti spettacolare ma incredibili gli svarioni degli Highlanders che perdono i diretti avversari sia sulla corsa che nel gioco aereo. Il goal della bandiera per i padroni di casa è di Dalglish su assist di Johnstone al 78' nell'economia di un secondo tempo equilibrato. Brutta tegola per il Professore l'infortunio a Souness su un' entrata di De Rossi che per alcuni era dentro l'area: qualificazioni finite per il mediano del Liverpool.
Italia lanciatissima e divertente, sospinta dai nani da giardino di via Campi che creano scompiglio, Scozia in crisi che va a rischio esonero.

Uno spettacolare match nella prima gara del quarto turno del gruppo 7 ha sancito il ritorno in auge della Croazia del Barone vittoriosa per 2 a 3.
La Norvegia del Bandito ha ribattuto colpo su colpo giocando un bel calcio ma alla fine ha dovuto capitolare. Primo tempo appassionante con il vantaggio di Suker al 10' su assist di Surjak a cui risponde Kwammen al 17' servito da Solskjaer. Si riporta avanti al 22' la Crozia con Surjak su filtrante di Boban ma al 34' è Lund a portare i nordici di nuovo al pareggio su assist di Mikland. Nel secondo tempo chiudono il match i gemelli Surjak-Suker e per il centravanti croato è doppietta. Gara splendida giocata ad alti ritmi con molte reti e molti ammoniti. L'incontro tra la Spagna e la Svezia ci dirà qualcosa in più su questo girone combattutissimo, complimenti al Bandito e al Barone per aver proposto davvero un match godibile e intenso. Purtroppo per la Norvegia questa sconfitta rocambolesca porta ad un altro rischio esonero.

Sudamerica

Continua la crisi del Paraguay del Presidente sconfitto in Colombia dai Cafeteros del Bandito nel terzo turno del gruppo 1 sudamericano. Uno a zero il risultato finale grazie a un colpo di testa di Adolfo Valencia su un bel cross dalla sinistra di Osorio al 29'. Bel match fra due squadre aperte, 343 a rombo per il Bandito che ha confidato di essersi ispirato alla formula organica dell'LSD nella scelta dello schema, solito oliato 3232 per il Presidente. Il Paraguay non ha demeritato ma stranamente la punta di diamante Erico è parsa egoista e ha forzato spesso la conclusione di fatto auto-annullandosi. La Colombia ha presidiato con più incisività le fasce e proprio da lì scaturita l'azione del goal. Il Paraguay va a rischio esonero e per i detentori sarà necessario trovare sbocchi in avanti non avendo segnato ancora un goal.

Nel terzo turno del gruppo 2 si sono invece giocate Cile-Uruguay e Beloved Brazil – Always Argentina.
Nel primo match le squadre guidate da Chico e Kranjes hanno proposto una partita molto tattica condizionata dal vantaggio lampo di Salas su rifinitura di Pizarro. I cileni si chiudono a difesa del vantaggio e l'Uruguay reagisce con criterio cercando di non rischiare la seconda segnatura. Nonostante i ritmi bassi al 76' Scarone segna il goal del pareggio su assist di Bengoechea: l'uno a uno è il risultato più giusto e tutto sommato non scontenta i due tecnici visto il numero di partite che ancora mancano in Sudamerica.

Nel Superclasico i motivi di interesse erano invece molteplici, a partire dal rischio esonero del Professore. Brutta prova del Beloved del Presidente ancora in cerca di identità e ottimo primo tempo dell'Always che si stringe attorno al tecnico francese andando vicino al goal con Moreno e proponendo un bel calcio a parte i consueti eccessi di venezianesimo.
Il Beloved passa però in vantaggio per primo al 49' con Jairzinho su servizio di Didi nella prima vera occasione carioca dell'incontro. Immediata la reazione degli ospiti spinti dal neo entrato Batistuta che trasforma in rete al 61' una splendida verticalizzazione di Di Stefano, l'Always prova a sbancare Rio ma alla fine è un altro 1 a 1. Beloved Brazil molto deludente con il Presidente che stenta a dare un'anima alla squadra, Argentina finalmente convincente almeno a sprazzi, per gli uomini del Prof però la classifica è deficitaria e occorrerà trovare in fretta i tre punti.

Africa

A Dakar il Professore si salva da un altro rischio esonero portando il Sudafrica alla vittoria contro il Marocco del Bandito. La partita inizia con lo schokkante autogoal di Lehoko che dribbla il proprio portiere ed entra in rete con la palla al piede. La reazione è anche in questo caso veemente e denota ancora una volta la coesione del gruppo. Il goal del pari arriva già al 19' con Doctor Khumalo che, servito da Letsholonyane, evita un difensore e conclude secco e preciso sulla sinistra del portiere. Quattro minuti dopo lo stesso Letsholonyaane, man of match, si inventa un terrificante terra aria dal limite che termina la sua corsa sotto l'incrocio dei pali. Il Marocco appare contratto e non tira praticamente mai in porta portando avanti il baricentro nella ripresa ma senza grande costrutto, il Sudafrica si riporta sotto e spera ora di inserirsi nella lotta qualificazione.

Chi non sembra avere mai problemi in Africa è il Camerun del Colonnello, che supera di misura la Nigeria del Presidente fra le mura amiche. Partita equilibrata con i padroni di casa in rete già al 14' con una bella conclusione di Etoo' e preoccupati poi più di gestire la gara che di segnare il secondo goal. Nigeria colpita a freddo che non sfigura ma trova nell'atleticità degli uomini di Kranjes un ostacolo insormontabile.

Asia

Il titolo di squadra più dominante di questo inizio Mundial spetta sicuramente al Giappone del Bandito, schiacciasassi del girone asiatico e ormai con un piede nella fase finale. La vittima sacrificale di stasera è l'Arabia Saudita del Colonnello, annichilita dalle furie nipponiche guidate da Kamamoto, autore di due reti, e da Kagawa, autore di due assist. Ottima prova di tutta la squadra e menzioni d'onore anche per Miura, sua la rete del due a zero, per Toda, in rete al 90' e per Nakata protagonista nel terzo goal di Kamamoto. Arabia non pervenuta e molti già si chiedono se il Giappone potrà proporre questa qualità di gioco anche contro le squadre europee e sudamericane.

Chiude la serata l'ennesimo rischio esonero del Professore che anche stavolta salva la panchina. L'Iran pareggia in casa con la Cina del Presidente, curiosamente anch'essa a rischio esonero. Partita bloccata fra due squadre preoccupate e comunque prive di grossi contenuti tecnici. Iran più manovriero ma China più pericolosa soprattutto sulle palle alte con Dong. Un punto a testa e tutti contenti ma qualificarsi sarà dura per entrambe visto che probabilmente un posto in paradiso è già occupato.

CI VEDIAMO GIOVEDI 25 PAZZI LUDOPATICI, 
L'EVENTO E' FRA NOI!!!


Il tecnico Chicov che probabilmente non parteciperà alla prossima serata per una tourné asiatica

David Gaglion ancora protagonista affila le lame




Ulka ormai idolo dei giapponesi sarà a breve protagonista di un manga erotico
Il Colonnello studia nuovi metodi di allenamento dopo la serata negativa
Jairzinho unica luce nella serata del Beloved
Il Bimbo Binder affossa l'Ucraina
Chi fermerà il Ricco Mercante?





Clicca e rientra in partita con la follia di Paulo Uaglione!!!



giovedì 11 ottobre 2012

C'EST L'ARGENT QUI FAIT LA GUERRE!










16 partite 16: la quinta serata del Mundial andata in scena martedì 9 ottobre all'Anfiteatro Aegidius è stata davvero ricca di appuntamenti e questa Edizione spettacolare appare sempre più livellata verso l'alto.
Grande equilibrio dunque e Mundial alla ricerca di un padrone, vedremo se il Colonnello Kragnytes, impegnato in una tourné di beneficenza in Valle d'Aosta, saprà approfittare delle partite che deve recuperare.
Due manager si sono distinti questa sera più degli altri, ci riferiamo al Boya che , pur dovendo affrontare il Grand Jury con la Germania, ha centrato risultati importanti, e a Chicov che, pur perdendo immeritatamente il "Superclasico", ha ottenuto punti pesanti e mostrato grande acume tattico. Nessuna partita si è distinta sulle altre in un contesto di ottimo livello tecnico-tattico.
Veniamo subito alla cronaca vista la molta carne al fuoco, non senza prima ringraziare il Baron Aegidius, che con le sue puntuali citazioni tiene alto il livello culturale del Mundial.

Si parte col botto a Lima, dove il Perù del Professore ospita l'Argentina del Boya, ma prima di parlare del match è purtroppo doveroso segnalare un grave fatto avvenuto nel pomeriggio.
Il tecnico di Bussana è stato infatti vittima di una violenta aggressione resa ancora più odiosa dal fatto di essere avvenuta addirittura nella propria abitazione. Secondo quanto emerso sembra che sia stata depositata una denuncia ai danni del tecnico Gaglyona, che sarebbe stato riconosciuto dal giovane Lanteri, e sia partita un'indagine della magistratura: finora non ci sarebbero le prove necessarie per un eventuale fermo del presunto colpevole. Il Boya è comunque andato regolarmente in panchina nonostante i visibili segni della colluttazione.
Il Perù scende in campo molto determinato e si porta in vantaggio dopo un solo minuto con una pregevole azione di prima che libera lo spazio per l'inserimento e la conclusione di Titina Castillo. La reazione argentina è però immediata e il sistema falso nueve dei biancorossi è sottoposto ad una letale pressione da parte degli uomini del Boya, stretti intorno alla loro guida in questo momento di difficoltà. Al 27' la supremazia di gioco degli ospiti si concretizza con un colpo di testa di Messi sugli sviluppi di un calcio d'angolo e al 32' è Aguero a ribaltare il risultato con uno splendido diagonale sul palo lontano che supera l'incolpevole Valdivieso. Il Professore non ci sta e nel secondo tempo mischia le carte passando al pass and move e dando spazio a Teo Fernandez.
Il centravanti dell' Universitario entra in campo motivatissimo e il Perù inizia a macinare gioco mentre l'Argentina è costretta ad abbassare il proprio baricentro.
Al 61' arriva il goal del pari proprio grazie al Lolo Fernandez, che riceve spalle alla porta, si gira in un fazzoletto e la mette in rete. Il Perù ci crede anche se l'albiceleste si rende pericolosa in contropiede, a decidere il match è però ancora il centravanti del Professore che approfitta di un contrasto sulla trequarti e si invola verso la porta regalando il 3 a 2 alla torcida peruviana, con uno splendido pallonetto di interno sinistro. Proteste del Boya per il presunto fallo e purtroppo ci sentiamo di dover aprire una parentesi. Tutta la serata è stata funestata da idiotismi dei difensori centrali che, contrastati più o meno fallosamente, hanno causato situazioni al limite che spesso si sono trasformate in goal. Purtroppo è un baco del gioco, cosi come molti goal divorati a tu per tu con il portiere. Alla fine secondo me gli episodi favorevoli e sfavorevoli si compensano e quindi cerchiamo di portare pazienza.
Tipica partita da pareggio con un tempo dominato per squadra, Perù più organizzato ma Argentina a tratti veemente e forse ancora alla ricerca di un'identità precisa.

Dopo il deludente pareggio interno contro l'Arabia Saudita, la Sud Korea del Barone era chiamata al riscatto a Wonju, in partita sulla carta semplice che la metteva di fronte alla Cina del Presidente. Nel pre-partita il tecnico dei padroni di casa aveva ammesso di non avere ancora completamente in mano le redini della squadra e quella che sembrava la solita pre-tattica “chiagne e futte” tipica dell'esperto Aegidius, si rivelava con il passare dei minuti la dura realtà dei fatti. Il rullo compressore sudkoreano dello scorso Mundial sembrava un vecchio trattore in via di rottamazione, senza idee e senza brillantezza. La Cina ne approfittava senza rendersi particolarmente pericolosa ma tenendo il campo con ordine e determinazione, conscia di poter reggere poco più di un ora sul piano della corsa. Al 42' del primo tempo i piani del Presidente vengono però fatti saltare dal talentuoso Cha Bum che trasforma un penalty tutto sommato giusto concesso dall'arbitro, la partita si mette in discesa per gli uomini del Barone che trovano il raddoppio con Park Chu-Yong già al 45': uno-due micidiale e Cina al tappeto. Forti del doppio vantaggio i koreani sembrano giocare con più tranquillità senza però riuscire a imporre il netto predominio al quale eravamo abituati e la Cina piano piano si riprende. Al 69' arriva addirittura il goal della speranza per gli ospiti, con l'ex Manchester United Dong che accorcia le distanze riaprendo di fatto il match. Sud Korea spaventata e gli uomini di Alanash ci provano, la benzina è però ormai finita e, anche se non si materializza il crollo patito con il Giappone, mancano le energie necessarie a raggiungere il pari. Rischio esonero per il Presidente ma la sua squadra mostra progressi, passettino avanti per una Korea ancora molto indietro, la partita in Australia potrebbe essere la svolta?

Secondo turno del gruppo 3 – Europa, ad Aberdeen confronto interessante tra la Scozia del Professore e la Svizzera di Chicov. Highlanders in versione Death or Glory fin dai primi minuti con un 442 in linea corto e aggressivo, Svizzera con il solito 532 rivisitato, come sempre solido e indecifrabile. Ritmo altissimo dei padroni di casa che dominano il primo tempo, creando alcune ghiotte occasioni da rete vanificate dall'imprecisione degli attaccanti e dalla buona vena del portiere svizzero. La prima frazione si chiude sullo 0 a 0 ma la squadra del tecnico di Via Kornice (domina) sembra in difficoltà e questa è già una notizia.
Nel secondo tempo gli scozzesi sono meno arrembanti ma quando gli ospiti sembrano in grado di riorganizzarsi arriva il goal di Dennis Law, con una bella girata di testa su cross del neo entrato Johnstone. L'inerzia del match però si conferma quella vista poco prima del vantaggio dei Blues, con gli uomini di Chicov che riescono finalmente a fare possesso. A metà ripresa appare chiaro che la Scozia è in debito di ossigeno e le occasioni per gli Svizzeri iniziano a essere molte e pericolose, sopratutto con il talentuoso Sulser. E' proprio il bomber del Grasshoppers il protagonista del giusto preggio al 87', quando approfitta di un intervento in ritardo di Hendrie e corregge in rete un cross dalla destra.
Campanello d'allarme per la tenuta atletica della squadra del Prof, Svizzera che si conferma compagine granitica e ottimamente organizzata.

Forte dell'impresa paraguayana dell'esordio, l'Hombre Vertical ospita a San Isidro l'Ecuador della Gaglia, reduce addirittura da una vittoria sul Brasile.
Tra i due tecnici c'è grande stima ed entrambi si sono schierati contro il Presidente, durante Italia – Germania, nella polemica sui giocatori che hanno finito la carriera. Vista l'appartenenza del Barone al Clan Antichi Eroi, secondo i tabloids il vulcanico allenatore rischierebbe rappresaglie da parte dei compagni di Clan e sembra che l'altro ieri si sia addirittura svegliato con una testa di maiale sul letto. Chi scrive non crede assolutamente possibile che persone equilibrate come il Presidente e il Professore possano rendersi protagonisti di tali gesti e che contro di loro, sempre troppo buoni, si stiano montando polemiche strumentali. Partita ultratattica (o pastett of love, chi può dirlo eh?) fin dai primi minuti, il 4231 mouriniano della Gaglia si fa però preferire anche se nel primo tempo le occasioni latitano da entrambe le parti. Nelle ripresa gli ospiti premono con più costrutto, il possesso palla è davvero pregevole ma in fase di conclusione sono sempre chiare le lacune degli anni passati. Con il passare dei minuti le squadre si allungano e ne beneficia lo spettacolo, la Costarica riesce a mettere davanti alla porta Wanchope, che spreca in malo modo. Negli ultimi venti minuti subentra la stanchezza e la partita si conclude con uno 0 a 0 che ha deluso un po' i tifosi di casa ma divertito gli appassionati di tattica, che hanno apprezzato lo scacchistico primo tempo..

Grande attesa al Louis II di Monaco, tradizionale terreno di ficcaggio per Claude, per la prima della Yugoslavia targata Presidente, opposta alla Francia dell'incredibile Ulka, che aveva ben impressionato all'esordio. Ottimo avvio degli slavi che controllano il centrocampo con una deliziosa circolazione della sfera e una schiacciante superiorità sulle palle alte, i francesi hanno il loro bel da fare e sono spesso aiutati dall'arbitro, che passa sopra ad alcuni interventi al limite. Già al 17' però, la squadra di Alanash si porta in vantaggio con una bella conclusione di Susic e la partita dei Bleus si fa difficile. La pressione della Yugoslavia aumenta ancora, Holcer e Bajevic sprecano due nitide palle goal a tu per tu col portiere. La Francia è irriconoscibile e riesce a produrre solo azioni in contropiede che però mettono in ambasce la difesa non ancora registrata degli ospiti, in particolare è clamorosa un' occasione di Benzema alla mezzora. Prima del riposo seconda doccia fredda per i gallletti del Bandito: splendida palla di Stojkovic per Bajevic ed è due a zero! Nell'intervallo Ulka corre ai ripari e rinforza la linea mediana. Il pallino della manovra però è sempre nelle mani dell'equipe presidenziale, che appare davvero un altra squadra, costantemente proiettata in avanti e molto propositiva. Alla Francia rimane, anche nel secondo tempo, l'arma del contropiede, ma gli attaccanti di casa mostrano una preoccupante involuzione nelle rifiniture. Solo a tempo scaduto gli uomini di Ulka trovano il goal della bandiera con Trezeguet ma i tre punti prendono l'aereo per Belgrado. Grande Yugo e Francia ombra di se stessa, due squadre con valori importanti tutte da decifrare!

Fratelli coltelli a Rotterdam per il match Heroic Holland -Ukraina, i Lanteri Brothers si sfidano dopo un pessimo esordio per entrambi.
Neanche il tempo per firmare gli autografi e il Barone inaugura la serie di bestemmie in ukraino stretto che caratterizzeranno l'intera partita: magia di Van Basten che si scrolla di dosso due uomini e la mette dentro dalla distanza, siamo solo al secondo minuto. Colpita a freddo, la squadra favorita per la vittoria finale non riesce a ricompattarsi e al 17' subisce il secondo fico, frutto di un'altra azione personale, stavolta di Gullit. Dopo tre minuti Cruyff sfiora addirittura il terzo e il Barone esplode. Prima ce l'ha coi suoi e grida “siete imbolsiti cazzo!”, poi si accorge che non capiscono l'italiano e traduce “U cazzu cu ve creuve!” Arriva anche il turno del Boya, aggredito anche dal fratello e accusato di avere una squadra di mostri dopati.
Gli Ucraini non riescono a costruire, l'Olanda si limita a contenere, la squadra nel Boia non è ancora brillante sul piano del gioco ma si affida con efficacia al talento dei suoi uomini di punta. Solo Ponomariov sembra accettare il confronto e cerca pur senza creare pericoli la via della porta. Cambia assetto il Barone ma ai primi del secondo tempo la partita di fatto si conclude, goal di Crujff e successiva gestione orange. Non succede granché fino alla fine della partita se non alcuni tentativi di aggressione del Barone ai danni del fratello, già provato dagli episodi del pomeriggio. Che fine ha fatto l'Ukraina dello scorso anno? L'Hombre Vertical se lo chiede e cercherà risposte nel prossimo rischio esonero. Tre punti importanti per gli Eroi che devono però ancora trovare il fraseggio che aveva contraddistinto le precedenti qualificazioni.


Superclasico tutto da gustare a San Paolo, il Brasile di Chicov ospitava infatti l'Argentina del Boya in un incontro da tutto esaurito. Come da copione verdeoro in avanti spinti dal 343 del tecnico di Via Kornice (domina), come nelle prime due partite il gioco è davvero pregevole e le occasioni fioccano con continuità ma vengono puntualmente sciupate dagli avanti carioca. Goal mangiato goal subito, ed è Messi a far valere l'antico adagio: Argentina in vantaggio al 19' nella prima vera occasione creata. L' albiceleste tuttavia non riesce a proporsi e ha difficoltà a contenere la reazione brasiliana. Chico non sa più che pesci prendere e medita di porgere il proprio pesce alle mogli dei suoi attaccanti nel dopogara. Cambi in attacco per i carioca, nel secondo tempo il Brasile continua a martellare a e l'Argentina arretra pericolosamente; al 78' la svolta: Hulk approfitta di una disattenzione dei centrali argentini ormai in debito di ossigeno e mette dentro il goal del pari tra le bestemmie liberatorie di Chicov. I carioca festeggiano ma solo per tre minuti: la maledizione che ormai chiaramente incombe sulla loro squadra si materializza nelle sembianze del Padron Mascherano, primo goal per lui in questo Mundial e notte fonda sul San Paolo. Non ci sono parole per descrivere quello che sta accadendo ad un Brasile davvero bello e dannato. Passo indietro per l'Argentina sul piano del gioco ma due passi avanti per abnegazione e capacità di soffrire.

Dopo l'estemporaneo 10 turno imposto la scorsa serata Mundial, il tecnico Ulkaviolence accettava di giocare il terzo turno casalingo contro gli USA, vera e propria squadra del momento. Imbottito di Prozac per l'occasione, Ulka veniva accolto dall'applauso dello stadio di Kingston sempre molto legato al tecnico di Via Beglini. Ma gli USA, cari signori, sono pane duro per tutti e già dai primi minuti la Giamaica si trova in difficoltà. Gli uomini del Barone in verità non appaiono dominanti come nelle recenti esibizioni ma molto più tattici e maturi. Prime fasi di studio e a passare per primi sono ovviamente gli Yankee: rivitalizzato dal trattamento Zeman, il romanista Bradley non si fa pregare e al 21' timbra il cartellino con freddezza. La partita la fa la Giamaica ma la squadra di Ulka non è mai stata abile nel costruire e gli statunitensi non devono certo dannarsi l'anima per proteggere la propria porta. Luka mischia le carte durante la pausa ma i suoi scendono in campo troppo molli dopo il giro di bong ormai classico che sostituisce in Jamaica il classico thè caldo. Bastano due minuti al solito incontenibile Donovan per fare il secondo, per la gioia e la gloria del Barone. Chi si aspetta finalmente un moto d'orgoglio dei padroni di casa è deluso: poche idee e confuse, la corsa organizzata che aveva contraddistinto lo scorso mundial è un correre dietro al pallone senza costrutto e arriva un altra sconfitta senza appello. Non ci sono ormai più parole per descrivere gli States dell'Hombre Vertical, stasera in versione controlla e punisci, La Jam va addirittura a rischio esonero e Ulka dovrà attingere a tutte le sue (ultime) risorse nervose per fa risorgere il suo team.

Nel secondo turno del gruppo 8 - Europe la Finlandia di Chicov ospita l'Inghilterra del Professore a Helsinki. Primi freddi nel Grande Nord e albionici che approfittano della temperatura per metterla sulla corsa. Pressione costante e buon fraseggio degli uomini del Prof per tutto il primo tempo ma la Finlandia è come al solito squadra quadrata difficile da sorprendere. Ottima la prova del centrocampo inglese che sovrasta quello dei padroni di casa e mette in condizione Owen e Fowler di segnare, gli avanti inglesi però non riescono a concretizzare la manovra e il primo tempo si conclude sullo zero zero con Chico molto preoccupato. Come già avvenuto per la Scozia però, il pass and move del professore non riesce a ripetersi nel secondo tempo e il ritmo cala vertiginosamente, Chico ne approfitta ma con intelligenza evita di scoprirsi. E' una seconda frazione molto tattica, con il Professore preoccupato di non farsi uccellare e il tecnico ficcatore che si accontenta del pari (paste di via Kornice sponsored by pasticceria Freni). Problemi di tenuta per gli inglesi, a sprazzi molto divertenti, Finlandia che darà a nostro parere fastidio a tutti, complimenti a Chicov che sa proporre sia squadre equilibrate che squadre offensive, un po' il discorso fatto per la Gaglia.

Nella bolgia di Istanbul va in scena Turchia - Polonia, con La Gaglia voglioso di bissare il successo ottenuto in casa di quelli che il tecnico ha definito alla vigilia “polacchi papisti bastardi”. Il tecnico ulkaviolento, di provata fede islamico-fondamentalista, ha peraltro rincarato la dose nei confronti dei suoi stessi giocatori minacciando di farsi esplodere negli spogliatoi in caso di sconfitta. Ne scaturisce una partita poco spettacolare con i Turchi come di consueto all'arrembaggio, ma stavolta con troppa precipitazione e scarsa lucidità. Il polacchi appaiono preoccupati per la loro stessa vita, e risultano finalmente compatti dietro, senza brillare però in contropiede. Dopo la sfuriata iniziale dei cani del bosforo, il primo tempo scivola via senza emozionare con grande delusione dei tifosi della Gaglia (definito comunque ormai il Nuovo Imperatore). Negli spogliatoi Davydian cerca di mettere ordine negli schemi d'attacco e nel secondo tempo la manovra scorre più fluida, Ulka reagisce compattando ulteriormente il centrocampo e di fatto blocca il match che si conclude alla fine a reti inviolate. Un punto buono più per i polacchi che per i turchi, che comunque continuano la serie di risultati utili dopo il ko interno dell'esordio, risultando però meno brillanti dei precedenti match. Polonia forse finalmente a posto nelle retrovie ma i lavori in corso hanno danneggiato la costruzione, Girone buridda a nostro avviso.

A Capetown si è giocata un sfida valida per il terzo turno, tra il Sudafrica del Professore e l'Egitto di Chicov. La partita è stata una fotocopia degli altri incontri tra i tecnici che controllano tutto quanto è illegalità tra la Via Aurelia e il torrente Argentina. Partenza sprint del Sudafrica che chiude il più rodato Egitto nella sua metà campo, sugli scudi il Dottore che rifinisce e conclude da par suo e Mokoena, abile a sganciarsi: due occasioni nitide per il Sudafirca ma Egitto abile a contenere la sfuriata dei padroni di casa e pungente in contropiede con il gioiellino Abu. Anche in questo caso la superiorità della squadra del Professore non porta al goal e il primo tempo si conclude a reti inviolate. Secondo tempo come da manuale caratterizzato dal calo dei sudafricani e dall' Egitto che piano piano sposta in avanti il proprio baricentro, Il conto delle occasioni si porta ben presto alla pari e le squadre finiscono per sfilacciarsi; quando ormai sembra scontato il pari, Al Muhammady approfitta di un pasticcio difensivo degli uomini del Professore e trova il goal del vantaggio. Pareggio forse risultato più giusto, ma Egitto che si conferma letale quando attacca con convinzione, Sudafrica a rischio esonero con problemi di ficcaggio nonché di tenuta atletica da superare in fretta.

La Croazia del Barone era chiamata a fronteggiare il rischio esonero dopo le deludenti partite iniziali e il match non si preannunciava facile contro una Norvegia in piena forma e gasata dalla vittoria sugli spagnoli. Croazia tesa nei primi minuti, Barone preoccupato per la sua sorte, ne approfitta la Norvegia che propone un calcio semplice e ficcante. I vikinghi gelano lo stadio al 15' con un goal di Kvammen che materializza un boicotage in salsa croata per l'Hombre Vertical. Aegiudius avrà anche la stampa e la tifoseria contro, ma la sua squadra dimostra di amarlo incondizionatamente e dopo solo un minuto il pupillo Boban raddrizza un match e scaccia i fantasmi.
I croati ora ci credono e pressano con convinzione, finalmente tranquilli psicologicamente, terminando la prima frazione in attacco.
Ulka trova il tempo di sistemare il centrocampo e gli spazi per i padroni di casa sono più limitati nella ripresa. Gli uomini del Barone continuano a cercare il goal del vantaggio, fondamentale ai fini della classifica, ma senza la pericolosità a cui ci avevano abituato. La tensione sale in panchina e finalmente, al 77', il cigno danzava sul lago: Hitrec non sbaglia, due a uno. Sportivamente il Barone si rivolge alla panchina avversaria improvvisando “ Luca era gay e adesso se lo fanno in sei”, canzone che va spesso in onda in FM su Radio HRV, il tecnico ulkaviolento non regisce e se fossimo nei panni di Aegidius ci preoccuperemmo delle possibili ripercussioni future. La Norvegia, ormai alle corde, non riesce a creare altre occasioni e i primi tre punti per il barone sono serviti. Ancora da lavorare ma la Croazia torna in pista. Altro ko per Ulka in una serata da dimenticare.

Altro rischio esonero a Berlino tra una per ora irriconoscibile Germania, guidata dal Boya, e la sempre temibile Svizzera di Egor Chicov che invece si sta ripetendo alla grande.
Gli uomini di Sir Ale vogliono salvare la panchina del loro mister e scendono in campo motivati a mille. Il carattere c'è, il centrocampo lavora bene ma quest'anno la difesa è inguardabile e l'attacco sterile: non capiamo davvero perché. Il risultato è che al minuto 9, dopo un buon avvio dei locali, si libera il solito Sulser che non contempla la parola perdono nel suo dizionario: 0 a 1.
La Germania ci prova ma fare un goal alla Svizzera è sempre un impresa, alla mezzora gli uomini di Chicov danno lezioni di contropiede e Hugi la mette dentro. La Germania stavolta accusa la botta e non riesce a reagire per il resto della prima frazione.
Il Boya preferisce non fare cambi e la sua squadra lo ripaga con un secondo tempo ancora notevole sul piano della motivazione ma assolutamente inefficace, la Svizzera ha buon gioco nel contenere con l'ormai collaudato sistema “ eccheminkiamenefutteammèdelcentrocampo”, lasciando la costruzione in mano ai difensori. Dopo il match Il Boya ha affrontato con coraggio il Grand Jury che discuteva sulla sua permanenza in panchina. E' emerso in primis che la squadra è chiaramente con lui e che nel passato è stato l'unico mister in grado di ottenere risultati con i Krukki, pertanto ha ottenuto la conferma. In bocca al lupo al Boya e complimenti a Chicov.


Partita ricca di contenuti a San Siro, tra l'Italia della Gaglia e la Scozia del Professore, due squadre rinnovate e interessanti che cercano un ruolo da protagonista nel loro girone. La Scozia non valica le Alpi in cerca del punticino e scende sul terreno di gioco infoiata a mille. Notevole il pressing a centrocampo degli Higlanders ma gli Italici ci mettono poco a prendere le misure e si rendono pericolosi in contropiede con Cassano, ripartendo con efficace puntualità. La Scozia alza ulteriormente il numero dei giri portando avanti entrambi i terzini e l'Italia si trova in inferiorità numerica a centrocampo, Allo scadere del primo tempo alla fine gli uomini del Prof passano, è proprio il terzino sinistro Grieg a portare su palla, scambiare con Mc Allister e inserirsi beffando Buffon con un forte diagonale. Il secondo tempo è tutta un altra storia. Gli scozzesi pagano la verve del primo tempo e l'Italia non fa più nessuna fatica dietro portando in avanti il baricentro del gioco. Sbaglia il fuorigioco la Scozia e Cassano la punisce al 50'. Gli scozzesi non ne hanno più e l'Italia è padrona del campo: il raddoppio arriva al 76' ancora con uno scatenato Gordo che approfitta di un, idiotismo sottolineato con sportività dalla Gaglia. Prova a cambiare il Prof ma i suoi non rispondono e i gaglionici portano a casa il risultato con merito.
Italia sorniona che gioca con intelligenza, Scozia generosa ma ingenua e alla fine il Prof subisce una dura lezione tattica da parte della Gaglia.

Il terzo turno del gruppo 5 europeo vedeva di Fronte a Olomuc la Repubblica Ceca del Presidente e l'Eire del Boya. La Gaglia ironizza nel prepartita sulla difesa della squadra di Alanash e pilota le scommesse con la consueta violenza. AL 3' Cekia subito in goal con il gioiello Masopust e partita che sembra prendere una piega ben precisa a favore dei padroni di casa. Le profezie gaglioniche non sono però da prendere mai sottogamba e già all'11' l'Eire pareggia con una bella azione finalizzata dal gigante Cascaraino. La Cekia ci prova ma la difesa è troppo lenta e non riesce a coprire gli spazi lasciati aperti dalle folate delle ali. AL 22' l'Eire passa per la seconda volta, con Robbie Keane e si chiude bene impedendo alla squadra di Alanash di rendersi pericolosa. Il Presidente non ci sta e organizza nuovi movimenti in avanti per il secondo tempo. Fischio dell'arbitro e dopo solo 5 minuti per Robbie Keane è doppietta, terza rete irlandese e altre pesanti ironie del profeta la Gaglia. La pressione ceka si concretizza al 73' con l'altro gigante della partita Jan Koeller che è bravo a concludere e a riaprire il match. Ceki ancora disperatamente in avanti ma il tempo inizia a scarseggiare e l'Eire regge fino al novantesimo prendendo tre punti di platino. Repubblica Ceca con 7 goal fatti e 7 subiti, equilibrio cercasi disperatamente. Eire in cima al girone in attesa dell'altra partita del terzo turno, alterna anch'esso solidità a idiotismi.

A Leeds il Professare testava la sua Inghilterra in un match che lo vedeva di fronte al Boya, duca della Bulgaria.
Entrambi i tecnici sono un po' cotti dalla serata, difficile per il Prof e drammatica per il Bandito, il primo quarto d'ora è davvero inguardabile.
Al 17' sblocca i giochi Owen su un altro contrasto baco come quelli di cui abbiamo in precedenze parlato. La Bulgaria sembra dover ancora scendere in campo e Fowler ne approfitta al 25' con una bella azione personale. Partita piena di errori e primo tempo che si conclude senza altri episodi.
Nella ripresa Bulgaria ancora imbarazzante e scarica. Senza proporre nulla di trascendentale, gli inglesi arrivano al 3 a 0 con un diagonale di Joe Cole su deliziosa imbeccata di Becks e al 65' Wilshere materializza l'incubo Under de Table per uno sconfortato Ulka: 4 a 0. A tenere alta la bandiera bulgara ci pensa nel finale Asparago, che al 79' e al 90' timbra due reti preziosissime per eventuali calcoli finali.
Partita strana, Inghilterra che segna quattro goal in un ora senza giocare e Bulgaria davvero sottotono, squadre ancora prive di identità.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO E' PER VENERDI 19, PUNTUALI E INFOIATI COME SEMPRE! GASIAMOCI PER DIO!!!

 L'attaccante di Chicov in pizza piena!
 
Dong cerca di riaprire la partita a Seoul!
       Teodoro "LOLO" Fernandez!
                     Il Cigno di Hitrec porta in alto la Croazia!
        Il Popolo giamaicano sta con il Bandito nella buona e nella cattiva sorte!
Ballack visibilmente commosso per la conferma del Boya 
giura che la Germania si qualificherà!
                              Il Gordo insulta pesantemente il Professore